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A Christmas Carol, parola di Charles Dickens! Uno sguardo ravvicinato sul manoscritto

Charles Dickens, A Christmas Carol, il manoscritto

Charles Dickens, A Christmas Carol, il manoscritto

Oh! But he was a tight-fisted hand at the grindstone, Scrooge! a squeezing, wrenching, grasping, scraping, clutching, covetous, old sinner! Hard and sharp as flint, from which no steel had ever struck out generous fire; secret, and self-contained, and solitary as an oyster.

Comunque la si pensi sul film Canto di Natale di Robert Zemeckis, l’uscita nelle sale e/o l’arrivo del Natale può essere una bella occasione per rileggere, o leggere per la prima volta, il meraviglioso racconto di Charles Dickens. Qui sopra trovate qualche riga del manoscritto originale.
Ho cerchiato una piccola parte riportata poi sotto nella versione stampata in inglese e, alla fine del post, nella traduzione di Luca Lamberti (edizione Einaudi).
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Un libro, sotto la coperta (scelte d’autunno)

 Durante il fine settimana gli avvoltoi s’introdussero attraverso i balconi della casa presidenziale, fiaccarono  a beccate le maglie di filo di ferro delle finestre e smossero con le ali il tempo stagnato nell’interno, e all’alba del lunedì la città si svegliò dal suo letargo di secoli con una tiepida e tenera brezza di morto grande e di putrefatta grandezza.

Questo è l’inizio dell’Autunno del patriarca di Gabriel Garcia Marquez ed è un ottimo compagno per cominciare la stagione fredda. L’autunno inoltrato però, quello che prelude all’inverno, già grigio, quel colore con cui Nabokov definisce la prosa di Cechov:

Cechov riesce a trasmettere una sensazione di bellezza artistica assai più di molti scrittori convinti di sapere cosa sia una prosa ricca e bella. E ci riesce illuminando tutte le sue parole con la stessa luce fioca e colorandole tutte esattamente dello stesso grigio, un colore intermedio tra quello di un vecchio steccato e quello di una nuvola bassa. 

Anche i Racconti di Cechov sono un ottimo compagno di viaggio per entrare di soppiatto nell’inverno.  Poi arriva il freddo e allora si può prendere un libro e mettersi sotto le coperte. E dare fuoco alle polveri, come fa Raskol’nikov in Delitto e Castigo di Dostoevskij:

Io ho puramente e semplicemente accennato che “l’uomo straordinario” ha il diritto… cioè non ha ufficialmente, ma per conto suo ha il diritto di autorizzare la propria coscienza a scavalcare… certi ostacoli, e ciò unicamente nel caso che l’attuazione della sua idea (salutare talvolta, forse, per tutta l’umanità) lo richieda.

E poi smorzarle, con l’amore per i dettagli di Dickens, arrivando ai suoi racconti di Natale, di cui dice Stefan Zweig:

Aveva uno strano entusiasmo per le cose banali, per le cose antiquate di nessun valore, per le minuzie della vita (…) Ma egli raccoglie quelle cose inutili e impolverate, le ripulisce ben bene, e le pone nel sole della sua allegria.  E allora, cominciano a un tratto a brillare di una lucentezza mai vista.

Avete altri suggerimenti per affrontare l’autunno?