Il peso della farfalla, Erri De Luca

Foto scattata da pietro46

Un breve bellissimo poetico racconto: l’incontro tra un vecchio camoscio e un vecchio bracconiere.

Il bracconiere aveva ucciso la mamma del camoscio, che era cresciuto con l’odore dell’uomo cacciatore nelle narici; diventato adulto aveva sfidato il maschio dominante ed era diventato il re del branco.

Il bracconiere è un uomo solitario, forte, esperto alpinista e spietato cacciatore. Si era ritirato in montagna dopo una gioventù passata nella città fra i rivoluzionari, fino allo sbando (autobiografico?).

Vive al margine del bosco, solitario, in una capanna; scende in paese una volta al mese, per caricare lo zaino di patate, cipolle, riso, lenticchie.

Il bracconiere aveva ucciso più di trecento camosci, ma cercava lui, il re dei camosci.

Una giornalista, in paese, lo vuole per una intervista; il bracconiere è dubbioso, è disabituato a stare davanti a una donna. Ci penserò, aveva detto. Decide, l’avrebbe incontrata, ma prima sarebbe salito a puntare il camoscio.

Da una intervista di Erri De Luca “Entrambi sono vecchi, in fine di carriera, si portano appresso una stanchezza assaporata, sanno che non ce ne è ancora, che non ne vogliono ancora.”

Sentono la fine vicina, forse la cercano, una fine dignitosa.

Il bracconiere sale la montagna, si apposta con il fucile, lucido e pronto.

“Andò a posarsi lì una farfalla bianca. La scacciò con una live mossa, per toglierla senza toccarla.”

Ma il re dei camosci è sopra di lui, aveva sentito il suo odore, è fermo impettito, una farfalla bianca sul corno sinistro.

Si lancia verso il cacciatore, ma lo grazia, lo sfiora appena, gli fa solo volare via il cappello con gli zoccoli posteriori.

Di più non dico, per non togliere comunque il piacere di un finale che si intuisce; il perchè del titolo, il peso della farfalla.

Dicevo che il racconto è molto bello: la descrizione della montagna e degli animali che la vivono, il personaggio del bracconiere, nella sua solitudine e coerenza ai suoi valori morali e  la scrittura, fatta di frasi brevi, rigorose, precise.

Erri De Luca, “Il peso della farfalla”, ed. Feltrinelli.

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9 pensieri su “Il peso della farfalla, Erri De Luca”

  1. Davvero lirico il racconto di Erri de Luca, quasi una prosa ritmica nelle sequenze in cui sono protagonisti gli animali e la natura.
    E mi sembra che siano questi ultimi a vincere nella lotta secolare tra l’uomo e la natura stessa:la grandezza morale del camoscio salva il cacciatore dalla morte materiale ma non da quella spirituale, contrassegnata dalla sconfitta e dal senso di colpa. Ancora: l’animale si rassegna al suo destino, esponendosi alla morte con la forza e il coraggio che l’uomo possiede solo in virtù del suo fucile.
    Bellissima, premonitrice ed escatologica l’ultima sequenza in cui una farfalla, simbolo della fragilità e della metamorfosi della natura, decide del destino dell’uomo-cacciatore.

    Antonella Curioni,
    che augura Buon Anno a tutti gli iscritti a questo blog.

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  2. Ciao Pietro, che bellezza, che leggerezza che forza in questo post. Anche se a me De Luca piace soltanto a sprazzi…
    Soprattutto però vorrei puntare l’attenzione sulla tua foto: veramente ispirata, con quel triangolo di cielo sul quale si staglia, senza prepotenza però, la figura dell’animale e l’altro triangolo, più grande, della montagna.

    buon anno a tutti! :)

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  3. Credo che a Luiginter forse questo *sprazzo* di Erri piacerebbe : “Il peso della farfalla” è un racconto breve , intenso, uno di quelli in cui l’autore “delucheggia” di meno, forse perchè l’amore per la montagna che lo ispira è puro come l’aria che si respira in alta quota.
    Per me, in questo racconto, non ci sono vinti e vincitori : l’uomo è un ruminante cerebrale e ciò è la sua forza e la sua debolezza; l’animale vive nel tempo reale, avendo conoscenza del solo presente, la sola conoscenza che serve. Il re minore e il re dei camosci vanno incontro al loro ultimo giorno alla pari, entrambi stanchi e con la consapevolezza che non ci sarà , per loro, un altro inverno. Entrambi appartenenti a quella specie, i solitari, che sono i soli a tracciare e sperimentare il nuovo.

    Un distillato di emozionante lettura per chi ama De Luca che davvero possiede ” …la faccia di una scarpa di cuoio che ha camminato a lungo e si è adattata al piede come un guanto”.
    Anche l’altro brevissimo racconto “Visita a un albero” è una dichiarazione d’amore del nostro per la grandezza e l’intelligenza della natura….”Sii gentile con la terra…”
    La foto di Pietro 46 è davvero bella e vi ho trovato subito il mio punctum ;)

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  4. “Il peso della farfalla” di Erri De Luca : libro esile di pagine, ma rigoglioso di poesia e di limpida scrittura. L’ottima recensione rende onore a questo delizioso e sostanzioso racconto.

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  5. Anche a me Erri de Luca piace a sprazzi…. questo racconto, effettivamente, è un inno alla sacralità della natura e della vita, un concentrato di emozioni, uno studio sull’umanità e sulle sue imperfezioni, sulla natura e la sua potenza e su quello che può accadere quando due esemplari unici, le cui strade si sono incontrate da molti anni- relativamente alla vita media di un camoscio- arrivano ad un commovente, irripetibile finale.

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  6. Ho ricevuto “Il peso della farfalla” in regalo a natale e, contrariamente al solito, l’ho letto lentamente, concedendomi delle pause per poi tornare a riaprirlo cercando sempre dei momenti in cui potevo immergermi completamente nella lettura senza distrazioni esterne. Perchè nonostante la brevità, ogni frase è densa e va fatta depositare, non si può scorrere sulle righe puntando all’ultima parola.
    Sono poco obiettiva perchè Erri De Luca mi piace in modo incondizionato, però credo che questo racconto sia davvero una piccola perla.
    Ho già voglia di rileggerlo.

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  7. la delicatezza con cui l’autore scrive è,a mio avviso,imbarazzante.ho letto un pò di cose,il mio libro preferito è in nome della madre,sono legata a quella storia,nuova nel modo di raccontarla e non nei contenuti,seppur curiosa.il peso della farfalla è ricco di fantasiose descrizioni,splendide metafore e capacità creare magia.lessico curatissimo e la maestria di sempre capace di raccontare qualsiasi scena.i due personaggi onestamente concorrenti mi hanno ricordato il vecchio e il mare di hamingway.

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