E poi, Paulette…, Barbara Constantine

Look at that! - foto: Gabriel Rocha (a.k.a. BRIEL), flickr

Look at that! – foto: Gabriel Rocha (a.k.a. BRIEL), flickr

Me l’ha consigliato il mio libraio di fiducia, ed è stato un buon consiglio. E poi, Paulette… di Barbara Constantine, edito da Einaudi, è un beli libro, che si legge con piacere, e ti lascia un sorriso.

La trama: Ferdinand, l’anziano protagonista da cui ha inizio la vicenda, vive in una fattoria, ormai troppo grande per lui, rimasto vedovo, con il figlio, la nuora e i nipotini andati a vivere in paese. Un giorno, passando vicino alla casa della vicina di casa Marceline, scopre che anche lei è sola, e che si trova in difficoltà, quando una forte pioggia fa crollare il tetto della sua casa. Ferdinand prende coraggio, e la invita a stabilirsi nella sua fattoria, insieme al gatto e all’asino.

Ma dove si sta in due, si sta anche in tre, e un altro amico, appena rimasto vedovo, e sulla strada della depressione senza l’amata moglie, si aggiunge ai due vecchietti, seguito in breve da due vecchiette, le sorelle Lumiere, per anni proprietarie del negozio di elettricista del paese, e ora accerchiate dai parenti che le vogliono sfrattare.

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Il ponte invisibile, Julie Orringer

Librairie, Rue des Rosiers - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Librairie, Rue des Rosiers – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Il ponte invisibile di Julie Orringer, edito da Einaudi, è un bel librone di oltre 750 pagine, ma non si sentono. Le pagine scorrono veloci, e non vorresti mai essere arrivato alla fine.

Il libro inizia presentandoci i fratelli András e Tibor Lévi, poco più che ventenni, ebrei ungheresi. András ha vinto una borsa di studio, grazie a dei disegni pubblicati su un giornale, e andrà a studiare architettura a Parigi, alla Ecole Spéciale d’Architecture; Tibor, il fratello maggiore, rimarrà a Budapest: nonostante il suo sogno di studiare medicina in Italia, non è ancora riuscito a ottenere i permessi. E così, passano un’ultima serata insieme a teatro, ignari di quello che riserverà loro il futuro. Continua a leggere

L’ultima fuggitiva, Tracy Chevalier

Quilt - The Occidental Hotel - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Quilt – The Occidental Hotel – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Ho appena finito di leggere L’ultima fuggitiva, edito da Neri Pozza, di Tracy Chevalier, l’autrice de La ragazza con l’orecchino di perle e di La dama e l’unicorno, e di vari altri, tutti pubblicati da Neri Pozza. Me l’ha consigliato mia mamma, gli altri libri di Tracy Chevalier ci erano piaciuti molto, e la trama di quest’ultimo sembrava fatta per me.

Ambientato nel 1850, inizia con la partenza di Honor e di sua sorella Grace da Bridport, in Inghilterra, alla volta dell’America; Grace è promessa in sposa a un Amico quacchero, come loro, trasferito nel Nuovo Mondo, e Honor, appena lasciata dal fidanzato, decide di seguirla e iniziare, anche lei, una nuova vita al di là dell’Oceano.

Fin dalle prime righe, si parla di trapunte e patchwork (nella foto sopra, un quilt antico che ho fotografato l’estate scorsa in un hotel storico a Buffalo, Wyoming; ho una vera passione per quest’arte): Honor, come da tradizione quacchera, è bravissima a cucire e trapuntare, parte per la sua avventura con le coperte che le ha regalato la comunità che si è riunita prima della loro partenza per cucirle una Trapunta degli Affetti, e anche arrivata in Ohio sarà il cucito a mantenerla stabile e salda nelle disavventure che la aspettano.

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1Q84, Murakami Haruki

1Q84 - foto: Yuting Hsu, flickr

1Q84 – foto: Yuting Hsu, flickr

Nel cielo splendevano due lune. Una piccola e una grande. Erano sospese in aria, l’una accanto all’altra. Quella grande era la solita luna di sempre. Quasi piena, gialla. Ma accanto ce n’era un’altra, diversa, con una forma inconsueta. Era un po’ deforme, e anche il colore era strano, verdastro, come se sulla superficie fosse cresciuto un leggero strato di muschio.
Libro Primo, Capitolo XV, pag. 247

Ho finito 1Q84, di Murakami Haruki, edito in Italia da Einaudi, già da un po’ di settimane, ma non sapevo come parlarne.

Raccontare la trama? Condensare le oltre 700 pagine del Libro Primo e Secondo, e le 400 del Libro Terzo nelle poche righe di una recensione? Continua a leggere

Uno splendido inganno, Andrea Fazioli

Monte verità - foto: mbeo, flickr

Monte verità – foto: mbeo, flickr

Questa foto bellissima che ho trovato su Flickr è stata scattata ad Ascona, nella parte svizzera del Lago Maggiore. Ho pensato di usarla per illustrare Uno splendido inganno, di Andrea Fazioli, edito da Guanda, perché proprio qui è ambientato, oltre che a Novazzano, Zurigo, Locarno; ad eccezione di qualche pagina a Milano, la Svizzera, come sempre nei libri di Andrea Fazioli, la fa da padrona.

Per chi, come me, è un suo fedele e appassionato lettore, anticipo già che non c’è Elia Contini (dalle stesse parole dell’autore: “Stavolta gli ho concesso una vacanza, ma vi prometto che presto tornerà. Sapete com’è fatto: ogni tanto sente il bisogno di starsene per conto suo, è un uomo selvatico…”), ma non per questo il libro è meno bello e appassionante. E a un certo punto, si legge comunque, fra le righe, un omaggio a Contini e alle sue passioni.

Protagonista questa volta Guido Moretti, un contabile in una stazione di servizio a Novazzano. Dopo un evento che in qualche modo lo sconvolge, una rapina alla stazione di servizio, Guido decide di andare in pensione, e di raggiungere la figlia, Susanna, sposata con un ricco imprenditore di Zurigo. Sarà qui che Guido incontra Vanessa, nota anche come Karin, che prima cerca di truffarlo, poi si innamora di lui. Ma non è così semplice…

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Il giallo di via Tadino, Dario Crapanzano

Milano - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Milano – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Il giallo di via Tadino, di Dario Crapanzano, edito da Fratelli Frilli Editori: un giallo che si lascia leggere volentieri, forse più apprezzabile per i milanesi.

E’ ambientato negli anni 50; la scrittura è volutamente semplice, un po’ naif e in alcuni punti quasi pedante, ma richiama nello stile quegli anni.

Il protagonista è il commissario Mario Arrigoni, commissario capo del commissariato di Porta Venezia.

Il caso su cui investiga è il presunto suicidio di una donna, moglie e madre di famiglia, che cade dal terzo piano di una casa di ringhiera di via Tadino. Agli occhi di tutti è un semplice caso di suicidio, ma l’intuito del commissario lo porta a dubitare della soluzione più semplice. Scavando nella sua vita, nel suo carattere, nei suoi rapporti con la famiglia e i vicini di casa, il commissario riuscirà a scoprire la verità.

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In uscita “Uno splendido inganno”, nuovo libro di Andrea Fazioli

Uno splendido inganno

Uno splendido inganno, Andrea Fazioli, Guanda

E’ con grandissimo piacere che segnalo l’uscita, avvenuta oggi, dell’ultimo libro di Andrea Fazioli, uno scrittore che amo particolarmente. Segnalo ad esempio L’uomo senza casa, o La sparizione, e, non senza una certa soddisfazione, l’intervista che gli ho fatto qualche anno fa.

Qui trovate comunque tutti i post scritti su di lui in questo blog.

Non ho ancora letto né comprato questo ultimo, Uno splendido inganno, sempre edito da Guanda.

Riporto il comunicato stampa della casa editrice:

Segreti, inganni e colpi di scena tra Zurigo, Milano e il Canton Ticino…
Per una volta senza Elia Contini, Fazioli propone il resoconto di un’intensa passione e – allo stesso tempo – di un colossale imbroglio… Dopo i romanzi Chi muore si rivede, L’uomo senza casa (Premio Stresa), Come rapinare una banca svizzera e La sparizione (Premio La Fenice Europa), dal 17 gennaio 2013 in libreria Uno splendido inganno.

IL ROMANZO
Guido Moretti è un uomo onesto, integerrimo, e ha sempre svolto in modo ineccepibile le sue mansioni di contabile, prima in Italia e poi nella Svizzera italiana. Un giorno la stazione di servizio dove lavora, vicino alla frontiera, viene rapinata. Nessuno si fa male, ma Guido – e soltanto lui – nota un dettaglio, un piccolo fatto che non lo lascerà più in pace. Di lì a poco va in pensione. Cominceranno giornate monotone di passeggiate e partite a carte? Nemmeno per idea. Nella sua vita regolare s’insinuano gli occhi e la figura provocante di Karin, una bella truffatrice di professione. Si sarà davvero innamorata di Guido? E se così non fosse, allora che cosa vuole da lui? In una Zurigo ricca e pulita, nella quale i vizi sono nascosti sotto i prati ben tosati delle ville, e poi sulla riva placida di Ascona, con puntate a Milano, Andrea Fazioli dà vita a un giallo insolito con al centro i temi, più che mai attuali, della verità e della menzogna, della realtà truccata.
Il perbenismo danaroso veste abiti eleganti sotto cui battono cuori molto ambigui, e i truffatori veri sono forse più limpidi, nei loro imbrogli simili a giochi di prestigio, degli austeri borghesi che collezionano soldi, residenze e quadri d’autore. E sanno esercitare una sottile forma di violenza nelle loro danze di riunioni e cocktail in riva al lago…

La pagina dedicata al libro su Facebook a questo link.

*giuliaduepuntozero

22/11/63, Stephen King

Dealey Plaza tilt–shift - foto: Jan Brašna, flickr

Dealey Plaza tilt–shift – foto: Jan Brašna, flickr

22/11/63 di Stephen King, edito da Mondadori, si contende con Player One (Ernest Cline, ISBN), il posto più alto del podio nella mia classifica dei libri più belli letti nel 2012; direi che lo assegno a entrambi a pari merito.

Non sono una fan di Stephen King, questo è stato il suo primo libro che ho letto. Ne è valsa proprio la pena.

Come avrete capito, il titolo si riferisce alla data dell’assassinio di John F. Kennedy, a Dallas (nella foto sopra, tratta da flickr, la piazza dove è avvenuto, il palazzo color mattone a forma di cubo è il Texas School Book Depository Building da cui Lee Oswald ha sparato al Presidente).

Jake Epping, il protagonista del libro, un insegnante del Maine, si ritrova coinvolto in una vicenda che ha dell’incredibile. Un giorno, infatti, riceve una telefonata da Al, il proprietario del diner in cui si serve di solito, che gli chiede di raggiungerlo il prima possibile. Quando si incontrano, Jake lo trova cambiato radicalmente, da un giorno all’altro: invecchiato, dimagrito, con l’aspetto di un malato. Com’è possibile, quando il giorno prima stava bene? Al lo conduce nel retro del suo locale, e lo invita a camminare a piccoli passi, come se stesse scendendo delle scale, nell’angolo più remoto. Jake è un po’ perplesso, ma non vuole contraddirlo, e si trova catapultato in un altro mondo.

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Le 20 librerie più belle al mondo

Shakespeare and company, Paris - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Shakespeare and company, Paris – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Sulla scia delle classifiche di fine anno (qui quelle sui libri più belli del 2012), un elenco delle 20 librerie più belle al mondo, stilato dal sito americano Flavorwire (in una prima tranche e in una seconda con altre 20) e ripreso in un articolo de Il Post.

In Italia, la libreria e caffetteria Bookàbar, all’interno del Palazzo delle Esposizioni a Roma, e 10 Corso Como a Milano.

La foto in apertura, scattata da me qualche mese fa, un’altra delle librerie citate, Shakespeare and Company, libreria inglese a Parigi.

Io aggiungerei a questa classifica:

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Wildwood, Colin Meloy e Carson Ellis

WildwoodA chi piace il genere “libri per ragazzi”, non può perdersi Wildwood.

Il dato fondamentale di questo libro è che è scritto da Colin Meloy, frontman del gruppo indie  di Portland The Decemberists, e illustrato da sua moglie Carson Ellis, con delle bellissime illustrazioni, di cui trovate un esempio qui a fianco (è un poster in vendita sul sito delle Wildwood Chronicles).

Ma anche chi non fosse un appassionato dei Decemberists e di Colin Meloy, potrà apprezzare questo libro. In Italia è uscito solo il primo volume delle Cronache di Wildwood, negli Stati Uniti è già stato pubblicato anche il secondo titolo, Under Wildwood. Continua a leggere

Resta con me, Elizabeth Strout

Thompson Lake, from The Heath - foto: bobtravis, flickr

Thompson Lake, from The Heath – foto: bobtravis, flickr

Elizabeth Strout è più conosciuta per Olive Kitteridge, con cui ha vinto nel 2009 il Premio Pulitzer, e nel 2010 il Premio Bancarella. Non l’ho ancora letto, ma ho iniziato con Resta con me, sempre pubblicato da Fazi Editore.

Anche questo ambientato nel Maine, a West Annett, negli anni Cinquanta. Tyler è il parroco del villaggio, dove arriva qualche anno prima, insieme alla moglie Lauren, incinta; nasceranno poi le figlie Katherine e Jeannie. Un giovane reverendo molto amato da tutti, per la sua disponibilità, la sua gentilezza, la sua profondità nei sermoni; apprezzato dagli uomini per il suo impegno, dalle donne anche per il suo aspetto. E ciò fa sì che tutti chiudano un occhio sulla moglie, che non si è mai integrata nella comunità, legata al suo passato da cittadina, critica nei confronti della vita da paese, in qualche modo originale e anticonformista.

Quando incomincia il romanzo, però, Tyler è appena rimasto vedovo; Lauren è morta per una malattia, lasciandolo alle prese con Katherine, di 5 anni, e Jeannie, neonata, in custodia alla madre del reverendo. Una donna, la signora Hatch, lo aiuta in casa, e sembra l’unica a capire Tyler e le difficoltà che sta vivendo. Pian piano, infatti, il parroco si stacca sempre di più dalla realtà, dalla comunità e dalla sua famiglia, senza riuscire a riconoscere le difficoltà che vive la figlia (esclusa dagli altri bambini, chiusa in un preoccupante mutismo), e ignaro delle voci che si iniziano ad alzare contro di lui. Continua a leggere