La Repubblica di oggi dedica un articolo (di Enrico Franceschini) a un altro articolo che lo scrittore Luc Sante sul Wall Street Journal ha dedicato a Librarything, il sito web di archiviazione di libri e di socializzazione attorno ai libri e di intreccio tematico relativo ai libri (esiste anche una versione in italiano).
A parte la curiosità del fatto che La Repubblica abbia dovuto attendere che lo facesse il Wall Street Journal per apprezzare la qualità e originalità di Librarything. A parte questo, dicevo, a me fa molto piacere che finalmente anche in Italia ci si sia accorti delle grandi possibilità che stanno dentro i concetti messi in pratica da Librarything.
Tranquilli, mica voglio provare a spiegarli. Vi invito solo a povare, partendo dalla mia pagina preferita, lo zeitgeist. Però provate, prima di giudicare. L’ultima volta che ho invitato qualcuno di questo blog a farlo mi risposero che “era piatto graficamente“. E basta.
E giù con elogi a Anobii. Vi assicuro non c’è paragone fra il narcisismo fighetto il facile autocompiacimento di Anobii e il mondo di intrecci possibili di Librarything. E la sobrietà della grafica, in questo caso, vi assicuro, è funzionale alla scoperta di quel che non sappiamo.
Ps Uno dei blog di librarything, Thingology, è dedicato alle idee attorno all’uso dei tag e agli altri metodi di “descrizione” dei libri. E delle idee (quindi). Merita
Ps (2) Non volevo offendere nessuno descrivendo in quel modo Anobii: in effetti è un giudizio un po’ superficiale. Preciso però che io un po’ di libri (pochi) li ho su Anobii, mica su Librarything. Insomma era per provocare un poco


L'angolo del
Credo che Librarythig non sia poi così piatta graficamente così come non potrei affermare che Anobii sia frequentata da fighetti affetti da narcisismo…mettiamola così : semplice questione di gusti . Luiginter, come mai una persona come te , che non mi sembra per niente spocchiosa, stigmatizza Anobii così?
Dopo aver utilizzato Librarything.it per qualche tempo, sono passato ad Anobii. Al di là delle preferenze “estetiche” la ragione del mio cambiamento sono essenzialmente due: facilità di inserire i volumi; interazione tra gli iscritti.
Per qualche tempo le due iscrizioni hanno convissuto ma quando ho tentato di importare la mia libreria da Anobii a Librarything sono stati sempre molto pochi gli ISBN riconosciuti a dispetto di qualche libreria italiana aggiunta di recente (chi usa Librarything sa a cosa mi riferisco). Quanto ai gruppi, quello denominato Italians (sino alla mia permanenza) presentava discussioni “di servizio” ossia richieste di aiuto oppure auto-presentazioni con relative risposte di benvenuto che alla lunga risultano stucchevoli. Sottolineo, non per spocchia, che non avrei alcuna difficoltà ad iscrivermi a gruppi dove la lingua sia l’inglese ma non ne vedrei la ragione.
Quanto al narcisismo fighetto, dipende, come sempre, dalle persone: mi pare un giudizio affrettato e grossolano.
be’, dai…: “narcisismo fighetto” era per provocare un po’.
Pensa che io ho un po’ di libri (pochi) su anobii e nessuno su librarything, quindi evidentemente non è poi un giudizio in cui credo così tanto.
La provocazione però non era fine a sé stessa.
Volevo dire che gli intrecci tematici permessi e sucitati da librarything (il .com però, quello italinao non lo conosco) mi sembrano più interessanti di quelli di anobii: l’impressione che ho quando entro in anobii è un po’ di trovarsi davanti un lungo elenco: ecco tutti i libri che ho letto, o che posseggo. Ma non volevo offendere nessuno. Probabile che mi sbagli.
Del resto di un po’ di narcisismo, prima o poi, tutti noi che lasciamo tracce sul web, pecchiamo.
Comunque ora ritiro il “narcisismo fighetto”.
Per me non è facile condividere con altri le letture. ci ho provato, ma soffro di una specie di pudore, non saprei…
Beh il commento sulla grafica “piatta” era mio ma non si perdona mai niente qui?
Giudizio affrettato di certo, ma del resto le librerie digitali mi annoiano… Non offendetevi di nuovo eh?
Ognuno ha i suoi limiti, a me piace la carta…
[...] di lettura. Librarything è meglio di Anobii, lo sa persino La Repubblica (dopo la spiegazione del Wsj) (7-6-2008 [...]
Librarything non è assolutamente meglio di Anobii, anzi direi che non c’è proprio paragone. Una motivazione per tutte: per catalogare con il primo dopo i primi 200 libri immessi, si deve pagare, con Anobii è assolutamente gratuito….
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