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Via della trincea, Hotakainen Kari

3 Dicembre 2009 giuliaduepuntozero 1 commento

Ho letto qualche settimana fa questo libro pubblicato da Iperborea, senza trovare fino ad ora il tempo né lo spunto per parlarne qui. Però ogni tanto mi tornava alla mente, anche stimolata dalla lettura del mio ragazzo che _molto più di me_ l’ha apprezzato. Ma veniamo dopo ai commenti.

Poi ieri navigando in rete, sono capitata sul sito dell’Iperborea ho trovato il link alla vignetta di Petrella sul sito de L’Unità con la recensione più bella che io abbia letto negli ultimi mesi:

Via della Trincea, Petrella, Virus Vignette, L'Unità

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Tutta un’altra musica, Nick Hornby

30 Novembre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti

Tutta un'altra musica, Nick Hornby

*Juliet, naked* è il titolo originale del nuovo libro di Nick Hornby, pubblicato da Guanda, un titolo a mio parere molto molto bello, più bello della sua traduzione italiana, che per fortuna come al solito si salva grazie alla copertina di Guido Scarabottolo.

*Juliet, naked* è anche il titolo dell’ultimo album di Tucker Crowe, “cantante, compositore e chitarrista americano. Divenne figura di spicco fra la metà e la fine degli anni Settanta, dapprima come lead vocalist del gruppo The Politics of Joy e poi come solista. Influenzato sia da altri compositori nordamericani come Bob Dylan, Bruce Springsteen e Leonard Cohen sia dal chitarrista Tom Verlaine” come recita la _finta_ pagina di Wikipedia citata da Hornby. Dopo la pubblicazione del suo capolavoro *Juliet* nel 1986, “ampiamente riconosciuto dalla critica come un classico disco sulla fine di un amore paragonabile a Blood on the tracks di Dylan e Tunnel of love di Springsteen”, Tucker Crowe scompare dalla circolazione per motivi misteriosi, ricordato ormai, dopo 20 anni, solo da un piccolo ma accalorato gruppo di fans riuniti su Internet a parlare senza fine dell’ultima foto di Tucker, del significato delle sue canzoni, dei motivi della sua scomparsa.

Fino a quando Duncan, protagonista del romanzo, riceve dalla casa discografica di Crowe la versiobe acustica di *Juliet*, *Juliet, naked*, appunto. E’ linfa vitale per i crowelogisti, e in particolare per Duncan, che si scatena con grande orgoglio in recensioni.

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Questa storia, Alessandro Baricco

25 Novembre 2009 giuliaduepuntozero 14 commenti

Questa storia, Alessandro Baricco - Le 4 copertine disegnate da Gianluigi Toccafondo

*Questa storia* di Baricco? Vi domanderete. Come mai la recensione di un libro pubblicato 4 anni fa (da Fandango, e poi riedito da Feltrinelli), quando è appena uscito un libro nuovo dello stesso autore?

Adesso vi spiego.

Innanzitutto, che un buon 80% dei miei acquisti di libri è compulsivo, che poi rimane a meditare nella mia libreria fino a quando non è il momento giusto, e il libro mi chiama. Ma anche che sono più che influenzabile, e con l’uscita di *Emmaus* (sempre Feltrinelli) non sento che parlare del buon Baricco. E infine che di libri ne sto comprando tanti, e mi volevo dare un freno.

Così, quando i giornali iniziano tutti a recensire il nuovo titolo, supporto la mia decisione dicendomi: ma sì, chi ne ha voglia dell’ennesimo Baricco, sarà il solito libro super-ricercato, che ti fa sentire un poveretto anche solo confrontando la lista della spesa con quella che scrive lui.

Comunque Baricco va una sera da Fazio a *Che tempo che fa*, e nel giro di 5 minuti avevo già cambiato idea sul fatto di comprare il libro e rivisto la mia opinione su di lui, per tornare a promettergli amore e devozione incondizionati _come del resto mi è sempre successo leggendo tutti i suoi libri.

*Emmaus* non l’ho ancora preso, mi butto però, come una drogata in crisi d’astinenza, su *Questa storia*, che avevo in casa senza averlo mai letto.

Cavolo. Grandioso.

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Un tocco di internazionalità

20 Novembre 2009 giuliaduepuntozero 6 commenti

Ormai si sa, Andrea Fazioli è uno dei miei autori preferiti, o perlomeno di cui parlo di più (insieme a Joyce Carol Oates e Jean-Claude Izzo) su questi blog.

E quindi ci vuole questo tocco di internazionalità: l’intervista che ho fatto tempo fa allo scrittore svizzero è stata tradotta in tedesco e pubblicata sul sito della Random House in occasione della pubblicazione in Germania di *L’uomo senza casa*!

*giuliaduepuntozero

La parte dell’altro, Eric-Emmanuel Schmitt

9 Novembre 2009 giuliaduepuntozero 1 commento

La trama di questo capolavoro è una specie di Sliding doors: cosa sarebbe successo se un diciannovenne Hitler alle prese nel 1918 con l’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti di Vienna non fosse stato bocciato com’è avvenuto nella realtà, ma ammesso?

Una realtà tutta diversa, sicuramente. Le due vite descritte in *La parte dell’altro*, ed. e/o, scorrono parallele: Hitler toccato nel vivo nel suo ego, con grandi difficoltà di relazione con le altre persone e soprattutto con le donne e con il sesso, finge una vita da artista, ma nella realtà si riduce a vagabondare per le strade di Vienna e a trovare rifugio negli ospizi per il poveri, fino a trovare la sua vera strada allo scoppio della guerra, con la storia che tutti, purtroppo, sappiamo. Dall’altro lato, Adolf H., che con difficoltà ma tanto impegno si fa strada nel mondo dell’arte, grazie alle cure di un emergente dottor Freud guarisce dai suoi problemi con l’altro sesso, fino a diventare un uomo desiderato dalle donne, va in guerra, ne rimane sconvolto, si rifugia a Parigi, dove trova un doppio amore, e la sua consacrazione artistica.

Berlino

Berlino

Un capolavoro. Pensate che sono abituata a mettere un’orecchia sulle pagine dei libri man mano che trovo dei pezzi interessanti; in questo volume mi sono trovata in difficoltà perché in più casi avrei dovuto/voluto mettere un’orecchia sulla stessa pagina sia sul fronte che sul retro.

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Spartacus e Saviano

31 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 3 commenti

Sto seguendo Blunotte – Misteri italiani, il programma di Carlo Lucarelli, puntata sul clan dei Casalesi.

Parla Roberto Saviano (nel video sopra a L’Era glaciale di Daria Bignardi del 25 settembre 2009 _la puntata di Blunotte non è ancora stata caricata su YouTube), racconta la sua storia.

Inizia dal processo Spartacus, e dice che è stato chiamato così perché lì il diritto è la vera rivolta.
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Un peana per le zebre, Alexander McCall Smith

27 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti
Giant baobab - foto: Lee Otis, flickr

Giant baobab - foto: Lee Otis, flickr

Ho già parlato di Alexander McCall Smith, a proposito di alcuni titoli del Club dei filosofi dilettanti, serie ambientata a Edimburgo, che vede come protagonista Isabel Dalhousie, filosofa e curiosa della natura umana.

*Un peana per le zebre*, ed. Guanda, fa invece parte dell’altra serie, quella dell’investigatrice privata Precious Ramotswe, titolare dell’agenzia Ladies Detective Agency n° 1. E’ il terzo titolo, dopo *Le lacrime della giraffa* e *Morale e belle ragazze*; li ho trovati tutti molto carini, leggeri e un po’ naive, ma allo stesso tempo molto profondi.
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Ancora su Into the wild: Eddie Vedder e Erri De Luca

24 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 2 commenti

Come scritto, *Into the wild*/*Nelle terre estreme* mi ha molto colpito. Prima il film, poi il libro, e infine la colonna sonora di Eddie Vedder.

Proprio a proposito della colonna sonora del film, ieri il mio ragazzo mi ha mandato il testo di una delle canzoni di Eddie Vedder inclusa nell’album, e quello di una poesia di Erri De Luca. Le somiglianze sono forti…
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Presagio triste e Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

22 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti
Mt. Fuji. - foto: skyseeker, flickr

Mt. Fuji. - foto: skyseeker, flickr

Era da tanti anni che non leggevo un libro di Banana Yoshimoto, veramente da secoli. Il Giappone è Paese che mi attira parecchio, ma negli ultimi tempi mi sono limitata a qualche libro di Haruki Murakami, a quelli di Amelie Nothomb ambientati in Giappone, a qualche film.

Invece qualche tempo fa, in una delle mie spedizioni al Libraccio, mi è caduto l’occhio sulla parte di scaffale riservata alla scrittrice giapponese _parecchio rifornita come numero di titoli, fra l’altro_ e sono tornata a casa con *Presagio triste* e *Il coperchio del mare*, entrambi editi da Feltrinelli, come tutti i suoi titoli.

Cavolo, mi mancava proprio.

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Nelle terre estreme, Jon Krakauer

17 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti
Road to Fairbanks - foto: i♥luv♥cocacola, flickr

Road to Fairbanks - foto: i♥luv♥cocacola, flickr

Qualche settimana fa abbiamo preso in biblioteca il DVD di *Into the wild*. Ero curiosa, ne avevo sentito parlare spesso, e anche su questo blog si è scritto parecchio, ho anche il CD della bellissima colonna sonora di Eddie Vedder, però non ero molto informata sul film, né sul libro da cui è tratto. Iniziamo a guardarlo, sono un po’ perplessa, ma _ammetto_ anche disattenta. Però la storia mi prende, e vince la mia indifferenza iniziale. Soprattutto, si insinuano in me pensieri molto contraddittori fra loro su Chris McCandless, un rapporto di amore/odio, ammirazione/scetticismo.

Il film finisce, bellissimo, mi rimane nel cuore la storia di Chris-Alexander SuperTramp, nonché le immagini dei luoghi che il ragazzo ha attraversato, così vado a cercare il libro di Jon Krakauer, edito da Corbaccio. Bello, bello anche lui, con un respiro più ampio rispetto al film, in cui compare anche la storia dell’autore e quella di altri *personaggi* le cui vicende sono simili a quelle di Chris. Ed è proprio la sua figura, ovviamente, che emerge fortissima dalle pagine, fra l’ammirazione di Krakauer e la sua voglia di riscattarlo. Sì, perché le opinioni su McCandless, come si legge anche dalle lettere ricevute dal giornalista, sono tante e diverse.

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Si parla troppo di silenzio, Aldo Nove

12 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 2 commenti

Ovvero un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver.

Railoroad Sunset, Edward Hopper

Railoroad Sunset, Edward Hopper

Approfitto della imminente apertura della mostra di Edward Hopper _il mio pittore preferito_ a Palazzo Reale a Milano (14 ottobre – 31 gennaio) per parlare di un bellissimo racconto che ho appena avuto il piacere di leggere, che sarà in libreria da mercoledì prossimo, 14 ottobre.

Si chiama _titolo stupendo_ *Si parla troppo di silenzio*, è un racconto di Aldo Nove, edito da Skirà, e il sottotitolo recita proprio: Un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver.

Come scrive Nove nella finale nota dell’autore, immagina un incontro che sarebbe potuto avvenire nel 1958, quando Edward Hopper e sua moglie Jo andarono in vacanza a Paradise, California, dove viveva un giovane Raymond Carver, non ancora affermato come scrittore.

Incontro che sarebbe potuto avvenire per motivi geografici e temporali, ma che effettivamente non è mai avvenuto. I dialoghi, però, sono reali (presi da lettere, biografie, interviste), così come alcuni episodi narrati e presenti nei racconti di Carver, come l’episodio dei cavalli in *Se hai bisogno chiama*.

Il fulcro del racconto è una giornata di pesca fra Carver e Hopper e lo scambio di vedute sul comune modo di vedere il realismo.

Non aggiungo altro, nell’attesa della pubblicazione del libro, che invito tutti a leggere.

A proposito di realismo, però, cito un paragrafo del libro (pp. 60-61):

“[...] E’ dalla vita reale che si raccolgono le storie. E le storie più incredibili sono quelle quotidiane.”
“Sono d’accordo con te. E’ quasi scandaloso, per chi è in grado di accorgersene: quanta fantasia c’è nel reale, nella vita di tutti i giorni. Si tratta di ritrarla nel modo giusto, di darle forma o parola, ombra o silenzio, luce che immobilizza o buio che sospende”, continua Hopper guardando il cielo.
“Proprio così. Ma c’è un’altra cosa che considero fondamentale. E’ una cosa che chi fa arte deve avere a qualunque costo”, dice Carver.
E continua: “Anche a costo di apparire banale, parlo della capacità di rimanere a bocca aperta davanti a qualcosa, qualsiasi cosa.” [...]

*giuliaduepuntozero

Chi muore si rivede, Andrea Fazioli

Pioggia sul lago (foto di mio papà) - foto: halighalie, flickr

Pioggia sul lago di Lugano (foto di mio papà) - foto: halighalie, flickr

La pioggia, di solito, non aiuta a guarire un cuore infranto. Francesca Besson spalancò la finestra immaginando un cielo grigio. Vide un cielo grigio. Sospirò. Si passo una mano sugli occhi e ripensò a Lorenzo. Era stato lui ad annunciarle che tutto era finito, ma lei aveva annuito con espressione saggia, sono d’accordo, aveva detto, sono d’accordo. [...] Uscì sul marciapiede e aprì l’ombrello. Pensò di non guardare il lago: avrebbe soltanto peggiorato le cose. Naturalmente non poté farne a meno e lo sguardo le sfuggì sulla distesa grigia, quasi soffocata dal cielo. Che giornata.

Inizia così *Chi muore si rivede*, primo romanzo di Andrea Fazioli, pubblicato nel 2005 da Armando Dadò, editore svizzero. Eh sì, perché Andrea Fazioli è uno scrittore svizzero, del Canton Ticino, un giallista. Ma ormai dovreste conoscerlo, perché chi legge spesso questo blog ormai saprà che è una mia fissa: ho scoperto per caso il suo secondo libro, *L’uomo senza casa*, il primo pubblicato in Italia, e mi è talmente piaciuto che l’ho votato uno dei libri più belli che ho letto nel 2008; ho fatto e brigato, e sono riuscita a intervistare Andrea; e proprio oggi ho acquistato il suo terzo libro, *Come rapinare una banca svizzera*, che leggerò prossimamente.

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Il quinto giorno, Frank Schätzing

Kuroshio Sea - 2nd largest aquarium tank in the world - foto: jonrawlinson, flickr

Kuroshio Sea - 2nd largest aquarium tank in the world - foto: jonrawlinson, flickr

Innanzitutto, un avvertimento: se siete facilmente suggestionabili, come me, non leggete questo libro prima di una vacanza al mare. Io ho fatto questo errore questa estate in Liguria, cedendo alle pressioni del mio ragazzo che mi consigliava questo libro da anni, e già dopo qualche decina di pagine mi è venuto il terrore di addentrarmi in acqua, temendo l’attacco di pesci, balene, alghe, granchi, vermicelli marini.

Il romanzo ha riscosso un grande successo grazie al passaparola, alla sua uscita, nel 2004, e non stento a crederlo. Pur superando le mille pagine, si legge tutto d’un fiato, nonostante il tema di fondo non sia neanche così leggero.

*Il quinto giorno*, ed. Nord, è infatti un fanta-thriller ambientalistico, dove si immagina che in un futuro molto vicino la natura _il mare_ si ribelli all’uomo, seminando morte e distruzione.

Il bello (?) è che il romanzo non potrebbe essere più attuale di così, e, complice una descrizione dettagliatissima dei particolari più scientifici, si finisce per perdersi e non capire più dove finisca la realtà e dove incominci la finzione.

Ma c’è anche la speranza. Emergono i primi segni di un cambiamento di mentalità nel concepire il nostro ruolo sul pianeta Terra. Molti cercano di comprendere la varietà biologica per capire i veri principi unificatori. In ultima analisi, è un processo che abbatte ogni gerarchia. L’uomo si è già chiesto quali effetti avrà sulla psiche dei suoi discendenti ereditare un mondo impoverito. Chi è in grado di decidere quale valore può avere una specie animale per lo spirito umano? Vorremmo boschi, barriere coralline e mari pescosi, aria pulita, fiumi e laghi limpidi. Se continuiamo a danneggiare la Terra e ad annientarne la verità, distruggiamo una complessità che non comprendiamo e che non saremo mai in grado di sostituire. Le cose che distruggiamo rimangono distrutte. Chi vuole decidere a quale parte della natura possiamo rinunciare?

*giuliaduepuntozero

In uscita il nuovo libro di WuMing

Bella notizia. Torna Wu Ming _il 20 novembre_ e soprattutto torna con un seguito di *Q*, uno dei libri che vanno letti.

Dal sito WuMingFoundation:

Il nostro nuovo romanzo si intitola ALTAI e arriverà in libreria il 20 novembre 2009.
Altai è un ritorno al mondo di Q, il nostro libro d’esordio. Si svolge quindici anni dopo l’epilogo di quell’opera e ritroviamo personaggi lasciati in quelle pagine, ma lo scenario è cambiato: dall’Europa centrale al Mediterraneo.
Abbiamo ripreso quei fili di narrazione perché era tempo, perché era giusto, perché ne abbiamo sentito il bisogno, dopo vicissitudini che hanno coinvolto duramente il collettivo, facendolo infine rinascere con nuove energie. Abbiamo iniziato a scrivere in gran segreto, dando il primo annuncio soltanto dopo un anno.
Che dire di più? La band ci ha messo cuore e olio di gomito e speriamo che vi piaccia.
Al momento (settembre 2009), le librerie on line lo chiamano ancora Tahammul (titolo di lavoro dell’anno scorso), inoltre riportano date d’uscita contrastanti (fa fede quella indicata sopra), un numero di pagine inesatto (ne avrà circa 400) e un prezzo di copertina puramente indicativo. Titolo o non titolo, data o non data, il romanzo si può prenotare, in rete o nella vostra libreria di fiducia.
Wu Ming 1 ha letto in anteprima alcune pagine (stesure non definitive) a Milano, il 21 maggio scorso, a Officina Italia. L’mp3 è nella nostra audioteca.
Grazie per la paziente attesa. Siamo tornati.

Bentornati.

*giuliaduepuntozero

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La figlia dell’altra, A.M.Homes

30 Settembre 2009 giuliaduepuntozero 5 commenti
La figlia dell'altra, A.M. Homes

La figlia dell'altra, A.M. Homes

Ecco un altro libro che mi ero segnata dalla lettura di una recensione: *La figlia dell’altra* di A.M. Homes, ed. Feltrinelli, la storia autobiografica di una ragazza adottata che viene contattata dalla madre dopo anni.

Prima di partire per le vacanze l’ho visto in libreria con l’offerta estiva Feltrinelli, e mi è sembrata una buona lettura da viaggio (corto, leggero, ci sta bene in valigia ma anche in tasca). Sono stata qualche minuto in dubbio leggendo la biografia della scrittirce di cui non sapevo assolutamente nulla sulla quarta di copertina: viene infatti presentata come appartenente al gruppo di Dave Eggers, McSweeny & co, a cui appartengono un po’ di scrittori che proprio non sopporto. Però la foto di lei da bimba mi ha convinta _il potere delle copertine_ e l’ho acquistato. Bellissimo.

Mi ha conquistata, e a breve cercherò maggiori informazioni sulla scrittrice e su quello che ha pubblicato (ho scritto questo articolo in una panchna dello Schleswig-Holstein, nella Germania del Nord).

Molto forte, molto crudo, molto vero, ma anche dolce e commovente.

Ho finito di leggerlo da qualche giorno, già sono passata ad altro, ma la storia mi è rimasta nella testa, e continuo a ripensarci.

Fra l’altro, continuo a ripensare anche al *tema* delle autobiografie. Insomma, non mi capita spessissimo di leggerne, è più facile che mi abbuffi di romanzi. Lasciamo stare quelli di genere _vedi gialli, che divoro_ che sono un discorso a parte, spesso comunque nelle pagine di un libro, seppur narri delle vicende di finzione, si trovano degli aspetti ricorrenti, degli ambienti, dei personaggi, che possono immaginarsi reali. Penso ad esempio ai Buddenbrook, ho visitato a Lubecca il museo, in cui veniva narrata dettagliatamente la storia della famiglia Mann, e sono tanti e facili i collegamenti.

Nel caso invece di un romanzo dichiaratamente autobiografico, nel corso di una vicenda personale e intima come questa narrata da A.M. Homes, la forza è davvero dirompente, è un vero e proprio mettersi a nudo di fronte a migliaia di lettori.

Non penso che sia facile, ma chi ci riesce partorisce un libro come questo.

*giuliaduepuntozero

In uscita il terzo romanzo di Andrea Fazioli, “Come rapinare una banca svizzera”

Con grande gioia annuncio la prossima uscita, prevista per il 1 ottobre, del terzo volume di Andrea Fazioli, *Come rapinare una banca svizzera*, per i tipi di Guanda.

Il nuovo giallo esce dopo *Chi muore si rivede*, edito da Armando Dadò, che guarda caso sto leggendo in questi giorni e recensirò a breve, e *L’uomo senza casa*, edito da Guanda, di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa su questo blog. Ricordo anche che avevo avuto il piacere di intervistare Andrea!

Dalla presentazione sul sito di Andrea Fazioli:

Tutti hanno sognato di farlo. Ma pochi ci sono riusciti. Rapinare una banca è una fantasia, un gesto di sfida o una pazzia? Lo scoprirete leggendo Come rapinare una banca svizzera, un romanzo avventuroso che si svolge nella Svizzera italiana, in Provenza e a Zurigo.
Come mai un rapinatore pentito, un detective privato e alcuni distinti borghesi sono coinvolti nel progetto della più sofisticata rapina a una banca svizzera? Nella Confederazione delle banche silenziose, dei laghi calmi e dei prati ben tosati può succedere di tutto. E di nuovo Elia Contini, l’investigatore ticinese già protagonista di L’uomo senza casa, finisce nei guai. Al suo fianco, in una storia ricca di suspense e d’ironia, c’è Jean Salviati, ladro a riposo che riprende in mano i ferri del mestiere per salvare la figlia in pericolo. Inguaribile giocatrice di Casinò, la figlia è infatti scivolata nella rete di un losco e ambizioso avventuriero che ha messo gli occhi su una favolosa transazione di denaro. Anche in tempi di turbolenze finanziarie, una banca svizzera resta sempre sinonimo di forziere ben custodito. Svaligiarne una esige dal rapinatore la stessa precisione diligente e metodica applicata dai banchieri elvetici nella difesa della propria sicurezza: un piano dall’architettura raffinatissima, costruito come un geniale puzzle. Ma niente è mai come sembra in questo romanzo dove i colpi di scena, scanditi da un inesorabile meccanismo a orologeria, non smettono di agitare una superficie solo in apparenza ordinata e tranquilla.
Dopo il successo di Chi muore si rivede (2005) e L’uomo senza casa (2008, Premio Stresa di narrativa), ecco il terzo romanzo di Andrea Fazioli. L’editore Guanda di Milano presenta un romanzo che vi terrà col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina!

Dico solo che non vedo l’ora di leggerlo.

*giuliaduepuntozero

Intervista a Petros Markaris, Parolario, Como

23 Settembre 2009 giuliaduepuntozero 12 commenti
Petros Markaris, Parolario, Como - foto: halighalie

Petros Markaris, Parolario, Como - foto: halighalie, flickr

Venerdì 11 settembre sono stata  a Como a Parolario, la manifestazione letteraria di cui avevamo già parlato su questo blog.

19.00 Como, Piazza Cavour
Incontro con l’autore: Petros Markaris “La Balia, il commissario Charistos a Istanbul“.
Dialoga con Severino Colombo. Sarà presente Andrea Di Gregorio, traduttore dei libri di Markaris. Interprete dall’inglese Emanuela Gini

Inutile dire che l’incontro è stato bellissimo, interessantissimo, lui simpaticissimo e spiritosissimo, e complice un temporale furibondo, si è pure protratto per due ore.

Riporto l’intervista di quella serata.

Severino Colombo: Lei è nato a Istanbul ma è greco. Si sente turco o greco?

Petros Markaris: Mio padre era armeno, mia madre greca di Istanbul. Quando parlo di Istanbul, parlo della minoranza greca. Ho frequentato una scuola austriaca per studiare il tedesco, perché mio padre voleva che continuassi la sua attività e pensava che il tedesco sarebbe diventato la lingua commerciale. Mio padre si è sbagliato su entrambi i punti! Grazie a questi studi, però, sono diventato traduttore dal tedesco al greco. Mi sento di appartenere a Istanbul, anche se per me la parola “patria” non significa nulla, ma se ci deve essere un posto che considero la mia patria, questo è Istanbul.

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Abbiamo sempre vissuto nel castello, Shirley Jackson

17 Settembre 2009 giuliaduepuntozero 2 commenti
Edward Hopper, House by the railroad

Edward Hopper, House by the railroad

Ero stata attratta da *Abbiamo sempre vissuto nel castello*, ed. Adelphi, da una recensione tempo fa su un giornale che non ricordo, in cui era riportato l’incipit del romanzo:

Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott’anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l’anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l’Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti.

Mi ha incuriosita, e ammetto che non mi ha delusa, anzi, molto *carino* se così si può definire un romanzo gotico in cui 4 famigliari delle protagoniste sono morti, e una di loro _una ragazzina_ ha una passione viscerale per i funghi velenosi.

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La Passione per il Delitto, Villa Greppi, Monticello Brianza

12 Settembre 2009 giuliaduepuntozero 2 commenti
La passione per il delitto, Villa Greppi, Monticello Brianza

La passione per il delitto, Villa Greppi, Monticello Brianza

Segnalo un altro festival letterario, che si terrà dal 27 settembre all’11 ottobre.

La manifestazione è all’ottava edizione, si tiene a Villa Greppi a MOnticello Brianza (provincia di Lecco), e come dice il nome è incentrata sul mondo dei gialli e dei noir:

Il noir, le storie, la cronaca e la realtà. Il mondo e la sua umanità privi di mediazioni, di consolazioni, di artifici. Dopo il poliziesco classico e le forzature dell’indagine scientifica, la narrativa di genere torna fortemente a muoversi su un piano di realtà scomodo ma capace di lasciare il segno, di raccontare i protagonisti da dentro, di avvicinarli al lettore. Di recepire le esperienze del mondo e della collettività e privarle della menzogna, del buonismo, dei filtri rassicuranti e accomodanti. Questo è il noir: linguaggio diretto, temi duri, forte appartenenza alla realtà e al vissuto dei personaggi, finali quasi mai consolatori. È la scuola dei francesi e degli spagnoli, è l’esigenza sempre più presente negli italiani. È la scrittura di chi ha vissuto molto e intensamente prima di iniziare a raccontare, di chi pone attenzione alla parola e alla sfumatura del linguaggio, di chi cerca l’empatia attraverso il dramma quotidiano, di chi ha avuto la pazienza di osservare, sapendosi ritagliare punti di vista privilegiati.
È la narrativa che va oltre l’intrattenimento, che va a fondo e che trasmette un concetto su cui ragionare. Va oltre la cronaca e ci parla di tradimenti e corruzione, di attacchi silenziosi e devastanti all’ambiente naturale, di problemi seppelliti dalla paura di dire e di rivelare, di nuove criminalità, di false soluzioni. Porta a galla le ipocrisie e rivela le letture distorte di ciò che ci circonda. Il noir attacca il lettore, lo impegna, colpisce diretto e poi conquista. La passione per il delitto 2009 sarà molto di tutto ciò: autori italiani e stranieri che hanno scelto questa appartenenza, scritture ragionate, stili che si incrociano, libri che hanno molto da dire.

Fra gli altri, Marco Vichi, Andrea Vitali, Dominique Manotti, Patrick Fogli, Bruno Morchio, Valerio Varesi, Asa Larsson, Massimo Carlotto, Marco Polillo.

Per maggiori informazioni consultate il sito www.lapassioneperildelitto.it.

*giuliaduepuntozero

Corpo morto, Marco Polillo

Positano - foto: MorBCN, flickr

Positano - foto: MorBCN, flickr

L’editoria è al centro di questo romanzo: innanzitutto perché l’autore di *Corpo morto*, ed. Piemme, è Marco Polillo, fondatore dell’omonima casa editrice _ di cui io personalmente ho letto un solo titolo, *Assassinio nel labirinto* di J.J. Connington, pubblicato nella meritevolissima collana I Bassotti, che raccoglie gialli scritti all’inizio del 1900.

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Il cinese, Henning Mankell

5 Settembre 2009 giuliaduepuntozero 2 commenti
Il cinese, Henning Mankell, ed. Marsilio

Il cinese, Henning Mankell, ed. Marsilio

Sulla copertina, sopra all’immagine stilizzata _parecchio minacciosa_ di un guerriero cinese, occhieggia la scritta “Il migliore thriller di Mankell”, citazione dallo Svenska Dagbladet.

Questo ultimo romanzo dello scrittore svedese, il *Il cinese*, pubblicato da Marsilio, non ha nulla a che fare con la celeberrima serie di Kurt Wallander, il commissario della polizia di Ystad che l’ha reso famoso. Ormai quello _purtroppo_ è un capitolo chiuso, ma Mankell continua a sfornare libri avvincenti.

Thrillerone di quasi 600 pagine, ambientato fra Helsingborg e Hesjovallen, nel nord della Svezia, con puntatine anche a Copenhagen, Pechino e nello Zimbabwe, affronta più temi che si intrecciano a formare la trama.

La narrazione inizia con il ritrovamento di 19 cadaveri in un paesino nella Svezia settentrionale: tutti anziani, tutti parenti, il piccolo borgo con solo 3 superstiti. La polizia indaga, la violenza dell’attacco fa credere all’opera di un pazzo. Della vicenda si interessa anche Birgitta Roslin, giudice di Helsingborg, quando realizza che quello è il paese in cui è vissuta sua madre. Complice un congedo per malattia, Birgitta si reca sul luogo del massacro e inizia a ficcare il naso nelle indagini della polizia.

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Parolario

3 Settembre 2009 giuliaduepuntozero 2 commenti

Segnalo, un po’ in ritardo, scusate, la nona edizione della manifestazione letteraria *Parolario*, in corso a Como e Cantù, dal 29 agosto al 13 settembre.

Dal comunicato stampa:

Un viaggio lungo sedici giorni, dal 29 agosto al 13 settembre, rimanendo però sempre seduti in riva al Lago di Como.
E’ quanto offrirà ai suoi spettatori la nona edizione di Parolario, la manifestazione comasca dedicata ai libri e alla cultura che quest’anno avrà come tema principale proprio “Il viaggio”.
E sarà un viaggio geografico, ma soprattutto mentale ed emozionale, quello che coinvolgerà, con partenza da Piazza Cavour – la piazza affacciata direttamente sul lago –, gli spettatori di Parolario (180 mila presenze nel 2008), accompagnati da scrittori, giornalisti e studiosi.

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Acqua nera, Joyce Carol Oates

Mi è tornato in mente questo libro l’altro giorno, ero ancora al mare e sul giornale due paginone raccontavano della morte del senatore Ted Kennedy.

Tutti gli articoli e le interviste, compresa quella a Jonathan Safran Foer, lo dipingevano come un grand’uomo, la cui mancanza si sarebbe fatta sentire.

Pur facendo riferimento agli scandali che hanno costellato la sua vita, l’uomo politico e il legislatore hanno indubbiamente lasciato il segno.

L'incidente di Chappaquiddick

L'incidente di Chappaquiddick

Una foto ha attirato la mia attenzione, quella relativa a una delle vicende personali più dubbie: l’incidente di Chappaquiddick, avvenuto nel luglio 1969, in cui l’auto guidata da Ted uscì di strada; Kennedy fuggì, lasciando intrappolata la sua segretaria per oltre 10 ore prima di dare l’allarme, quando ormai era troppo tardi.

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