I libri più belli, letti nel 2011

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011.

Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere.

Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza della quale dobbiamo ringraziare tutti i lettori che partecipano: i lettori, la vera forza di questo blog.

Le regole sono sempre le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Ma ovviamente valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti…

Usiamo i commenti.

Pronti via!


1.374 commenti on “I libri più belli, letti nel 2011”

  1. Colonnello Filippo Aureliano Buendìa...... scrive:

    Finito da poco 11/22/’63 di Stephen King,molto bello,per niente scontato e con un finale che ti fa calare la lingua fino ai piedi……..non voglio rivelare nulla perché probabilmente alcuni di voi lo stanno leggendo o ne hanno intenzione,ma ve lo consiglio con tutto il cuore….Ciaoo!!!!!

    :-) :-) :-)

  2. polissena scrive:

    Ve lo devo proprio raccontare, martedì scorso con la mia classe di letteratura spagnola siamo stati invitati ad un incontro con Mario Vargas Llosa, che io ho sempre amato molto prima del Nobel.

    L’incontro era a Montecitorio, nell’aula della Camera, strapiena e con gente in piedi, accolti da Fini con la sua bella abbronzartura da Capodanno alle Maldive.
    Oltre a Fini che ha fatto una breve introduzione, c’era uno psicanalista alquanto impacciato ma non per questo meno prolisso, che nella ricerca delle più belle ed intelligenti espressioni ci ha fatto soffrire per il suo esitante balbettare. Non ne dirò il nome, poveretto.

    E infine ha parlato lui Vargas Llosa, naturalmente in spagnolo, con la semplicità, chiarezza e simpatia che mi piacerebbe trovare in tutti quelli che parlano in pubblico e non solo.
    Non stonava il fatto che è ancora un bell’uomo, di gran fascino
    L’argomento erano ‘Le realtà parallele’ e cioè il ruolo della letteratura nel tirarci fuori dalla realtà quotidiana, quasi mai soddisfacente, per portarci in un mondo di sogno che arricchisce la nostra esistenza. Tutti noi abbiamo una vita segreta, inventata da noi stessi che si svolge in contemporanea con la nostra vita reale e che ci serve da rifugio quando la realtà è dura da sopportare o semplicemente troppo grigia. In questo ci aiuta la letteratura ed è sempre stato così, dai primi cantastorie a tutt’oggi

    Forse è un argomento non troppo originale, ma vi assicuro che lui lo ha reso affascinante

    Alla fine Vargas Llosa è stato letteralmente assalito dai suoi ammiratori e, con uno dei suoi libri in mano, anche io sono riuscita ad ottenere un suo autografo sulla prima pagina, il primo ed unico che io abbia mai chiesto ed ottenuto nella mia vita

    E questo è tutto cari amici che in questo periodo state un po’ nascosti, come del resto ho fatto io che rimando a presto il commento sulle mie ultima letture

    .

  3. carloesse scrive:

    Continuo a ringraziare Domenico Fina per avere segnalato Ornela Vorpsi. Ho letto in un baleno i suoi racconti pubblicati da Einaudi nel libricino “Bevete cacao Van Houten” e li ho trovati strepitosi. Ritratti di donne: madri, nonne, mogli, ragazze-immagine; ma anche di uomini, come l’indimenticabile Petraq, citato da Domenico, che sembra uscito da un quadro di Chagall o da un racconto di Bruno Shulz. L’Albania sullo sfondo del passato. L’Europa che non risulta la proiezione dei nostri desideri, delle nostre illusioni, nel presente. Ritratti sospesi. Racconti sospesi.
    Praticamente apolide (nata a Tirana, emigrata a Milano – ha studiato a Brera-, vive da diversi anni a Parigi), ha scelto l’italiano come sua lingua letteraria. E scrive con rara eleganza e una padronanza della nostra lingua da fare invidia a tanti scrittori italiani. E’ anche fotografa e pittrice (sue sono le foto sulle copertine dei suoi libri). Artista a tutto tondo.
    Dopo questi racconti affronterò anche i suoi romanzi. I due “Einaudi”, piuttosto brevi (un centinaio di pagine) sono facilmente reperibili nella stessa collana. Tra essi ce ne è un altro, un racconto di una cinquantina di pagine, pubblicato da Nottetempo nel 2006: “Vetri rosa”.

    Contento anche per Polissena e per il suo straordinario incontro. :-)

  4. camilla scrive:

    ho preso nota : Ornela vorpsi. E bruno Shulz con le botteghe color cannella, me lo hai ricordato. Con una certa stretta al cuore. ciaociao

  5. Renza scrive:

    Sì, molto efficace la tua narrazione, Polissena. Peccato che tu non ci dica il peccatore( lo psichiatra esitante), chè si sa quanto sia succoso conoscere i peccatori più che i peccati. Quanto alle ” vite parallele”, è vero che i grandi ( in tutti i campi) si manifestano proprio nel modo – semplice e lineare- di svelare agli altri cose che sarebbero sotto gli occhi e non si vedono nè si sentono. Ciao.

  6. Vera scrive:

    Polissena carissima… grazie!, sai che in questi giorni, nel mio poco tempo libero, sto leggendo per l’ennesima volta Lettere a un aspirante romanziere…
    sono felice che tu o abbia incontrato… mi e’ molto simpatico! (come mi sei simpatica tu!!!)

    saluti a tutti simpatici pure loro… a presto

    ciao Luigi, ma quando arrivano i libri del 2012?!!! ;-)

  7. Massimo scrive:

    @ Renza
    Se Googli Mario Vargas Llosa viene fuori il nome del peccatore emozionato

  8. marinaforlani scrive:

    @DomenicoFina e @Carloesse : della Vorpsi, ma non nel 2011, ho letto i molto belli ” Il paese dove non si muore mai” e “Rosso come una sposa”.
    Segnalo, a chi fosse interessato, il dibattito avviato su “Saturno” da Daniela Padoan: “Scrivi in italiano e non vinci mai”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/16/razzismo-letterario-scrivere-in-italiano-e

  9. Renza scrive:

    Grazie, Massimo. Marina Forlani, ” Rosso come una sposa” è della Ibrahimi, albanese che scrive in italiano anche lei, con bei risultati.

  10. polissena scrive:

    @ renza, lo psicanalista si chiama Raffaele Bracalenti, già lo penalizza il suo cognome!
    Mi fa piacere di ritrovarti, come anche di vedere che la cara Vera ci segue sempre.

    Io comunque non ho finito con Vargas Llosa, perchè oggi pomeriggio sono andata a vedere al teatro Parioli il suo ‘Appuntamento a Londra’ con Pamela Villoresi
    Storia in cui le realtà parallele sono molteplici senza che si arrivi ad identificare quale sia quella reale.
    Vagamente delusa senza neanche sapere perchè

  11. Domenico Fina scrive:

    @Carloesse
    Sono contento che ti sia piaciuta la Vorpsi, anche La mano che non mordi è notevole.
    È un modo di dire albanese – La mano che non puoi mordere la baci – per dire che quando si è alla presenza di una persona che ci vuole sopraffare (in Albania molti uomini verso le donne)
    l’unico modo di ribellarsi è baciare la mano per sdegno.
    È un insieme di storie che affiorano alla memoria della narratrice durante un viaggio a Sarajevo, parenti, amici, cene, costumi di vita italiana, albanese, croata. Lei parte per andare a trovare un suo amico che non esce di casa da sei mesi e parlerà, nel frattempo, d’altro; due tre pagine per ogni microstoria. L’italiano della Vorpsi è sicuramente affascinante, lo stile è giocoso e alle volte stralunato – anche duro all’occorrenza.
    Tra i suoi ricordi c’è quello con uno studente romano di bell’aspetto. La Vorpsi ricorda di una magica sera in cui lei e lui hanno girovagato per Roma, le luci, la musica, il profumo di brillantina, tutto concordava all’amore. Lei a un certo punto sussurra a lui un inatteso Ti amo. Lui lo riferirà a sua cugina, scoppierà un caso diplomatico in famiglia e la Vorpsi, con grande ironia, conclude dicendo che non c’era bisogno di andarlo a riferire alla cugina, era un Ti amo destinato a quella sera, all’incanto irripetibile. Avrebbe voluto scompigliare i capelli incollati di brillantina a quell’uccisore della bellezza, a quel ragazzo così incapace di ricevere.

  12. carloesse scrive:

    @Camilla
    1) Sì, le botteghe color cannella! Ma non voglio fare un parallelo tra Vorpsi e Shulz, molto diversi, molto distanti. Ma sarà che l’Albania fino agli anni 80 assomigliava probabilmente ad un piccolo villaggio di un qualsiasi paese slavo di prima della guerra….
    2) Il libro che segnali tu era già nella lista dei miei possibili acquisti. Però Julie Otzuka non mi risulta giapponese, ma americana, nata in California e residente a NY. Forse è discendente di una di quelle spose per procura di cui ci narra (ma forse no, è solo venuta a conoscenza di quelle storie), e che rappresenta la prima emigrazione giapponese in USA.
    Ciao

  13. luiginter scrive:

    @Vera: I libri del 2012 pensavo di incominciare il 1° febbraio. Giusto per lasciare un mese di rodaggio. Se però lo volete subito, lo facciamo.
    Sono nelle vostre mani, ditemi voi

    ciao ciao
    abbracci

  14. danitamia scrive:

    Toc,toc?C’è nessuno?Accetto qualche consiglio su un libro che mi intriga ma che devo ancora acquistare:Paesaggio lacustre con Pocahontas di Arno Schmidt.Se qualcuno lo ha letto…grazie.

  15. roberto44 scrive:

    @Danitamia. Paesaggio lacustre l’ho eliminato dopo le prime trenta pagine e ,per i miei gusti, è illeggibile anche se credo possa interessare chi ama le sperimentazioni linguistiche.Invece un libro che considero bellissimo e sto leggendo, diviso tra la voglia di finirlo al più presto e di rallentare al contempo per rimanere con questi personaggi il più possibile, è “Il club degli incorreggibili ottimisti” di Guenassia ed. Salani.Ci si commuove e si ride in un affresco parigino degli anni 50 del secolo scorso con nuovi amici che acquisiamo leggendo. E’ una lettura sicura che mi ricorda La famiglia Moskat di Singer. Per chi ama il genere è l’ideale. Non racconto la trama perchè un romanzo è una sorpresa e detesto chi lo fa e poi quello che conta è come si racconta una storia. Buona lettura.

  16. danitamia scrive:

    Grazie roberto 44,avevo letto buone recensioni su paesaggio lacustre,ne terrò conto del tuo consiglio visto che i nostri gusti si avvicinano molto;ho molti arretrati da leggere ma quando passo in libreria vado sempre con la mia lista dei desideri e quest’ultimo è in cima insieme “alla fine”di Scibona.Un abbraccio

  17. antonella scrive:

    e poi dove vi trovo ?

  18. Franco Rizzi scrive:

    Buongiorno a tutti,
    Sono sempre io, scrittore privo di lettori e di editori.
    sto cercando di pubblicare il mio romanzo: 1945 anno zero sul lago.
    Ma non é di questo che volevo parlare. Ho perso i contatti con Vera e spero che mi ricontatti
    lei. Non ho capito bene come dovrebbero funzionare un gruppo di lettura e spero che qualcuno di voi mi dia un qualche chiarimento.
    Ad esempio é possibile creare un feuilleton a puntate sul vostro blog? così che molti possano
    divertirsi e dirne peste e corna?
    Cordiali saluti.
    Franco Rizzi

  19. Vera scrive:

    Salve Franco,
    eccomi.
    qui sul blog in passato ho lasciato un’altra email-filtro, non quella privata cu cui ci siamo sentiti!
    si tratta di questa: veraveraeveraeveramveravera@gmail.com
    ma credo che i contatti tra noi siano stati ristabiliti adesso, vero? !

    sentiamo ora cosa dicono gli altri, e Luigi soprattutto, “sul feuilleton a puntate” sul blog…
    secondo me si potrebbe fare un post a parte e si’, potrebbe essere un’idea carina…

    cari saluti a tutti!
    (a tutti)

  20. Franco Rizzi scrive:

    Buongiorno Vera,
    mi ha fatto molto piacere ricevere la sua risposta, grazie!
    Trovo di nuovo il nome di Luigi e , per citare Shakespeare, mi ricorda un po’ l’ombra di Banco.
    Per riprendere quello che avevo scritto nella letter to Diana Palmer : fa calldo da lei? qui sotto alla finestra che si affaccia sul lago ( da dove scrivo) il primo pezzetto si é gelato.
    Cordiali saluti a tutti!.
    Franco Rizzi

  21. luiginter scrive:

    Ciao Franco,

    mi daresti qualche elemento in più sulla tua idea del “feuilleton a puntate” sul blog… così proviamo a vedere come fare?

    a presto

    ciao ciao

  22. maretai70 scrive:

    Ciao a tutti
    sono una new entry del gdl, ecco brutalmente i miei libri preferiti, in ordine sparso, non di gradimento:
    Cristo si è fermato a Eboli – Carlo Levi
    La montagna incantata – Thomas Mann
    Sostiene Pereira – Antonio Trabucchi
    Le braci – Sandor Marai
    Cigni selvatici – Jung Chang
    Canale Mussolini – Antonio Pennacchi
    Giulia o La nuova Eloisa – J.J. Rousseau
    Le intermittenze della morte – Saramago
    La lunga vita di Marianna Ucrìa – Dacia Maraini
    Le opinioni di un clown – Heinrich Boll
    Dona Flores e i suoi due mariti – J. Amado
    La famiglia Winshaw – J. Coe
    Cuore di cane – Bulgakov
    Anna Karenina – L. Tolstoj
    L’eleganza del riccio – M. Barbery
    De profundis – O. Wilde
    segue….

    Tutti i libri di Michael Connelly e di Danila Comastri Montanari
    Sono troppi, non posso spiegare di ognuno la motivazione.
    Buona lettura!
    Elena

  23. [...] con il resto del mondo. Anche quest’anno si comincia presto. Il post dello scorso anno, sui libri del 2011 ha avuto un successo strepitoso. L’obiettivo, come sempre, è di migliorarsi. Tra [...]


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