Prestito degli e-book in biblioteca: novità, potenzialità e dubbi dopo l’accordo BookRepublic – MediaLibraryOnLine


di Luca Ferrieri | È di questi giorni la notizia di un accordo tra BookRepublic (BR) e MediaLibraryOnLine (MLOL) sul prestito degli ebook in biblioteca, che presenta alcune importanti novità e ripropone anche alcuni interrogativi di fondo. Vediamo.

L’accordo, in sintesi, prevede:
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The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore: l’amore per il libri in una animazione da Oscar

Perdonatemi se lo pubblico qui solo ora che ha vinto l’Oscar (ieri sera). Leggi il seguito di questo post »


James Joyce, Ulisse, diario di un lettore (2). Bloom amava leggere seduto sul cesso

@Gruppodilettura
Lo avevo scritto che sarebbe stata una lettura lenta questa dell’Ulisse. E ho mantenuto le promesse.

James Joyce, 15 maggio 1931

James Joyce, 15 maggio 1931

In questo secondo appuntamento con il diario di lettura del super romanzo del grande James Joyce però provo a entrare senza esitazioni nella mia esperienza di “lettore comune”.

Anche se la lettura è arrivata un po’ oltre nel libro, qui mi occuperò di uno dei primi episodi.
Prima però vi parlo di una ulteriore complessità della lettura.

Come molti di voi sapranno, non appena sono scaduti diritti sull’opera di Joyce (primo gennaio 2012), Newton Compton si è fatta trovare pronta con una nuova traduzione dell’Ulisse, di Enrico Terrinoni e Carlo Bigazzi, della quale si è scritto un gran bene (Su alcune caratteristiche di questa edizione Newton Compton, per esempio l’apparato di note e l’introduzione ai vari episodi tornerò in uno dei prossimi diari). Leggi il seguito di questo post »


Mark Twain nel 1909, in un breve film di Thomas Edison

Un piccolo gioiello: un brevissimo filmato di Mark Twain girato da Thomas Edison nel 1909 a Stormfield, Connecticut, nella residenza dello scrittore. Si vede Twain passeggiare nella tenuta e mentre gioca a carte con le figlie. Twain sarebbe morto l’anno successivo, il 21 aprile del 1910.


Palestina, Joe Sacco

Joe Sacco

Dici reportage a fumetti, e pensi a Joe Sacco. E’ il primo suo libro che leggo, questo Palestina, pubblicato da Mondadori, e mi ha conquistata.

Joe Sacco ha passato 2 mesi, fra il 1991 e il 1992, viaggiando in Israele e in Palestina, vivendo fra la gente, abitando a casa loro, chiacchierando, bevendo del gran tè, patendo le stesse condizioni di vita precaria dei suoi ospiti, con l’unico scopo di raccogliere materiale di prima mano per descrivere all’Occidente quello che significa vivere nei Territori Occupati.

“Ha visto che vita facciamo?” gli chiede una donna in un’auto che viaggia come un taxi carica di persone. “E’ stato nei campi? Con l’acqua che piove dentro casa? Gli americani possono anche essere informati di questi problemi, ma stanno dalla parte di chi ha i soldi, e i palestinesi non ne hanno. Perché hanno reagito con tanta forza per il Kuwait? E anche se lei è uno di quel 10% o 1% di giornalisti che vogliono dire la verità sulla Palestina, non gliela pubblicheranno perché gli Ebrei sono i padroni dei giornali, possiedono tutto in America.”

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I libri più belli, letti nel 2012

Eccoci ai libri più belli, letti nel 2012.
Parlare, scrivere, consigliare, discutere i libri che, per semplificare, definiamo “belli” ma che ovviamente sono molto di più. Ci accompagnano giorno dopo giorno e spieghiamo e raccontiamo la nostra relazione con loro, i libri, ma indirettamente anche con il resto del mondo.
Anche quest’anno si comincia presto. Leggi il seguito di questo post »


Classifica: top 10 dei libri d’amore

Love is in the subway - foto: Benurs - Learning and learning..., flickr

Love is in the subway - foto: Benurs - Learning and learning..., flickr

In questo periodo sono nel mood “classifiche”, e questa mi pareva appropriata per San Valentino: la top 10 dei libri d’amore, stilata per The Guardian dalla scrittrice inglese Esther Freud (figlia di Lucian e nipote di Sigmund Freud).

Nella sua classifica:

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World Press Photo, l’immagine premiata di Samuel Aranda e il rischio estetizzante della fotografia documentaria

Samuel Aranda, World Press Photo 2012

Samuel Aranda, World Press Photo 2012


@Gruppodilettura
Anche quest’anno il World Press Photo ha scelto una grande foto. È un scatto di Samuel Aranda (classe 1979, catalano) preso a Sanaa nello Yemen, il 15 ottobre 2011.

La qualità estetica dell’immagine (è quella che apre questo post) è difficilmente discutibile. Lo scatto di Aranda e le altre foto premiate si possono vedere sul sito del World Press Photo (WPP).

Veniamo al punto: il rischio di rappresentare in modo estetizzante situazioni e storie di povertà, dolore, paura, guerra.

Che è poi il medesimo ogni volta che si affronta una grande foto che è anche il ritratto di un grande dolore. Un tema che attraversa ovviamente tutta la riflessione sulla fotografia di reportage, di guerra o “sociale” che sia. Ne ha scritto su La Stampa Marco Belpoliti a proposito della foto di Aranda e di molte altre di quelle premiate dal WPP:
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Leggere – Jules Renard

Powell Books, Portland, OR - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Powell Books, Portland, OR - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza di essere ancora felice.

Jules Renard


Steve Jobs, Walter Isaacson

I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr

I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Ho dovuto pensare un po’ prima di scrivere la recensione di Steve Jobs, di Walter Isaacson, ed. Mondadori. Non leggo abitualmente molte biografie, quindi non ho metri di paragone. Di contro, provo una profonda ammirazione, stima e rispetto per Jobs, che può portarmi a una distorsione nel giudizio. Così in questa recensione voglio riportare un po’ di frasi che mi hanno colpita.

Fatto sta, che ho divorato il libro, e la mia ammirazione per il personaggio è cresciuta ancora di più. Sarei comunque portata a dire che è un libro che va letto, Appla-maniaci come me o no. Steve Jobs è stato un personaggio controverso, ma non si può negare la sua genialità, e qualcosa da imparare nella sua vita c’è per tutti. E le risate che mi ha strappato dalle pagine di questo libro…
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Leggere – Daniel Pennac

via Wordle

La vita non è un romanzo, lo so, lo so… Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile.

Daniel Pennac


Sebald, ho scoperto il narratore delle incertezze

È il 2 gennaio 2012. Mi ritrovo Gli anelli di Saturno tra le mani. Lo guardo incuriosita.
W.G. Sebald, questo sconosciuto.
Mi è stato regalato. Perché chi lo ha letto prima di me ha pensato che potesse rapirmi. “Il narratore delle incertezze”, lo ha definito. Curioso. L’approccio con cui apro la prima pagina del libro è quello di chi ha invece la “certezza” di trovare in quelle righe qualcosa di straordinario. E così è stato. Leggi il seguito di questo post »


Dieci buoni motivi per andare in biblioteca

Strano parlare di motivi per andare in biblioteca su un blog di un gruppo di lettura, frequentato, con tutta probabilità, da lettori “forti”, da persone che le biblioteche dovrebbero conoscerle come le proprie tasche. Eppure non è proprio così scontato che chi legge conosca bene le potenzialità che nasconde una buona biblioteca.

Library, illustrazione di Vikki Chu. (http://vikkichu.com/index.php)

In un periodo in cui comincia ad essere in discussione il ruolo di questa istituzione, che molti considerano ormai inutilmente costosa, polverosa e in declino a causa delle nuove modalità di lettura digitale, è bene ricordare esattamente cos’è una biblioteca, cosa può essere,perché deve esistere e resistere.

I bibliotecari ovviamente sono in prima linea in questa opera di divulgazione delle ragioni delle biblioteche ed è proprio da un libro di un bibliotecario piuttosto importante in Italia, Stefano Parise, presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), che voglio prendere spunto per incominciare a parlare di questo tema.

Dieci buoni motivi per andare in biblioteca, dieci piccoli racconti, un preludio e un intermezzo pensati per chi le biblioteche non le conosce, per spiegare a tutti perché invece potrebbe essere interessante farci un giro.
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