Diciassette sillabe per raccogliere e trasmettere un’ emozione

Mi è già capitato di pubblicare in questo blog qualche poesia: un falso Neruda e alcune lunghe poesie di Gioconda Belli con tutta la sua prorompente vitalità.

In questi noiosi e infiniti giorni di pioggia..di mancata primavera …mi viene voglia di condividere con voi, cari lettori del blog, qualche poesia scarna, essenziale, ma densa di pensiero e di immagini, come solo sanno essere gli HAIKU originali giapponesi.

Questa precisazione perchè ho scoperto che hanno scritto haiku persino Kerouac, Ginzberg, o Borges, o il nostro Sanguineti. Comincio a trascrivere, sperando di trasmettere qualche emozione anche a voi!

HATSUO BASHO ( 1644-1694)

Stagione delle piogge/ i miei capelli di nuovo/ intorno al pallido viso

Un banano nel temporale;/il gocciolio dell’acqua nel catino/ scandisce la mia notte

Silenzio/ graffia la pietra/ la voce delle cicale

Separazione/ le spighe dell’orzo/ tormentate tra le dita

Senza morire/ dopo molte notti di viaggio/ in un tramonto d’autunno

YOSA BUSON (1716-1783)

Brezza primaverile/ lungo il cammino sull’argine/ e la casa è lontana

Una capanna/ dove si vende il te/ e vicino un salice fattosi vecchio

KABAYASHI ISSA ( 1763-1827 )

Pioggerella primaverile-/ lecca, un topolino/ il fiume Sumida.

Più numerose le primavere/ più lunghi i dì/recano lacrime e lamenti.

Si sveglia/ e sbadiglia il gatto;/poi l’amore.

Luna e fiori/quarantanove anni / camminati invano.

Giovinezza:/ rende bello persino/ i morsi della pulce.

la vita è breve/ e il desiderio/ senza fine

In questo mondo/ dall’alba già tribola/pur la farfalla

Nel nostro mondo/anche le farfalle sono/ stanche di vivere

Il mio paese/benchè sia piccolo,/ i boschi sono miei

MASAOKA SHIKI (1867-1902 )

Nella sera di primavera/quale lettura per l’uomo/ senza compagna?

Tra la barca e la riva/ a separarci si alza/ un salice

Ombre d’alberi-/ e la mia ombra che si muove /nella luna invernale

Terre di nubi./ Verso sud volano/ vele bianche

Di me scrivete/ che ho amato i versi/ e i kaki

Sull’argine tra le risaie/vola bassa la cavalletta/ nel sole che muore.

Per quanto belle siano le traduzioni, penso che mai come in questo caso TRADURRE SIA …TRADIRE

E per concludere una definizione di HAIKU:

MATSUO BASHO: ” bisogna dar parola alla luce nella quale si intravvede qualcosa prima che scompaia la luce”

Potrei proporre, invece che finte..poesie dorsali ( mia vecchia polemica!) di cimentarci in nostri haiku..tra l’altro anche in Italia esistono concorsi di questo genere di poesia

Che ne pensate?

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  1. marinaforlani

    Xochitl2, ecco il mio haiku, ma ti premetto che prendo la cosa alla leggera:

    Piove / autobus affollato/ nei tuoi occhi si specchiano/
    i miei pensieri/tazze di the e pantofole asciutte/
    Oh…l’inverno a Genova.*

    N.d.T. : Genova, piccola città della costa mediterranea della propaggine occidentale dell’Asia che viene chiamata anche Europa.

  2. Luca

    fantastici, spesso in 3 righe sono capaci di condensare pensieri, divagazioni in un’ordine musicale senza eguali. Son entrato in contatto con gli haiku proprio grazie a Kerouac e ogni tanto ne abbozzo qualcuno. In apparenza semplici ma d’effetto.

  3. Angélica

    Ancora la pioggia. Una traduzione traditrice anche (dallo spagnolo):

    Pioggia fuori, pioggia dentro
    Aqua dolce, aqua salata
    Tra noi, il mare

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