I romanzi più belli della letteratura latinoamericana secondo Carlos Fuentes
Pubblicato: 30 agosto 2011 Filed under: Libri | Tags: Carlos Fuentes, El País, i libri più belli, i libri più belli della letteratura latinoamericana, letteratura latinoamericana 8 Commenti »Il grande scrittore messicano Carlos Fuentes (Gli anni con Laura Díaz, La morte di Artemio Cruz, solo per citare due dei suoi romanzi) ha pubblicato in questi giorni un nuovo saggio dedicato alla letteratura latinoamericana: La gran novela latinoamericana.
In un articolo sabato su El País, “Estirpe de novelistas”, Fuentes ha riassunto alcuni dei suoi punti di vista sull’evoluzione del romanzo nel continente e ha fissato il suo “canone”, con i romanzi/autori per il XX secolo e i giovani, per il XXI secolo.
Ecco la lista:
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Kabul non è Roma, Chiara Cataldi
Pubblicato: 28 agosto 2011 Filed under: Libri | Tags: Afghanistan, Cataldi Chiara, Chiara Cataldi 4 Commenti »C’è un proverbio afghano che dice: “Prima bevi il tè, poi fai la guerra”, e penso che in questo detto sia racchiuso tutto *Kabul non è Roma*, scritto da Chiara Cataldi.
Chiara è una mia amica, e mi fa piacere parlare di questo libro, perché è davvero una finestra su un altro mondo, una finestra interessantissima, e reale. Chiara, infatti, ha vissuto 11 mesi nel 2008 in Afghanistan, lavorava all’ambasciata italiana a Kabul, e *Kabul non è Roma* è il resoconto, romanzato, di questa sua esperienza.
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Sarah Bakewell, L’arte di vivere: la biografia di Montaigne per abitare il XXI secolo
Pubblicato: 24 agosto 2011 Filed under: lettori, Libri | Tags: How to live, L'arte di vivere, Michel de Montaigne, Sarah Bakewell 11 Commenti »
Michel de Montaigne. Photograph: Bridgeman Art Library
di luiginter| Ho avvicinato e letto la biografia di Michel de Montaigne scritta da Sarah Bakewell (@Sarah_Bakewell su Twitter), L’arte di vivere, Fazi (originale: How to live, Vintage), grazie a Nick Hornby e alla sua rubrica su The Believer, tradotta da Internazionale qualche mese fa.
Senza un consiglio così convincente non sarei mai entrato in questo libro che poi mi ha deliziato, e dentro al quale ci sono parecchie idee e spunti di interpretazione per apprezzare Montaigne, scrittore-filosofo del XVI secolo, che sembra perfettamente adatto al XXI secolo.
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Tutto accade oggi, Jesse Browner
Pubblicato: 21 agosto 2011 Filed under: Libri | Tags: Browner Jesse, e/o, Jesse Browner 10 Commenti »Wes pensò a quello che Luigi XVI aveva scritto nel suo diario per il 14 luglio del 1789: “Rien”. Niente. Luigi XVI non aveva chiarezza di visione, e quell’appunto di una sola parola l’aveva condannato. Senza chiarezza di visione, i momenti più importanti della tua vita vanno e vengono senza che tu ne sia consapevole. Wes si era sempre rimproverato poiché non teneva un diario, ma per chissà quale motivo – probabilmente semplice pigrizia – non aveva mai coltivato l’abitudine. Altrimenti avrebbe potuto sfogliarne le pagine e tornare alla sbadata innocenza che aveva portato alla disfatta del giorno prima. Altrimenti avrebbe saputo esattamente cosa scrivere per il giorno attuale. “Tutto. Tutto è accaduto oggi.”
E *Tutto accade oggi* è il titolo di questo romanzo di Jesse Browner, in uscita a fine agosto per e/o. Un romanzo bellissimo, senza dubbio il libro più bello che ho letto in questi primi mesi del 2011. Mi è davvero rimasto dentro, uno di quei libri che, anche quando l’hai finito da un po’, continua a tornarti in mente: i personaggi, l’ambientazione, alcuni brani.
Tutto accade oggi titola il libro, e infatti le poco più di 200 pagine raccontano di una singola giornata della vita di Wes, il protagonista diciassettenne. Iniziata senza dubbio presto, alle 4 di notte, mentre torna a casa a piedi, al Greenwich Village, attraversando mezza Manhattan, dopo una festa a casa di Lucy, sua coetanea, la ragazza più bella della scuola, che, a sorpresa di tutti, punta Wes. E nella fatidica notte in cui tutto accadde, Wes perde la verginità, acquistando di contro materiale per le sue infinite elucubrazioni.
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L’anno dei dodici inverni, Tullio Avoledo
Pubblicato: 18 agosto 2011 Filed under: Libri | Tags: Avoledo Tullio, Tullio Avoledo 5 Commenti »Non avevo mai letto nulla di questo autore, nonostante da anni mio marito mi ripetesse che è uno dei suoi scrittori preferiti. Alla fine, un po’ per sfinimento, ho ascoltato il suo consiglio, e ho letto *L’anno dei dodici inverni*, ed. Einaudi.
Ammetto, merita. Il libro è scritto bene, la trama è avvincente, la storia è originale. Forse non è proprio il mio genere, ma ogni tanto bisogna un po’ variare.
Il romanzo si muove fra passato, presente e futuro della narrazione, ma man mano che le pagine scorrono, ci si accorge di come il tempo sia relativo, e i continui flash-back e flash-forward siano dovuti a una macchina del tempo, e al desiderio di un uomo che, dal 2028, decide che salvare una vita, anche solo una, è una fatica che vale la pena fare.
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Spaghetti aglio, olio, peperoncino e prosciutto, Haruki Murakami
Pubblicato: 14 agosto 2011 Filed under: Libri | Tags: Giappone, Haruki Murakami, Murakami Haruki, Ricette, Ricette letterarie 3 Commenti »Continuano le ricette letterarie. Oggi ve ne presento una tratta da *Dance dance dance* _ed. Einaudi_ di Haruki Murakami, un autore molto amato su questo blog.
Dopo aver finito di mangiucchiare il sedano, cominciai a pensare a cosa prepararmi per cena. Decisi per gli spaghetti. Si tagliano due spicchi di aglio a pezzetti e si scaldano in padella con un po’ d’olio d’oliva. La padella va inclinata in modo da raccogliere l’olio in un punto e lì si fa rosolare l’aglio a fuoco lento. Si aggiunge un peperoncino intero e lo si lascia soffriggere insieme all’aglio. A questo punto aglio e peperoncino vanno tolti, per evitare che diano al sugo un sapore amaro. E’ importante calcolare bene il momento. Poi si aggiunge del prosciutto cotto, tagliato a pezzetti, e lo si lascia rosolare. Infine si mescola rapidamente e si aggiunge del prezzemolo tritato. Ah, mi farò anche un’insalata di mozzarella fresca e pomodori. Niente male.
Tratto da *Dance dance dance* di Murakami Haruki, ed. Einaudi, pag. 163
Kader Abdollah, Il messaggero
Pubblicato: 11 agosto 2011 Filed under: Uncategorized | Tags: Kader Abdolah Il messaggero, La casa della moschea, Scrittura cuneiforme 2 Commenti »Di Kader Abdollah abbiamo già parlato più volte in questo blog. Amo molto questo autore iraniano, che, costretto ad emigrare per motivi politici, è considerato uno dei migliori scrittori olandesi contemporanei. L’Olanda, infatti, è diventata la sua seconda patria e l’ olandese la lingua d’uso dei suoi romanzi. “Scrittura cuneiforme” è uno dei miei romanzi preferiti di questo ultimo decennio, seguito poi da “La casa della Moschea“, di cui ho scritto qualche anno fa.
Nel mese di maggio Kader Abdollah era a Torino alla Fiera del Libro. Non ho seguito la sua conferenza, perchè ho preferito in contemporanea un incontro su Wasilij Grossman. Del resto presentava il Messaggero, che già aveva presentato a Mantova nel 2010. Avevo già letto il libro, ma in questo ultimo periodo di rinnovate e accese polemiche contro l’islamismo,anche in questo blog, mi è venuta voglia di rileggerlo. Per questo sono qui a parlarne.
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Per conoscere Albert Cossery
Pubblicato: 8 agosto 2011 Filed under: Libri | Tags: Albert Cossery, Gli uomini dimenticati da Dio, La violenza e il riso, Mendicanti e orgogliosi 1 Commento »Albert Cossery è certamente uno scrittore poco conosciuto in Italia, anche se più volte candidato al Nobel.
Nato in Egitto nel 1916, passata la giovinezza al Cairo, ha trascorso quasi tutta la vita in Francia, a Parigi, a Saint Germaine de Press, all’hotel Louisiana, di cui occupava una camera dal 1945. E in quella camera è morto a 95 anni nel 2008. Nel 1997 dichiarava a Le Monde: “Così senza possedere nulla sono un uomo libero, un disertore della vita”.
E’ stato definito uno scrittore monaco per una sua volontaria austerità, anche se poi è difficile conciliare questa definizione con la vita da dandy nel Quartiere Latino, le frequentazioni con Camus, J. Genet, H. Miller, che già in Egitto lo aveva aiutato a pubblicare il suo primo romanzo. Amava anche sottolineare che era stato a letto con più di 3000 donne. Voleva fare concorrenza a Simenon, che fece analoghe dichiarazioni? Fu anche sospettato di essere una spia degli Stati Uniti.
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Bella Italia
Pubblicato: 7 agosto 2011 Filed under: Storia | Tags: 150 anni di unità d'Italia, Bella Italia 1 Commento »E’ vero che in questo blog si parla soprattutto di libri, ma qualche volta è bello, anzi utile sconfinare.
Sono appena rientrata da un viaggio, in cui per 25 giorni ho girovagato in camper alla scoperta o alla rivisitazione di molti luoghi del Piemonte. Non avrei messo in conto Torino, che già conosco, se per un felice e occasionale incontro alla Reggia di Agliè e alla casa di Gozzano,non mi fosse stato caldamente suggerito di non perdere la mostra allestita per i 150 anni dell’Unità d’Italia a Venaria Reale: Bella italia. La mostra rimarrà fino all’11 settembre.
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Gioconda Belli, Nel paese delle donne
Pubblicato: 6 agosto 2011 Filed under: Libri | Tags: Gioconda Belli, Nel paese delle donne 6 Commenti »Gioconda Belli, quando nel 2009 a Torino presentò L’infinito nel palmo della mano, un curioso ma interessante romanzo su Adamo e Eva, annunciò che stava lavorando a un romanzo sulle donne al potere.
Il 26 giugno 2011 in Italia è stato pubblicato Nel paese delle donne e la Belli in persona lo ha presentato a Milano, al Centro della pace di Bolzano e al festival di Polignano.
Le scelte di questa scrittrice sono sempre coraggiose e non deludono. Anche questo ultimo romanzo è di piacevole lettura, ben costruito, come sempre ben scritto e non banale nella sua utopia.
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Gruppi di lettura, come crearne uno. Parte seconda: il lettore che distrugge
Pubblicato: 3 agosto 2011 Filed under: gruppi di lettura, lettori, Lettura | Tags: Come creare un gruppo di lettura, gruppi di lettura, gruppo di lettura 12 Commenti »Mi riferisco al lettore: “quel che non ho letto io non vale la pena di essere letto”
Dicevo, nella prima puntata di questa serie dedicata ai “consigli” su come creare un gruppo di lettura, che la lettura non è una pratica sociale. Il che ovviamente complica il nostro lavoro per far crescere felice il nostro gruppo (che, ricordo, ha come obiettivo la condivisione dell’esperienza di lettura di un certo libro).
Qui però non voglio occuparmi delle difficoltà emotive a parlare con sincerità del libro letto, delle quali ho già accennato nell’altro post (e che sono, tanto per ribadire, difficoltà fondamentali).
No, qui e ora, mi preoccupo di roba più rozza e difficile da digerire.
È il ruolo potenzialmente distruttivo per il gruppo di lettura del lettore spaccone, presuntuoso e dall’ego un po’ fuori misura. Soprattutto, il lettore che vuole farsi ascoltare ma non ascolta mai gli altri.
Quello che ha letto quasi tutto e quel che non ha letto non l’ha letto perché non ne valeva la pena.
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