Andrea Vitali, “Il segreto di Ortelia” diventa un film
Aprile 14, 2008 di milla
Una gradevole sorpresa. “L’aria del lago“, così si intitola il film che Alberto Rondalli ha tratto da “Il segreto di Ortelia“, il penultimo libro (l’ultimo è “La modista“, uscito da poco) di Andrea Vitali, scrittore prolifico nei cui romanzi si respira aria di lago.
Alla presentazione del film (che per il momento purtroppo viene distribuito solo in Lombardia) il regista ha confessato che trattasi di produzione low budget. Direi proprio che ha fatto buon uso di tutto quello che aveva a disposizione. Intrigante e vivace, “L’aria del lago” non è mai scontato e rende benissimo lo stile frizzante, piacevolmente campanilista, del libro. Tra bordelli di provincia, macellerie, pizzi e stalle, dipinge (come aveva fatto il libro) un quadro divertente anche se non sempre spensierato della vita di un paesino sul lago di Como - Bellano (terra natale dell’autore), provincia di Lecco (città natale del regista) - dagli anni ‘20 allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Poche cose il film tralascia del libro. Vengono trascurati solo alcuni snodi minori dell’intreccio. Unico punto in cui Rondalli si discosta maggiormente da Vitali è il finale: il libro riserva una bella chiusura di rivincita alle donne protagoniste. E così le mogli tradite, le servette ingravidate e le figlie non riconosciute stringono alleanze consolatorie in barba a quei bastardi che ci ha pensato e ci penserà il destino (sotto forma di colpo apoplettico, morte o guerra) a punire.
Ps. Una nota sul libro: la quarta di copertina riporta non le recensioni di Repubblica o del Corriere della Sera, ma i commenti (su “Olive comprese“, altro romanzo di Vitali, uscito nel 2006) lasciati dai lettori sul sito di Ibs. Anche la carta inizia a sentire odore di user generated content.



L'angolo del
[...] Fabiana Proietti: [...]
Ho lavorato nel film “L’aria del lago” in qualità di attore ricoprendo il ruolo di Gallinaccio.
E’ stata un’esperienza importante, che ricordo con grande affetto.
Ottimo il rapporto con Alberto, il regista, disponibile e professionale sul set.
Avendoci lavorato ed essendo affezionato a questo film, è chiaro che il mio non possa essere un parere obiettivo, sono comunque sicuro che chi ha visto il film convenga con me nel dire che è buono.
La fotografia è intensa e avvolgente, i costumi sono ricercati, la scenografia finemente rifinita fa rivivere le atmosfere del primo dopo guerra.
Il cast è coraggioso, non ci sono nomi altisonanti, ma attori che hanno saputo caratterizzare con profondità i personaggi.
Ciao “Gallinaccio”!
Confermo tutto quello che dici. E spero proprio che il film venga distribuito a largo raggio, che non resti confinato alla sola Lombardia.
Spero poi che Alberto Rondalli non si fermi qui e vada avanti trasformando in film altri romanzi di Vitali.
Complimenti ancora a tutti voi. Arrivedervi presto sul grande schermo (me lo auguro proprio)!