Etichettato: Bruce Springsteen

La nota giusta, Bruce Springsteen

Fatevi sentire, musicisti, fatevi sentire. Aprite le orecchie e aprite il cuore. Non prendetevi troppo sul serio e prendetevi sul serio come la morte. Non preoccupatevi, e preoccupatevi da star male. Abbiate una fiducia di ferro in voi stessi, ma dubitate sempre: vi tiene svegli e all’erta. Pensate sempre di essere i figli di puttana più fichi della città, e pensate sempre che fate schifo!
In questo modo rimarrete onesti. Rimarrete onesti. Cercate di tenere sempre vive nel cuore e nella mente due idee completamente contradditorie. Se riuscirete a non diventare matti, vi ritroverete più forti. E restate tosti, restate affamati, restate vivi. E quando stasera uscirete sul palco per fare casino, fate conto che sia tutto ciò che abbiamo. E poi ricordate, è solo rock and roll.

Un grazie di cuore a ISBN edizioni, che ha tradotto il discorso di 50 minuti che Bruce Springsteen ha tenuto qualche settimana fa all’SXSW (South by SouthWest, un festival di cinema e musica che si tiene ogni anno ad Austin, Texas). Ne ha fatto un e-book, scaricabile gratuitamente sul sito di ISBN.

Per chi volesse ascoltare il discorso nella sua versione originale:

Grazie Bruce, grazie ISBN! E grazie a mio marito che mi ha segnalato questa chicca.

*giuliaduepuntozero

Ciao Big Man Clarence Clemons, non ti dimenticheremo mai

Big Man Clarence Clemons

Big Man Clarence Clemons


Come diceva Bruce, durante i concerti, al momento di presentarlo, “Do I have to say his name?”

E ovunque suonasse la E-Street Band con Bruce Springsteen, in qualsiasi parte del mondo, non era necessario pronunciare il suo nome. Perché le decine di migliaia di persone che ogni notte riempivano stadi e arene conoscevano lui, il suo sound, ogni nota di Big Man Clarence Clemons, il leggendario sassofonista della leggendaria E-Street Band.

La band che mi accompagna, e come me siamo in milioni nel mondo, da quando avevo 15 anni, quando scartai dalla protezione in cellophan il vinile di Born to Run, nel 1975.
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Nativo americano, Marina Petrillo

Bruce Springsteen - foto: andres.moreno, flickr

Bruce Springsteen - foto: andres.moreno, flickr

Il sottotitolo di questo libro, edito da Feltrinelli, è *La voce folk di Bruce Springsteen*, che è senza ombra di dubbio il mio cantante preferito, ed è quindi un libro che non potevo perdermi. Considerato, poi, che è stato scritto da Marina Petrillo, una delle voci che preferisco di Radio Popolare _dove per anni ha condotto Patchanka, ora si può ascoltarla ad Alaska_ si fa presto a capire come mai questo, al momento, sia il mio libro preferito del 2011.

In questo bellissimo ritratto Marina Petrillo analizza il lato meno conosciuto del Boss, quello folk, quello che lo avvicina alla tradizione musicale americana delle origini e alla cultura letteraria e cinematografica, in primis Steinbeck, ma anche Faulkner, Davis Grubb _autore del bellissimo *La morte corre sul fiume*, John Ford, e così via.

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Bruce Springsteen, “The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story” arriva in novembre. Oggi il documentario al Toronto film festival

Bruce Springsteen, The Promise

Bruce Springsteen, The Promise

Sarà presentato oggi al Toronto Film festival “The Promise: The Making of ‘Darkness on the Edge of Town”, un documentario di Thom Zimmy che racconta il lavoro di Bruce Springsteen e della E-Street Band nel periodo di preparazione del mitico album uscito nel 1978. Il documentario composto da materiale d’archivi di quel periodo e da stralci di interviste di oggi – verrà incluso in un cofanetto che sarà nei negozi da novembre: “The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story” Continua a leggere

Santa Claus is Coming To Town – buon natale a tutti!

E a tutti i fan di Bruce Springsteen che ci augura il buon natale da questo video (registrato nel 2007), consiglio l’articolo dedicato da Rolling Stone ai tour della “legendary” E Street Band degli ultimi dieci anni: Springsteen’s Epic Decade: Bruce on “The Rising” to “Working on a Dream” .

Auuguri!

questo invece è da un concerto del 2008, nel New Jersey

Bruce Springsteen e il rock: per condividere le storie

Bruce Springsteen il narratore del rock

Bruce Springsteen il narratore del rock

“Il fiume” (The River) è un racconto di Flannery O’Connor (Tutti i racconti, Bompiani): un bambino viene portato da una baby sitter al fiume appena fuori città per assistere alla cerimonia di un predicatore che battezza i fedeli e anche lui viene calato testa in giù per alcuni secondi nell’acqua.

Il rito lo sorprende e lo trasforma, anche se non avvertiamo esattamente il contorno di questo cambiamento: quando ritorna a casa dalla madre e dal padre, impegnati in un party raffinato e pieno di alcolici, non sappiamo cosa passa per la testa del bambino, ma certo intuiamo il suo disorientamento.
Il mattino dopo il bambino esce da solo, ripercorre con il tram e poi a piedi la strada verso il fiume e ripete, a modo suo, il rito del battesimo.

Il racconto è fra quelli che più hanno influenzato la scrittura di Bruce Springsteen che ha intitolato una delle sue canzoni più famose e un album doppio proprio The River, anche se la storia raccontata è (ovviamente) diversa.

Giovedì scorso, 23 luglio 2009, sono andato a Udine, da Milano, al concerto di Bruce.
Ci sono andato anche con un amico, un amico da oltre trent’anni.
Tra l’altro, avevamo condiviso il primo concerto di Bruce Springsteen in Italia, a San Siro nel 1985.
In quegli anni e poi nel mezzo, fra allora e oggi, tante storie. Molti anni vissuti anche lontani, come spesso avviene, allontanandosi, quasi senza volerlo, senza rendersene conto. Poi quando ti riavvicini, senti riemergere tutta la forza che ti ha unito. Continua…

Bruce Springsteen, San Siro, Milano, 25 giugno 2008

Beh, ogni commento al concerto di Bruce Springsteen di mercoledì scorso a San Siro, Milano, è superfluo. Lui è grandioso, è eccezionale, è nato per stare su un palco e trascinare 62 mila persone con sè in un mondo migliore. Lui è il boss.
Lo so che questo è un blog che parla di libri, ma lui è più che uno scrittore, è il più grande narratore americano, è un poeta.
Ecco una canzone di mercoledì.
Grazie Bruce.


*giuliaduepuntozero

This hard land, Bruce Springsteen

Ancora un video di Bruce, un’altra delle mie canzoni preferite, questa con molte radici dentro il filone di narrazione Steinbeck del boss: è This hard land, è nel cofanetto Tracks: quattro cd con registrazioni in origine “scartate” e non incluse nei vari album. This hard land è un vero gioiello. Qui è da un concerto del 1995. La dedico a Giusy che diventerà presto una autrice di questo blog.

Bruce Springsteen, altro che ossessioni

So che ci sono springstiniani fra i lettori del blog. Ecco, le ossessioni, si diceva.
Bruce è una nostra grande, magnifica ossessione
. Ieri sera è stato ancora una volta immenso: ha proposto i pezzi di Magic ma soprattutto ha scovato titoli sorprendenti del passato ed esecuzioni da brividi, in particolare: “Incident On 57th Street” e “The E Street Shuffle” da The Wild the Innocent and The E Street Shuffle, il suo secondo incredibile album (1973); ma anche “Tenth Avenue Freeze Out” e “She’s the One”, da Born to run, due pezzi meravigliosi ma un po’ difficili per il palco. E poi i pezzi da Darkness…, su tutti “Badlands” e “Adam Raised A Cain” che accendono il pubblico meraviglioso: quello speciale, unico, solo di Bruce.
Io ovviamente mi son liquefatto quando ha sparato in sequenza “Thunder road” e “Born to run”. Altro che ossessioni.

qui sotto un video di un concerto di Bruce lo scorso settembre a New York; canta un pezzo di Magic, Living in the future, che che ha fatto anche ieri sera

New York City Serenade


Ottima occasione per alcuni sguardi obliqui su New York City (alla vigilia della maratona 2007, domani) l’uscita di due libri scritti da reporter del New York Times: Dan Barry, City Lights, Stories About New York – Martin’s Press. $25.95; e Joseph Berger, The World in a city, Traveling the Globe Through the Neighborhoods of the New New York, Ballantine Books. $25.95. (Sul Nyt si può leggere anche il primo capitolo del libro di Berger). L’idea che accomuna i due libri, ci dicono, è l’attenzione per i dettagli della vita quotidiana, le decine di nazionalità diverse che popolano la città, i particolari.

Un buon modo per avvicinarsi alla città, insieme con le guide turistiche e, soprattuto i romanzi. Oltre che con la meravigliosa New York City Serenade di Bruce Springsteen.