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Sandro Ferri, “I ferri dell’editore”: produrre i libri dagli anni ’70 agli e-book

Questo piccolo libro di Sandro Ferri, I ferri dell’editore, ha due meriti.

Il primo riguarda le cose che ci dice, ci spiega e racconta.

Il secondo riguarda la decisione di Ferri (fondatore con la moglie Sandra Ozzola della gloriosa E/O e recentemente della Europa Editions) di distribuirlo come e-book (formato e.pub) al prezzo simbolico di 79 centesimi e senza Drm (il che ovviamente non significa che non ci sia diritto d’autore, semplicemente si è scelto di non introdurre barriere tecnologiche all’uso del “libro”).

Un libro breve, quasi un pamphlet, che intreccia osservazioni, storie, idee e esperienze personali di un “piccolo-grande” editore italiano con l’evoluzione dell’editoria oggi, in un momento cruciale di trasformazione del mercato, della lettura, della produzione culturale.
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Non ti meriti nulla, Alexander Maksik

The Reader - Reading a book in the Jardin de Luxembourg, Paris- foto: pitschuni, flickr

The Reader - Reading a book in the Jardin de Luxembourg, Paris - foto: pitschuni, flickr


di giuliaduepuntozero | Il primo punto a favore di questo libro è che è pubblicato da e/o, che notoriamente azzecca nella maggior parte dei casi libri che mi piacciono. Il secondo punto, è che in Italia sta per uscire (il 21 settembre), ma negli USA è già stato pubblicato da Europa Editions, la casa editrice con sede a New York nata dalle costole di e/o. Il terzo punto, è che ho avuto il libro qualche mese fa alla Fiera del Libro di Torino in anteprima _prime bozze non corrette_ insieme a Tutto accade oggi, , da cui, come avrete capito, sono rimasta stregata. Il quarto punto, è che per Europa Editions è stato pubblicato nella nuova collana Tonga Books, che raccoglie titoli di qualità scelti da autori famosi _nello specifico, da Alice Sebold, altra scrittrice che mi piace molto, autrice fra gli altri di Amabili resti. Last but not least, il libro è ambientato a Parigi, città affascinante per definizione. Con tutte queste premesse, come poteva non piacermi Non ti meriti nulla di Alexander Maksik, ed. e/o?

E infatti mi è piaciuto, un altro libro che per parecchie sere mi ha reso difficile spegnere la luce e appoggiarlo sul comodino.

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Intervista a Jesse Browner – parte prima

Tutto accade oggi, Jesse Browner

Tutto accade oggi, Jesse Browner

Qualche settimana fa ha parlato di *Tutto accade oggi*, di Jesse Browner, uscito da poco in libreria, pubblicato da e/o. Il libro mi è piaciuto tantissimo, come ho scritto, e così, quando ho visto che c’era un commento al mio articolo firmato proprio Jesse Browner, mi è venuto un colpo per l’emozione. Insomma, era proprio lui, al che sono andata sul suo sito, gli ho scritto, e dopo un piacevole scambio di mail, ecco la prima parte dell’intervista che ne è nata, di cui sono molto orgogliosa e contenta. Fra qualche giorno, le altre domande e risposte.

D: Parlaci di Europa Editions: cosa pensa uno scrittore americano dell’esperienza di una casa editrice italiana che si lancia in un’avventura oltre oceano? Come sei arrivato a Europa Editions?

R: Sono stato così fortunato da conoscere Europa Editions dal primissimo libro che hanno pubblicato negli Stati Uniti, Days of Abandonment di Elena Ferrante, così sapevo già che fantastico editore fosse. Europa Editions è diverso da quasi tutti gli editori statunitensi, perché pubblica in uno stile “europeo” – non hanno edizioni rilegate, e tutti i loro libri hanno un aspetto simile che li contraddistingue. Quando entri in una libreria, i libri di Europa Editions sono tutti insieme in un bellissimo espositore colorato che cattura immediatamente l’attenzione e l’immaginazione. All’inizio, pensavo che Europa Editions pubblicasse solo scrittori europei, ma quando il mio agente mi ha detto che stavano cercando di lavorare con scrittori americani, ho colto l’occasione al balzo, ed è stata la migliore esperienza editoriale della mia vita.

D: Fra i personaggi più importanti del libro penso che ci sia la città di New York, e in particolare il Village. Che rapporto hai con questa città? 

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Mediterranean Noir Comes to New York

Per chi, per sua fortuna, fosse a New York dal 24 al 28 aprile, segnalo questa interessante iniziativa organizzata dalla Europa Editions (la *figlia* americana della e/o): *Mediterranean Noir comes to New York*.

E’ un ciclo di conferenze sull’apprezzatissimo genere (ormai possiamo definirlo così) del giallo mediterraneo, che Europa Editions ha contribuito a diffondere oltreoceano pubblicando e traducendo autori memorabili come Jean-Claude Izzo (a cui è dedicata l’iniziativa), Massimo Carlotto, Alicia Gimenez-Bartlett, Carlo Lucarelli.

Per chi fosse interessanto all’argomento, sul sito di Europa Editions ci sono ulteriori, interessanti approfondimenti.

Da segnalare, infine, la presenza come special guest della grande Alice Sebold, autrice del bello e commovente *Amabili resti*.

*giuliaduepuntozero

Europa Editions, l’avventura americana di e/o

Qualche tempo fa guardavo la sezione di libri in inglese, e ho notato un titolo carino, della casa editrice Europa Editions. Il simbolo era un airone (una cicogna?), lo stesso della casa editrice e/o.

Ho poi scoperto che questa Europa Editions dipende dalla e/o, è il ramo americano aperto nel 2005.

Ho saputo che sta andando bene, ed è molto apprezzata da critica e pubblico statunitense.

I libri sono motlto belli, graficamente, copertine simili a quelle italiane (ma ancora più belle), risvolti di copertina con notizie sul libro e sull’autore, recensioni sul retro, e una frase di presentazione in copertina.

Finora hanno pubblicato circa 25 titoli, alcuni italiani, altri stranieri, alcuni pubblicati in Italia da e/o, altri da altri editori italiani.

Fra gli scrittori italiani, Elena Ferrante, Massimo Carlotto, Stefano Benni, Carlo Lucarelli.

Io ho acquistato due titoli, *Cooking with Fernet Branca* di James Hamilton-Paterson, il racconto spiritoso di un inglese di professione ghostwriter che vive in Toscana, alle prese con esperimenti culinari e con le stranezze dei suoi vicini italiani, e *The jasmine isle*, della greca Ioanna Karystiani, appena comprato a Torino alla Fiera del Libro.

A Torino, fra l’altro, lo stand della e/o era pieno di bottiglie e bottigliette di Fernet Branca, in onore del libro di Hamilton-Paterson.

Ultima nota di merito: hanno già pubblicato *Total Chaos* e *Chourmo* del grandissimo Jean-Claude Izzo, e solo per questo meriterebbero una statua.
 
*giuliaduepuntozero

Impressioni da Torino

Anche quest’anno, per il quinto di fila, non siamo riusciti a resistere alla tentazione della Fiera del Libro di Torino.
Anche quest’anno, ci sono andata due giorni, sabato per piacere, lunedì per lavoro.
Ecco un po’ di impressioni sparse.
Innanzitutto, gran ressa. Buon segno, per l’editoria italiana? Non so, forse sì, speriamo, anche se vedendo dove era concentrata la maggior parte della gente, non so. Un esempio fra tutti, stand della Feltrinelli: pile sterminate e in continuo rifornimento di Moccia, *Tre metri sopra al cielo* e *Ho voglia di te*. Ragazzine in coda allo stand della Fabbri per Melissa P. Mah.
Vuoto nei numerossimi stand di Regioni e Comuni, ma mi vien da domandare cosa ci stessero a fare.
Ogni anni cerco di fare il solito fioretto: compro solo libri veramente indispensabili: scontatissimi, o introvabili.
Dopo un’ora e mezza, ne avevo già comprati tre, quando Andrea ha sottolineato la mia media di acquisto, e mi son dovuta contenere.
Comunque, tutti acquisti giustificati:
*Equatore*, di Miguel Sousa Tavares, ed. Cavallo di Ferro: introvabile, chi l’ha mai vista in libreria questa casa editrice? E poi, Portogallo Paese ospite, io amante del Portogallo, glielo dovevo.
*Una famiglia americana*, di Joyce Carol Oates, Marco Tropea Editore: introvabile. L’ho visto una volta alla Feltrinelli, poi son quasi sicura che non ci fosse più, io amante della Oates. Glielo dovevo.
*The jasmine isle*, di Ioanna Karystiani, Europa Editions: avventura americana della grande casa editrice e/o (ne parlerò), scontato causa conoscenza dellespositore.
Insomma, converrete che erano tutti indispensabili.
Ogni anno, poi, cado nell’acquisto compulsivo del libro che mi chiama come se fosse indispensabile (appunto), e poi giace sul comodino per anni. Nel 2003 è stato *Underworld* di DeLillo, nel 2005 *Infinite jest* di David Foster Wallace, nel 2004 non ricordo, ma sicuramente ci sarà stato. Quest’anno temo che sia *Equatore*.
Ci sono rimasta un po’ male, come ogni anno, che non ci fossero grandi offerte e sconti fiera. Solo Andrea ha trovato un Meridiano Zero del vecchio cataloo al 50% (Robert Wilson, bellissimo in *Una piccola morte a Lisbona*). Lunedì, però, molti stand avevano il cartello 20% di sconto, ma non ho potuto usifruirne.
Come ogni anno, poi, sembra che a ogni stand che mi avvicino gli espositori tampinino solo me (mai Andrea). Stavo per cedere alla tentazione da Crocetti editore (autori greci, bellissimi, l’anno scorso ne ho preso uno stupendo), ma per fortuna hanno cercato di rifilarmi quello che avevo appena preso in inglese, e ho avuto la scusa.
Da ultimo, lunedì frotte di scolaresche, bambini anche piccolo, che bello.

*giuliaduepuntozero