Le prime pagine de La breve favolosa vita di Oscar Wao. E voi a che prime pagine siete?
Maggio 9, 2008 di luiginter
Mi piace parlare di un libro quando l’ho iniziato da poco: ci sono le aspettative suscitate dalle prime pagine, le suggestioni e le previsioni sui personaggi, le impressioni sullo stile dell’autore. La storia appena accennata, ancora così aperta.
Roba che ti fa venire voglia di raccontare cose al vicino di sedia in tram o, al semaforo, alla signora aggressiva avvinghiata al volante del Suv grigio “canna di fucile”, che magari qualche parola le addolcirebbe pure la giornata battagliera che l’attende.
Ieri sera ho cominciato La breve favolosa vita di Oscar Wao , di Junot Díaz (ha appena vinto il Pulitzer).
Oscar Wao, come l’autore, è un dominicano emigrato nel New Jersey, e la sua storia e quella della sua famiglia deve fare i conti con il fukú - una specie di sfiga specifica e particolare antillana.
Beh, l’inizio è avvolgente, Oscar ha avuto successo con le donne solo da piccolo, a sette anni aveva due fidanzate; poi, si capisce da alcuni accenni, grandi, grandi difficoltà, che si sommano alle altre che avrà. E per un dominicano avere sfortuna con le donne è una roba di cui vergognarsi di brutto, circondato da macho di ogni tipo e da donne che pretendono.
La madre, convinta (illusa) che tanto di donne Oscar ne avrebbe avuto un sacco anche da grande, alla prima delusione a sette anni - dovuta al fatto che una delle due fidanzate gli dice “o lei o me” - lo scuote, non sapendo che quello sarà il momento di gloria di Oscar in fatto di amori.
Quando Oscar piagnucolò “ragazze”, per poco Mamma de León non esplose. Tú ta llorando por una muchacha? Lo rimise in piedi tirandolo per un orecchio. Mami, smettila, gridò la sorella di Oscar, smettila!
Lo scaraventò a terra. Dale un galletazo, ansimò, e poi vediamo se la piccola puta ti rispetta.
Oscar diventerà, in compenso, comunque, super appassionato di fantascienza: fumetti, romanzi, cinema e serie televisive.


L'angolo del
Ciao!
Ho iniziato da poco “Le cascate” di Joyce Carol Oates… Bellissimo!
Buondì
un curioso e per molti versi stupefacente saggetto storico:
La febbre dei tulipani,
Mike Dash
Lettura direttamente suggerita dall’entusiasmante _La botanica del desiderio_ di Michael Pollan, libro appena concluso (ed appena recensito).
Anch’io avverto l’esigenza di seccare i vicini con le prime stupefacenti scoperte, non credere
A presto
sono anch’io una molestatrice in questo senso! Però mi piace anche essere seccata come dice equipaje e quindi vado a cercarmi La botanica dei desideri.
Il libro di diaz mi è piaciuto molto.
Ho appena cominciato Il venditore di passati di Agualusa (La nuova frontiera). vi dirò.
Io sono alle prime pagine di “La fine è nota”, romanzo di Geoffrey Holiday Hall, pubblicato nel 1949 e a suo tempo sponsorizzato nientepopodimeno che da Sciascia.
subito dopo la seconda guerra mondiale.
Nessuno sa bene che fine abbia fatto Holiday Hall (ha scritto solo un altro romanzo dopo questo), però “La fine è nota” (Sellerio, 1993) ha avuto parecchio successo nei suoi 60 anni di vita.
È ambientato fra New York e il Montana (perlomeno fino al punto in cui sono arrivata: sono a pag. 78 — ehm… troppo in là? forse non ho diritto a commentare questo post…
È un giallo, i protagonisti sono due: il morto e la persona che il morto, con la sua morte, coinvolge (a pag. 78 non si sa ancora a che titolo). All’inizio del secondo capitolo: “Questa storia non si riferisce in modo particolare all’uomo che morì … No, la storia riguarda essenzialmente il signor Paulton”, ovvero la persona tirata in ballo dalla morte del primo.
Poi c’è anche il poliziotto incaricato delle indagini, ma non sembra un vero protagonista.
Ok, ora la smetto di dire “perlomeno fino al punto in cui sono arrivata” e continuo a leggere. Anche perché ormai sono troppo curiosa di sapere dove il tutto andrà a parare…
Chesil Beach..strano, mi piace ,ma per ora posso dire che avevo preferito Saturday…..
vediamo alla fine
ciao, sono ad un po’ più che all’inizio di una raccolta di racconti gialli, Family day, autori italiani, e come sempre alcuni mi piacciono molto, altri meno. Ho appena finito di leggere due libri che consiglio, il primo un giallo letterario, un po’ scontato quando è giallo, molto più interessante quando è letterario, il titolo è W, di Jennifer Lee Carrell, ci sono la ricerca di un libro, il Cardenio, di un’identità, quella di Shakespeare, alcuni omicidi e colpi di scena, il secondo è Cristiani di Allah, di Massimo Carlotto. Di questo autore avevo letto solo dei racconti su delle raccolte, mi sono piaciuti abbastanza, ma non esageratamente, questo romanzo mi ha conquistata, è poetico, una storia d’amore particolare, davvero bello.
Ho iniziato a leggere il racconto “Vite spezzate. Il sogno e la memoria”. di A.D.C., e mi sta appassionando molto è pieno di pathos e sentimento. Un racconto che ti prende nello stomaco, le storie sono raccontate in modo semplice ma veriritiere e coinvolgenti.
lo consiglio vivamente per avere uno spaccato nudo e crudo del momdo femminile.
“Qui comincio a raccontare la mia storia sulla Bibbia di Gustave Dorè. Parlo in un registratore Sony, modello MZN settecentodieci. Quando diventerà un libro sarà decorato con i più meravigliosi cartigli e miniature.”
Torgny Lindgren, Per non saper nè leggere nè scrivere.
Girovagando in libreria e leggiucchiando i vari incipit, mi sono brasata nello scoprire che quella Bibbia con la copertina rossa è anche nella mia libreria!!!! Leggo il libro, sfoglio le tavole di Dorè come nel libro, le mie sensazioni rimbalzano tra la carta stampata. Bello, per me emozionante.
Buona lettura a tutti.
Ehi!!!! Cos’è quel coso verde con le chele?? Io non ce l’ho messo! Se proprio non posso fare a meno di trovarmelo accanto, ne potrei avere almeno uno un po’ più carino? Io sono ancora al tempo dei :-)) ….
Appena ricevuto in regalo e subito cominciato: Amara Lakhous, Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, E/O. Secondo romanzo dell’autore algerino che vive a Roma e scrive in arabo.
Alle prime pagine mi viene in mente…vediamo questo dove vuole arrivare.
Ora sono a metà e credo di saperlo e mi piace.
Ciao da brossura
sono stata adesso in biblioteca e non ho resistito davanti a Luca Ricci, La persecuzione del rigorista. Sono interista, lo faccio per esorcizzare un po’. Dopo domenica se non mi leggete più, sapete il perchè!
grande lettoreambulante!!!!
anche io ovviamente *sono interista*, sto soffrendo come una bestia. Ti abbraccio
Uffa! io ho finito il mio “La fine è nota” e ora vorrei continuare a parlarne ma… non trovo il post “E voi a che *ultime* pagine siete?”!!!
be’ milla, scrivilo un post su “la fine è nota”, no?
io non sono a *ultime* pagine di nesusn libro. Sono a metà di un paio…