Danny l’eletto, Chaim Potok

Hasidic boys play on the streets of Williamsburg - foto: bitchcakesny, flickr

Hasidic boys play on the streets of Williamsburg - foto: bitchcakesny, flickr

Non ho mai parlato di nessun libro di Chaim Potok, li ho letti tutti tempo fa, e ora mi è venuta voglia di rileggerne qualcuno. Sono ripartita da *Danny l’eletto*, edito da Garzanti, il libro con cui lo scrittore è diventato famoso (il titolo originale era: *The chosen*).

Quello che mi è sempre piaciuto dei suoi libri è il mondo che ti aprono davanti agli occhi. La maggior parte è ambientata nella comunità degli ebrei ortodossi chassidim di New York, le cui usanze sono descritte nei minimi particolari.

*Danny l’eletto* _a cui segue *La scelta di Reuven*_ narra dell’amicizia, guardata con stupore o addirittura malvista, fra Danny e Reuven. Entrambi ebrei, non potrebbero essere più diversi: il primo è infatti figlio dello tzaddik, il rabbino capo, della comunità chassidica di Brooklyn; il secondo, invece, è sì ebreo, ma di una comunità più moderata, figlio di un professore di idee aperte e moderne. I due ragazzi si incontrano, o meglio si scontrano, durante una partita di softball che vede fronteggiarsi le yeshivà (scuole) dei due ragazzi. Lo scontro diventa una vera e propria guerra, da cui Reuven uscirà ferito, colpito duramente a un occhio proprio da Danny. L’incidente, però, porta i due ragazzi a costruire un’amicizia solida e profonda, nonostante le opposizioni del padre di Danny e della comunità chassidica tutta.

Le vicende si svolgono durante la seconda guerra mondiale, e lo schierarsi a favore del sionismo e della creazione di uno stato d’Isreale, di cui i chassidim sono forti avversari, determinerà l’allontanarsi forzato dei due ragazzi. Ma l’amicizia è più forte di qualsiasi opposizione…

Mi piace molto, come dicevo, l’atmosfera, così lontana dalla quotidianità a cui sono abituata, gli abiti neri e la papalina, la cucina kasher, i riti e soprattutto le dispute sul Talmud, in cui Danny, dotato di un’intelligenza fuori dal comune, ma anche Reuven, eccellono, le usanze ai nostri occhi così strane, come il metodo di insegnamento del padre di Danny nei confronti del figlio, il silenzio:

“Il silenzio parla… che significa?”
“Bisogna che tu voglia ascoltarlo, e allora potrai udirlo. Ha una struttura bella, strana. Non parla sempre. Ogni tanto… ogni tanto piange, e puoi sentirci dentro il dolore del mondo. Allora fa male ascoltarlo: ma è necessario.”

*giuliaduepuntozero


18 commenti on “Danny l’eletto, Chaim Potok”

  1. donella scrive:

    grazie Giulia, Potok è uno degli autori a cui vorrei dedicarmi prossimamente, ho letto recentemente novembre alle porte molto interessante, ora vorrei dedicarmi alla parte “americana” dei suoi scritti, comincerò proprio da Danny l’eletto, mi potresti indicare altri libri interessanti di Potok? soprattutto la succerssione giusta in cui leggerli grazie buona giornata a tutti

  2. stefi scrive:

    Io sto leggendo Sono Asher Lev….appena iniziato ma mi sembra già un libro per me!

  3. Ciao Donella,
    dunque… ne ha scritti tanti, quelli a cui io sono più affezionata sono *Danny l’eletto*, appunto, e *La scelta di Reuven* che è la sua prosecuzione; poi *Il mio nome è Asher Lev*, bellissimo anche lui, che sta leggendo Stefi, che è stato il primo libro con cui ho conosciuto ai tempi Chaim Potok, insieme a *Il dono di Asher Lev*, che come puoi immaginare è la seconda parte della stessa storia, la storia di un bambino _nel secondo libro adulto_ chassidim che ha il dono della pittura, ovviamente rifuggita dalla sua religione e quindi dalla sua comunità
    Poi ancora *L’arpa di Davita*, molto bello anche lui, la storia di una ragazzina Davita, ebrea di origine, ma i cui genitori si sono allontanati dalla religione, che esercita invece il suo fascino su di lei.
    Questi quelli che mi sono piaciuti di più, perché romanzi, ambientati nella comunità chassidica di New York, spesso con ragazzi come protagonisti.
    Fatemi sapere i vostri commenti se ne leggete altri!
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

  4. donella scrive:

    grazie Giulia, li ordinerò subito e poi commenterò, avevo già messo nella lista dei desideri Danny l’eletto perchè mi aveva appassionato la lettura di: Novembre alle porte, la storia di queste due generazioni di ebrei russi, il padre bolscevico convinto che non rinuncia alle sue idee neppure difronte al fallimento della rivoluzione e dello stalinismo e il figlio Volodia e sua moglie Mascia, dissidenti, che lottano per anni per poter lasciare la Russia, questa vicenda familiare così tormentata riassume in pratica la storia intera della Russia, Potok ha veramente una potenza narrativa che trascina e coinvolge, vedremo il Potok “americano” se ha la stessa forza

  5. maria matera scrive:

    preso in biblioteca sabato, iniziato ieri sera …. bello!

  6. marinaforlani scrive:

    Per Giulia2.0 e per Donella: un romanzo ambientato in una comunità hassidica, nei sobborghi di N.Y.: una ragazza, la sua famiglia, il padre rabbino. “La lettrice di romanzi d’amore” di Abraham Pearl, Einaudi.

  7. Marina, letto! Bello, ci ripensavo l’altro giorno, non ai livelli di Potok, ma molto bello anche lui.
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

  8. giuly scrive:

    Bellissimi i 4 libri che hai citato di Potok! Li ho letti uno dopo l’altro e adesso mi hai fatto tornare la voglia di rileggerli. Ciao

  9. marinaforlani scrive:

    Ciao *giuliaduepuntozero :-) !

  10. donella scrive:

    finalmente mi è arrivato, e lo sto divorando, ieri sera ho saltato la cena per non interrompere la lettura, bello e appassionante, mi piacciono moltissimo le due figure dei padri, il padre di Reuven saggio, sempre molto presente, con attenzioni verso il figlio che compensano anche la mancanza della madre, al contrario il padre di Danny, rabbino fondamentalista rigidissimo che non parla con il figlio se non del Talmud,creando non pochi problemi, mentre Reuven viene accompagnato verso l’età adulta dalle riflessioni e dagli insegnamenti del padre vivendo in maniera molto equilibrata lo studio e i problemi dell’adolescenza, molto interessanti anche le varie discussioni sul Talmud, si comprende molto della disciplina e del rigore degli ebrei, veramente Potok è un ottimo autore, una scoperta piacevolissima ….lo approfondirò tutto perchè ne vale la pena

  11. anto scrive:

    Ciao Donella.
    Ti assicuro (per esperienza personale) che quando avrai letto anche l’ultimo libro di Potok ti coglierà una grande tristezza, perchè purtroppo è morto, e non ne scriverà più. Ti invidio, un altro suo grande libro è quello in cui il protsgonista, figlio di ebrei osservanti, decide di diventare pittore. Non ricordo il titolo, ma è da brivido.

  12. Anto, il libro di cui stai parlando si chiama *Il mio nome è Asher Lev*, a cui segue *Il dono di Asher Lev*, bellissimi entrambi.
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

  13. patrizia scrive:

    Sono una lettrice recente di Chaim Potok.
    Ho cominciato a febbraio di quest’anno e… faccio prima a scrivere i libri che mi mancano da leggere: “In principio”, “storia degli Ebrei”, ” il libro delle luci”, “il maestro della guerra” che non riesco a trovare, e “l’ albero di qui”. Gli altri li ho letti tutti.
    Appena ho iniziato con “il mio nome è Asher Lev” sono stata drogata.
    Ho bisogno di avere sulla mia scrivania sempre un suo libro che non ho ancora letto altrimenti vado in crisi di astinenza da Chaim!!!
    Mi piace proprio come scrive, il suo stile letterario, come tratta i temi esistenziali… il mio rammarico è di non conoscere l’inglese. Poter leggere un autore così nella sua lingua originale avrebbe un sapore ancora più delicato.
    Scopro con grande piacere che ci sono molte persone che leggono questo autore.
    Ciao a tutti, e buona lettura.
    Patrizia

  14. Ciao Patrizia
    mi associo alla tua passione. Io purtroppo li ho già letti tutti, e non me ne rimangono più. Chaim Potok è un bravissimo scrittore e i mondi con cui ci mette in contatto sono affascinanti.
    Io non ho *L’albero di qui*, che mi sa è fuori catalogo, e non ho letto *Storia degli Ebrei* e *Il libro delle luci* che ho in inglese…
    Hai letto altri libri ambientati nella cultura ebrea?
    Come hai conosciuto Potok?
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

  15. Lorella scrive:

    Ciao a tutti.
    Anche io sono appassionata di Chaim Potok e le atmosfere dei suoi libri sono un qualcosa di unico. Mi affascinano i mondi, a me sconosciuti, che ci descrive con parole efficaci e coinvolgenti. Ho letto tutti i libri , compreso Storia degli Ebrei, mi mancano
    L’albero di qui, Novembre alle porte e Il libro delle luci.
    Vedro’ di procurarmeli al piu’ presto! Periodicamente li riprendo uno per uno e li rileggo dal primo all’ultimo.

  16. Patrizia scrive:

    Ciao Giulia, ti rispondo adesso perché adesso leggo il tuo commento.
    Non ho letto nessun altro libro di ambientazione ebraica e Chiam Potok è arrivato per caso sulla mia scrivania. E’ rimasto per qualche mese senza destare nessun interesse in me. Poi una sera , così per caso e di malavoglia ho cominciato a leggere le prime righe di “il mio nome è Asher Lev” e non ho più smesso.
    Adesso sto leggendo Il libro delle luci.
    E coltivo il desiderio di studiare l’inglese!
    Ciao

  17. Patrizia, beata te che hai iniziato a leggere Chaim Potok!
    I suoi libri sono talmente belli, che vorrei non averli mai letti per poterli leggere.
    In effetti, *Danny l’eletto* ho riletto recentemente, ma ci sono talmente tanti libri che devo leggere, che non mi posso mettere a rileggerli tutti!
    Fammi sapere cosa ne pensi anche degli altri.
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

  18. Laila Bernardi scrive:

    Anche per me Chaim Potok è stata una scoperta, ormai di 5-6 anni fa. Ho letto tutto. Molto bello anche “In principio”, “L’arpa di Davita” e “Novembre alle porte”., Un vero genio!


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