Il poliziotto che ride, Maj Sjöwall e Per Wahlöö

Per Wahlöö e Maj Sjöwall

Per Wahlöö e Maj Sjöwall

Il libro è del 1968, ma sembra scritto oggi, anche se poi uno si ferma e riflettere, e di computer, cellulari, Internet, analisi del DNA non ne trova. Quarto capitolo _pubblicato come gli altri da Sellerio_ del decalogo dei *Romanzi del crimine _per la cronologia originale consultate Wikipedia_, sottotitolo che accomuna i titoli dei 10 volumi usciti dal 1965 al 1975 dalle mani congiunte di Per Wahlöö e Maj Sjöwall.

Per inciso, la storia dei due scrittori è interessante e tenera: lui membro del Partito Comunista, ex cronista di cronaca nera, deportato dalla Spagna di Franco, giornalista politico; lei di 9 anni più giovane, anche lei giornalista, di famiglia borghese, figlia di un manager di una catena di alberghi, viveva all’ultimo piano di un hotel di Stoccolma. Entrambi sposati, con figli. Si conobbero per lavoro e si incontravano nei pub, luogo di ritrovo dei giornalisti:
Leggi il seguito di questo post »


Doonesbury compie 40 anni, tanti auguri!

Doonesbury, la strisica del 26 ottobre 2010

Doonesbury, la strisica del 26 ottobre 2010, giorno del quarantesimo compleanno

Quaranta anni fa, il 26 ottobre del 1970, Garry Trudeau pubblicò la prima striscia di Doonesbury sul giornale dell’Università di Yale.
Doonesbury Oggi Doonesbury è uno dei più acuti interpreti della politica e della società americana.
Le strip quotidiane di Doonesbury (piuttosto famose anche da noi grazie soprattutto a Linus) sono un american classic e hanno violato molte convenzioni del genere diventando allo stesso tempo commedia, commento politico (rigorosamente liberal ma rigorosamente irrispettoso del potere), fustigatore di ogni retorica, ironico sguardo sul mondo dal punto di vista di un mite.
Doonesbury, 40 anni fa

Doonesbury, la prima striscia, 40 anni fa

Leggi il seguito di questo post »


Jonathan Coe, I terribili segreti di Maxwell Sim

Jonathan Coe

Jonathan Coe

Non è stato con entusiasmo che ho cominciato a leggere l’ultimo libro di Jonathan Coe, I terribili segreti di Maxwell Sim (Feltrinelli).

Lo sforzo però non è stato inutile, anche se non mi è sembrato un romanzo riuscito.

Del resto, quando si accetta di leggere un libro scelto dal gruppo di lettura che si frequenta (nel mio caso quello di Cologno Monzese) è spesso necessario sforzarsi per superare la diffidenza davanti a letture che interferiscono con i progetti a breve che ogni lettore ha: insomma una qualche fatica bisogna farla per sopportare che arrivi sul comodino un libro che non avremmo scelto e che si piazza, nell’ordine di lettura, davanti a quanto avevamo deciso, in splendida solitudine, di leggere, qui e ora. Leggi il seguito di questo post »


Una brava ragazza, Joyce Carol Oates

From the sea - foto: Alex Dram, flickr

From the sea - foto: Alex Dram, flickr

E’ da un po’ di tempo che non recensivo un libro di Joyce Carol Oates, dopo la scorpacciata fatta negli anni passati.

Si sa che la scrittrice è prolifica, e quando l’ho scoperta qualche anno fa ho avuto di che sbizzarrirmi a recuperare il tempo perduto con tutti i romanzi pubblicati in Italia _spesso difficilmente recuperabili_ e quelli disponibili solo in lingua originale.

A volte, però, questa prolificità dà la sensazione che la scrittrice abbia la smania di scrivere, di chiudere il libro, per passare al successivo. Portando così, ogni tanto, ad alcuni libri il cui livello non è alla pari degli altri. Non è sicuramente, per fortuna, il caso di questo. *Una brava ragazza*, edito da Bompiani, certo però che ci sono un po’ di imperfezioni, e addirittura qualche contraddizione.

Però JCO è sempre JCO, e dopo qualche mese di pausa si apprezza ancora di più la sua forza e la sua bravura.

Leggi il seguito di questo post »


Mario Vargas Llosa, “El sueño de Celta”, il nuovo romanzo sulla storia di Roger Casement

Roger Casement in arresto

Roger Casement in arresto

Il nuovo romanzo di Mario Vargas Llosa El sueño de Celta è la storia di Roger Casement, controversa figura di rivoluzionario per gli irlandesi e di traditore per gli inglesi, console britannico in Congo dove indagò sul lavoro forzato nello stato di Leopoldo II, e, successivamente, in Perù dove si occupò delle condizioni degli indio Putamayo al servizio della Peruvian Amazon Company.

Poi si dedicò poi alla causa del nazionalismo irlandese (era nato a Dublino da madre cattolica e padre protestante) cercando di convincere la Germania, durante la Grande Guerra, a sostenere  la nascita della repubblica d’Irlanda.
Arrestato nel 1916 venne giustiziato dagli inglesi quando scoppiò la rivolta di Pasqua. Il romanzo esce in castigliano il 3 novembre. In Italia verrà pubblicato da Einaudi nell’autunno del 2012, con un titolo probbailmente vicino all’originale: “Il sogno del Celta”.


La strage di Bologna, Alex Boschetti e Anna Ciammitti

 

La strage di Bologna, BeccoGiallo

 

Sulla scia della lettura di *Confine di stato* e *Settanta* di Simone Sarasso, e soprattutto di *Strage* di Loriano Macchiavelli, romanzi che potremmo definire di docu-fiction _nel senso che narrano vicende reali, in questo caso legate alla storia dell’Italia che ha tanto da svelare degli anni ’60-’80, romanzando personaggi e in parte vicende_, ho scoperto la collana Cronaca storica – I casi della memoria collettiva della casa editrice BeccoGiallo.

Casa editrice tutta dedicata ai graphic novel, genere che è fra quelli che prediligo _per la cronaca, insieme ai gialli-noir e alla letteratura nord-americana.

Il fumetto ha inizio alle 10.25 del 2 agosto 1980, giorno della strage di Bologna, per ripercorrere poi le ore e i giorni successivi, i tentativi di nascondere la verità _prima con l’idea che fosse stata una caldaia, poi con il terrorismo internazionale_, le indagini e i processi.

Leggi il seguito di questo post »


Sebastiano Vassalli, Giovanni Tesio, Un nulla pieno di storie

Sebastiano VassalliUn nuovo libro di Sebastiano Vassalli [Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore nel tempo, Interlinea , Novara 2010, pp 142], ma non è  un romanzo, né una raccolta di racconti, una autobiografia, invece, sotto forma di intervista.  L’intervistatore è Giovanni Tesio, che non solo pone le domande , ma chiude il libro con una lunga riflessione  dal titolo “Sebastiano Vassalli, un narratore di storie tra Omero e il signor B”.
Prossimo a compiere settant’anni, nonostante la sua abituale riservatezza, ha accettato di raccontarsi, entrando anche molto nel privato. Raccontarsi come “bisogno  di fare ordine nei pensieri e nei ricordiLeggi il seguito di questo post »


Acciaio, Silvia Avallone

Acciaio - come in un fumetto - #2 - foto: ste 71, flickr

Acciaio - come in un fumetto - #2 - foto: ste 71, flickr

Di *Acciaio* (ed. Rizzoli) e della sua autrice Silvia Avallone si è sentito parlare tanto ultimamente: un po’ perché ha vinto il Premio Campiello Opera Prima, un po’ perché Bruno Vespa ha fatto commenti positivi… sulla sua scollatura. Insomma, in rete se ne scrive tanto, non sempre però dell’opera, quanto del contorno. Sul libro ho letto recensioni positive, e tante negative, o perlomeno tiepide.

La mia, invece, sarà una recensione davvero entusiasta. Mi è piaciuto talmente tanto, che l’ho finito da 3 giorni, e non sono ancora riuscita a iniziare un altro libro.

Leggi il seguito di questo post »


Quella sera dorata e James Ivory a Sabato Libri, Radio Popolare

Oggi a Sabato Libri, il programma di Radio Popolare dedicato come dice il nome alla lettura, fra le altre cose (come il Nobel a Vargas Llosa) si è parlato anche di *Quella sera dorata*, del libro di Peter Cameron e del film di James Ivory, uscito ieri in Italia.

Con una presentazione dell’opera, un interessante confronto fra libro e film, e un’intervista al regista, fatta in occasione di una lezione al cinema Anteo a Milano.

Leggi il seguito di questo post »


Mario Vargas Llosa, la conferenza stampa di ieri a New York

Mario Vargas Llosa insegna per un semestre a Princeton. Ieri, dopo l’annuncio del Premio Nobel per la Letteratura, ha tenuto una conferenza stampa a New York.
Il resoconto sul New York Times e le clip audio con la voce dello scrittore.


Mario Vargas Llosa secondo Javier Cercas

Su El País, Javier Cercas a proposito del premio Nobel per la letteratura a Mario Vargas Llosa:

“La notizia non è che gli abbiano dato il Nobel. La notizia è che non glielo avessero dato prima”.

Porque, para mí, la noticia no es que ayer le dieran el Nobel a Vargas Llosa; la noticia es que todavía no se lo hubieran dado. Teniendo en cuenta el tamaño real de su obra, el hecho es desde luego asombroso. Veamos: Vargas Llosa publicó a los 26 años La ciudad y los perros; a los 29 publicó La casa verde; a los 32 publicó Conversación en La Catedral. Esas tres novelas deberían bastar para concederle a cualquiera el Premio Nobel; en realidad, bastan para convertir a cualquiera en el mayor novelista del español. Quiero decir que, aunque en español haya alguna novela comparable a esas -poquísimas-, no hay ningún novelista de nuestra lengua que haya escrito un conjunto de novelas semejante. El problema es que, luego, Vargas Llosa publicó cosas como La tía Julia y el escribidor, como La guerra del fin del mundo, como La Fiesta del Chivo, tres títulos que, sumados a los anteriores, le colocan directamente en la estratosfera. Es cierto, sin embargo, que Vargas Llosa no siempre está en plena forma; pero eso no resuelve el problema sino que lo complica: porque resulta que, cuando parece que no está en plena forma – digamos en Historia de Mayta o en ¿Quién mató a Palomino Molero?-, Mario Vargas Llosa está más en forma que la inmensa mayoría de los novelistas cuando está en plena forma. [...]


Mario Vargas Llosa premio Nobel per la letteratura

Mario Vargas Llosa

Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura 2010

E’ dunque il peruviano Mario Vargas Llosa (Arequipa, 1936) il premio Nobel per la letteratura 2010.
Una sorpresa relativa, visto che nessuno lo dava tra i favoriti quest’anno, ma è anche vero che più volte negli anni scorsi era stato indicato fra i possibili vincitori.
Grande scelta quella dell’Accademia: Vargas Llosa è un grande scrittore che ha contribuito a raccontare in modo esemplare molte delle facce politiche, sociali, culturali e psicologiche e individuali dell’America latina.
Suo è uno dei miei libri preferiti in assoluto (diciamo fra i primi dieci): La guerra della fine del mondo. Una buona occasione per riprendere in mano tutti i suoi libri. Ci torniamo presto su Vargas Llosa.

- Javier Cercas sul Nobel a Vargas Llosa


Nobel per la letteratura: i vincitori degli ultimi dieci anni, aspettando quello del 2010

UPDATE: E’ MARIO VARGAS LLOSA!
Aspettando il Nobel per la letteratura, domani verso mezzogiorno (diretta sul sito del Nobel), ricordiamo i vincitori degli ultimi dieci anni, quasi sempre nomi a sopresa rispetto alle previsioni.
Per quest’anno, la previsione dell’ultima ora dice Ngugi wa Thiong’o (ma è frutto delle puntate dei bookmakers).

2009: Herta Müller
2008: JMG Le Clézio
2007: Doris Lessing
2006: Orhan Pamuk
2005: Harold Pinter
2004: Elfriede Jelinek
2003: JM Coetzee
2002: Imre Kertész
2001: VS Naipaul
2000: Gao Xingjian
1999: Günter Grass


Granta, i migliori giovani scrittori di lingua spagnola

Granta, i migliori giovani scrittori di lingua spagnolaIl prossimo numero di Granta, – il 113 – sarà dedicato ai giovani scrittori di lingua spagnola.
Fa parte della tradizione quasi trentennale della rivista, l’attività di selezione di scrittori promettenti, solo che fino a oggi le antologie erano sempre state dedicate a narratori di lingua inglese (Martin Amis e Ian McEwan e Salman Rushdie: giusto per segnalarne tre fra i giovani “promettenti”, a suo tempo lanciati da Granta).
Questa volta viene invece scelto lo spagnolo – Granta pubblica anche una edizione in castigliano (“Los mejores narradores jóvenes en español de Granta“). Sono 22 (5 donne) gli autori selezionati i cui scritti appariranno su “Best of Young Spanish-Language Novelists“: Leggi il seguito di questo post »


Ruggine americana, Philipp Meyer

Deserted - foto: aussiegall, flickr

Deserted - foto: aussiegall, flickr

Selezionato dal New Yorker fra i 20 migliori scrittori sotto i 40 anni _ne abbiamo parlato qui_. Collabora con McSweeney’s, con cui io personalmente ho un intricato rapporto di amore-odio. Copertina accattivante, foto a tutta pagina, colori rosso-arancione-grigio, paesaggio di pura desolazione, un ragazzo e una ragazza a mano di spalle _non che c’entrino molto con la storia, ma tant’è_, la citazione “Sarà sempre peggio, amico mio. Le buone azioni non restano impunite”. Ambientato in una sconsolantissima provincia americana, più di preciso in Pennsylvania.

Tutti questi ingredienti mi hanno portato a comprare appena è uscito *Ruggine americana* di Philipp Meyer, ed. Einaudi. Premetto che mi risulta un po’ difficile parlarne ora, perché sto leggendo *Acciaio* di Silvia Avallone _non ancora finito_, e ci sono diversi aspetti che mi ricordano i due libri. Non ho però ancora finito il libro della Avallone, per cui rimando a un post successivo i miei commenti.

Torniamo invece a *Ruggine americana*.

Leggi il seguito di questo post »


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 258 other followers