I libri più belli, letti nel 2013

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del 2012 ha superato i mille commenti (sì 1000) ed è – come quelli degli anni precedenti – un enorme giacimento di ragionamenti e idee sulla lettura. La lettura e i libri; i lettori e i libri, i lettori con i lettori.

Ora partiamo con quello del 2013: speriamo di mantenere tutti gli amici degli anni trascorsi e di incontrarne nuovi. Sarà un viaggio bellissimo.

Le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti. Valgono tutti i libri che volete.

Come sempre usiamo i commenti.

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1.778 pensieri su “I libri più belli, letti nel 2013

  1. Adour ed Ennore simpatici tutti e due. Sia da seri che da scherzosi. Appena posso vi racconto qualcosa anche io (che di cose femminili ne faccio ben poche!) Qualcosa di divertente ed interessante. Avete letto Il cervello delle donne – e – Il Cervello dei maschi, vero? due libri di Louann Brizendine, saggi non romanzi, ma ve ne avevo parlato, mi pare! a presto.

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  2. @falco Io ho letto IL TEMPO E’ UN DIO BREVE della veladiano in una fase di letture che a suo tempo avevo definito “ascensionale” e forse ne ho scritto. Cmq l’ho trovato un romanzo doloroso,non riesco a trovare altri aggettivi. Si,ci sono dei versi di pura bellezza poetica ma nell’insiememi è apparso,duro chiuso claustrofobico,capace di lasciarmi con una certa angoscia.
    Tu invece che ne pensi ?

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  3. @Camilla,
    carissima, quasi mi sento lusingato, io sono molte cose, dal rompiscatole in su( o in giù), ma duro proprio no…e con l’età mi stò ammammolettando ancora di più! Non so nella vita quanti ettolitri di lacrime ho versato guardando un film. Il record, lo stabilii con mia moglie tanti anni fa, alla fine della proiezione de “L’impero del sole” di Spielberg;quando si riaccesero le luci della sala, lei ed io guardandoci scoppiammo a ridere, i nostri occhi erano vergognosamente devastati dal pianto!
    Si, sono un rompiscatole perché spesso non resisto alla polemica, scrivo ai giornali, telefono alle trasmissioni radiofoniche (alla Palombelli un paio di volte) e altro( vedi blog), per manifestare il mio dissenso e a casa ridono…ma sostanzialmente, ti sembrerà strano,sono stato e resto, un “casinista” .Se però gli uomini duri, piacciono, beh allora acquisterò al volo un manualetto, sul come lo si diventa :-)
    Per rilassarmi dalle mie “polemiche”…ho letto NON AVEVO CAPITO NIENTE di Diego De Silva. Il libro soggiornava da mesi sul comodino. Carino, non impedibile, ma il protagonista è un personaggio simpatico e la storia, anche se inverosimile (forse volutamente) a tratti è molto divertente, senza nascondere un vena malinconica di fondo.
    Per chiudere,ancora alcune perle di saggezza, riguardanti l’ argomento rapporto fra i sessi:
    Quando si dice la diffidenza…
    Mio papà ha sposato mia mamma, mio zio ha sposato mia zia, mio nonno ha sposato mia nonna…per quale motivo io dovrei sposare una sconosciuta?
    A proposito di duri…
    Cerca di essere uomo, reagisci! La tua ragazza ti ha lasciato? E lasciala anche tu!
    Dalla parte di lei…
    E’ stato un divorzio piuttosto travagliato il nostro, per via del bambino:lui.
    Fra il dire e il fare…
    Prima di sposarmi, avevo sei teorie su come allevare i bambini. Ora ho sei bambini e nessuna teoria.
    Ed ora un pò di romanticismo da un insospettabile, il mitico Jim Morrison:
    Quando una storia finisce è solo uno che soffre, perché se soffrono in due non è finita. Se non soffre nessuno non è mai iniziata.
    Un abbraccio

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  4. Buongiorno a tutti, sono contentissima di ritrovarti dopo un periodo pieno pieno di lavoro….così il primo libro dell’anno che ho letto seriamente…é un romanzo storico, “i giorni del potere” di Colleen Mc Cullough.
    Bello, davvero bello. In pochi gironi di vacanza a Nord Cipro ho divorato circa 700 pagine sulla prima repubblica romana, e i suoi complotti, intrighi….la corruzione e le leggi ad personam …è mi sono innamorata di Lucio Cornelio Silla….ma si Sto arrivando! Da sempre che le “simpatiche carogne” sono affascinanti.
    Una domanda: i romani del blog non si radunano mai? Mi farebbe piacere incontrarci dal vivo.
    Organizziamo?
    Luce

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  5. @ ennore — ammamolettando te lo rubo e lo userò assai, troppo bello. A nessuno piacciono i duri, tranne che ai molli, ai vigliacconi (ma quei cretini di master chef?? per es. vogliono sembrare duri e piacciono. Ma a chi piacciono?? Tra l’altro la villania, il becerume non sono affatto in sintonia con la buona cucina. Ma che cosa c’entra ?? Non c’entra nulla ma pensavo a un esempio di “duri” e mi sono venuti in mente sti qua che passano ore per friggere un rosso d’uovo, prima sbollentato, tiratu su dall’acqua senza romperlo, IMPANATO E FRITTO ! ma si può essere tanto st…..? Insomma se queste cose piacciono io smonto subito e me ne vado. dove? Questo è il punto, come dice amleto.ciaociao :O
    @falco . ho letto e riletto IL TEMPO E UN DIO BREVE, cercando di trovare qualcosa di davvero importante. Ma ho dovuto piantarla e la penso esattamente come adour. ciao :/

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  6. @camilla mi stai rubamdo gli “assai” il cui significato doveva essere “tanto di più” ma personalizzato,e mi sembrava che tu non fossi daccordo sull’uso di una parola borbonica in un ambiente longobardico . Ma non immagini,quanto ne sono feliceche tu lo usi,davvero.
    @Ennore,un genovese che compra i biglietti per andare al cinema.Confessa non piangevi per la scena di spielberg,ma per il prezzo del biglietto ;)

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  7. @Adour,
    non ti si può nascondere nulla…ti chiedo almeno un pò di soliderietà maschile, cercavo di presentare il meglio di me stesso ;-)
    @Camilla
    dopo il tuo post, mi vedo costretto a registrare il marchio…
    ammammolettando ®…va beh, te lo cedo in uso gratuito, poi dicono dei genovesi :-)
    @Lucillaaaaaaaaaa…..!
    e i maschietti Carloesse e Illex ( vi vedo nullafacenti su una spiaggia caraibica), fatevi sentire, la mia ansia mi costringe a occupare gi spazi per non far cadere il silenzio!

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  8. Nel blog si legge aria d’estate. . . che bello! L’ironia regna sovrana e stiamo tutti cercando di mostrare il “peggio” di noi, ma appariamo sempre meglio.
    Non è il momento di organizzarci seriamente per la pizza/aperitivo/arancino/cassata/luganega/pastiera/maritozzo/polentataragna/cassoela/parmigiana/rosticini/fiorentina/rasnici/rusticone/canederli/gulash/pignolata/panettoneopandoro/crispelle/sfoglio/pasta’ncaciata/peperoniripieni?
    PS Forse prevalgono le pietanze sicule, ma . . . assai!!

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  9. @jezabel — e il rosso d’uovo sbollentato , salvato dalle acque e impanato e fritto ?? sennò niente.
    @ ennore — mi mancava una emme. Ammammolettando (mi sto) , grazie caro. Quando mi sembravi non troppo coccolo leggevo sempre “ennòne” un bel giorno mi sono accorta che si trattava di énnore. E da quel momento ho capito tante cose. Molto simpatico e per nulla tirchio.
    @adour – gli assai te li ho copiati, mi piacciono assai e li uso anche con i miei amici e parenti vari. che mi guardano straniti. qualcuno mi ha detto “sai che si sente che eri sposata con un siciliano??”Il quale essendo mezzo milanese parlava nordicissimo e aveva un cuore freddo. Io ho risposto : “non c’entra nulla il mio exxxx marito. Ho imparato da un amico carissimo e affascinante, il dottore Antonio. Grazie sia a te che a Ennore per l’arricchimento del mio vocabolario. Questa mattina, infatti, di fronte a una gentilezza inaspettata di un tizio rozzetto gli ho detto ” vedo che ti stai assai, assai ammammolettando “”Non ha mica capito. :O

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  10. Le mie ultime letture di questo periodo che vorrei segnalarvi sono state:

    YELLOW BIRDS di POWERS KEVIN
    LA CASA ROSSA di MARK HADDON
    LA PURGA di OKSANEN SOFI
    ARRIVANO I SISTER di PATRIK DEWITT

    Della CASA ROSSA rimando alla bella recensione che avevo trovato qui scritta da @carloesse ; invece gli altri tre mi sembra non siano stati citati finora: LA PURGA e’ un romanzo di una giovane scrittrice finlandese che racconta la vita di una donna estone sia negli anni dello stalinismo che in tempi post-sovietici una vicenda che tratta drammi famigliari ma anche la storia di un popolo (venendo dalla lettura di LIMONOV debbo dire che mi sto appassionando sempre piu’ alla storia antica e recente di quel popolo) Il libro scorre bene, forse se si puo’ fare un appunto e’ nell’uso un po’ eccessivo dei salti temporali della vicenda (dal 1946 al 1991 poi al 1950 e poi al 1992)
    YELLOW BIRDS e’ un libro pluripremiato sulla guerra in Iraq vissuta in prima persona dall’autore che passo’ tra il febbraio 2004 e il febbraio 2005 a pattugliare le strade di Bagdad.
    Una narrazione molto cruda e violenta ma allo stesso tempo percepiamo man mano che avanziamo nella lettura lo smarrimento di un ragazzo sensibile.
    Quando Bartle, questo il nome del protagonista, ritornera’ a casa il passato riemergera’ con il rimorso e il senso di colpa di non essere riuscito a proteggere quello che era diventato il suo amico e si trovera’ in una realta’ che lo rendera’ completamente avulso e sfasato (il reinserimento nella societa’ come per i reduci del Vietnam ecc ecc..)
    Insomma una storia di guerra con dentro molti temi interessanti ..(perche’ gli USA ci sono andati?)
    Altro genere ma forse e’ quello che metterei tra i migliori del 2013 e’ ARRIVANO I SISTER editore Neri Pozza. Si tratta di una storia western e gia’ la foto di copertina e’ tutto un programma.
    In breve due fratelli terribili sono sulle tracce di un uomo per fargli la pelle (e questo e ‘ il loro lavoro) e sulla strada incroceranno molte persone e molte storie; pensate un po’ all’ultimo Tarantino e se vi piace il genere potete tranquillamente continuare la lettura se no statene fuori.
    Un saluto a tutti.

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  11. Mi spiace deludervi, ma non sono ai Caraibi (magari !).
    E’ che dopo mio suocero che gira per ospedali (entra ed esce in continuazione da ormai un paio di anni), si è aggiunto mio padre che alla bella età di 93 è caduto rompendosi femore, omero, spalla. Così non ho un gran voglia di intervenire, ma vi leggo quasi tutti i giorni. Tra lavoro e giri ospedalieri la sera sono distrutto, e magari c’è il mio figliolo dodicenne da seguire un po’ nei compiti (è negato per la matematica, ma un po’ lo ero anche io). Mia moglie è stanca più di me.
    In compenso appena posso leggo, e ormai mi mancano poco più di un centinaio di pagine (delle oltre 750) dei “FRATELLI ASHKENAZY” di Israel Singer. Appena lo finisco attaccherò “LA FAMIGLIA KARNOWSKY”.
    @ennore
    Non immaginavo un sampdoriano avesse un cuore, così simile ad uno rossoblù.
    Anche io mi commuovo facilmente con i film. Talvolta anche leggendo, o ascoltando alcune canzoni!

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  12. @carloesse— mi dispiace caro di questo periodo triste che stai vivendo. In quei periodi , per quanto mi riguarda, mi ha aiutata tanto la pìetas, nel suo significato classico,Questo sentimento dell’anima mi ha sempre reso quasi lieve la stanchezza, quasi appannata la sofferenza e tanto più grande l’affetto verso i cari da consolare.
    @lettoreambulante-cara simonetta, sto leggendo, magnum cum gaudio,LA FAMIGLIA MELROSE ,Neri Pozza si dice “una biografia”. Sarà: il risultato , a mio parere, è un grandioso romanzo che continua , con un salto di qualche secolo, la storia di enrico VIII e Anna Bolena, che ho letto da poco. La spaventosa miseria umana dei potenti cinquecenteschi è la stessa spocchiosa ferocia e miseria umana ancora presenti nei rimasugli di un’aristocrazia chiusa e ottusa, morbosamente aggrappata ad archetipi selvaggi,ma ancora oggi attivamente tossica, sia pure all’interno di determinati ambienti sociali.La storia di Patrick bambino, nel primo romanzo, non ve la potete immaginare. E nemmeno tutto il resto. Il grandissimo scrittore Edward St Aubyn racconta la più letteraria e sconvolgente autobiografia dove si dice l’indicibile, l’intollerabile e racconta l’eccesso disumano dello snobismo più ottuso e crudele, tragicamente ridicolo. .Sono 4 romanzi raccolti in unico volume :NON IMPORTA — CATTIVE NOTIZIE –SPERANZA –LATTE MATERNO e sento di fare una grande esperienza letteraria e umana, che nemmeno anni di indagini e di letture “storiche” potrebbero mai vagamente eguagliare. Stupefacente e grandissimo. questo autore dolorante e lucidissimo. Anche straordinariamente caustico, comico e persino, tenero. Unico punto di domanda come di pronuncia in inglese St Aubyn ?? Per piacere me lo dite? :/

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  13. @Carloesse,
    Scherzavo sui Caraibi, ma invece sarebbe stato davvero meglio. La tua è quella fase della vita, dove se la natura segue sperabilmente il suo corso, ci si trova in una centrifuga, fra genitori anziani da seguire, figli da crescere, lavoro da curare e cento altre situazioni impegnative e a volte, a me è successo, ci si sente schiacciati.
    So che non è pertinente, ma mi hai fatto pensare a “QUESTO DOLORE UN GIORNO TI SARÀ UTILE”
    Ti auguro di cuore che tutto vada per il meglio e magari di trovare nel tuo intimo, la Pietas di cui parla con bellissime parole Camilla.
    @Camilla
    La voce del traduttore di google mi dice “sent oubin” confermato dall’insegnante d’inglese che mi sta faticosamente vicino da quasi sei lustri…

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  14. Forza, carloesse, chè la pietas non ti manca di certo. E la sera, hai il conforto di quelle letture e di quelle lezioni di matematica : un bell’ aiuto!

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  15. Ciao a tutti.@Carlo,mi dispiace,ti auguro di riuscire ad aiutare il meglio possibile.E’ doloroso ,e fa riflettere,vedere come i nostri ,in passato forti e pieni di risorse ,diventino bisognosi di tante cure e protezione. @Ennore,NON AVEVO CAPITO NIENTE mi aveva divertito,soprattutto per lo stile scoppiettante!Oggi ,giro per la mia bella Parma,niente lettura,domani riprendo.’Notte!

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  16. @Carlo. Stiamo condividendo un periodo simile e anche lo stesso autore. Io sto leggendo La Famiglia Karnowski (grazie Renza!! Notevole). Sai, penso che la vita sia una giostra di affetti, da bimbi riceviamo delle cure, poi viene il tempo e l’occasione per ricambiarle. E comunque è dura e fa male vedere i nostri cari affrontare il dolore. Io mi chiedo sempre cosa saprò fare io, quando mi ci troverò. Se penso alla morte di mio padre, otto anni fa, che amava pazzamente la vita e ne godeva a piene mani, eppure è morto sorridendo.. Oddio, mi rimetto a piangere e anche io ho la lacrimuccia facile, a proposito di ammollettarsi.
    Comunque ti mando un abbraccione (che è un misto di abbraccio e bacione)-
    @Camilla, mi sa che poi mi procuro la tua attuale lettura e mi farò un viaggio in Inghilterra anche io. E se quando finisci sei a corto di idee di consiglio Singer (Berlino attraverso tre generazioni, ma non dico di più perchè sono solo a metà libro) e, naturalmente Guenassia e Il Club degli incorreggibili ottimisti. Senza dubbio la mia migliore lettura per questa parte del 2013.

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  17. Io non dico niente a carlo perché non c’è niente da dire . la sua vita è fatta di ragguardevoli successi,i suoi bellissimi figli la sua famiglia,un padre goduto (93aa). Carlo da persona intelligente ed è indubbio che carloesse lo sia,sa bene che queste sono “le regole del gioco”che tutti abbiamo accettato,nel preciso momento in cui siamo nati. E di questi successi sono sicuro che carlo ne sia consapevole. Come carlo(parlo di noi ) sa che Le persone ti scivolano dalle mani come granelli di sabbia,e ti sembra di lottare contro il mondo una battaglia che non puoi vincere ma solo renderla più “dignitosa”possibile.
    D’altra parte quello che non si accetta non è la morte,ma la “malattia” intesa come inabilità,in un termine più letterario a quella condizione che non ti farà essere più quello che sei stato,o nel caso del padre di carlo,senza dimenticare stefano,l’allettamento(un altro termine tecnico che orrore) con tutti i gravi problemi che ne derivano fino ad arrivare alla perdita di quella autonomia che secondo me è l’ultimo baluardo della dignità.Anche se c’è una cosa che io temo più di tutto ed è la Malattia di Alzheimer perdere i miei ricordi,il vivere un mondo non mio,non riconoscere il volto o la voce dei miei figli,aver dimenticato che in fondo mah si la vita è una avventura degna di essere vissuta, è inumano.
    Non si tratta quindi di scoraggiare o incoraggiare e penso che carlo sia qui ,ora per NON pensare,per staccare,per riappacificarsi con la nuova realtà. Quindi da parte mia nessuna parola se non un sorriso e una battuta “Mi sento così rilassato, oggi. Così in pace con me stesso,Soddisfatto e senza pensieri. Cì deve essere qualcosa che che non va?(W Allen) ;)
    @Dani morire sorridendo ? una figurazione incredibile non ho parole.ma so che non dovresti essere triste
    un caro saluto

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  18. Ciao,piove solo in Emilia o anche da voi?Sto leggengo PIANGI PURE di Lidia Ravera e mi piace questa donna d’eta'(per nulla tenera)che forse s’innamora,che si interroga ancora ,mi piacciono certi suoi pensieri.Continuo la lettura ,volevo condividere..

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  19. @Adour ….. la Veladiano mi è piaciuta proprio. Una scrittura di indubbio talento e un linguaggio profondo. Hai ragione, una storia dolorosa certo ma io vi ho colto molte interessanti riflessioni. Ed essere ben lontano dalle sue posizioni sulla fede non ha diminuito le mie emozioni.

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  20. Ho letto il libro di poesie “Melagrana” di Valentino Mora, leggetelo è meraviglioso! Sono poesie indimenticabili. Poesia allo stato puro, un poeta che deve essere conosciuto ora non fra quarant’anni

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  21. @falco –Mariapia Veladiano scrive benissimo e, sicuramente, IL TEMPO è UN DIO BREVE – Einaudi- è un libro importante. questo è stato riconosciuto dalla critica e da molte lettrici e lettori. tuttavia nessuno è entrato nel merito ( se non la stessa autrice nelle sue presentazioni del libro, di quello che mi sembra lo “scandalo” la diversità forte di questo romanzo, accolto come un qualcosa di mistico, o misticheggiante, a seconda dei casi e che di mistico non ha assolutamente nulla.Il fatto che Ildegarda sia una donna tenacemente credente e cristiana rende, semmai, ancora più corrusca questa storia, in fondo tanto comune e vissuta da quasi tutte le donne del mondo, credenti e non. E’ un romanzo duro e implacabile. E non bastano una scrittura sfolgorante,uno stile impeccabile per fare di un romanzo un “buonissimo romanzo”, magari troppo doloroso. La vera deflagrazione letteraria è nel contenuto rivoluzionario : Veladiano afferma, con straordinaria forza, che la maternità è una avventura tutt’altro che naturale e piena di mulini bianchi, ma può essere capace di distruggere la vita e la serenità e “la ragione” stessa di una “madre” che si rende conto che dando la vita al figlio gli dà immediatamente la morte e, soprattutto, il dolore. Il dolore del bambino che soffre per un male banale e passeggero, sconvolge Ildegarda, fino al punto di mettere in campo il suo rapporto con dio –Ildegarda è una fervente credente,( ma la cosa non cambia nemmeno in casi di madri agnostiche).E la malattia del figlio, qualche anno dopo, che si presenta grave ma che verrà presto superata, destabilizza definitivamente la serenità dolente della madre che chiede al suo dio di prendere lei al posto del bambino e sprofondandola definitivamente in uno stato di prostrazione e disperazione. Certo non siamo di fronte a un libro normale, ben scritto , quasi un prosimetro. Ma a ben altro , forse inaccettabile, come è inaccettabile, per Ildegarda, il dolore dei bambini innocenti. No?? E non c’è niente da ridere.

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  22. Cara Camilla,leggero’ questo libro che rifuggivo come la peste per ovvi-per me-motivi.Perche ‘anch’io mi sono dovuta render conto,di fronte ai fatti dell’esistenza,dei dolori-nelle mia riflessione ,morali-a cui ho esposto mio f.(non riesco neanche a scriverlo)dal momento in cui l’ho desiderato.Pazienza il mulino bianco,che comunque mi sarebbe piaciuto!,temo avra’ sicuramente a che fare con persone povere di cuore,che non escono dal proprio comodo egoismo per pensare ai sentimenti altrui..E’dilaniante capirlo,un dolore viscerale.Grazie,lo leggero’!(no, che non c’e’ da ridere)

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  23. @camilla come al solito,tu sei noi (pluralia maiestatis) ;)
    @falco: concordo con te,con l’indubbio talento ed il linguaggio profondo,alcuni versi sembrano poesie,ma l’estrema cupidità del romanzo,l’angoscia straziante ne fanno un buon romanzo,ma non un bellissimo romanzo,come dice camilla.E poi la veladiano presentata come una illustre teologa,che si interroga come una mater familiae. Se un significato sconvolgente vorremo trovarci è che il dolore non ha nessuna fede,nemmeno quella in cristo che è speranza può risollevaci e quindi un dolore senza speranza,questo è straziante.
    @maria teresa perchè torturarsi? le cose succedono
    Mi piacerebbe invece sapere l’ultimo vostro bellissimo libro .

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  24. Caro Adour,non mi torturo,e’ un sentire involontario ,tipo muscolo liscio e viene ,quando si sveglia, dalla pancia..Sto leggendo PIANGI PURE,una donna d’eta’ ed un uomo senz’altro non giovane,capaci di parlare fra loro .E’ gia’ una storia d’amore e di piacere coinvolgente ciao a tutti

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  25. @Paolaaaa niente francese ma solo latino (che poi è da vedere se l’ho scritto bene) che leggi ????
    @Maria teresa: Dopo la veladiano,Titolo gioioso il tuo :) Permettimi di scherzare….
    “Esiste un mondo femminile,che anche quando non è triste,vorrebbe essere almeno malinconica” (cit).
    se non sono invadente (ma è un eufemismo?) perchè non lasciare il vostro indirizzo twitter,non si accetta “non sono iscritta,cos’è?,non ho tempo,questo faccio finta di non averlo letto”.
    PS: dall’11 al 19 ci sono gli internazionali a roma ……pizza dopo un federer-seppi (seppi vincente ovviamente) ;)

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  26. @mariateresa- mi stupisci sempre cara, con la tua acutissima sensibilità.Capisci tutto e intuisci tutto. Mi è sembrato giusto dire chiaramente il senso del TEMPO E’ UN DIO BREVE, perchè è una questione difficile da spiattellare , specialmente in ambiente cattolico. Credo anche che solo le donne, non tutte ovviamente, possano comprendere. E per fortuna non tutte le donne sono come Ildegarda. Molte però soffrono, somatizzando e sfogando il loro disagio in altri modi, non portatori di bene. ; certo sarebbe ora che la maternità fosse riconosciuta per quello che è. In genere il terrore iniziale si supera e i figli, quasi sempre, si amano tanto , tanto e di amore si campa bene. E se poi , quando sono più grandi, ci amano tanto anche loro ecco che questo ci basta: è addirittura felicità. Che assorbe il male di vivere e predispone a essere più gioiosi possibile, più allegri e festeggianti e grati di quello che l’avventura della genitorialità ci regala.. Ho finito LA FAMIGLIA MeRLROSE di St Aubyn–4 romanzi strepitosi. Di uno scrittore maschio che ha avuto genitori tossici, un padre terribile una madre fuori di testa. e racconta questa storia nera con una raffinatissima e talentuosa prosa, contemporanea, filosofica , elegantissima. E io vi amo e so che in ben pochi blog ci sono momenti così autentici e affettuosi e intelligenti come QUI.Non ci sono social del genere e nemmeno blog.
    @ Ciao adour- ti voglio bene assai – e tu sei sempre cosi gentile!!!!! :0. :0

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  27. ma se scrivo,si vede che oggi avrei ben poco da fare ?
    @maria teresa ” PIANGI PURE” non preoccuparti,tanto qui ci troviamo tra amici :D
    @Camilla,mia cara “assai” è un aggettivo quantificativo infinito (non ha una fine) a differenza di “tanto “che è un aggettivo quantificativo limitato.pertanto è un infinito piacere
    Consiglierei ad entrambe comunque un visita oculistica (abbastanza urgente) visto che avete saltato a piè pari il penultimo rigo del mio post :) a meno che non valga la citazione ” questo faccio finta di non averlo letto” ;)

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  28. @Camilla,e’ proprio cosi’,ci sono momenti AFFETTUOSI .’ (La FAMIGLIA MELROSE mi spaventa un po’,e’una storia crudele:in che modo ne parla l’autore,che persona e’ diventata? c’e’ una speranza?)@Adour ,quale penultima? il twitter?perche’ ti piace tanto,come si fa a parlare in 140 caratteri?poverame se devo contare..!(se la penultima e’ la malinconia,potrei risponderti in molti modi,uno peggio dell’altro..!potrei,ma alla fine a te si puo’ perdonare tutto! a presto

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  29. Avrei voluto parlare di un libro speciale oggi, ma dopo aver sentito della tragedia di Genova, voglio invece abbracciare i nostri amici genovesi con affetto.
    Le nostre letture possono aspettare
    Paola

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  30. Io ci sono su twitter, ma non ho capito ancora bene come funziona e non so come darti il mio nome. Ma vorrei…ASSAIONE!
    Mi documento e poi ti dico.
    (Questa non l’avevi prevista, confessa!!!)
    JEZABEL

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  31. ciao @ jezabel anch’io non sono un grande esperto,anzi nemmeno lievemente esperto,ma sarei felice “assai” di seguirti
    un abbraccio
    PS : almemo tu leggi il penultimo rigo ;)

    @paola dicono che la lettura dei libri ci porta,meglio a comprendere e capire la realtà che ci circonda. Ma una realtà fatta di tragedie immani sul lavoro ,donne rapite e seviziate per 10 anni,vetriolo per vendicarsi di ex e barbari omicidi non la capirò MAI

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  32. Carlo come va? purtroppo o per fortuna per chi ancora li ha, a una certa età, con i propri genitori, si sta tutti nella stessa barca. Come si è capito, non amo i post lunghi, ma ti auguro di tornare presto alla “nostra” IBS di v. Nazionale, con la serenità di chi ama sbirciare fra gli scaffali di quel meraviglioso “tempio”.

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  33. Adour, Jezabel ecco:
    luigi gavazzi @gruppodilettura, e saprete chi e’!
    questo e’ il mio @verabas , e sono abbastanza esperta…
    poi, se qualcuno e’ anche su Fb, non sara’ difficile trovarmi anche li’!
    ciao!

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  34. appena tornato dal passaggio del giro d’italia,gran tifo scatenato,ma sembrava un gran circo togni con nani ballerine e sputafuoco,un pò l’immagine dell’italia.

    Ciao @jeza il mio indirizzo è @ntoni118 o adour/antonio boh

    @Vera no niente fb ,no non più .twitter lo trovo carino e poi c’è un sensazione un emozione che non può essere descritto in soli 140 caratteri? a presto
    un abbraccio
    PS : sono Encantado di seguire già una mia carinissima amica del blog ma a cui non piace twitter :(

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  35. trovato Adour anche io. e trovata Paola Polissena, ma non trovo Jezabel! (ne vodo troppe di @jeza quale sara’ quella giusta?) ?

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  36. Non vi seguo , sempre in giro, di qua e di là. Io sto quasi solo qui. comunque non sui social. non mi piace,non ho tempo e se ho tempo so cosa fare. e poi qui si può, a volte, davvero ascoltare oltre che cianciare. Dialogare…. entro in qualche blog detto culturale ma spesso è pieno di snobboni egotici. ciao, va là. Spero di potervi dire una cosa che ho sbalorditivamente incontrato nel finale della FAMIGLIA MELROSE un finale importante, da discutere a lungo con voi. ci tengo molto al vostro pensiero c o m p l e s s o- Basta battutine fulminanti e cretinotte. E tutta quella roba .Di moda. Ma come sei su t.? non sei su FB? ma dai!

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  37. Adour, sono su fb perche’ gestisco e amministro molti gruppi e pagine belli interessanti!… un po’ “per servizio” (volontariato+gratuito!) e un po’ alla fine anche per vari e diversi miei interessi particolari! Anche li’ ci sono, ed ho trovato, persone simpaticissime come voi, e grandi esperienze da condividere. Approcci diversi, modalita’ diverse ed utile tutto! Se fatto nello spirito giusto! I Blog restano per me il luogo privilegiato della riflessione piu’ profonda, comunque! e pero’ anche condividersi e leggersi ogni giorno, credimi, da’ grandi intensita’ alle amicizie! Poi, le sfide della brevita’ di Twitter ci ridurranno tutti a balbettare una nuova lingua fatta di soli sintagmi nominali spesso mal legati tra loro! quando non producono veri titoli di giornale e veri versi di vere poesie rischiano di essere degli sgorbi! p.s. se trovi @illex fai un fischio! ;-)

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  38. S’ella mi trova, al contrario di me,
    Un uomo di straordinario fascino. M’accollerò, costi quel che costi, la spesa d’uno specchio; » riccardo III.
    @camilla mi dispiace non essere daccordo con te . So bene,anche se ne dubiti che su twitter non è possibile svolgere dei pensieri complessi,nè per altro impegnarsi in una discussione su un bel libro. Ma ti assicuro che ci sono momenti di solitudine in cui chiedere ad una amica/o come va? o che libro stai leggendo,o ritwittare un pezzo che pensi possa interessarlo,può essere piacevole come magari leggere un tweet sprezzante ed ironico o coltivare l’amicizia che spero sempre sincera,senza mai essere inopportuno (almeno spero).
    A proposito di sincerità,ammetto che Avrei voluto vedere il volto che nasconde la bellissima mente di camilla o almeno le sue parole,anche per non essere spesso inopportuno su questo blog.
    Twitter non si sostituisce ne potrà mai sostituirsi a questo bellissimo blog,e solo un altro modo anche per dirsi solo ciao .

    questo per dire ….
    ora ti iscrivi su twitter ? ;)

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  39. @adour– mon dieu- mon cher adour, sarà che vivo in una piccola , graziosa cittadina, circondata da monti con le punte imbiancate e il cielo blu, quando è blu. Sarà che abito a 15 minuti a piedi dal centro storico, dove ci sono ancora alcuni caffè confortevoli (non proprio come a Bolzano, o Vienna, o anche, Trieste, ma insomma ci sono anche qui). E l’abitudine di leggere il giornali al bar, la mattina, comodamente seduti ( dentro o fuori?) tra chiacchiere e discussioni politiche, è una cosa molto comune qui e finchè dovevo lavorare come un mulo me la sognavo questa piacevole abitudine locale.Sarà che ora ho più tempo libero e me lo godo, e incontro gente simpatica ogni giorno, per la strada e diciamo – ci prendiamo un caffè?- Perciò questa nicchia (questo blog nostro) è un valore aggiunto, non un passatempo. Perciò niente twitter. Dove non potrei nemmeno tramortirti di chiacchiere, o raccontarti le mie esternazioni sui libri che leggo, nè chiederti cosa pensi della finale de LA FAMIGLIA MELROSE. che come già ho detto è un capolavoro assoluto. Questo finale , appena trovo il modo di farlo comprendere in sintesi, (?) ha bisogno del tuo parere, a cui tengo tanto. ti ricordi Adour di PARLARE DA SOLI? e della dolente elena? Pensa che ho risolto un indovinello di Fahernheit e il premio è stato quel libro. che ho ricevuto per corriere regalato a un’amica speciale, visto che io lo ho già e l’ho letto con più piacere e interesse solamente perchè l’ho letto assieme a te. : O
    @mariateresa– La FAMIGLIA MELROSE è impegnativo e duro. Il primo “libro” è il libro dell’infanzia di Patrick Melrose,è agghiacciante ma lo si legge come se non si potesse riprendere fiato, fino alla fine, e mi è sembrato scritto esclusivamente proprio perchè io lo leggessi.Il secondo, riguarda la prima giovinezza del protagonista Patrick, è davvero un viaggio nello sballo, nella droga nella ricerca dell’autodistruzione da parte di un ragazzo infelice, allo stesso tempo è un testo sull’argomento “sballo giovanile” che, secondo me, batte , per tecnica e profondità narrativa tutti i libri americani, assai famosi, sull’argomento che io abbia letto. Il terzo è un saggio letterario imperdibile sulla stronzaggine, sulla ferocia dello snobismo dell’aristocrazia ancora ricca, inglese ma si pensa , inevitabilmente, anche a tanti arricchiti de noantri,che ammorbano la nostra esistenza. Qualcosa di incredibilmente sapido, scritto in prima persona da un nobile inglese vero, straordinariamente acuto, caustico , umoristico e intelligente. Il quarto e ultimo libro, dove la storia di Patrick, ormai padre di due bambini e marito di una donna meravigliosa, cerca di riprendere in mano non solo la sua vita ma perfino la sua felicità. Insomma Mariateresa, non è un libro per quelli che hanno fretta,per tutti quelli che “sanno” già tutto su tutto, tutti coloro che sono dominati da pregiudizi e da ideologie terrene o ultraterrene, certo è roba da lettori forti e passionali …della vita.Ti abbraccio.

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  40. Avevo comprato LA FAMIGLIA KARNOVSKY su consiglio di @vera o @renza (non ricordo) di singer maggiore come figlio e a torto minore come letterato della famiglia singer di cui mi sa anche la sorella era una scrittrice yiddish. Ho cominciato a leggere, Poi su consiglio di dani ho comprato IL CLUB DEGLI INCORREGGIBILI OTTIMISTI ,e spinto dal titolo (eh si il titolo per me è fondamentale @Maria teresa,quasi quanto le citazioni iniziali )lasciavo singer,ed incominciavo Guenassia,(adoro la francia e i francesismi,anche se non so scriverlo@paola). In pratica ho lasciato quello che inizialmente sembrava una saga familiare,per ritrovarmene un’altra. Rimango sempre più esterrefatto,nel constatare come la vita di un lettore sia legato a cicli,mai preordinati o voluti ma “capitati” ora quindi mi trovo nella fase “saghe & famiglie” Ma che libro questo di guennassia pieno di personaggi stupendi ricchi,fascinosi,sembrano veri,quasi da poterli toccare.Anch’io nel bistrot mi sarei trovato bene. Ora camilla non sapendo delle mie letttura mi cita “La FAMIGLIA MELROSE”che ovviamente comprerò. Ecco allora il ciclo.
    Nel frattempo aspetto la mia musa (visto che per alcuni anni sono stato un suo libro-dipendente) che aveva preannunciato alcuni giorni fa,un libro bellissimo e terribile. Sarà una famiglia? O sarà l’inizio di un nuovo ciclo?.
    Un abbraccio
    PS: @jezabell,donna della terra dei ciclopi,ma dove sei su twitter?
    PS(un altro) illex su tw ho(abbiamo)trovato un @illex sei tu ? secondo me no ,lo trovo un pò freddino.Cmq gli scriverò di cambiare indirizzo in quanto il marchio illex (giuseppe) è già registrato.

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  41. Un saluto a tutti e un grazie di cuore a quelli che mi hanno ricordato passando di qua.
    Ma non voglio ammorbarvi con le mie difficoltà famigliari, ma parlare un po’ di nuovo di letture. LA FAMIGLIA MELROSE l’ho letto alcuni anni fa, e mi piacque abbastanza. Nello stesso periodo avevo già letto LA FAMIGLIA WINSHAW di Jonathan Coe (argomento simile: miserie e odiosità di una famiglia snob della nobiltà britannica sul finire degli anni ’80), che a quanto ricordo mi aveva colpito di più (e infatti ricordo meglio), sia per livello di scrittura, sia per struttura narrativa, sia per il plot più avvincente (con sfumature di giallo).
    Io ho finito da poco I FRATELLI ASHKENAZY (storia di un’altra famiglia, in Polonia, che abbraccia buona parte dell’800 e l’alba del 900: uno stupefacente gigantesco affresco sulle comunità yiddish prima dell’olocausto che fa anche capire come la mostruosa barbarie nazista trovasse già terreno fertile per fare attecchire e praticare lo sterminio di massa) di Israel Singer ed ho da poco attaccato LA FAMIGLIA KARNOWSKI, forse ancora più bello, dello stesso autore. E ho ancora, tra le letture programmate, LA FAMIGLIA MOSKAT, del fratello minore Isaac B.
    Saghe famigliari a tutto spiano!!!
    Ancora un saluto. :-)

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  42. Siamo aTokio, ai giorni nostri, in una estate di caldo asfissiante. Per le quattro studentesse liceali sarebbe tempo di vacanza, ma per l’implacabile sistema scolastico giapponese è solo un periodo di studio ‘disperatissimo’ per accedere all’università.
    Ad un tratto si sente un forte rumore di vetri infranti provenire dalla casa vicina ad una di loro. Un loro coetaneo diciassettenne, magro e squallido, detto ‘il vermiciattolo’ ha ucciso la madre con una mazza da base ball mandandola a frantumare la vetrata, una madre esigente, noiosa, asfissiante, ma non poi tanto diversa dalle altre madri

    Questo è l’inizio di REAL WORLD, di Natsuo Kirino, che ci porta in un mondo, spero totalmente diverso dal nostro, in cui i giovani vivono il loro disagio (parola troppo abusata, ma quale altra potrei usare?), il loro vuoto, l’odio verso i genitori, la competizione scolastica spietata, l’ammirazione per chi esce dagli schemi.
    Il ‘vermiciattolo’, senza un rimorso, fiero di essere finalmente diventato un personaggio, inizia una fuga senza senso e le quattro ragazze, ognuna a modo suo, gli darà un aiuto, impelagandosi in una realtà nuova da cui sarà difficile tornare indietro, almeno non per tutte loro.

    Struggente e bellissima la lettera che una di loro riceverà da una delle altre che si è tolta la vita, per il male di vivere e per un rimorso insopportabile. Leggendola colei che l’ha ricevuta si dirà: ‘Non c’erano dubbi, era una nota di suicidio, era la prima volta che ne ricevevo una’

    Ma è questo il Giappone? E’ normale che si possa ricevere una ‘nota di suicidio’?
    E poi cos’è una nota di suicidio? Un addio codificato come un invito ad una festa?
    La ragazza suicida (non dirò quale delle quattro) si accomiata dicendo, ‘parto alla volta del mondo reale perchè in questa iperrealtà l’unica cosa autentica è la mia morte’

    Ci ho messo tanto a scriverne perchè l’ho letto due volte ed ogni volta ne sono rimasta turbata, come anche adesso mentre ne scrivo

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