Che Libri. Il mensile per chi legge
Segnalo l’uscita di un nuovo mensile dedicato al mondo dei libri e della lettura, Che Libri, in edicola dal 20 aprile.
Nell’editoriale della direttrice Bea Marin si legge:
Volevamo degli strumenti per scegliere senza essere condizionati dal sapiente lavoro dei marketing editoriali, per non sentirci spaesati tutte le volte che entravamo in libreria, sopraffatti dalle pile di libri. Una rivista sarebbe stata l’ideale e dato che non ne abbiamo trovate, abbiamo deciso di pubblicarla noi. Ecco perché Che libri. Il mensile per chi legge. Anche perché siamo un gruppo che lavora fra i libri da una vita e ne conosciamo i più nascosti meccanismi. Così è nato il mensile che avete fra le mani. Una rivista che è una guida e una proposta. Che parla di libri in modo diretto. Uno spazio di dialogo fra chi i libri li scrive e chi li legge, ma anche un luogo di “appartenenza”, dove ogni lettore è di casa.
Con queste premesse parte il primo numero, che ho trovato un po’ per caso nell’edicola di Camogli (in stazione Centrale nulla da fare), che offre diversi spunti: dal viaggio in India attraverso i suoi autori, a un’intervista a Cirri e Solibello, dalla riscoperta di John Fante, alla presentazione di Giacopini, autore di un libro su Bobby Fisher (con annessa bibliografia sugli scacchi).
Diverse le rubriche fisse, alcune molto carine: Cosa legge, intervista a uno scrittore con domande su cosa ha sul comodino, eccetera (in questo numero, Pierangelo Buttafuoco), Se ti è piaciuto, libri che ti possono piacere se ti è piaciuto il volume di partenza (il bel L’eleganza del riccio), La parola a, chiacchierata con Andrea Vitali, scrittore di lago. Oltre, ovviamente, a notizie dal mondo dei libri e recensioni a tutto spiano.
Insomma, si trovano interessanti spunti per chi ama la lettura.
*giuliaduepuntozero


L'angolo del
l’ho trovato anch’io con facilità nella mia edicola.
Come dice Giulia gli intenti e alcune idee sono buone. Però in generale speravo meglio. Mi è sembrato un po’ piatto e banale.
Al di là della segnalazione, a te è piaciuto?
lettoreambulante
5 Maggio 2008 alle 8:29 am
Senza voler offendere nessuno, mi sembra un po’ il catalogo della Postal Market, recensioni di libri in uscita ok, ma non basta. Qual è l’idea di fondo del prodotto? Che idea c’è dietro agli articoli. E poi difetta in grafica.
Alli
5 Maggio 2008 alle 6:30 pm
sono purtroppo d’accordo. la veste grafica non aiuta e poi dà l’idea di sottovalutare i lettori. se la rivista vuole catturare nuovi lettori non è accattivante, se si vuole rivolgere ai già lettori rimane di un livello troppo basso. non mi piace essere troppo critica però bastava ispirarsi un po’ a questo blog…
lettoreambulante
5 Maggio 2008 alle 7:22 pm
condivido pienamente, il prezzo poi (3 euro) mi sembra davvero esagerato per quello che offre. per quanto mi riguarda, pollive inverso.
rosy
6 Maggio 2008 alle 3:17 pm
ok la grafica da migliorare, l’idea per buona;
n popolare n rivista per grandi intelluatuali, un impegno a fornire al lettore medio informazioni utili;
mettetela come volete per esempio a me il servizio sugli scittori indiani piaciuto, certo un bignamino, ma insomma quanto utili sono stati anche quelli;
Ferdinando
6 Maggio 2008 alle 10:29 pm
Se devo essere sincera, concordo abbastanza con voi.
Ammetto, il giudizio al primo sguardo è stato abbastanza negativo: soprattutto per la grafica, come hanno segnalato molti d voi.
Poi per il tono, che penso sia trasparito anche dalla citazione che ho messo, che mi urta abbastanza, questo andare contro come partito preso al marketing dei libri, come se per forza un libro che ha successo e che viene spinto dall’editore debba per forza fare schifo…
…Ribattendo con articoli su testi di filosofia, che va bene tutto, però…
A una seconda e più attenta lettura, comunque, ho trovato spunti interessanti, l’articolo su Vitali, quello su *L’eleganza del riccio*, insomma, l’ho letto praticamente tutto.
In sintesi, condivido ciò che ha scritto lettoremabulante: se la rivista vuole catturare nuovi lettori non è accattivante, se si vuole rivolgere ai già lettori rimane di un livello troppo basso.
Insomma, diciamo che ci sono ampi margini di miglioramento…
Però grazie alla redazione per aver avuto il coraggio, di uscire con questo titolo, con tutti i pregi e i difetti titoli così ci vogliono in edicola.
*giuliaduepuntozero
giuliaduepuntozero
6 Maggio 2008 alle 11:09 pm
Ho letto con tantissima attenzione anche perchè, evidentemente, tirata in causa. Dirigo e mi sono inventata la rivista di cui si parla.
Partiamo dall’inizio: la grafica. avete tutti assolutamente ragione. E’ da cambiare, migliorare, rendere più accattivante. Però non è facile perchè non abbiamo modelli di riferimento. Non volevamo fare una rivista letteraria (colate di piombo grigio), ma neppure un magazine di attualità: l’idea era – ed è – un magazine che parla di libri e dove i libri siano in prima fila, si vedano bene senza rendere il tutto noioso.
Ci stiamo lavorando e sarei grata proprio a tutti se mi posteste dare consigli + precisi.
Ma passiamo alla “ciccia”: i contenuti. Non condivido molto le sole due opzioni che vengono portate: o i lettori forti o i non lettori. Il nostro progetto è quello di entrare fra i lettori “normali”, quelli che leggono senza però sentirsi degli “intellettuali” (come chi va al cinema senza per questo essere un cinefilo). Per usare un’immagine ora di moda, credo che anche in editoria ci sia una Casta (fra gli editori e fra i lettori), ebbene noi vorremmo tirarcene fuori.
Da quello che dite non ci siamo riusciti. Allora, però, vi chiedo di starci a lato. Se credete che Che Libri possa migliorare, non dateci troppi giudizi, diteci cosa non va e come dovrebbe cambiare. Le critiche sono essenziali, ma se pensate che una rivista così possa “servire”, allora dateci degli input.
Vi assicuro che ogni vostro suggerimento, critica e commento sono fondamentali. L’impresa è ardua, ma noi vogliamo tentarci.
Grazie a tutti, bea (chelibri@tiscali.it)
bea
7 Maggio 2008 alle 1:57 pm
gentile Bea,
ho letto e apprezzato l’idea e anche il tentativo nella tua presentazione della rivista. tanto che quasi mi dispiaceva fare delle critiche perché si sente la sincerità e la passione. Come testimonia il tuo intervento tra noi gruppi di lettura. E questa è già una buona base.
al di là della grafica che si può sistemare io sfrutterei di più la professionalità e il piacere di leggere, che si sente dietro la rivista. Quello che manca è forse un po’ di coraggio nell’osare proposte meno popolari o scontate. Ho apprezzato la proposta indiana anche se manca la mia amata Badami, ma non ve ne faccio una colpa (!), i nuovi editori, però mi piacerebbe trovare idee e consigli che difficilmente trovi sugli inserti letterari. Sono d’accordo sulla casta degli editori e dei recensori, sui lettori non lo so. Secondo me i veri e semplici lettori sono aperti e curiosi, anche troppo ingenui.
In conclusione serve davvero una rivista aperta, sincera, curiosa, non banale perché non esiste o bisogna costruirsela prendendo qua e là e navigano in rete.
A nome, credo, anche degli altri lettori ti assicuriamo il nostro appoggio e che ti staremo a lato. buon lavoro!
lettoreambulante
7 Maggio 2008 alle 2:11 pm
Vorrei ringraziare Bea per la disponibilità al dialogo con i lettori, su questo nostro blog, a proposito della sua rivista.
Mi sembra un bell’esempio di come si possa provare a interagire anche partendo da un media a comunicazione monodirezionale come una rivista.
Speriamo di conversare con lei spesso, su queste pagine.
ciao ciao
luiginter
7 Maggio 2008 alle 6:03 pm
dopo la fatica torinese sono/siamo di nuovo testa bassa per chiudere il successivo. Mi chiedevo però come trasformare Che Libri in una cosa multidirezionale e così pensavo che per cominciare si potrebbero segnalare i libri desiderati, gli autori dei quali si vorrebbe sapere di più, gli editori che si vogliono conoscere… noi cercheremo di fare il possibile
Non è una soluzione totale, però … per iniziare
In ogni caso il cervello è un po’ fuso quindi voi avrete idee senza dubbio più brillanti
ciao a tutti, bea
bea
12 Maggio 2008 alle 1:37 pm
Ciao a tutti.
Stavo cercando il sito di “Che Libri” e sono arrivato su questo blog. E in edicola sono arrivato per caso a “Che Libri” andando alla ricerca di “Pulp”. Un bimestrale al quale credevo “Che libri” volesse fare concorrenza.
Mi sembra però che non ci siamo.
Pulp forse è troppo schierato ma leggendo le recensioni “sento” che il recensore ha letto il libro, lo ha soppesato, insomma, che sta mettendo del suo. LE recensioni di “Che libri” invece mi sembrano un “cut and paste” della quarta di copertina. Inoltre le interviste mi sono sembrate davvero “light” (mentre, sempre su Pulp, le interviste sono approfondite). Bella l’idea delle indicazioni letterarie sull’India ma, anche qui, sembra quasi una pubblicità (concordo con Alli: postal market, senza nulla togliere al glorioso librone che girava per casa quando eravamo piccoli)
Ci dobbiamo continuare ad accontentare di “Lire” ? che, come altre riviste francesi – vedi per esempio Philosophie – è davvero ben fatta. A volte mi sembra che noi riusciamo a copiare solo i programmi televisivi di serie C…
buona giornata
Franco
14 Maggio 2008 alle 9:23 am
Vorrei tanto dare anche io un giudizio o eventuali consigli per questa nuova rivista, purtroppo non riesco a trovarla in edicola…..vivo in basilicata,forse qui la cultura deve ancora arrivare!spero di trovarla e sono molto curioso di leggerla…comunque buon lavoro e vi auguro tanta fortuna,complimenti per questa nuova rivista ci voleva l’aspettavo da una vita!ripeto spero solo di trovarne una copia. ciao
Angelo
15 Maggio 2008 alle 11:28 pm
ecco appunto, posso intervenire per chiedervi se qualcuno a napoli l’ha trovata?
la cerco da quando so che è uscita ma tutti gli edicolanti fanno la faccia storta quando la chiedo e non se sanno niente…
grazie a tutti
aria75
19 Maggio 2008 alle 3:56 pm
Sta uscendo il numero 2 di Che Libri, ma stiamo lavorando al numero 3 e allora mi sono chiesta “se è di moda il governo ombra, perchè non fare una “redazione ombra”?”
sul prox numero di luglio-agosto, le idee di partenza sono:
1) un servizio sul giallo (pare che d’estate la gente legga solo questo), però andando a prendere le donne: le donne investigatrici e, perchè no, le donne-killer nella letteratura
2) è scontato il viaggio. Mi piaceva l’idea di prendere un pellegrinaggio e farlo attraverso i libri: Compostela? e poi parlare di lontananza. E poi, naturalmente, parlare di guide
questi i due temi principali.
poi per i pro-contro sarebbe interessante prendere le droghe leggere (se ne parla sempre e si sa sempre un po’ poco)
Per ora mi fermo qui. Cosa ne pensate? idee?
ciao a tutti, bea
bea
21 Maggio 2008 alle 2:02 pm
Ciao,
non sono ancora intervenuta nella discussione dopo l’intervento di Bea.
Mi associo ai ringraziamenti di luiginter, grazie Bea, il tuo è stato un segno di grande disponibilità e apertura.
Se devo dare una mia opinione, come forse ho già scritto avevo grandi aspettative su questo giornale, che sono state un po’ deluse.
La cosa che mi ha dato più fastidio è stato il tono che è trasparito (o almeno che io ho percepito), questo tono un po’ snob di critica per partito preso nei confronti dei libri chiamiamo best-seller.
Ci sono stati però nel primo numero degli spunti interessanti, ad esempio l’articolo su Vitali, o quello su Fante, o la rubrica che mi è piaciuta molto su cosa può piacere se è piaciuto un certo libro. Però in generale ho trovato poco approfondimento, le recensioni molto superficiali, proprio da quarta di copertina. Ad esempio nell’articolo sull’India, tanti titoli, ma senza dettagli, se non la biografia dello scrittore.
Mi piace molto l’idea del giallo (mio genere preferito, quindi mi interessa molto), e originale l’approccio alle donne. Mi piace.
Consiglio di approfondire un po’, come detto.
Continuate poi con la rubrica di cui parlavo prima (non ricordo il titolo) sui gusti simili.
E sarà superficiale, ma anche l’occhio vuole la sua parte, la grafica del primo numero non allettava proprio.
Quando uscirà in edicola il numero 2?
Ciao
*giuliaduepuntozero
giuliaduepuntozero
21 Maggio 2008 alle 9:38 pm
grazie giulia
il numero 2 uscirà la prox settimana e continuamo con la rubrica “se ti è piaciuto”. Lo sapevamo che raggiungere un equilibrio non sarebbe stato facile, però stiamo lavorando. Il prox numero credo sia molto meglio. Certo non perfetto, ma lo saremo mai?
Credo che la parte ancora debole sia quella delle recensioni che abbiamo spostato in testa, anche se abbiamo inserito delle rubriche fisse: gialli, fantascienza e rosa. Dal n.3 inseriamo anche il libro straniero e spero già l’arte.
Però aspetto vostri commenti.
ciao a tutti, bea
bea
22 Maggio 2008 alle 9:13 pm
grazie bea,
allora lo cerco, sperando di trovarlo con più facilità, ho cercato il primo numero in un paio di edicole di milano senza successo, andando poi a trovare nell’edicola di camogli!
buon lavoro
*giuliaduepuntozero
giuliaduepuntozero
22 Maggio 2008 alle 9:35 pm
Io purtroppo ancora non ho trovato il primo numero.. e ormai dubito lo troverò.
Peccato..
(mi ci metto anche io, sperando di trovarlo
)
Sono comunque molto curioso.. mi sembra una bella iniziativa.. ovviamente, essendo una rivista appena uscita, non può essere perfetta.. ma credo che andrà sempre meglio, andando avanti, grazie anche al consiglio di noi lettori..
Domanda: non esiste un sito ufficiale della rivista?
emme
23 Maggio 2008 alle 12:13 pm
ciao,
per la rubrica “se ti è piaciuto” proporrei un inserto relativo sulle professioni: estate, tempo di viaggi e di vacanze, sì, ma anche di scelte per i giovani lettori che stanno per intraprendere la ricerca di un lavoro o devono scegliere un corso di studi.
… che ne dite? …
concordo con i suggerimenti fin qui espressi, in particolare lavorerei per migliare il livello di approfondimento (mi riferisco, ad esempio, al servizio sull’India).
Un augurio di buon lavoro e un’incoraggiamento!
NB: la rivista l’ho trovata per caso, girellndotra gli scaffali, in una libreria Feltrinell di Bologna
petunia_di_bosco
23 Maggio 2008 alle 3:43 pm
… ops! … perdonate i molti errori di battitura… scrivevo, al solito, in bilico (letteralmente).
Interessante l’inserimento del libro straniero (solo narrativa o anche saggi?).
una curiosità: si potrebbe ampliare la classifica dei libri più venduti, magari associandovi il numero di copie?
nb a questo proposito: mi sapreste indicare dove posso trovare questi dati?
grazie!
petunia_di_bosco
23 Maggio 2008 alle 4:15 pm
grazie a tutti, mi pare che la “redazione ombra” stia iniziando a dare i suoi frutti.
Il libro straniero sarà di tutti i tipi, prenderemo tendenzialmente un libro che nel paese d’origine ha suscitato dibattito e che qui non è arrivato (ancora).
Mi piace l’idea del “lavoro”, noi ci avevamo pensato immaginandoci una sorta di “dietro le quinte”. Messo come dici tu petunia, rischia di essere una grande delusione: in genere si trova lavoro o per conoscenze o per una lunga/lunghissima gavetta.
Per le classifiche è difficile dare dei dati in più, noi prendiamo i dati dall’ansa che forniscono solo i titoli. Andando anche nei diversi paesi non si riescono ad avere se non casualmente. In Italia, poi, tali dati sono top secret: nessuno scuce nulla.
Peccato
a presto, ciao, bea
p.s.
Naturalmente si accettano consigli e suggerimenti di tutti i tipi. Il prox numero entra in distribuzione lunedì e ci metterà circa una settimana ad arrivare in tutta Italia. Mi fate sapere se lo trovate?
bea
25 Maggio 2008 alle 5:46 pm
Ciao,
pensavo… per il libro straniero, specie per il romanzo, che sarebbe interessante anche uno spazio dedicato ai libri e/o agli autori mai tradotti (rendere cioè autonomo e rimpinguare uno spazio come quello dedicato alla scrittrice bengalese non tradotta in Italia che si trova nel servizio sull’India).
Grazie mille per le interessanti informazioni!
Petunia
petunia_di_bosco
26 Maggio 2008 alle 3:55 pm
Ho solo un appunto da fare: in Italia il 33% dei libri pubblicati è tradotto da una qualche lingua straniera e nella maggioranza dei casi nessuna pubblicazione cita il nome del traduttore. Vedo che questa rivista non fa eccezione e lo ritengo veramente imperdonabile. Bisognerebbe sensibilizzare i lettori sul fatto che se sono in grado di leggere libri provenienti da altre culture, è perché c’è chi fa da “ponte” e questa cosa andrebbe riconosciuta da tutti, editori, critici e lettori.
Per il resto, ben venga una rivista che parla di libri, la letteratura non è mai valorizzata abbastanza.
Flavia
Flavia
29 Maggio 2008 alle 3:33 pm
Io sto a Milano, l’ho cercato in questi giorni ma tutte le librerie mi dicono che non è ancora uscito…
giuliaduepuntozero
29 Maggio 2008 alle 10:53 pm
ciao, anch’io ho cercato la rivista, l’ho prenotata in edicola, così potrò farmi un parere, penso che un traduttore sia scrittore a sua volta, gli argomenti inerenti alla traduzione mi interessano molto, però ho pochi libri a riguardo, voi conoscete qualche titolo? Grazie, ciao
nadie
30 Maggio 2008 alle 10:46 pm
Nella presentazione di Chelibri leggo: “[...] siamo un gruppo che lavora fra i libri da una vita e ne conosciamo i più nascosti meccanismi. Così è nato il mensile che avete fra le mani. Una rivista che è una guida e una proposta. Che parla di libri in modo diretto. Uno spazio di dialogo fra chi i libri li scrive e chi li legge [...]”
Bene, molto interessante.
Solo due domande:
1) perché mai, tra i più nascosti meccanismi, i più nascosti di tutti – ancora una volta, completamente invisibili – sono quelli legati alla traduzione? Senza chi traduce, e che nella rivista non è mai, mai, mai citato, nemmeno una volta, che dico, mezza, non ci sarebbe molto da leggere, no?
2) Uno spazio di dialogo tra chi i libri li scrive e chi li legge, uno spazio autentico, vero, davvero e finalmente libero da (cito ancora dalla rivista) si può creare solo se transita per lo spazio di chi traduce, di chi porta il libro dallo spazio-lingua di partenza allo spazio-lingua d’arrivo.
Insomma, un punto d’incontro o uno spazio di dialogo tra chi scrive e chi legge ma ancora una volta una porta chiusa sulla faccia – e sui NOMI – di chi questo spazio costruisce con il suo lavoro, duro lavoro.
Aspettiamo il prossimo numero, chi sa, magari qualcuno si accorgerà della nostra esistenza… la speranza è l’ultima a morire!
Riccia
2 Giugno 2008 alle 8:21 pm
salve a tutti, non sono mai intervenuta in questo gruppo, ma vi leggo spesso e ho seguito le vicende di che libri. ho comprato ieri il secondo numero. e mi sembra di molto migliorato. bellissimo il pezzo su vittorini, mette molta voglia di rileggerlo, complimenti!
lucia
3 Giugno 2008 alle 4:17 pm
Qualcuno ha letto il romanzo EL CAMINO DE SANTIAGO, CON UN SASSO IN MANO di Mario Calcagnile? sono l’autore e sto preparando una serie di presentazioni in Italia e non solo.
mario
9 Giugno 2008 alle 9:23 am
chissà che ne pensate del secondo numero… a parte lucia, gli altri? perchè uno sforzo l’abbiamo fatto, e, come si diceva, siamo ancora un po’ acerbi, ma si deve crescere.
Ha suscitato tanto dibattito il tema dei traduttori. In realtà nella mia storia personale (parlo del mensile che ho fatto per 25 anni, Rivisteria) molte volte non solo abbiamo parlato di scrittori attraverso la voce dei traduttori, ma abbiamo più di una volta organizzato dei forum proprio fra i traduttori. Ma in editoria le figure trasparenti sono molte. Che ne pensate degli editor che spesso praticamente riscrivono i libri, senza i quali non ci sarebbe praticamente nessun best seller? Loro non hanno neppure fra i crediti i loro nomi, neppure in corpo 3. Eppure ci furono editor che passarono alla storia, come Grazia Cherchi, senza la quale, ad esempio, personaggi come Benni forse non sarebbero neppure esistiti.
Poi noi non mettiamo i nomi dei traduttori, è vero, non mettiamo neppure le collane (cosa che mi infastidisce personalmente) e neppure l’anno di edizione. Avete ragione. Il problema è che cerchiamo di stringere al massimo gli spazi (c’è ne è davvero poco e siamo sempre costretti a tagliare ed eliminare).
Però garantisco che parleremo dei traduttori e di tutti gli “invisibili” del libro.
ciao, bea
bea marin
11 Giugno 2008 alle 11:20 pm
cara Bea,
non so tu, ma io ho la scrittura pigra. Brunetta mi avrebbe già licenziato. Però il tuo gentile interessamento merita una risposta che pensavo da tempo e…non avevo scritto. Ecco qua:
-giudizio sicuramente più positivo in generale
-nel dettaglio:
sono d’accordo sull’ottimismo di Mastrullo ed è per i tanti lettori timidi o che magari non pensano di esserlo che bisogna lavorare
-la grafica è decisamente migliore
-mi piacciono moltissimo i post-it edtitoriali
-le iniziative del mese le trovo altalenanti con segnalazioni un po’ scadenti
-sulle recensioni di narrativa sono sempre perplessa sia per le scelte che per come sono scritte. invece mi piacciono i pezzi che riuniscono tante segnalazioni come quello di Igor Longo
-lo scaffale ragazzi segnala un libro bellissimo come oh, boy con una recensione molto centrata. si potrebbe proseguire con libri per ragazzi belli da leggere anche per gli adulti. ce ne sono parecchi
-non mi piace la sezione piccoli editori. O li segnali in quanto tali e sarebbe un lavoro utilissimo o le recensioni dei loro libri le metti nei vari settori. anche perché cavallo di ferro o fandango non sono più piccoli di altri che avete segnalato.
-i pezzi monografici come quello su ‘68 sono belli.
quello sulla Cina forse meritava qualche titolo in più e meno scontato. Però è intelligente la parte per comprendere il bambino del banco a fianco.
per il resto dei personaggi naturalmente va a gusti: io ho un giudizio negativo sul libro di giordano, ma chiaramente è il mio parere.
severino e corona sono stati indovinati e proprio bravi
-bellissimo il pezzo sugli scrittori in panchina (anche se io non avrei messo giordano…)
zingari felici e se ti è piaciuto.. li ho molto apprezzati
-a parte l’oroscopo per me negativo a questo numero darei 7 e soprattutto adesso lo consiglierei a lettori e biblioteche.
continua così!
ciao
lettoreambulante
12 Giugno 2008 alle 9:03 am
Anche a me il secondo numero è piaciuto molto di più. Gli articoli su Vittorini, il ‘68, Severino e Corona sono molto interessanti. Riguardo alle traduzioni credo che, soprattutto per i classici, sarebbe interessante sapere che differenza c’è tra le traduzioni dei vari editori attualmente disponibili sul mercato (per esempio “Il Processo” di Kafka nell’edizione della Mondadori è diverso dalla edizione Einaudi, così come il “Don Chisciotte”).
Fosse per me amplierei il numero di articoli monografici, quelli dedicati ai classici e le interviste a personaggi di peso nel mondo della cultura come Severino, ma capisco che bisogna contemperare esigenze diverse. Complimenti comunque a Bea per l’iniziativa e per la volontà di migliorare, di sicuro acquisterò anche il prossimo numero.
Elio
13 Giugno 2008 alle 2:19 pm
ciao a tutti,
è di molto migliorata la rivista, se il trend di miglioramento è questo, ben venga! ottimo il pezzo su Vittorini, ben scritto, piacevole, lascia in bocca il desiderio di conoscerlo di più. chi l’ha scritto ha un bel piglio, divulgativo e puntuale insieme, sembra di viaggiare con vittorini. sarebbe anzi bella una rubrica in cui si affronta in questi termini un grande autore, la gente comincerebbe a leggere di più roba buona.
giordano a me non piace, forse le domande potevano essere un po’ meno scontate, ma in sè il format delle interviste è bello. quella a severino è ottima e anceh a oddifreddi, anche qui chi pone le domande è molto bravo. io le vorrei più lunghe, perchè mi pare che quando si sta iniziando a capire qualcosa di chi si racconta.. l’intervista è finita.
le recensioni sono ben fatte, bravi bravi bravi. e infine, già che mi sono scomodata a scrivere: ma il poeta presentato non potrebbe avere una foto più piccola e qualche parola di presentazione in più?
io il terzo numero lo comprerò di sicuro! buon lavoro
laura
laura
14 Giugno 2008 alle 1:05 pm
Grazie di cuore a tutti. Ed è un grazie sincero, perchè olte alla fatica – che si dava per scontata – è soprattutto l’incertezza che ammazza e “stanca”.
Ringrazio anche per le osservazioni puntuali e la comprensione che i gusti non sono catalogabili e incasellabili, soprattutto quelli dei lettori, curiosi e onnivori.
un sincero abbraccio a tutti, bea
bea marin
18 Giugno 2008 alle 12:53 pm
Sono arrivato qui cercando qualche recensione su “chelibri” e leggendo le varie critiche ai numeri della rivista e le risposte di Bea (come stai mia cara amica?) mi è venuta la voglia irrefrenabile di scrivere anch’io una piccola notazione.
Vorrei ringraziare di cuore Bea per la caparbietà e l’amore con cui sta portando avanti questa nuova “avventura”.
Non è facile trovare in giro riviste che non siano piene di “marchette” nei confronti di Autori ed Editori “Illustri”…
I primi numeri , si sa, sono i più difficili, si può sempre migliorare, e così sarà anche per “Chelibri”, vedrete … l’importante è che diamo tutti una mano, non solo per migliorarla (ma Bea ci riuscirà di sicuro), ma anche per farla conoscere ad un numero maggiore di persone attraverso anche le biblioteche, le librerie e le scuole.
un saluto a tutti e un abbraccio forte a Bea
stefano
ps : qui a Napoli la rivista si trova!
stefano
18 Giugno 2008 alle 11:20 pm
ma il terzo numero è uscito?
giuliaduepuntozero
3 Luglio 2008 alle 6:15 pm
ma a Genova chi lo vende?
Fulvia
4 Luglio 2008 alle 2:38 pm
sono stata in edicola stamattina. non è ancora arrivato.
lettoreambulante
4 Luglio 2008 alle 4:26 pm
ho comprato i primi 2 n. Il secondo era già migliorato. Vi leggerò comunque per un anno intero, dandovi il tempo di assumere identità più precisa, con un buon rodaggio. Comunque se avessi indovinato con il giochino, mi piacerebbe saperlo. A Roma, in stazione, arriva subito. Buon lavoro.
fioralba
7 Luglio 2008 alle 3:37 pm
in questa settimana esce il numero 3 e poi il prox a settembre.
buone vacanze a tutti
bea
bea
8 Luglio 2008 alle 11:57 am
ho letto ieri quasi tutto il 3. c’è stato davvero un notevole miglioramento. ottimo lavoro davvero. sono segnalati molti libri che non conosco e questo per me è molto importante. anche la grafica è migliorata molto. a rileggerci a settembre!
lettoreambulante
17 Luglio 2008 alle 1:49 pm
mancano completamente le segnalazioni di libri per gli
adolescenti che sono i peggiori lettori d’Italia! incentiviamoli!
La grafica è abbastanza noiosa. é una rivista perfetta per
le biblioteche e le mamme. le segnalazioni dei libri per bambini
sono ottime. A me piacerebbe una rubrica di critica letteraria
e una sui libri d’arte.
a rileggerci!
valeria
20 Luglio 2008 alle 11:43 am
Una cosa mi ha deluso: a pagina 8 ci sono le *Lettere alla redazione*, nonché i commenti dai blog. In questa seconda parte, ci sono tre interventi, di lettoreambulante, elio e laura, tutti e tre provenienti da questo blog, scritti più in alto in questa pagina, il giorno 13 giugno.
Peccato che su *Che Libri* non venga citata la fonte, e chissà perché siano state messe delle date diverse.
Un giornale serio con una redazione seria non cita sempre le fonti?
*giuliaduepuntozero
giuliaduepuntozero
21 Luglio 2008 alle 10:34 pm
non mi ero accorta. avevo solo notato che nelle lettere erano tutti commenti positivi e non mi piacciono le autocelebrazioni. di solito le salto.
lettoreambulante
22 Luglio 2008 alle 2:08 pm
Ho avuto modo di scoprire dell’esistenza della rivista “Chi Legge” solo ieri e in un modo del tutto casuale. Ero ad una mostra fotografica a Susegana (TV) che a latere o meglio in un luogo poco lontano dalla sede della mostra aveva una esposizione di c.d. piccoli editori. Lì mi sono state consegnate, a titolo di promozione, le riviste (n. 1 e 3). Le ho trovate subito molto interessanti; finalmente qualcuno che si occupa di far conoscere questo mondo così infinito! Purtroppo però, nella mia città (Belluno) è impossibile trovarla. Pazienza, farò un abbonamento annuale, per questa volta e spero proprio ne valga la pena.
Grazie di esistere Ciao
P.s. – forse sarebbe interessante che diffusiate questa eventualità (abbonamento che ti consegna a casa la rivista) viste le tante difficoltà a reperire la rivista.
Franca
15 Settembre 2008 alle 4:56 pm
Scusate, per quanto io legga non ho ancora imparato che le frasi vanno rilette prima di essere inviate!!!!
Ovviamente nel p.s. la parola corretta era “diffondiate l’esistenza”.
Ciao
Franca
15 Settembre 2008 alle 4:58 pm
Ho letto recentemente sia La solitudine dei numeri primi sia L’eleganza del riccio. Per quanto riguarda il primo, ho trovato la storia piuttosto banale e scontata. Nulla di nuovo insomma.
Anche i tempi di lettura la dicono lunga. Pur potendo dedicare non molto tempo alla lettura, ricordo di averlo “fatto fuori” nel giro di 2 giorni al massimo! Avendolo trovato cosi “facile” l’ho consigliato a mia figlia di 12 anni . Un successone!!! Chiara conferma alle mie opinioni. Circa il secondo…una vera eleganza!!! Geniale, sobrio,sottile,acuto…un vero “gioiello”della letteratura contemporanea. Vorrei incappare più spesso in capolavori come questo.
cinzia
17 Settembre 2008 alle 10:12 pm
Se devo essere sincero a me non è piaciuta per niente. Ho visto oggi il quarto numero in edicola, non l’avevo mai vista prima la rivista, ma vista la mia passione per i libri non ho esitato a comprarla. Mi sono precipitato a casa per cominciare a leggere, sperando di trovarmi tra le mani una vera rivista innovativa con spunti interessanti. Leggo l’intervista a De Carlo e alla Gamberale come prima cosa… poi passo al resto. Non trovo niente di interessante… poche sono le eccezioni. Nella maggior parte delle pagine sembra (e in sostanza lo è) un cupo catalogo di libri e di recensioni, per altro poco accattivanti nell’aspetto grafico. La mia non vuole essere una critica distruttiva, seppur non sono disposto a pagare tre euro per il prossimo numero (tra l’altro il prezzo mi sembra un po’ eccessivo per quello che offre) vorrei dire qualcosa che spero possa essere un punto di riflessione costruttivo. Un lettore, in una rivista come “che libri”, credo si aspetti di trovare spunti interessanti e informazioni che nella monopolizzazione dell’editoria è difficle scovare. Talenti letterari nascosti, esordienti promettenti pubblicati da piccole case editrici, retroscena. Interessante ad esempio, ho trovato l’articolo sull’andamento del fatturato dei libri. Se devo leggere le recensioni di 14 mila libri, faccio prima a cercarle in internet… scremando i generi che non mi interessano. Perchè non intervistare un piccolo editore su ogni numero ad esempio? Magari affiancargli l’intervista di uno scrittore che partendo da loro ha fatto successo. Intervistiamo Pequod ad esempio… affianchiamogli Marco Mancassola che parte da loro con il piccolo capolavoro che è Il mondo senza di me, per poi arrivare a Mondadori. O scriviamo un articolo su “Certi giorni sono felice” di Lucrezia Lerro, sempre della stessa casa editrice. Libro di qualche anno fa è vero… ma che importa. I libri non hanno tempo… non dobbiamo per forza parlare di Paolo Giordano (libro carino, ma niente di che tra l’altro) o di Gomorra. Possiamo andare a scovare piccoli capolavori di cui nessuno parla. Come “Tra mamma e Jo” della playground. Un libro commuovente. Possiamo anche parlare di esordienti che pubblicano racconti che lasciano senza fiato, come la raccolta “Giovani Cosmetici” pubblicata da Sartorio. Le buone case editrici e i talenti in Italia ci sono, sono solo un po’ nascosti, ma basta guardarsi intorno. Io mi aspetterei che una rivista come “che libri” mi aiutasse a trovarli. Poi si puo’ anche coinvolgere i lettori, renderli protagonisti in qualche modo. Magari facendogli inviare racconti, pubblicandone qualcuno sulla rivista. Magari togliendo spazio all’oroscopo che posso sempre leggerlo su Novella 2000. O magari con una rubrica. Non saprei.
Nonostante tutto faccio i complimenti a chi ha deciso di intraprendere questa strada, che lo sappiamo tutti… quanto si parla di libri in Italia, non è per niente facile. Purtroppo i lettori sono una rarità. Io vi do appuntamento in edicola tra qualche mese… faccio passare qualche numero e aspetto fiducioso.
Esteban
9 Ottobre 2008 alle 11:09 pm
ciao, ho letto i primi numeri di che libri, non mi ha soddisfatto, non capisco però cosa vuol dire che è una rivista adatta alle mamme? La lettrice mamma è diversa dalle altre?
nadie
17 Ottobre 2008 alle 11:20 am
Ho letto la dura critica di esteban e mi spiace solo che non voglia andare avanti perchè così si sarebbe accorto che iniziano a esserci le interviste ai librai e agli editori. Ma so che non basta. E’ che ognuno si aspetta di trovare la risposta ai suoi “desiderata”, mentre una rivista deve tenere conto dei “desiderata”di tanti. Chi si lamneta perchè mancano i piccoli editori e chi si lamenta perchè mancano i best seller. La filosofia che abbiamo è quella di far conoscere ciò che non è tanto conosciuto e che non galleggia , per questo, ad esempio, sul numero di dicembre abbiamo scelto di non parlare delle strenne che si troveranno impilate nelle librerie, ma di chiedere ai piccoli editori di incarci quale libro del loro catalogo vorrebbero fosse regalato, perchè e a chi.
Con questa scelta ci tireremo addosso le antipatie dei potenti, ma quelle vostre, quelle dei lettori, nooooooo, non è possibile.
Insomma, vi chiedo: piuttosto che giudicare – è troppo facile – perchè non indicate cose da fare? suggestioni? desiderata? Noi ascoltiamo e cerchiamo di migliorare sempre. Non siamo perfetti (lo sappiamo, ahimè)
bea marin (la direttrice di questa tanto criticata rivista Che Libri)
bea
20 Ottobre 2008 alle 4:27 pm
Ciao Bea,
io non ho detto che mollo. Ho solo detto che lascio passare qualche numero. Sono sicuro che con un po’ di tempo e suggerimenti riuscirete a trovare una linea un po’ più avvicente. Per il momento non mi va di spendere 3 euro per una rivista dove riesco a leggere massimo 5/6 pagine. Preferisco investire i miei soldi su un buon libro e dedicare il mio tempo a quello. Per il resto sono sempre il primo a dare fiducia a chi “esordisce”… e sono consapevole del fatto che non sia affatto facile nel tuo caso. Dal mio canto mi sembra di non aver giudicato nessuno, ho letto la tua rivista e mi sembrava onesto farti sapere cosa secondo me non va e perchè non ho intenzione di comprare il prossimo numero. L’ho fatto proprio affinchè si possa migliorare. Credo che questa non sia una critica fine a se stessa, puo’ esserti di aiuto a riflettere su quello che forse UN lettore si aspetta. Per quanto riguarda chi si lamenta di non trovare tra le pagine di “che libri” i grandi editori, io fossi in te non mi preoccuperei. I grandi, hanno già abbastanza spazio, non hanno bisogno di una rivista che parli di Gomorra, Giordano, Gamberale e chi più ne ha più ne metta… libri che io ho letto tra l’altro, (quindi non è un giudizio neanche questo) ma che sicuramente non hanno bisogno di altra pubblicità proprio perchè si trovano in tutte le vetrine delle librerie… e non solo.
A questo punto io punterei proprio su libri pubblicati dalle piccole case editrici… libri che tra l’altro io preferisco leggere proprio perchè credo che gli esordienti abbiano tante cose da dire e soprattutto abbiano bisogno della fiducia dei lettori. Mi sembra buona l’idea di intervistare per dicembre qualche piccolo editore e chiedere a loro un consiglio su un libro da leggere e perchè. Però mi permetto anche di dirti una cosa, ogni editore, piccolo o grande che sia, ha interesse a spingere un libro piuttosto che un altro. L’intervista comunque rimane una cosa interessante, e che mi piacerebbe leggere… però tieni presente anche che il lettore a questo punto si aspetta di trovare UN BUON LIBRO. Ricordiamoci sempre che i libri presenti in libreria sono davvero tanti, io spendo dai 100 ai 200 euro al mese per comprarli, molti dei quali si riducono a una delusione plateale. Però ci sono anche delle piccole perle non credi? Libri che quando arrivi all’ultima pagina ti dici: questo sì che un libro !!! Ecco io vorrei che una rivista come la tua mi aiutasse a trovarli.
Poi, non so se è possibile questa cosa, perchè credo ci siano altre cose come il diritto d’autore che entrano nel merito, però mi chiedevo se per alcuni libri, quelli su cui la tua rivista decide di scommettere… se fosse possibile pubblicare all’interno della rivista il Primo Capitolo. O una pagina particolarmente significativa. So che non è possibile farlo per tutti i libri presenti nella rivista, ma per alcuni… mi sembra un’idea carina non credi? Penso che invoglierebbe il lettore a fare l’acquisto del libro.
Tu dici che una rivista deve tener conto dei “desiderata” di tutti… su questo sono d’accordo con te. Però anche qui mi permetto di fare un appunto: i lettori in Italia sono davvero pochi, lo sappiamo tutti… di conseguenza i lettori di una rivista come la tua sono ancora meno. A questo punto si tratta di scegliere a quale pubblico vuole puntare la tua rivista… io credo che in ogni caso stiamo parlando del cosiddetto pubblico di “nicchia”… mi spiego meglio: il lettore esclusivamente “commerciale” che legge due libri all’anno e probabilmente acquista Faletti e il fenomeno lettarario del momento prima di andare al mare, dubito si fermi in edicola a comprare la tua rivista… ad esclusione, (magari sbaglio, le mie sono convinzioni personali) i tuoi lettori sono quelle persone che leggono regolarmente, che sono appasionate di lettura. E queste persone credano che abbiano tutte una cosa in comune: la ricerca di UN BUON LIBRO. Emozionante, coinvolgenete, o commuovente. Possiamo parlare di gusti diversi è vero… ma un buon libro rimane sempre e comunque un buon libro.
Spero di esserti stato di aiuto e di non averti lasciato la sensazione di un “giudizio” inutile.
Se hai bisogno dell’opinione di un lettore. Io ci sono.
Passerò comunque dal mio edicolante di fiducia a dare un’occhiata al nuovo numero.
Buona giornata.
Esteban
21 Ottobre 2008 alle 1:26 pm
Io non riesco a trovare questa rivista! Sapete per caso indicarmi un sito web dove trovare informazioni oppure chi è l’editore di tale rivista? Grazie Sara
Sara
23 Ottobre 2008 alle 5:05 pm
Ciao Sara, se non riesci a richiederla alla tua edicola di fiducia… puoi sempre comprarla on line… su unilibro dovresti trovare tutti i numeri.
Ti posto il link.
http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-non_specificato/sku-12943354/che_libri_4__.htm
L’editore mi pare sia book time.
Ciao.
Esteban
23 Ottobre 2008 alle 11:57 pm
Grazie a tutti e soprattutto a esteban che ci sta a fianco con la durezza sincera che serve per cambiare (questo non vuol dire, poi, che in alcuni casi ci resto un po’ male, è naturale). Perchè ci servono consigli. Ora sugli incipit ci avevamo pensato (questa è proprio sintonia), ma dobbiamo aumentare la foliazione (già ora tagliamo un mucchio) e per ora è difficile.
Stiamo anche pensando di fare ogni mese un viaggio fra i libri che usciranno il mese successivo: che ve ne pare?
Poi riprendiamo il “se vi è piaciuto”, cioè se hai finito un bel libro, quale puoi prendere in mano dopo.
Insomma, mi fermo qui, ma volevo prima dirvi quanto siate “preziosi” per una rivista come Che Libri
PS. se non trovate la rivista e volete una copia saggio, scriveteci una mail a chelibriòtiscali.it
bea
16 Novembre 2008 alle 5:03 pm
Io ho saputo da poco dell’esistenza di questa rivista, ho comprato i numeri di ottobre e novembre.
Naturalmente tutte le cose iniziate da poco hanno bisogno di tempo per crescere e migliorare, per questo motivo quindi preferisco non dare un giudizio affrettato. Comunque Bea, non preoccuparti, quando il cammino è tortuoso, quello che conta non è come procedere ma arrivare a destinazione. In bocca al lupo.
Zetetes (NA)
Zetetes
27 Novembre 2008 alle 11:40 am
vi ricevo regolarmente, per aver partecipato e vinto il giochino qualche mese fa. resta poco accattivamente la grafica, le copertine soprattutto.si ha l’impressione del troppo, che vogliate dire tutto e non far lamentare nessuno degli ipotetici o reali lettori. A me non pare che vada bene, scegliete un’identità più precisa e perseguitela. Mi piacciono le “monografie” chiamiamole così, un autore, un paese, un fatto, l’India, le leggi razziali, Bellow,approfondite, scavate e allargate l’obiettivo, mi piace. Non mi piace l’ammucchiata dello “scaffale, non mi piace la superficialità,la 194, Socci che documenta un genocidio,il giudizio sui dati dell’aborto clandestino “falsi e tendenziosi”, quali, chi lo dice e dove? e neppure Mori recensito en passant. Se aprite un capitolo trattatelo con profondità e cautela, questa deve essere la cifra della rivista.la 194, le leggi razziali, tutto. mi piacerebbe anche più attenzione nelle filmografie, che pure apprezzo molto, ad es. non mi pareva che il film di Amelio fosse sull’autismo,me lo ricordo diversamente. ultima cosa, da parte di una lettrice che ci tiene molto a che resistiate su un mercato così difficile: i refusi, ce ne sono e danno un’idea di sciatteria. con tantissimi auguri a voi ed a noi lettori. Fioralba
fioralba giordani
30 Novembre 2008 alle 6:08 pm
grazie. A zeteses per la solidarietà e a Fioralba per le puntuali critiche/proposte. Hai ragione, più attenzione e profondità, anche se ogni tanto è davvero impegnativo andare in profondità. Però farò leggere a tutta la redazione le vostre osservazioni. Ci seviranno. Dalla prossima settimana è in edicola il prossimo numero sulla mafia. Confesso che siamo andati così in profondità che siamo stati costretti a fare la prima bibliografia staccata dalla rivista. Fateci sapere. Grazie ancora e ciao a tutti, bea
ps
se non avete nulla in contrario, pubblicherei le vostre comunicazioni sulla rivista. Posso?
bea
2 Dicembre 2008 alle 1:29 am
tranquillamente, si. Si sappia che critico per affetto e per disperazione, quella che mi verrebbe se non vi affermaste. Ciao e buon lavoro. Fioralba
fioralba giordani
3 Dicembre 2008 alle 9:31 pm
Bea, rieccomi. Il fatto che sia qui a scriverti significa che, al di là delle critiche, spero comunque che la tua rivista riesca ad affermarsi. Lo spero perché credo che ci sia bisogno di focalizzare l’attenzione sul fatto che leggere è importante, perché credo che una rivista come “Che Libri” possa aiutare a riscoprire la bellezza e l’importanza di leggere un libro. Ci tengo a precisare queste cose in quanto quello che sto per dirti potrebbe sembrare distruttivo… ma non lo è, solo che sono convinto che a volte sia necessario anche essere spietati per migliorarsi. Sono passato in edicola a chiedere il numero di Dicembre, non l’ho trovato, così visto che ormai c’ero ho preso quello di Novembre. Concordo con Fioralba quando dice che la grafica ha la sua importanza… La copertina con i “soldi” fa pensare più a una rivista di finanza che a una di libri. Non è accattivante, non “cattura”. Ho trovato interessante lo spazio “INCUBATRICE” dedicata a Baku e Bepress. Di Baku avevo già letto qualcosa in internet, la Bepress non la conoscevo, mi è venuta voglia di approfondire. E’ uno spazio interessante che (secondo me) andrebbe coltivato. Buona anche l’intervista a Pellegrini e alla sua casa editrice e l’articolo su Francoforte. Il resto, mi dispiace dirtelo, sa di tutto e niente. Tanti libri buttati lì tra le pagine che non si capisce bene che senso abbiano. Confermo la sensazione che mi hanno lasciato gli altri numeri, un catalogo di recensioni “copia e incolla”. Perché dovrei comprare quei libri? Qualcuno di voi li ha letti? Ti faccio un esempio pratico: Susanna Tarchini cura le pagine dedicate ai ragazzi e consiglia “Sono tossica di te”. Lo fa perché l’ha letto o perché la collana Teens di Fanucci è più facile da recensire? Io quel libro l’ho letto, non ho trovato niente di speciale tra le pagine, non lo consiglierei, nella stessa collana ci sono libri molto più interessanti. Mi dirai che i gusti sono diversi e che bisogna accontentare un po’ tutti. Va bene, ma se proprio lo vogliamo consigliare ai giovani, dobbiamo dargli dalle motivazioni, non possiamo dirgli “da leggere” e basta. Prima di consigliare qualcosa dobbiamo scavare e trovare qualcosa noi per primi. Se no non ha senso, non credi? Per consigliare un libro bisogna esporsi in prima persona, mettere nelle parole le emozioni che ci ha fatto provare. Un incipit, te l’ho già detto, o una frase… dovreste dare la possibilità di immergersi nella storia almeno per un momento. Sicuramente non è possibile leggere tutti i libri di cui parlate nel poco tempo che avete a disposizione, però in questo modo i consigli che dovrebbe dare una rivista su cosa si basano? Sul mercato? Sulle tendenze del momento? Forse sono io a sbagliare, sbaglio a credere che l’intento della tua rivista non dovrebbe essere quello di pubblicizzare libri e scrittori che passano nelle librerie, ma quello di indicare un percorso preciso e alternativo a quello che già troviamo sugli scaffali o sui giornali dal parrucchiere.
Il mio consiglio è quello di recensire meno libri magari, ma di essere più coinvolti. E poi quello di dare spazio alle culture alternative, a quelle realtà che si distinguono e che possono attirare attenzione. Non so, realtà come Toilet, o come Schiaffo Edizioni. Abbiamo bisogno di conoscere quelle voci che, anche se sono sommerse dai grandi, hanno tante cose da dire.
Se non sono stato chiaro in qualcosa puoi scrivermi (esteban83@supereva.it), tanto le mie sono opinioni personali, puoi farne quello che vuoi, prenderle o buttarle poco importa, l’importante è che non distruggano ma che facciano solo riflettere. Buona serata.
Esteban
5 Dicembre 2008 alle 2:14 am
Caro Esteban
purtroppo vivere in un mondo che non funziona porta a pensare che tutti non funzionino. Questo per dire che non ho letto le tue riflessioni come distruttive, ma semplicemente come offensive. Offensive perchè noi i libri li leggiamo tutti. Mi spiace per te che pensi il contrario. Poi si può essere d’accordo o meno sui consigli, ci si può criticare per come sono scritte le recensioni, per come le abbiamo messe in pagina… per tante cose. Ma accuse false e non giustificate, questo no.
In riferimento alla recensione che citi, la responsabilità è certamente mia, a leggere il libro è stata una ragazza di 15 anni, ne abbiamo parlato e l’ha scritta. Se tu non sei d’accordo, pazienza. A qualcuno è piaciuto e il tuo giudizio non è nè più importante nè migliore, è solo diverso. Succede sempre e sempre succederà per ogni recensione che appare su qualsiasi giornale. Fortunatamente i pareri sono diversi!
“Sicuramente non è possibile leggere tutti i libri di cui parlate nel poco tempo che avete a disposizione” ebbene, caro Esteban, ti sbagli di grosso e ti pregherei, per il futuro, di non lanciare accuse gratuite perchè noi non siamo mitomani che amano vedere la propria firma in fondo a qualche parola scritta, ma abbiamo un progetto che stiamo cercando di realizzare con fatica e, soprattutto, con onestà intellettuale.
mi scuso con tutti ma questa risposta era dovuta.
bea marin
bea
15 Dicembre 2008 alle 1:51 pm
Cara Bea, mi dispiace che tu abbia inteso le mie riflessioni come “offensive”. Parli addirittura di “accuse gratuite”… se è passato questo, ti chiedo scusa, perchè non volevano esserlo, quello che volevo dire è che immagino che i libri da recensire siano tanti e non ci siano le risorse per leggerli in poco tempo. Togli il “sicuramente” che ho messo nella frase che travisava quello che volevo dire. Pero’ Bea, scusa se te lo dico, la tua reazione mi sembra esagerata, io ti ho dato delle opinioni personali, ti ho anche detto che puoi buttarle nel cestino se non sai cosa fartene… magari ho sbagliato nel pensare che i libri recensiti non fossero letti tutti da chi poi scrive le recensioni, pero’ non era nè un’accusa nè altro. Se non altro non voleva esserlo.. semmai era un invito, come ti ho detto piu’ volte, a riflettere su cio’ che dal mio insignificante punto di vista, non andava. Detto questo, qualche giorno fa ho comprato il numero di Dicembre prima di leggere questo tuo post, ennesima dimostrazione che il tuo progetto, come lettore mi sta a cuore.. e che non ho mai dubitato dell’onestà intellettuale di cui parli. O forse credi che lo compri per poi divertirmi a lanciare accuse gratuite e ingiustificate? Però non ti dico quello che penso del nuovo numero, sinceramente non va neanche a me di sentirmi dire “se non ti è paciuto, pazienza” … perchè se voi avete un progetto in cui credete, e nessuno lo mette in dubbio, io ci metto il mio tempo e i miei soldi per leggere e commentare questo progetto. Quindi, in futuro, come mi hai gentilmente consigliato, evitero’ di dirti quello che penso perchè se questo è il risultato non credo ne valga la pena nè per voi nè per me. Un ultima cosa, dici “il tuo giudizio non è nè più importante nè migliore di altri”… io non la penso così, io ci credo ai giudizi, gli do importanza… del resto sulla tua rivista date dei giudizi, delle valutazioni, invitate la gente a leggere dei libri… sono giudizi personali, certo… ma pur sempre dei giudizi. Allora cosa vuoi dirmi? Che il mio giudizio su quel libro non vale niente? Il mio giudizio vale tanto quanto il vostro… a me non è piaciuto, e se non sei d’accordo… amen, comunque il mio giudizio vale tanto quanto il tuo che hai deciso di recensirlo in modo positivo. Sono sulla difensiva, hai ragione, pero’ mi sento offeso anch’io.. perchè che tu ci creda o no, io volevo solo aitarvi a migliorare. Non ci sono riuscito… pazienza!
Ti faccio un ultimo in bocca al lupo… sincero.
Ciao. Esteban.
Esteban
16 Dicembre 2008 alle 1:47 am
credo che a tutti gli altri non interessi una discussione a due, quindi invito esteban a scrivere recensioni (di libri letti) su Che Libri. Così vedrà come lavoriamo.
Credo sia l’unico modo per superare incomprensioni ed equivoci. Le aspetto. Un saluto, bea marin
bea
16 Dicembre 2008 alle 10:09 am
Salve,
sono capitato casualmente su questo blog e cercherò di acquistare la rivista. Avrei una proposta: oltre alle recensioni si potrebbero realizzare anche alcuni dossier riguardante gli scrittori, come si mantengono da vivere (se magari la “scrittura” è un secondo lavoro), quanto hanno speso per pubblicare un libro, come è nata la loro opera. Magari potrebbe interessare agli aspiranti scrittori. Mi permetto di segnalare un mio dossier scritto un paio di anni fa:
http://gianlucamasina.splinder.com/post/13309604
Buon proseguimento di giornata.
Gianluca
Gianluca
17 Dicembre 2008 alle 12:25 pm
Scusa Esteban ma sono d’accordo con Bea, le tue critiche mi sono sembrate un tantino esagerate, anch’io mi sarei sentito offeso al posto suo. Che tu non consiglieresti questo o quel libro deve essere solo una tua opinione personale. Le recensioni sono soggettive e non puoi pretendere che tutti abbiano le tuoe stesse idee. A me personalmente piace leggere le recensioni anche di libri che ho già letto e confrontare le idee di chi le scrive con le mie.
Naturalmente non sempre si può essere d’accordo, ma l’opinione altrui va sempre accettata e rispettata anche se in netto contrasto con la nostra. Mi dispiace dirtelo ma il tuo commento oltre che irriguardoso è stato anche incivile. Un saluto e forza Bea.
Zetetes
17 Dicembre 2008 alle 12:36 pm
Ciao Gianluca, ho letto il tuo dossier e la tua proposta mi sembra interessante, spero che Bea ti dia ascolto. Io ho già scritto qualcosa tipo racconti brevi ed ora ho in progetto di scrivere un libro, ma essendo un dilettante vado spesso incontro a pause più o meno lunghe. Quindi per me sarebbe una manna dal cielo riuscire a carpire le varie tecniche che usano gli scrittori e magari anche qualche indicazione su come impostare un libro. A tal proposito ti suggerisco, se sei interessato anche tu come me a scrivere, di leggere il libro “On writing ” di Stephen King, sul quale ho trovato alcuni preziosi consigli. Io sto cercando di metterli in atto, è dura ma non mollo, scrivere mi piace troppo.
Un saluto, Zetetes.
Zetetes
17 Dicembre 2008 alle 12:56 pm
Zetetes: io cerco di partire con piccoli progetti. Mi rendo conto che la scrittura di un libro è molto dispendiosa soprattutto per mia mancanza di tempo. Ora a tempo perso sto lavorando su un mini racconto di qualche pagina. Poi vi farò leggere.
Gianluca
17 Dicembre 2008 alle 1:18 pm
Scusate per l’intrusione OFF TOPIC. Zetetes che ne pensi del mio progetto http://www.sognireali.com? Sul sito trovi la mia email così possiamo proseguire al di fuori di questo post.
Scusate ancora.
Gianluca
17 Dicembre 2008 alle 2:54 pm
Zetetes, boh allora devo essermi spiegato proprio male. Io non pretendo proprio nulla. Quello che volevo dire è che le trovavo poco coinvolegenti. E ripeto, se sono stato offensivo, non era mia intenzione esserlo e ho chiesto scusa. Ovvio, che sul contenuto della recensione si puo’ essere d’accordo oppure no. A me il libro non è piaciuto, ma non ho mica detto che dovevano scrivere che fa schifo perchè a me non piace. Ho spiegato male una mia sensazione, forse, mi si puo’ accusare di questo. La prossima volta staro’ piu’ attento alle parole, immagino che se fossi stato io al suo posto non sarebbe piaciuto nemmeno a me leggere un commento così “duro”. In ogni caso, come ho già detto, se sono qui a scrivere e compro la rivista, è perchè il progetto mi piace, perchè credo che Bea abbia avuto un grande coraggio e una grande forza, ma credo anche che possa migliorare molto. Mi pare di aver detto anche delle cose positive no? Le cose che mi sono piaciuto molto… e davvero. E non mi va neanche di essere buonista a tutti i costi, di dire che mi piace tutto se non è così. Trovo semplicemnte un controsenso l’intento di voler essere incivile e poi comprare la rivista. Potrei fare a meno di leggerla e amen se proprio mi facesse così schifo come dici. Le cose buone ci sono, c’è anche la voglia, la passione, la pazienza, tutte cose che apprezzo… solo che credevo fosse piu’ costruttivo ragionare su quello che secondo me (umile parere) non va. Poi ripeto, non voglio insegnare niente a nessuno, non ne sarei capace e forse non ho niente da insegnare. Mi sembrava solo una buona occasione di confronto.
Bea, non ho capito il tuo ultimo intervento/invito.
Esteban
17 Dicembre 2008 alle 9:12 pm
Va bè dai chiudiamo qui la polemica, ci sono stati vari fraintendimenti, capita a tutti, l’importante è spiegare le proprie ragioni e chiarirsi. E poi siamo quasi a Natale, è vero o no che dobbiamo essere tutti più buoni? Un saluto a tutti.
Zetetes
18 Dicembre 2008 alle 9:40 am
Gianluca, ho visitato il sito e ti ho mandato una mail, spero mi risponda presto, ciao.
Zetetes
18 Dicembre 2008 alle 10:04 am
cara Bea, registro un tentativo di riportare la discussione in un ambito meno “esibito” e mi fa piacere. La tastiera, così come la penna, prendono la mano e fanno emergere il nostro narcisismo di lettori. 2 cose piccole: a dicembre la rivista non mi è arrivata. devo comprarla? finora mi arrivava in premio, se devo comprarla ditemi e mi sbrigo; ho letto uno splendido libro che mi piace segnalare. “Il ministero dei casi speciali”, di Nathan Englander, Oscar Mondadori, ancora sui desaparesidos, ma con una scrittura ed uno sguardo profondamente diversi, doloroso forse più di altri, capace di dire l’essenza della dittatura militare e del suo insensato e criminale tentativo di aggiogare una comunità rendendola piatta uniforme e silente,cambiandole o facendole cambiare i connotati, le coordinate, i caratteri non solo spirituali, ma anche i caratteri fisici. A presto e buon lavoro a voi. Fioralba
fioralba giordani
2 Gennaio 2009 alle 10:48 pm
come mai tutto tace? o le feste impegnano ancora lettori e redazione? sdubitatemi… fioralba
fioralba giordani
8 Gennaio 2009 alle 11:47 pm
C’è qualcuno che può dirmi se ha trovato in edicola “che libri” di gennaio? All’edicola del mio paesello di campagna, dove ogni numero è puntualmente arrivato, non ne sanno niente.
Lorma
18 Gennaio 2009 alle 5:39 pm
Anc’io non ho trovato il numero di gennaio, ho cercato dovunque, anche la mia edicola di fiducia non sa niente, boh?
Zetetes
20 Gennaio 2009 alle 2:42 pm
adesso che cominciavamo ad esistere…
fioralba giordani
29 Gennaio 2009 alle 10:07 pm
Stamane l’edicolante appena mi ha visto entrare, ha trionfante annunciato che la mia rivista era arrivata. Quindi “Che libri” di genn-feb è in edicola. Non l’ho ancora letto.
Lorma
3 Febbraio 2009 alle 3:12 pm
perchè non proviamo a rendere un po’ più fattivo questo “parlare”. Perchè non creare una versione cartacea (su Che libri, naturalmente) di pensieri sui libri: segnalazioni, recensioni, critiche… potrebbe essere un allargamento. chissà
ciao a tutti, bea
bea marin
9 Febbraio 2009 alle 5:16 pm
ho appena letto l’ultimo numero. mi abbono. il panorama non offre molto e quindi non avete molta concorrenza, però ci sono buone idee e soprattutto voglia di mettersi in gioco, quindi sostengo. Sull’idea del rendere fattivo, non lo so, mi sembrano cose diverse e ci sono anche equilibri delicati da rispettare. Perché invece non fate magari un pezzo sul fenomeno dei gdl e noi ci impegniamo a turno a consigliare un libro per gruppo ogni mese? Un po’ come fanno alcuni inserti con i librai? Ci sono sicuramente delle tesi di laurea sui gdl e qui comunque trovate l’ottimo lavoro di Bianca e gli atti del primo (e unico, sigh!) raduno. O magari dedicare anche uno spazio per le iniziative, naturalmente a vostra scelta, delle biblioteche. grazie e ciao
lettoreambulante
9 Febbraio 2009 alle 5:50 pm
Allora, mi metto d’impegno. Forse ci siamo,la cosa più bella è il lavoro collettivo sui long-seller. Teatro e libri: grazie a chi pensato questa cosa. Molte le cose apprezzabili e, comunque, una ricerca anche grafica più attenta. Nell’insieme la rivista mi pare un po’ più mia e non è solo l’effetto abitudine. Per non sembrare compiacente, faccio due piccoli appunti: il poster di Saviano, l’idea non mi garba, troppo da rivista giovanilista o addirittura adolescenziale, ma è un mio pensiero. Forse vedo Saviano troppo a rischio divismo, suo malgrado chiaramente e non vorrei che la nostra rivista contribuisse. L’altro appunto è una ripetizione: i refusi, ancora tanti, dall’oroscopo alle classifiche.
però davvero buon lavoro e vi aspetto ancora in edicola. Piccola curiosità: accettate recensioni da noi lettori indefessi e, talora, scombinati?
fioralba giordani
11 Febbraio 2009 alle 11:07 pm
Bel post, Fioralba, condivido in pieno. Azzeccata l’osservazione sul poster e ben detto sui long seller. Devo dire che ho trovato alcuni spunti interessanti anche sulle nuove uscite. Buona giornata a tutti.
lraffaella
12 Febbraio 2009 alle 8:12 am
grazie proprio di cuore. E ora dico la mia.
- Il poster: certo che era rischioso farlo, peccando magari di giovalinismo. Però ci siamo chiesto: perchè le biblioteche, le librerie, i caffè letterari e magari le case, invece del solito poster della star di turno, non iniziano a mettere uno che forse un po’ più di senso l’ha? E’ da qui che è nata l’idea del poster. Sul prossimo siamo incerti fra Marco Travaglio (sul prossimo numero c’è anche un suo articolo e questo non gioca a suo favore, però è anche un saggista onesto che fa un lavoro serio di ricerca) e De Andrè (non solo un cantante, ma un vero poeta). Alla luce di queste scelte, cosa ne pensate?
- Analizzare i gdl: ottima idea, sempre sul prossimo numero esce un pezzo su un blog letterario con intervista a chi lo cura, ma certo questo fenomeno è interessante, basti pensare a questo spazio, ad anobii, a bookcrossing… qual è il lavoro di Bianca? me lo sapete dire?
- ottima l’idea di un libro al mese consigliato da lettore
- rispetto al calendario delle iniziative non facciamo censure ma il problema vero sono i tempi di chiusura: circa 1 mese prima dell’uscita. Questo seleziona molto, ma i tempi di lavorazione non ci lasciano molto scampo
- per finire lo nota dolente: i refusi. Avete ragione assolutamente: siamo un vero disastro. Ora vedremo di coinvolgere anche i collaboratori per la revisione dei loro pezzi. Ci spargiamo la testa di cenere, ma vediamo di correggerci.
E ora un’idea un po’ fuori tema. Perchè non iniziare a pensare a un incontro mensile dove raccontare delle anticipazioni, parlare con qualche autore o editore… purtroppo il problema è quello della localizzazione, però si potrebbe iniziare in un luogo e poi ripetere le occasioni. Una sorta di brunch dove chiaccherare di libri con semplicità
grazie ancora e a prestissimo, bea (che libri)
bea
15 Febbraio 2009 alle 1:29 pm
ciao Bea,
apprezziamo sempre il fatto che tu scelga di usare questo blog per discutere con i lettori della rivista.
Bianca fa la bibliotecaria.
ciao ciao
luiginter
15 Febbraio 2009 alle 3:05 pm
Salve,
mi sono imbattuto per caso nella discussione (cercavo notizie su “CheLibri” dopo averne visto la pubblicità si Internazionale) che devo dire mi ha appassionato e incuriosito. Non ho ancora letto la rivista in questione (ma a questo punto lo farò a breve) però mi ha molto colpito che sia intervenuta direttamente l’ideatrice della rivista, esponendosi in prima persona ai giudizi e alle critiche (peraltro sovente impietose). Il che, a guardarsi un po’ intorno, non è proprio cosa di tutti i giorni.
avanti così
Gidem
17 Febbraio 2009 alle 12:14 pm
Dopo il numero di gennai non riesco a trovare neabche il numero di febbraio. Bea, puoi dirmi come posso fare?
Zetetes
18 Febbraio 2009 alle 3:16 pm
Finalmente ho messo la testa in un numero di _Che Libri_, l’ultimo uscito, Il numero 8, Gen-Febb. 2009.
Ecco, devo confessare che è stata proprio una bella sorpresa.
Mi sembra riuscito l’esercizio di equilibrio nella scelta degli argomenti: nessuna puzza sotto il naso, nessuna paura di confrontarsi con questioni attuali (Saviano, la lettura a scuola) o pop (mi ha scaldato il cuore l’articolo sul Boss dove ho scoperto che le tre canzoni preferite di Colombati sono le stesse mie
e il tocco dell’oroscopo-consiglio di lettura; ma anche di affrontare un autore così appartato e di “meditazione” come Magris.
E poi Vanni Codeluppi e del suo libro, scelta questa molto coraggiosa: un libro che parla di capitalismo e un’intervista in cui ci si riferisce a Marx come a pensatore di riferimento. Sembra quasi incredibile. Ottimo, davvero.
Due piccole critiche:
1) Avrei gradito maggiore spazio alle scelte forti. Intendo: se si sceglie di far parlare Codeluppi perché non farlo parlare di più, dedicare più spazio a un tema così complesso. Lo stesso per Magris. Mi sarebbe piaciuto un servizio più lungo.
2) Non mi piace del tutto l’aspetto della rivista, forse la grafica e soprattutto la carta. Ma è solo una sensazione.
complimenti e in bocca al lupo
e spero di ritrovare Bea presto su questo blog
ciao ciao
gruppodilettura@gmail.com
luiginter
19 Febbraio 2009 alle 11:59 am
Sisisi.si…, mi piace l’incontro mensile. Localizzate dove volete, poi spostatevi, così si soffre un po’ per ciascuno. Insisto, non mi attrae l’idea del poster, ma forse è vero, nelle librerie può star bene. Basta che non si vedano i peli delle braccia in controluce, come per Saviano! Scherzo, sono molto sensuali.. Ancora, se volete con il libro consigliato dai lettori, ma uno solo o esondiamo rapidamente, non è difficile. Ciao a chi legge e a Bea che regga forte il timone nella traversata. Io mi propongo per i refusi: ho doti notevoli!
fioralba giordani
19 Febbraio 2009 alle 10:02 pm
Forse i lettori apprezzerebbero di più il poster di un autore classico, una bella immagine in bianco e nero. suggerisco simenon. E sono d’accordo con le osservazioni di luiginter. la veste patinata in edicola lo avvicina più alle riviste di gossip e non fa giustizia invece al contenuto.
lettoreambulante
20 Febbraio 2009 alle 8:16 am
sta diventando un vero piacere venire qui a leggere, e – lo dico con sincerità – sono felice anche delle critiche. Sì, perchè da un po’ di tempo a questa parte mi paiono proprio fatte “in famiglia”, cioè con l’intento di cambiare per migliorare, non di giudicare. Confesso che la gran parte delle critiche (vedi progetto grafico e refusi) sono i miei incubi notturni e diurni. Mi piacerebbe però andare oltre (una volta rivisti questi due problemi fondamentali). Che Libri non è frutto di un grande editore. Confesso che quando ho iniziato a pensare a questa rivista (nel frattempo ne facevo un’altra molto poco conosciuta che si chiamava Rivisteria e che ha vissuto per 25 anni) ho fatto il giro delle “sette chiese”: sono andata a presentare il progetto a chi sarebbe stato in grado di finanziarlo senza che questo gli cambiasse i bilanci: i grandi editori. Gli ho girati quasi tutti: per alcuni non avrebbe prodotto abbastanza utili, per altri l’idea di non poter interferire nelle scelte redazionali non andava a genio, per altri ancora il progetto era troppo ambizioso e “in Italia i lettori non amano queste riviste”, per alcuni, poi, era troppo popolare o troppo aristocratico.
Il risultato: rimboccarsi le maniche e partire con tutti i limiti (finanziari) dell’autoproduzione. Ecco la genesi, da cui si possono comprendere – anche se non accettare – tutti i grandi difetti.
Mi fermo per non annoiare il mondo.
Però attendo il libro dei lettori, recensioni, e la collaborazione di chi come noi, non solo ama leggere, ma crede che se si leggesse un po’ di più si vivrebbe tutti meglio? Donchisciottismo? può anche essere, ma rivendico il diritto di praticarlo. (sorriso)
E ora a chi vuol rimboccarsi le maniche per tutto, siamo qui: al chelibri@tiscali.it, oppure info@beamarin.it
bea
bea
20 Febbraio 2009 alle 1:51 pm
Salve. Sono quella fissata sulle recensioni amatoriali. Mi piacerebbe che la rivista trattasse questo tema. E’ innegabile: basta navigare e si trovano più recensori che lettori (me compresa). E’ un bel fenomeno da studiare, no? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i professionisti. A me pare che il fenomeno stia diventando quasi una forma d’arte in sè. Cosa ne pensate?
laraffaella
20 Febbraio 2009 alle 2:10 pm