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Ancora su I gruppi di lettura sul Venerdì di Repubblica

16 Dicembre 2006 luiginter 11 commenti

Ecco il testo dell’articolo pubblicato ieri sul Venerdì di Repubblica e dedicato ai Gruppi di lettura. I “gialli” li ho messi io. Naturlamente il testo di Repubblica è coperto da copyright. Che noi violiamo scusandocene. :-)

il_gdl_fotografato

Parliamone. Perché nascono i gruppi di lettura in un interno
di Antonella Barina

TORINO. Certo, tele e affreschi avrebbero bisogno di restauro, i broccati sono sbiaditi, le dorature risentono della patina del tempo. Ma quest’aria un po’ sfiorita dona al prestigioso Palazzo Graneri della Roccia, che così incute meno soggezione, perde i1 sussiego dell’antica dimora nobiliare e si adatta al pubblico in maglione e jeans, seduto qua e là nelle sale come fosse tra amici in salotti di famiglia. Con un unico scopo: leggere. C’è chi legge solitario e chi lo fa in gruppo, chi ascolta una lettura a voce alta e chi discute un brano appena letto. Scegliendo dai tavoli ricoperti di libri volumi passati di mano in mano, pagine stropicciate, copertine con le orecchie. A tutte le ore del giorno e della sera. Il mattino le scolaresche: ragazzini sospettosi («sarà una pizza?») che poi si ritrovano sedotti da un attore che declama Pirandello; il pomeriggio i pensionati («finalmente mi godo la vita libera»), che si scambiano romanzi a suon di musica, sorseggiando il te; verso sera adulti di ogni età, che passano ad ascoltare, proporre, discutere i testi più svariati.
Da quando ha aperto due mesi fa, a Torino, il Circolo dei lettori – primo club del genere in Italia – ha una media di 400 ospiti al giorno e più dì 2000 iscritti (qui è tutto gratis). Gente che ha riscoperto il fascino dei libri goduti in compagnia. Come le migliaia dì persone che ormai in tante città hanno formato «gruppi di lettura» o «presìdi del libro», dove si condividono emozioni e pensieri suscitati dalla pagina scritta. Come i patiti del bookcrossing, che abbandonano in luoghi pubblici le loro opere preferite, perché altrì, trovandole, condividano lo stesso entusiasmo. Come la schiera sempre più folta di chi bazzica i blog di lettura, riversando in rete le pro-
prie recensioni lampo e stimolando in tempo reale altre microrecensioni…
Insomma la lettura, che sembrava un piacere solitario, un tesoro personale, sta diventando sempre più un’esperienza da condividere, uno stimolo alla socialità. E ormai anche in Italia il popolo dei lettori sente il bisogno di uscire allo scoperto e incontrare i propri simili. Come da tempo accade all’estero: in Usa i gruppi di lettura sono già mezzo milione (e sul tema sono nati libri, giornali, trasmissioni tv), in Gran Bretagna sono 50 mila, in Spagna più di un migliaio. E neanche l’Oriente teocratico ne è immune, se l’iraniana Azar Nafisi è riuscita a creare intorno alla letteratura quel seminario semiclandestino di donne «senza veli», poi raccontato in Leggere Lolita a Teheran.
«Condividere le proprie esperienze di lettori arricchisce assai più che leggere in solitudine: è uno stimolo a scoprire le più disparate chiavi di interpretazione di un testo» spiega Luca Ferrieri, pioniere italiano del nuovo trend, colui che ha fatto scuola: direttore dei servizi culturali e bibliotecari del Comune di Cologno Monzese, ha creato i primi gruppi nella biblioteca municipale una decina di anni fa, quando erano all’avanguardia perfino in Usa. «Non solo: chi si riunisce a parlare di un libro, si consiglia a vicenda anche nuovi testi. Uno scambio tra persone dai gusti simili, che così scoprono novità di cui altrimenti non verrebbero a conoscenza». Con buona pace di critici e recensori di mestiere, che qualcuno considera poco affidabili, altri accusano di linguaggio criptico, altri ancora di non sbilanciarsi mai…
E Bianca Verri, che dirige la biblioteca comunale di Cervia, tra le prime istituzioni a organizzare circoli di lettori, aggiunge: «In settembre si è tenuto ad Arco di Trento il primo incontro nazionale dei gruppi di lettura: ne abbiamo censiti una sessantina, per tre quarti legati a biblioteche, per il resto ad associazioni culturali e librerie. Ma molti sfuggono ancora aì conteggi, in realtà sono molti di più. Sodalizi di lettori avidi, curiosi, tra i 30 e i 70 anni. In prevalenza donne, più aperte e disposte a mettersi in gioco».
A sedurre i giovani, più restii, ci prova il circolo di Torino, con iniziative ad hoc: letture d’essai, come il vecchio cinema sperimentale, tipo Guido Gozzano letto a ritmo di rap. Ma anche Jane Austen in originale, per esercitarsi con la lingua. O «Fitnessbook», vale a dire la palestra della mente: letture corali sulle amache, tra essenze profumate e vibrazioni musicali. «In Italia ci sono molti eventi legati al libro, dalle fiere ai festival ai readings pubblici, ma poche occasioni per stare insieme e sentirsi protagonisti della lettura.» spiega Antonella Parigi, che dopo aver fondato con Baricco la Scuola Holden di scrittura creativa (da lei guidata per dieci anni), ora ha ideato con la Regione Piemonte il Circolo dei lettori, di cui è la direttrice. «Qui abbiamo creato un luogo d’incontro aperto a tutti, per riportare la lettura a ciò che dovrebbe essere: emozione, passione, strumento per conoscere se stessi. Basta con la cultura per adepti».
Quella autoreferenziale, contro cui si moltiplicano anche i blog di lettura, vere e proprie bacheche on-line, dove chiunque può affiggere opinioni, dubbi, sensazioni sui libri letti. «Nell’attimo stesso in cui una riflessione passa per la testa, di slancio, senza dover aspettare di riunirsì in gruppo per discutere: sapendo che in giro per il mondo c’è sempre qualcuno collegato in rete che risponde subiro» spiega Leo Sorge, giornalista e scrittore esperto dì nuove tecnologie (è appena uscito il suo e-book I cip di Nostradamus, edito da Apogeo e stampabile a richiesta). «La partecipazione a questo tipo di blog è in esplosione perché, finito un libro, senti di aver acquisito qualcosa in più e vuoi gridare le tue conquiste al mondo».
Un bisogno di confrontare con gli altri le proprie scoperte culturali che Valerio Magrelli, uno dei maggiori poeti italiani, docente di lingua e letteratura francese all’Università di Cassino, spiega così: «La desertificazione sistematica della tv, su cui si continua a gettare napalm, ha creato sacche di profughi in cerca di nutrimento del pensiero. Sotto qualsiasi forma. Quando in passato ho tenuto corsi di scrittura poetica, mi sono accorto che il desiderio del pubblico di imparare a comporre versi in realtà nascondeva un bisogno più profondo: quello di parlare di libri. Ottimo: vuol dire che la vita continua a pulsare sotto i diserbanti televisivi. E che riaffiora l’antichissima pratica della lettura collettiva».
Quella dei monaci che recitavano a voce alta i testi sacri; degli operai che agli albori della rivoluzione industriale leggevano per i compagni al lavoro; dei pochi contadini non analfabeti che nelle veglie intorno al fuoco raccontavano storie lette… «In una pagina bellissima del V secolo» precisa Magrelli «Sant’Agostino descrive con grande stupore il maestro Ambrogio che legge sottovoce: “Gli occhi scorrevano lungo la pagina, ma voce e lingua restavano immobili”. Vuol dire che la lettura a voce alta all’epoca era d rigore».
Tutto bene, dunque, nel ritorno alla lettura di gruppo? «Quel che disapprovo totalmente è la tendenza a sostituire i giudizi dei lettori a quelli dei critici di professione: il fai-da-te alla competenza», conclude Magrelli. «Non ci si fa operare da un amico, ma da un chirurgo. Perché non dovrebbe essere lo stesso per la letteratura? Anche se il singolo recensore può essere opinabile, non va messa in discussione la funzione della critica. Che dovrebbe fare da filtro: una società senza critici è una società in dialisi».

*luiginter

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Libri, lettori e biblioteche – di Bianca V., Cervia

19 Novembre 2006 luiginter Lascia un commento

In un momento magico in cui la nostra casa risuona delle letture dei suoi componenti, rubo un momento alle mie letture  per condividere  con voi alcune segnalazioni tratte dai quotidiani e dalle novità editoriali su libri e  lettura.

Dalla rubrica dell’inserto di domenica scorsa del Sole 24 ore – Contrappunto,  a  firma di Tullio Gregory – riporto alcuni passi in cui si riporta una sintesi della prolusione di Ezio Raimondi. (…) “Leggere assicura la continuità della memoria, nell’assiduo processo di conoscenza, assimilazione e traduzione nella nostra coscienza – individuale e  collettiva  – di quelle che  sono le testimonianze, le esperienze di vita e di pensiero compiute nel succedersi delle generazioni. Leggere è esperienza di libertà: per questo una  politica di diffusione del libro è dovere primario di una società aperta: non a caso le repressioni, le censure, i roghi dei libri hanno sempre caratterizzato le dittature. Interessi economici o politici che  introducano misure restrittive alla circolazione del libro – che  trova  nelle biblioteche i punti fondamentali di snodo - è da respingere coe  segno di rozzezza e  sopraffazione, negazione di quell’etica della lettura ai cui valori Ezio Raimondi ci ha richiamati”.

Libro e libertà è anche il titolo della raccolta di brevi testi che Luciano Canfora ha  pubblicato nel 2005 per Laterza (nella collana Economica Laterza, con l’aggiunta, rispetto alla precedente edizione,  del testo: Libri in cattività). Scorro i titoli dei 7 brevi capitoli – Libri in cattività, La biblioteca, “Timeo hominen unius libri”, Bibliomania, Il libro-biblioteca, Libro e  libertà, e “Liber, per soffermarmi sull’ultimo, che mi pare molto incalzante – conveniente e  necessario, direbbe Don Chisciotte – per chi si prende cura  dei lettori e  delle loro biblioteche:

Don Chisciotte fu spinto all’agire dalla continua e sempre più coinvolgente lettura di libri. Dopo le nottate passate a  leggere ‘da un crepuscolo all’altro’ (noctes vigilare serenas aveva detto di sé Lucrezio) e le giornate ‘dalla prima all’ultima  luce’, gli parve  ‘conveniente e  necessario ‘ farsi cavaliere errante, al fine  di cimentarsi ‘ in tutto ciò che aveva letto che  i cavalieri erranti si cimentavano, disfacendo ogni specie di torti’. Invece  il saggio antico, ma anche  l’umanista, suo emulo, legge per rinsaldarsi nella sua  saggezza. Non per agire. Perciò Don Chisciotte è ‘pazzo’, come più volte lo chiama il suo autore, il quale  lo fa ‘rinsavire’ in articulo mortis. nella scelta di vita del ‘ingenioso hidalgo’ si può forse ravvisare un poetico antecedente della tesi, …, secondo cui ‘ sino ad  ora i filosofi si sono limitati a interpretare il mondo, ora l’importante è cambiarlo. Entrambi debbono molto ad un motto ripetuto spesso, anche da chi poco lo intende: ” la verità ci farà liberi”. Dove l’accento è sul fare.

Con amarezza temperata dall’ironia, Cervantes scrive nel prologo di aver  generato ‘nel fondo di un carcere’ questo figlio ’secco, ossuto e  fantastico’. Non era una metafora: fu vero carcere. Nel carcere fascista, Antonio Gramsci scrisse alcune delle pagine più durevoli della nostra  prosa novecentesca, le Lettere dal carcere, e schizzò il profilo e  meditò la sostanza di alcuni libri, … i Quaderni del carcere, che  hanno sospinto poi all’agire per  la  libertà intere generazioni. E’ antico e  molteplice il nesso tra libro e  libertà.”

e a proposito di  fare  ovvero  Politiche  per  la lettura 

da “ttl tuttolibri “, 18 nov p. 2

Festival e fiere non salvano il libro 

a firma di Alberto Papuzzi; a fianco una foto del Circolo dei lettori a Torino.

L’articolista dà la parola ad un libraio torinese, Rocco Pinto, co-fondatore di Associazione Forum, attiva nella promozione del libro e  della  lettura, che sostiene, a  proposito di festival librari: ” C’è molto più bisogno di politiche strutturali che non di festival, non dico in Piemonte  o in Lombardia ma in buona  parte del Sud sì.” Dell’alternativa alla politica degli eventi  ( di eventite acuta parla Giorgio Todde, responsabile sardo dei Presìdi del libro ) e a favore di una  politica per  la  lettura radicata nel territorio, si è parlato a Passaparola, il forum su Libri e  libertà  organizzato in Puglia dall’editore Laterza: … Le due  lineee  [ eventi e  politiche  strutturali] non sono antagoniste: possono convivere, se gli eventi non restano isolati, ma hanno un proseguimento nelle politiche  territoriali. Vedi proprio il Festival di Mantova, dove  i librai sono stati fra gli ideatori e sono tuttora dentro l’organizzazione.”

… Ci sono novità, in direzione opposta all’effimero. Con la collaborazione dell’ANCI, l’associazione dei comuni italiani, si è lanciato il premio Città del Libro destinato ogni anno a  chi avrà fatto di più per  migliorare le strutture per  la  lettura… è nato anche un Centro del Libro che  unisce le rappresentanze di tutte  le  categorie (5 per gli editori, 2 per  i librai, 2 per  i bibliotecari)…

“Il governo dovrebbe essere più attento a  ciò che si muove sul territorio. Nel nostro meeting abbiamo incontrato decine di esempi di azioni concrete.  [dice Laterza] … Molti suggerimenti sono venuti dalle esperienze dei bibliotecari. Basterebbe mettere queste persone attorno a un tavolo. Non chiedono poltrone, non rivendicano sussidi, non vogliono pennacchi. Vorrebbero solo essere ascoltate.”

Vita da lettore

Ho appena comprato il libro – diario di lettura –  di Nick Hornby  Una vita da  lettore, Guanda, 2006, 280p. che raccoglie  i suoi testi, scritti dal 2003 al  giugno 2006, per la rivista The Believer.

 Le riflessioni dello scrittore, in veste di “libero” lettore sono organizzate, significativamente, intorno ad una  lista  mensile di titoli di libri: da  una  parte quelli  acquistati, dall’altra quelli effettivamente letti, integralmente o in parte, corredati da un puntuale, seriamente giocoso, resoconto delle motivazioni, degli umori, delle considerazioni, degli imprevedibili e divertenti diramazioni e intrecci creati dall’esperienza viva  delle sue  letture.  

Intuisco, da un preludio di lettura,  un duplice  interesse per i lettori: confrontarsi sulle rispettive letture – già mi ha  conquistata la parte  dedicata a David Copperfield – in modo non accademico e pedante ma vibrante di lettura vissuta intensamente: Hornby lo fa  senza ergersi a maestro di lettura; confrontarsi sul come  capita di leggere, osservare a lungo uno che  legge e  osservarsi mentre  si legge, lasciare  una  traccia  delle proprie  letture, cercare  una, nessuna, mille tracce nei nostri vagabondaggi di lettori.

Un libro che offre molti spunti per tanti gruppi di lettura a  venire.

Solo un anticipo per  incuriosirvi di più : sappiamo la  passione dello scrittore  per  il calcio e  apprendiamo anche quello per  le sigarette: immaginate le sue  peripezie tra impegnative liste di libri  che  vuole  leggere, le lusinghe delle partite in tv o allo stadio, e le sigarette che  rischiano di bruciacchiare  libri… che  vita spericolata!

Gente che  legge

disegnata da Franco Matticchio in

Esercizi di stilo, ET Einaudi, 2006, 224 pag.

oltre duecento disegni su lettura e scrittura apparsi su riviste come L’Indice, Lo straniero ed altre.

Fatemi sapere la vostra, se  volete.

Bianca V. , Cervia

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La carta dei gruppi di lettura – la bozza presentata a Arco da Bianca V.

21 Ottobre 2006 luiginter Lascia un commento

Ancora una delle relazioni presentate all’incontro nazionale dei gruppi di lettura ad Arco di Trento a fine settembre.
Questa volta quella di Bianca Verri della biblioteca di Cervia. Bianca prova a inquadrare aspetti e riferimenti che caratterizzano il gruppo di lettura come tipo ideale. Si tratta evidentemente di un work in progress; o, per vederla con un altro spirito: di una fotografia di un processo in evoluzione e cambiamento. Qui si scarica il file della relazione, in pdf.

Il grande Libro dei gruppi di lettura

8 Ottobre 2006 luiginter Lascia un commento

Libro: gruppi di lettura, originally uploaded by luiginter.

La mappa dei gruppi di lettura; un libro gigante preparato da Carmen per l’incontro nazionale dei gruppi di lettura ad Arco di Trento, 29 settembre 2006

Come si sceglie il libro da leggere in gruppo?

7 Ottobre 2006 luiginter 1 commento

Forse sabato scorso, al raduno nazionale dei Gruppi di lettura (ad Arco di Trento), non si è parlato abbastanza del modo in cui i Gdl decidono che libro si debba leggere.

In effetti Bianca V. di Cervia aveva inserito questo tema fra quelli che avrebbero aiutato a capire le caratteristiche di ciascun Gdl: tuttavia il tempo limitato e forse la voglia di parlare d’altro ci ha un po’ allontanato da questo aspetto decisivo.

Per quanto ricordo, molti fra i gdl intervenuti scelgono il libro al termine della discussione sul libro precedente: una pratica sicuramente efficace, forse la migliore; ma certo non priva di difetti, non ultimo il fatto che, spesso, al termine di una serata di dialogo e condivisione di impressioni, idee e analisi, non si ha molta voglia e tempo da dedicare alla selezione del libro successivo e quindi – a volte almeno – si rischia di scegliere qualcosa in modo affrettato, senza essere veramente convinti.

E, visto che la condivisione (reale) della scelta del libro ha un effetto diretto sull’entusiasmo con cui si partecipa alla lettura e successivamente alla discussione,  ecco che scelte fatte in modo non pienamente “partecipato” rischiano di portarsi dietro discussioni un po’ fiacche.

D’altra parte, l’idea di dedicare un’intera seduta alla scelta del libro è forse un po’ azzardata, anche se, in linea generale, sono convinto che lasciare un po’ di spazio a discussioni sulla strada da far intraprendere al gruppo di lettura, sui metodi che il gruppo usa, sulle regole che si impone, sia importante.

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Gruppi di lettura leggono insieme lo stesso libro? – di Bianca, Gdl Cervia

5 Ottobre 2006 luiginter 1 commento

Cari amici di lettura,
dopo l’incontro ad Arco di venerdì 29 settembre mi viene la curiosità di vedere cosa succederebbe se alcuni gruppi trovassero l’accordo per leggere nello stesso periodo lo stesso libro. In tal caso segnalo che Forlì ha proposto a Cervia e a Cesena un titolo per novembre : Il cacciatore di aquiloni, mentre il GdL nascente dei giovani di Cervia sta provando a far gruppo sul romanzo : Musica rock da Vittula di Mikael Niemi ( edizione Feltrinelli
economica). Che dite?
Ma si potrebbe anche provare a incrociare le letture già fatte dagli altri gruppi, pescando tra quelli già letti per vedere l’effetto che fa!
Rilancio a proposito la proposta del GdL di Cologno, anticipata all’incontro da Marilena C., per scambiarci anche le copie dei libri
già letti dai vari GdL, iniziando a sperimentare la “biblioteca circolante dei GdL”.
Si può leggere la lista di quelli già letti dai nostri due gruppi nelle pagine web: www.comunecervia.it/biblioteca/gruppo_lettura.htm.
Possiamo cominciare ad inviare le copie a nostra disposizione: nel frattempo dovremmo ragionare su uno schema di regole condivise per
far circolare i volumi.

Bianca, Gdl Cervia

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Cervia, Il gruppo di lettura si fa in quattro

10 Ottobre 2005 luiginter Lascia un commento

[Boo To You Too]
Originally uploaded by jehza.

cari amici del gdl,
In _Invito a una decapitazione_, (ho l’impressione, non basterebbero dieci riunioni per dire tutto quel che suscita) quali sono gli status dei personaggi Rodion e del direttore del carcere (Rodrig Ivanovic), e quali rapporti tra loro?
Due facce dello stesso ruolo, intercambiabili fino al punto di essere, in una stessa scena, prima l’uno e poi l’altro?
Cosa ancora?

_L

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