Categoria: Giallo-Noir

Uno splendido inganno, Andrea Fazioli

Monte verità - foto: mbeo, flickr

Monte verità – foto: mbeo, flickr

Questa foto bellissima che ho trovato su Flickr è stata scattata ad Ascona, nella parte svizzera del Lago Maggiore. Ho pensato di usarla per illustrare Uno splendido inganno, di Andrea Fazioli, edito da Guanda, perché proprio qui è ambientato, oltre che a Novazzano, Zurigo, Locarno; ad eccezione di qualche pagina a Milano, la Svizzera, come sempre nei libri di Andrea Fazioli, la fa da padrona.

Per chi, come me, è un suo fedele e appassionato lettore, anticipo già che non c’è Elia Contini (dalle stesse parole dell’autore: “Stavolta gli ho concesso una vacanza, ma vi prometto che presto tornerà. Sapete com’è fatto: ogni tanto sente il bisogno di starsene per conto suo, è un uomo selvatico…”), ma non per questo il libro è meno bello e appassionante. E a un certo punto, si legge comunque, fra le righe, un omaggio a Contini e alle sue passioni.

Protagonista questa volta Guido Moretti, un contabile in una stazione di servizio a Novazzano. Dopo un evento che in qualche modo lo sconvolge, una rapina alla stazione di servizio, Guido decide di andare in pensione, e di raggiungere la figlia, Susanna, sposata con un ricco imprenditore di Zurigo. Sarà qui che Guido incontra Vanessa, nota anche come Karin, che prima cerca di truffarlo, poi si innamora di lui. Ma non è così semplice…

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Il giallo di via Tadino, Dario Crapanzano

Milano - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Milano – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Il giallo di via Tadino, di Dario Crapanzano, edito da Fratelli Frilli Editori: un giallo che si lascia leggere volentieri, forse più apprezzabile per i milanesi.

E’ ambientato negli anni 50; la scrittura è volutamente semplice, un po’ naif e in alcuni punti quasi pedante, ma richiama nello stile quegli anni.

Il protagonista è il commissario Mario Arrigoni, commissario capo del commissariato di Porta Venezia.

Il caso su cui investiga è il presunto suicidio di una donna, moglie e madre di famiglia, che cade dal terzo piano di una casa di ringhiera di via Tadino. Agli occhi di tutti è un semplice caso di suicidio, ma l’intuito del commissario lo porta a dubitare della soluzione più semplice. Scavando nella sua vita, nel suo carattere, nei suoi rapporti con la famiglia e i vicini di casa, il commissario riuscirà a scoprire la verità.

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In uscita “Uno splendido inganno”, nuovo libro di Andrea Fazioli

Uno splendido inganno

Uno splendido inganno, Andrea Fazioli, Guanda

E’ con grandissimo piacere che segnalo l’uscita, avvenuta oggi, dell’ultimo libro di Andrea Fazioli, uno scrittore che amo particolarmente. Segnalo ad esempio L’uomo senza casa, o La sparizione, e, non senza una certa soddisfazione, l’intervista che gli ho fatto qualche anno fa.

Qui trovate comunque tutti i post scritti su di lui in questo blog.

Non ho ancora letto né comprato questo ultimo, Uno splendido inganno, sempre edito da Guanda.

Riporto il comunicato stampa della casa editrice:

Segreti, inganni e colpi di scena tra Zurigo, Milano e il Canton Ticino…
Per una volta senza Elia Contini, Fazioli propone il resoconto di un’intensa passione e – allo stesso tempo – di un colossale imbroglio… Dopo i romanzi Chi muore si rivede, L’uomo senza casa (Premio Stresa), Come rapinare una banca svizzera e La sparizione (Premio La Fenice Europa), dal 17 gennaio 2013 in libreria Uno splendido inganno.

IL ROMANZO
Guido Moretti è un uomo onesto, integerrimo, e ha sempre svolto in modo ineccepibile le sue mansioni di contabile, prima in Italia e poi nella Svizzera italiana. Un giorno la stazione di servizio dove lavora, vicino alla frontiera, viene rapinata. Nessuno si fa male, ma Guido – e soltanto lui – nota un dettaglio, un piccolo fatto che non lo lascerà più in pace. Di lì a poco va in pensione. Cominceranno giornate monotone di passeggiate e partite a carte? Nemmeno per idea. Nella sua vita regolare s’insinuano gli occhi e la figura provocante di Karin, una bella truffatrice di professione. Si sarà davvero innamorata di Guido? E se così non fosse, allora che cosa vuole da lui? In una Zurigo ricca e pulita, nella quale i vizi sono nascosti sotto i prati ben tosati delle ville, e poi sulla riva placida di Ascona, con puntate a Milano, Andrea Fazioli dà vita a un giallo insolito con al centro i temi, più che mai attuali, della verità e della menzogna, della realtà truccata.
Il perbenismo danaroso veste abiti eleganti sotto cui battono cuori molto ambigui, e i truffatori veri sono forse più limpidi, nei loro imbrogli simili a giochi di prestigio, degli austeri borghesi che collezionano soldi, residenze e quadri d’autore. E sanno esercitare una sottile forma di violenza nelle loro danze di riunioni e cocktail in riva al lago…

La pagina dedicata al libro su Facebook a questo link.

*giuliaduepuntozero

Fred Vargas: Parti in fretta e non tornare e L’uomo dei cerchi azzurri

Tour Eiffel - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Tour Eiffel – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Ok, confesso che ho letto questa autrice perché consigliata da Baricco nella rubrica Una certa idea di mondo su Repubblica. O meglio, lui consigliava La trilogia Adamsberg, ma mio papà aveva già in casa Parti in fretta e non tornare, e ho iniziato da quello (peccato che sia l’ultimo della trilogia, ma pazienza, me ne sono accorta a libro già iniziato). Anni fa avevo letto un libro della Vargas, non ricordo neanche quale, e non mi era piaciuto, proprio per niente. Però un po’ la suggestione di Baricco, un po’ che mi stavo preparando a un weekend lungo a Parigi, mi sono convinta.
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Malavita, Tonino Benacquista

06-05-10 Back To Bed, You're Dreaming Again - foto: Βethan, flickr

06-05-10 Back To Bed, You’re Dreaming Again – foto: Βethan, flickr

Il primo libro mi è capitato fra le mani per caso, anni fa, al Libraccio. Tre quadrati rossi su fondo nero, ed. Ponte alle Grazie. Poi qualche settimana faccio il mio giretto mensile al Libraccio, e lo sguardo mi cade su Malavita, ed. Tea, altro titolo di Tonino Benacquista. Costa poco, lo prendo.

Carino, divertente.

Protagonista la famiglia Blake: Fred, il padre, Maggie, la madre, Bella, la figlia maggiore, Warren, il figlio minore. I Blake si trasferiscono a Cholong-sur-Avre, in Normandia. Non per lavoro, anzi. Fred non fa nulla, o meglio, un giorno si inventa di essere uno scrittore, arrivato in Normandia per scrivere un saggio sullo sbarco degli Alleati. Peccato che non sappia neanche in che anno sia stato… In effetti però passa le ore a scrivere, lui che è quasi analfabeta, da quando trova nel giardino della loro nuova villetta una macchina da scrivere. Però non scrive un saggio, ma le sue memorie.

Perché ne ha, Fred Blake, di storie da raccontarne. Perché Fred Blake, in verità, si chiama Giovanni Manzoni, viene dal New Jersey, ed è un pentito mafioso, sotto stretta protezione dell’FBI, che l’ha addirittura dovuto mandare in esilio in Normandia perché negli Stati Uniti non riusciva in nessun modo a passare inosservato. Anche a Parigi si è fatto notare…

E non che a Cholong-sur-Avre le cose vadano meglio… esplode una fabbrica accusata di inquinare le falde acquifere, a scuola di Warren ci sono strani movimenti, un supermercato prende fuoco…

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Il caso Kodra, Renato Olivieri

Milano, Bagutta - foto di pietro46

Mi interessano i romanzi ambientati a Milano, città dove lavoro da quasi quaranta anni. Ho cambiato vari uffici, situati in zone diverse, ed ho avuto così modo di conoscere bene e di apprezzare i vari quartieri della città. Seguo perciò la vicenda narrata con una particolare attenzione ai luoghi in cui le storie si svolgono.

Ho già parlato di Hans Tuzzi, maestro a mio parere nel rendere le atmosfere di Milano, e voglio ora parlare di Renato Olivieri, uno scrittore nato nel 1925 in provincia di Verona, vissuto a Torino sino ai 14 anni e trasferitosi a Milano dove tutt’ora vive. Ha scritto diversi romanzi gialli, circa 15, con protagonista il commissario Ambrosio.

E’ uno scrittore che conoscevo già, avevo letto un paio di suoi romanzi molti anni fa; mi è ritornato ora fra le mani il suo primo romanzo, Il caso Kodra, e confesso che mi ha così preso da farmi pensare di leggere tutta la serie.

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La passione per il delitto – Festival di narrativa poliziesca – Villa Greppi, Monticello Brianza

Segnalo anche quest’anno il Festival di Narrativa Poliziesca “La Passione per il delitto”, arrivato alla sua decima edizione, che si terrà come sempre a Villa Greppi a Monticello Brianza, dal 25 settembre al 9 ottobre.
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I morsi del buio, Karine Giebel

I morsi del buio, Karine Giebel

I morsi del buio, Karine Giebel

Nelle ultime spedizioni che ho fatto in libreria ho visto dovunque una serie di libri della Rizzoli, della collana BUR Scrittori Contemporanei.

Ho scritto già in passato qualche post su alcuni titoli di questa collana, come *Acqua di mare*  _capolavoro_ e *Le pieghe dei giorni* di Charles Simmons, *Un gioco e un passatempo* di James Salter e i due titoli di Maeve Brennan. Romanzi brevi, a volte raccolte di racconti, scrittori americani, irlandesi, ne lessi anche uno giapponese.

Ora come detto sui banconi della sezione gialli-noir fanno bella mostra i nuovi titoli usciti, copertine molto accattivanti, con foto a tutta pagina. Ne ho presi alcuni, e li sto iniziando a leggere.

Il primo è stato *I morsi del buio* di Karine Giebel. L’ho iniziato domenica pomeriggio, e l’ho finito domenica notte. D’accordo, sono 256 pagine, però è difficile staccarsene. Avvincente, intrigante, spaventoso, claustrofobico.

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Tuo fino alla morte, Gunnar Staalesen

Spinna II - foto: *JRFoto*, flickr

Spinna II - foto: *JRFoto*, flickr

Dopo *I satelliti della morte* _recensito da luiginter qui_, Iperborea pubblica altri due libri di Gunnar Staalesen: *Tuo fino alla morte*, l’anno scorso, e più recentemente *La donna nel frigo*.

Ho terminato ieri sera _notte, era talmente avvincente che spesso e volentieri mi ha costretto a spegnere tardi la luce_ *Tuo fino alla morte*, e il giudizio è assolutamente positivo, ancora più positivo di quello di *Satelliti della morte*. A dire il vero originariamente il libro è stato pubblicato nel 1979, e cronologicamente le vicende vengono prima di Satelliti.

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Tre secondi, Anders Roslund e Börge Hellström

Jail Cell - foto: Casey Serin, flickr

Jail Cell - foto: Casey Serin, flickr

Questo libro è fortemente sconsigliato ai deboli di cuore, e anche alle persone facilmente suggestionabili.

In effetti per una volta la promessa della quarta di copertina non si smentisce:

Se leggendo questo libro vi metterete a pensare come Piet Hoofman, e la sua vita vi sembrerà diventata la vostra, capirete perché Tre secondi è stato scelto da tanti lettori come il più bel thriller dell’anno.

Considerato che Piet Hoffman _nome in codice: Paula_ è un ex criminale, assoldato come infiltrato nella mafia polacca dalla polizia svedese, il fatto che la sua vita ti sembri essere diventata la tua, assume dei toni parecchio inquietanti.

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La verità dell’alligatore, Massimo Carlotto

La verità dell'Alligatore, Massimo Carlotto

La verità dell'Alligatore, Massimo Carlotto

Non so come ho fatto, io che ho come genere preferito quello giallo e una predilezione particolare per i gialli mediterranei, a stare 30 anni senza aver mai letto nulla di Massimo Carlotto.

Per fortuna ho rimediato, e mi metterò sotto nei prossimi mesi/anni per recuperare. L’ho incontrato alla Fiera del Libro di quest’anno, allo stand della casa editrice e/o, ho comprato *La verità dell’Alligatore*, il primo della serie  dell’Alligatore, me lo sono fatta autografare, e l’ho divorato in un fine settimana.

Bello, proprio bello. L’Alligatore è un investigatore privato, un po’ borderline, ex detenuto, è stato in carcere 7 anni per un delitto che non ha commesso, dalla cui esperienza ha però ricavato un forte rispetto nei suoi confronti, considerato un giudice imparziale e giusto da tutti i detenuti, e rispettato da tutti. Amante del blues e del calvados _tanto quanto Fabio Montale lo è del jazz e del Lagavulin_, vive a Padova, dove conosce i migliori locali.

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Le perfezioni provvisorie, Gianrico Carofiglio

I Love You So Much It Hurts - foto: Señor Codo, flickr

I Love You So Much It Hurts - foto: Señor Codo, flickr

Arrivammo in piazza Cavour senza trovare un solo ingorgo. Il mio amico tassista lettore si fermò, spense il motore e si girò verso di me. Pensai stesse per dirmi quanto dovevo e portai la mano al portafoglio.
“C’è una frase di Paul Valéry…”.
“Sì?”.
“Dice, più o meno, così: il modo migliore per realizzare i propri sogni è svegliarsi”.
Rimanemmo qualche istante a guardarci. C’era qualcosa di più complicato della timidezza, negli occhi di quell’uomo. Come un’abitudine alla paura, una disciplina per governarla, sapendo che era e sarebbe stata sempre lì, in agguato. Nei miei occhi credo ci fosse stupore. Mi chiesi se avessi mai letto qualcosa di Valéry. Non ne ero sicuro.
“Ho pensato che questa frase potesse ispirarla, per via di quello che ha detto prima. Sul cambiamento. Non so se agli altri capita la stessa cosa, ma io ho voglia di condividere quello che leggo. Quando ripeto una frase che ho letto, o un concetto, o una poesia, mi sembra un po’ di esserne l’autore. Mi piace molto”.
Disse le ultime parole con un tono quasi di scusa. Come se si fosse reso conto d’un tratto che poteva essere stato invadente. Così mi affrettai a rispondere.
“Grazie. Capita anche a me, da quando ero un ragazzino. Non ero mai stato capace di dirlo così bene, però”.
Prima di scendere dall’auto gli diedi la mano e mentre me ne andavo a fare l’avvocato pensai che invece avrei preferito restare lì, a parlare di libri e di altre cose.

tratto da *Le perfezioni provvisorie*, Gianrico Carofiglio, ed. Sellerio, pagg. 14-15