Ho sognato il partigiano Johnny
Aprile 26, 2008 di luiginter
Ieri era il Venticinque aprile, anche questa volta, come troppo spesso negli ultimi anni, ci hanno detto che è una festa di parte: e noi rispondiamo che è vero, è la festa della civiltà contro il fascismo. Tutto qui. Da che parte dovremmo stare se non dalla parte di Johnny?
Johnny retrocedeva, lentissimamente, intentamente, la faccia composta nell’amara tensione del colpo in corso, passo dietro passo di qualche metro fuori dell’attuale concentrato fuoco. La schiena gli si irrigidì, riconoscendola, contro la friabile terra della svolta, un paio di fascisti lo fissarono, ruotarono su lui le persone e le armi, ma Johnny lambì la curva out, in tempo a udire le pallottole configgersi sorde e viziose nel calcare gemebondo.
Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny I, capitolo 12


L'angolo del
E ” partì verrso le somme colline, la terra ancestrale che l’ avrebbe aiutato nel suo immoto possibile, nel vortice del vento nero, sentendo com’ è grande un uomo quando è nella sua normale dimensione umana. [ ...] Ed anche fisicamente non era mai stato così uomo, piegava erculeo il vento e la terra”.( cap. 4)
Semplicemente, la festa di chi aveva ( ed ha) scelto di stare nella “normale dimensione umana”.
Sarà l´avvilimento di questi giorni, ma io ho ricordato Milton, brutto-povero-generoso-disperato…
” Era perfettamente conscio della solitudine, del silenzio, della pace, ma ancora correva, facilmente, irresistibilmente. Poi gli si parò davanti un bosco e Milton vi puntò dritto. Come entrò sotto gli alberi, questi parvero serrare efar muro e a un metro da quel muro crollò.”
Mah?