Che Libri. Il mensile per chi legge
Maggio 4, 2008 di giuliaduepuntozero
Segnalo l’uscita di un nuovo mensile dedicato al mondo dei libri e della lettura, Che Libri, in edicola dal 20 aprile.
Nell’editoriale della direttrice Bea Marin si legge:
Volevamo degli strumenti per scegliere senza essere condizionati dal sapiente lavoro dei marketing editoriali, per non sentirci spaesati tutte le volte che entravamo in libreria, sopraffatti dalle pile di libri. Una rivista sarebbe stata l’ideale e dato che non ne abbiamo trovate, abbiamo deciso di pubblicarla noi. Ecco perché Che libri. Il mensile per chi legge. Anche perché siamo un gruppo che lavora fra i libri da una vita e ne conosciamo i più nascosti meccanismi. Così è nato il mensile che avete fra le mani. Una rivista che è una guida e una proposta. Che parla di libri in modo diretto. Uno spazio di dialogo fra chi i libri li scrive e chi li legge, ma anche un luogo di “appartenenza”, dove ogni lettore è di casa.
Con queste premesse parte il primo numero, che ho trovato un po’ per caso nell’edicola di Camogli (in stazione Centrale nulla da fare), che offre diversi spunti: dal viaggio in India attraverso i suoi autori, a un’intervista a Cirri e Solibello, dalla riscoperta di John Fante, alla presentazione di Giacopini, autore di un libro su Bobby Fisher (con annessa bibliografia sugli scacchi).
Diverse le rubriche fisse, alcune molto carine: Cosa legge, intervista a uno scrittore con domande su cosa ha sul comodino, eccetera (in questo numero, Pierangelo Buttafuoco), Se ti è piaciuto, libri che ti possono piacere se ti è piaciuto il volume di partenza (il bel L’eleganza del riccio), La parola a, chiacchierata con Andrea Vitali, scrittore di lago. Oltre, ovviamente, a notizie dal mondo dei libri e recensioni a tutto spiano.
Insomma, si trovano interessanti spunti per chi ama la lettura.
*giuliaduepuntozero


L'angolo del
l’ho trovato anch’io con facilità nella mia edicola.
Come dice Giulia gli intenti e alcune idee sono buone. Però in generale speravo meglio. Mi è sembrato un po’ piatto e banale.
Al di là della segnalazione, a te è piaciuto?
Senza voler offendere nessuno, mi sembra un po’ il catalogo della Postal Market, recensioni di libri in uscita ok, ma non basta. Qual è l’idea di fondo del prodotto? Che idea c’è dietro agli articoli. E poi difetta in grafica.
sono purtroppo d’accordo. la veste grafica non aiuta e poi dà l’idea di sottovalutare i lettori. se la rivista vuole catturare nuovi lettori non è accattivante, se si vuole rivolgere ai già lettori rimane di un livello troppo basso. non mi piace essere troppo critica però bastava ispirarsi un po’ a questo blog…
condivido pienamente, il prezzo poi (3 euro) mi sembra davvero esagerato per quello che offre. per quanto mi riguarda, pollive inverso.
ok la grafica da migliorare, l’idea per buona;
n popolare n rivista per grandi intelluatuali, un impegno a fornire al lettore medio informazioni utili;
mettetela come volete per esempio a me il servizio sugli scittori indiani piaciuto, certo un bignamino, ma insomma quanto utili sono stati anche quelli;
Se devo essere sincera, concordo abbastanza con voi.
Ammetto, il giudizio al primo sguardo è stato abbastanza negativo: soprattutto per la grafica, come hanno segnalato molti d voi.
Poi per il tono, che penso sia trasparito anche dalla citazione che ho messo, che mi urta abbastanza, questo andare contro come partito preso al marketing dei libri, come se per forza un libro che ha successo e che viene spinto dall’editore debba per forza fare schifo…
…Ribattendo con articoli su testi di filosofia, che va bene tutto, però…
A una seconda e più attenta lettura, comunque, ho trovato spunti interessanti, l’articolo su Vitali, quello su *L’eleganza del riccio*, insomma, l’ho letto praticamente tutto.
In sintesi, condivido ciò che ha scritto lettoremabulante: se la rivista vuole catturare nuovi lettori non è accattivante, se si vuole rivolgere ai già lettori rimane di un livello troppo basso.
Insomma, diciamo che ci sono ampi margini di miglioramento…
Però grazie alla redazione per aver avuto il coraggio, di uscire con questo titolo, con tutti i pregi e i difetti titoli così ci vogliono in edicola.
*giuliaduepuntozero
Ho letto con tantissima attenzione anche perchè, evidentemente, tirata in causa. Dirigo e mi sono inventata la rivista di cui si parla.
Partiamo dall’inizio: la grafica. avete tutti assolutamente ragione. E’ da cambiare, migliorare, rendere più accattivante. Però non è facile perchè non abbiamo modelli di riferimento. Non volevamo fare una rivista letteraria (colate di piombo grigio), ma neppure un magazine di attualità: l’idea era - ed è - un magazine che parla di libri e dove i libri siano in prima fila, si vedano bene senza rendere il tutto noioso.
Ci stiamo lavorando e sarei grata proprio a tutti se mi posteste dare consigli + precisi.
Ma passiamo alla “ciccia”: i contenuti. Non condivido molto le sole due opzioni che vengono portate: o i lettori forti o i non lettori. Il nostro progetto è quello di entrare fra i lettori “normali”, quelli che leggono senza però sentirsi degli “intellettuali” (come chi va al cinema senza per questo essere un cinefilo). Per usare un’immagine ora di moda, credo che anche in editoria ci sia una Casta (fra gli editori e fra i lettori), ebbene noi vorremmo tirarcene fuori.
Da quello che dite non ci siamo riusciti. Allora, però, vi chiedo di starci a lato. Se credete che Che Libri possa migliorare, non dateci troppi giudizi, diteci cosa non va e come dovrebbe cambiare. Le critiche sono essenziali, ma se pensate che una rivista così possa “servire”, allora dateci degli input.
Vi assicuro che ogni vostro suggerimento, critica e commento sono fondamentali. L’impresa è ardua, ma noi vogliamo tentarci.
Grazie a tutti, bea (chelibri@tiscali.it)
gentile Bea,
ho letto e apprezzato l’idea e anche il tentativo nella tua presentazione della rivista. tanto che quasi mi dispiaceva fare delle critiche perché si sente la sincerità e la passione. Come testimonia il tuo intervento tra noi gruppi di lettura. E questa è già una buona base.
al di là della grafica che si può sistemare io sfrutterei di più la professionalità e il piacere di leggere, che si sente dietro la rivista. Quello che manca è forse un po’ di coraggio nell’osare proposte meno popolari o scontate. Ho apprezzato la proposta indiana anche se manca la mia amata Badami, ma non ve ne faccio una colpa (!), i nuovi editori, però mi piacerebbe trovare idee e consigli che difficilmente trovi sugli inserti letterari. Sono d’accordo sulla casta degli editori e dei recensori, sui lettori non lo so. Secondo me i veri e semplici lettori sono aperti e curiosi, anche troppo ingenui.
In conclusione serve davvero una rivista aperta, sincera, curiosa, non banale perché non esiste o bisogna costruirsela prendendo qua e là e navigano in rete.
A nome, credo, anche degli altri lettori ti assicuriamo il nostro appoggio e che ti staremo a lato. buon lavoro!
Vorrei ringraziare Bea per la disponibilità al dialogo con i lettori, su questo nostro blog, a proposito della sua rivista.
Mi sembra un bell’esempio di come si possa provare a interagire anche partendo da un media a comunicazione monodirezionale come una rivista.
Speriamo di conversare con lei spesso, su queste pagine.
ciao ciao

dopo la fatica torinese sono/siamo di nuovo testa bassa per chiudere il successivo. Mi chiedevo però come trasformare Che Libri in una cosa multidirezionale e così pensavo che per cominciare si potrebbero segnalare i libri desiderati, gli autori dei quali si vorrebbe sapere di più, gli editori che si vogliono conoscere… noi cercheremo di fare il possibile
Non è una soluzione totale, però … per iniziare
In ogni caso il cervello è un po’ fuso quindi voi avrete idee senza dubbio più brillanti
ciao a tutti, bea
Ciao a tutti.
Stavo cercando il sito di “Che Libri” e sono arrivato su questo blog. E in edicola sono arrivato per caso a “Che Libri” andando alla ricerca di “Pulp”. Un bimestrale al quale credevo “Che libri” volesse fare concorrenza.
Mi sembra però che non ci siamo.
Pulp forse è troppo schierato ma leggendo le recensioni “sento” che il recensore ha letto il libro, lo ha soppesato, insomma, che sta mettendo del suo. LE recensioni di “Che libri” invece mi sembrano un “cut and paste” della quarta di copertina. Inoltre le interviste mi sono sembrate davvero “light” (mentre, sempre su Pulp, le interviste sono approfondite). Bella l’idea delle indicazioni letterarie sull’India ma, anche qui, sembra quasi una pubblicità (concordo con Alli: postal market, senza nulla togliere al glorioso librone che girava per casa quando eravamo piccoli)
Ci dobbiamo continuare ad accontentare di “Lire” ? che, come altre riviste francesi - vedi per esempio Philosophie - è davvero ben fatta. A volte mi sembra che noi riusciamo a copiare solo i programmi televisivi di serie C…
buona giornata
Vorrei tanto dare anche io un giudizio o eventuali consigli per questa nuova rivista, purtroppo non riesco a trovarla in edicola…..vivo in basilicata,forse qui la cultura deve ancora arrivare!spero di trovarla e sono molto curioso di leggerla…comunque buon lavoro e vi auguro tanta fortuna,complimenti per questa nuova rivista ci voleva l’aspettavo da una vita!ripeto spero solo di trovarne una copia. ciao
ecco appunto, posso intervenire per chiedervi se qualcuno a napoli l’ha trovata?
la cerco da quando so che è uscita ma tutti gli edicolanti fanno la faccia storta quando la chiedo e non se sanno niente…
grazie a tutti
Sta uscendo il numero 2 di Che Libri, ma stiamo lavorando al numero 3 e allora mi sono chiesta “se è di moda il governo ombra, perchè non fare una “redazione ombra”?”
sul prox numero di luglio-agosto, le idee di partenza sono:
1) un servizio sul giallo (pare che d’estate la gente legga solo questo), però andando a prendere le donne: le donne investigatrici e, perchè no, le donne-killer nella letteratura
2) è scontato il viaggio. Mi piaceva l’idea di prendere un pellegrinaggio e farlo attraverso i libri: Compostela? e poi parlare di lontananza. E poi, naturalmente, parlare di guide
questi i due temi principali.
poi per i pro-contro sarebbe interessante prendere le droghe leggere (se ne parla sempre e si sa sempre un po’ poco)
Per ora mi fermo qui. Cosa ne pensate? idee?
ciao a tutti, bea
Ciao,
non sono ancora intervenuta nella discussione dopo l’intervento di Bea.
Mi associo ai ringraziamenti di luiginter, grazie Bea, il tuo è stato un segno di grande disponibilità e apertura.
Se devo dare una mia opinione, come forse ho già scritto avevo grandi aspettative su questo giornale, che sono state un po’ deluse.
La cosa che mi ha dato più fastidio è stato il tono che è trasparito (o almeno che io ho percepito), questo tono un po’ snob di critica per partito preso nei confronti dei libri chiamiamo best-seller.
Ci sono stati però nel primo numero degli spunti interessanti, ad esempio l’articolo su Vitali, o quello su Fante, o la rubrica che mi è piaciuta molto su cosa può piacere se è piaciuto un certo libro. Però in generale ho trovato poco approfondimento, le recensioni molto superficiali, proprio da quarta di copertina. Ad esempio nell’articolo sull’India, tanti titoli, ma senza dettagli, se non la biografia dello scrittore.
Mi piace molto l’idea del giallo (mio genere preferito, quindi mi interessa molto), e originale l’approccio alle donne. Mi piace.
Consiglio di approfondire un po’, come detto.
Continuate poi con la rubrica di cui parlavo prima (non ricordo il titolo) sui gusti simili.
E sarà superficiale, ma anche l’occhio vuole la sua parte, la grafica del primo numero non allettava proprio.
Quando uscirà in edicola il numero 2?
Ciao
*giuliaduepuntozero
grazie giulia
il numero 2 uscirà la prox settimana e continuamo con la rubrica “se ti è piaciuto”. Lo sapevamo che raggiungere un equilibrio non sarebbe stato facile, però stiamo lavorando. Il prox numero credo sia molto meglio. Certo non perfetto, ma lo saremo mai?
Credo che la parte ancora debole sia quella delle recensioni che abbiamo spostato in testa, anche se abbiamo inserito delle rubriche fisse: gialli, fantascienza e rosa. Dal n.3 inseriamo anche il libro straniero e spero già l’arte.
Però aspetto vostri commenti.
ciao a tutti, bea
grazie bea,
allora lo cerco, sperando di trovarlo con più facilità, ho cercato il primo numero in un paio di edicole di milano senza successo, andando poi a trovare nell’edicola di camogli!
buon lavoro
*giuliaduepuntozero
Io purtroppo ancora non ho trovato il primo numero.. e ormai dubito lo troverò. :-/ Peccato..
(mi ci metto anche io, sperando di trovarlo :D)
Sono comunque molto curioso.. mi sembra una bella iniziativa.. ovviamente, essendo una rivista appena uscita, non può essere perfetta.. ma credo che andrà sempre meglio, andando avanti, grazie anche al consiglio di noi lettori..
Domanda: non esiste un sito ufficiale della rivista?
ciao,
per la rubrica “se ti è piaciuto” proporrei un inserto relativo sulle professioni: estate, tempo di viaggi e di vacanze, sì, ma anche di scelte per i giovani lettori che stanno per intraprendere la ricerca di un lavoro o devono scegliere un corso di studi.
… che ne dite? …
concordo con i suggerimenti fin qui espressi, in particolare lavorerei per migliare il livello di approfondimento (mi riferisco, ad esempio, al servizio sull’India).
Un augurio di buon lavoro e un’incoraggiamento!
NB: la rivista l’ho trovata per caso, girellndotra gli scaffali, in una libreria Feltrinell di Bologna
… ops! … perdonate i molti errori di battitura… scrivevo, al solito, in bilico (letteralmente).
Interessante l’inserimento del libro straniero (solo narrativa o anche saggi?).
una curiosità: si potrebbe ampliare la classifica dei libri più venduti, magari associandovi il numero di copie?
nb a questo proposito: mi sapreste indicare dove posso trovare questi dati?
grazie!
grazie a tutti, mi pare che la “redazione ombra” stia iniziando a dare i suoi frutti.
Il libro straniero sarà di tutti i tipi, prenderemo tendenzialmente un libro che nel paese d’origine ha suscitato dibattito e che qui non è arrivato (ancora).
Mi piace l’idea del “lavoro”, noi ci avevamo pensato immaginandoci una sorta di “dietro le quinte”. Messo come dici tu petunia, rischia di essere una grande delusione: in genere si trova lavoro o per conoscenze o per una lunga/lunghissima gavetta.
Per le classifiche è difficile dare dei dati in più, noi prendiamo i dati dall’ansa che forniscono solo i titoli. Andando anche nei diversi paesi non si riescono ad avere se non casualmente. In Italia, poi, tali dati sono top secret: nessuno scuce nulla.
Peccato
a presto, ciao, bea
p.s.
Naturalmente si accettano consigli e suggerimenti di tutti i tipi. Il prox numero entra in distribuzione lunedì e ci metterà circa una settimana ad arrivare in tutta Italia. Mi fate sapere se lo trovate?
Ciao,
pensavo… per il libro straniero, specie per il romanzo, che sarebbe interessante anche uno spazio dedicato ai libri e/o agli autori mai tradotti (rendere cioè autonomo e rimpinguare uno spazio come quello dedicato alla scrittrice bengalese non tradotta in Italia che si trova nel servizio sull’India).
Grazie mille per le interessanti informazioni!
Petunia
Ho solo un appunto da fare: in Italia il 33% dei libri pubblicati è tradotto da una qualche lingua straniera e nella maggioranza dei casi nessuna pubblicazione cita il nome del traduttore. Vedo che questa rivista non fa eccezione e lo ritengo veramente imperdonabile. Bisognerebbe sensibilizzare i lettori sul fatto che se sono in grado di leggere libri provenienti da altre culture, è perché c’è chi fa da “ponte” e questa cosa andrebbe riconosciuta da tutti, editori, critici e lettori.
Per il resto, ben venga una rivista che parla di libri, la letteratura non è mai valorizzata abbastanza.
Flavia
Io sto a Milano, l’ho cercato in questi giorni ma tutte le librerie mi dicono che non è ancora uscito…
ciao, anch’io ho cercato la rivista, l’ho prenotata in edicola, così potrò farmi un parere, penso che un traduttore sia scrittore a sua volta, gli argomenti inerenti alla traduzione mi interessano molto, però ho pochi libri a riguardo, voi conoscete qualche titolo? Grazie, ciao
Nella presentazione di Chelibri leggo: “[...] siamo un gruppo che lavora fra i libri da una vita e ne conosciamo i più nascosti meccanismi. Così è nato il mensile che avete fra le mani. Una rivista che è una guida e una proposta. Che parla di libri in modo diretto. Uno spazio di dialogo fra chi i libri li scrive e chi li legge [...]”
Bene, molto interessante.
Solo due domande:
1) perché mai, tra i più nascosti meccanismi, i più nascosti di tutti - ancora una volta, completamente invisibili - sono quelli legati alla traduzione? Senza chi traduce, e che nella rivista non è mai, mai, mai citato, nemmeno una volta, che dico, mezza, non ci sarebbe molto da leggere, no?
2) Uno spazio di dialogo tra chi i libri li scrive e chi li legge, uno spazio autentico, vero, davvero e finalmente libero da (cito ancora dalla rivista) si può creare solo se transita per lo spazio di chi traduce, di chi porta il libro dallo spazio-lingua di partenza allo spazio-lingua d’arrivo.
Insomma, un punto d’incontro o uno spazio di dialogo tra chi scrive e chi legge ma ancora una volta una porta chiusa sulla faccia - e sui NOMI - di chi questo spazio costruisce con il suo lavoro, duro lavoro.
Aspettiamo il prossimo numero, chi sa, magari qualcuno si accorgerà della nostra esistenza… la speranza è l’ultima a morire!
salve a tutti, non sono mai intervenuta in questo gruppo, ma vi leggo spesso e ho seguito le vicende di che libri. ho comprato ieri il secondo numero. e mi sembra di molto migliorato. bellissimo il pezzo su vittorini, mette molta voglia di rileggerlo, complimenti!
Qualcuno ha letto il romanzo EL CAMINO DE SANTIAGO, CON UN SASSO IN MANO di Mario Calcagnile? sono l’autore e sto preparando una serie di presentazioni in Italia e non solo.
chissà che ne pensate del secondo numero… a parte lucia, gli altri? perchè uno sforzo l’abbiamo fatto, e, come si diceva, siamo ancora un po’ acerbi, ma si deve crescere.
Ha suscitato tanto dibattito il tema dei traduttori. In realtà nella mia storia personale (parlo del mensile che ho fatto per 25 anni, Rivisteria) molte volte non solo abbiamo parlato di scrittori attraverso la voce dei traduttori, ma abbiamo più di una volta organizzato dei forum proprio fra i traduttori. Ma in editoria le figure trasparenti sono molte. Che ne pensate degli editor che spesso praticamente riscrivono i libri, senza i quali non ci sarebbe praticamente nessun best seller? Loro non hanno neppure fra i crediti i loro nomi, neppure in corpo 3. Eppure ci furono editor che passarono alla storia, come Grazia Cherchi, senza la quale, ad esempio, personaggi come Benni forse non sarebbero neppure esistiti.
Poi noi non mettiamo i nomi dei traduttori, è vero, non mettiamo neppure le collane (cosa che mi infastidisce personalmente) e neppure l’anno di edizione. Avete ragione. Il problema è che cerchiamo di stringere al massimo gli spazi (c’è ne è davvero poco e siamo sempre costretti a tagliare ed eliminare).
Però garantisco che parleremo dei traduttori e di tutti gli “invisibili” del libro.
ciao, bea
cara Bea,
non so tu, ma io ho la scrittura pigra. Brunetta mi avrebbe già licenziato. Però il tuo gentile interessamento merita una risposta che pensavo da tempo e…non avevo scritto. Ecco qua:
-giudizio sicuramente più positivo in generale
-nel dettaglio:
sono d’accordo sull’ottimismo di Mastrullo ed è per i tanti lettori timidi o che magari non pensano di esserlo che bisogna lavorare
-la grafica è decisamente migliore
-mi piacciono moltissimo i post-it edtitoriali
-le iniziative del mese le trovo altalenanti con segnalazioni un po’ scadenti
-sulle recensioni di narrativa sono sempre perplessa sia per le scelte che per come sono scritte. invece mi piacciono i pezzi che riuniscono tante segnalazioni come quello di Igor Longo
-lo scaffale ragazzi segnala un libro bellissimo come oh, boy con una recensione molto centrata. si potrebbe proseguire con libri per ragazzi belli da leggere anche per gli adulti. ce ne sono parecchi
-non mi piace la sezione piccoli editori. O li segnali in quanto tali e sarebbe un lavoro utilissimo o le recensioni dei loro libri le metti nei vari settori. anche perché cavallo di ferro o fandango non sono più piccoli di altri che avete segnalato.
-i pezzi monografici come quello su ‘68 sono belli.
quello sulla Cina forse meritava qualche titolo in più e meno scontato. Però è intelligente la parte per comprendere il bambino del banco a fianco.
per il resto dei personaggi naturalmente va a gusti: io ho un giudizio negativo sul libro di giordano, ma chiaramente è il mio parere.
severino e corona sono stati indovinati e proprio bravi
-bellissimo il pezzo sugli scrittori in panchina (anche se io non avrei messo giordano…
zingari felici e se ti è piaciuto.. li ho molto apprezzati
-a parte l’oroscopo per me negativo a questo numero darei 7 e soprattutto adesso lo consiglierei a lettori e biblioteche.
continua così!
ciao
Anche a me il secondo numero è piaciuto molto di più. Gli articoli su Vittorini, il ‘68, Severino e Corona sono molto interessanti. Riguardo alle traduzioni credo che, soprattutto per i classici, sarebbe interessante sapere che differenza c’è tra le traduzioni dei vari editori attualmente disponibili sul mercato (per esempio “Il Processo” di Kafka nell’edizione della Mondadori è diverso dalla edizione Einaudi, così come il “Don Chisciotte”).
Fosse per me amplierei il numero di articoli monografici, quelli dedicati ai classici e le interviste a personaggi di peso nel mondo della cultura come Severino, ma capisco che bisogna contemperare esigenze diverse. Complimenti comunque a Bea per l’iniziativa e per la volontà di migliorare, di sicuro acquisterò anche il prossimo numero.
ciao a tutti,
è di molto migliorata la rivista, se il trend di miglioramento è questo, ben venga! ottimo il pezzo su Vittorini, ben scritto, piacevole, lascia in bocca il desiderio di conoscerlo di più. chi l’ha scritto ha un bel piglio, divulgativo e puntuale insieme, sembra di viaggiare con vittorini. sarebbe anzi bella una rubrica in cui si affronta in questi termini un grande autore, la gente comincerebbe a leggere di più roba buona.
giordano a me non piace, forse le domande potevano essere un po’ meno scontate, ma in sè il format delle interviste è bello. quella a severino è ottima e anceh a oddifreddi, anche qui chi pone le domande è molto bravo. io le vorrei più lunghe, perchè mi pare che quando si sta iniziando a capire qualcosa di chi si racconta.. l’intervista è finita.
le recensioni sono ben fatte, bravi bravi bravi. e infine, già che mi sono scomodata a scrivere: ma il poeta presentato non potrebbe avere una foto più piccola e qualche parola di presentazione in più?
io il terzo numero lo comprerò di sicuro! buon lavoro
laura
Grazie di cuore a tutti. Ed è un grazie sincero, perchè olte alla fatica - che si dava per scontata - è soprattutto l’incertezza che ammazza e “stanca”.
Ringrazio anche per le osservazioni puntuali e la comprensione che i gusti non sono catalogabili e incasellabili, soprattutto quelli dei lettori, curiosi e onnivori.
un sincero abbraccio a tutti, bea
Sono arrivato qui cercando qualche recensione su “chelibri” e leggendo le varie critiche ai numeri della rivista e le risposte di Bea (come stai mia cara amica?) mi è venuta la voglia irrefrenabile di scrivere anch’io una piccola notazione.
Vorrei ringraziare di cuore Bea per la caparbietà e l’amore con cui sta portando avanti questa nuova “avventura”.
Non è facile trovare in giro riviste che non siano piene di “marchette” nei confronti di Autori ed Editori “Illustri”…
I primi numeri , si sa, sono i più difficili, si può sempre migliorare, e così sarà anche per “Chelibri”, vedrete … l’importante è che diamo tutti una mano, non solo per migliorarla (ma Bea ci riuscirà di sicuro), ma anche per farla conoscere ad un numero maggiore di persone attraverso anche le biblioteche, le librerie e le scuole.
un saluto a tutti e un abbraccio forte a Bea
stefano
ps : qui a Napoli la rivista si trova!
ma il terzo numero è uscito?
ma a Genova chi lo vende?
sono stata in edicola stamattina. non è ancora arrivato.
ho comprato i primi 2 n. Il secondo era già migliorato. Vi leggerò comunque per un anno intero, dandovi il tempo di assumere identità più precisa, con un buon rodaggio. Comunque se avessi indovinato con il giochino, mi piacerebbe saperlo. A Roma, in stazione, arriva subito. Buon lavoro.
in questa settimana esce il numero 3 e poi il prox a settembre.
buone vacanze a tutti
bea
ho letto ieri quasi tutto il 3. c’è stato davvero un notevole miglioramento. ottimo lavoro davvero. sono segnalati molti libri che non conosco e questo per me è molto importante. anche la grafica è migliorata molto. a rileggerci a settembre!