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Tempi di “eventolismo” e di “eventolati”?

Mentre ero in vacanza ho letto nel Domenicale del SOLE 24ORE di qualche settimana fa una piccola rubrica intitolata MITI D’OGGI e l’argomento di quel giorno erano i festival che da molti anni si susseguono numerosi in tutta Italia. Trascrivo il simpatico trafiletto, per poi esporre le mie riflessioni, in attesa che altri facciano altrettanto.

In principio erano mostre, manifestazioni, esposizioni: c’era infatti l’esposizione universale, ad esempio, a galvanizzare i curiosi di mezzo mondo e tutti accorrevano per vedere gli animali esotici o le prime tecnologie. Adesso ci sono soltanto gli eventi. Tutto evento, nient’altro che evento, con il codazzo degli eventologi e degli eventolati, che poi sono quella popolazione, che, se non partecipa all’evento, si sente diminuita e che invece dentro all’evento prova ebbrezze inenarrabili. Sopratttutto d’estate, l’intero Stivale è percorso da eventi e in preda all’eventolismo si spostano le folle dei turisti e dei visitatori. Guardare e non vedere, partecipare e non conoscere: cosa importa? basta poter affermare:Io c’ero! firmato ISABELLA BIETOLINI

E’ vero gli eventi sono tanti, ma non mi sembra che tra i tanti …mali del nostro presente, questo sia un aspetto particolarmente negativo. Per chi segue il blog avrà già notato che sono una frequentatrice di “Fiere del libro” o di ” Festival della letteratura”, che attendo anche con una certa ansia e che poi seguo con interesse, partecipando al maggior numero di eventi e ..magari dispiaciuta perchè alcuni a cui terrei si sovrappongono.

Per taluni forse essere presente ad un festival, come ad una pubblicizzata mostra di pittura, è puro presenzialismo, poter dire appunto C’ERO ANCH’IO, ma penso che, oltre che per la sottoscritta anche per tanti altri sia un vero piacere e un’emozione ESSERCI e un’emozione particolare INCONTRARE autori di libri letti e amati. E’ vero che li puoi qualche volta VEDERE alla TV o fotografati in qualche giornale, ma il contatto diretto, se ben intervistati e tradotti, è un’altra cosa.

Ricordo ancora alcuni anni fa l’incontro a Mantova con AZAR NAFISI, autrice di uno dei libri più belli letti in questi ultimi anni LEGGERE LOLITA A TEHERAN. Il libro è bellissimo, ma ascoltare Nafisi è incontrare una donna colta, trovare conferma della sua intelligenza, della sua esuberante personalità e questo mi ha fatto apprezzare ancora di più il suo romanzo-saggio. Anzi da allora sono in attesa di altri scritti che aveva in mente e che almeno in Italia non sono ancora stati pubblicati!

E poi sempre per parlare di MANTOVA, il cui festival ha un fascino particolare per la bellezza della città ancora A MISURA D’UOMO, mi entusiasma vedere quella folla di persone- soprattutto giovani- venute da ogni parte d’Italia, che in massa si spostano da un evento all’altro, magari poi rischiando- come è successo a me negli anni passati, quando non facevo prenotazioni- di fare lunghe file e poi di non riuscire ad entrare.

Non sono così tanti gli…EVENTOLATI, per cui guardare e non vedere, partecipare e non conoscere, anzi per i più è proprio vedere per conoscere più a fondo e direttamente.

Qualche volta può anche essere una delusione l’incontro ( a me non è quasi mai capitato! ), per cui poi si valorizza l’opera al di là della persona!

Che dire anche del Festival di INTERNAZIONALE di Ferrara, iniziato nel 2007 e che si ripeterà anche questo anno il 3-4-5 ottobre? Una marea di giovani ( o di non giovani come la sottoscritta! ) in fila e spesso senza riuscire ad entrare negli spazi troppo piccoli, perchè non si prevedeva un’adesione così massiccia!

Ben vengano questi festival e magari si potessero distribuire un po’ meglio nel corso dell’anno, perchè non si può passare nell’arco di pochi giorni dal FESTIVAL DELLA MENTE di SARZANA al festival di Mantova o in maggio dalla FIERA DEL LIBRO di Torino al FESTIVAL DELLA STORIA di GORIZIA. Nel 2007 sarei corsa da Torino a Gorizia per ascoltare JUNG CHANG, autrice di I CIGNI SELVATICI e di una biografia su MAO, che avevo letto con interesse, ma non si può attraversare tutta l’Italia settentrionale da ovest ad est, a distanza di pochi giorni!

Per concludere a Mantova, salvo imprevisti, ci sarò, ansiosa di incontrare autori come ENZENZBERGER, GALEANO, FUENTES, MANGUEL, GALEANO, LLAMAZARES, NICOLE KRAUSS, RAIMONDI ,FOER, PAHOR..e altri, ma ci sarò anche per incontrare alle 12, 15 di sabato 6 settembre a Piazza della Concordia gli autori o lettori di questo blog e altri lettori di altri GDL di chissà dove.

CHI DI VOI CI SARA’ ?

Perché non sei venuta prima della guerra? di Lizzie Doron

Venire via da Torino e avere una voglia matta- più di sempre- di leggere…leggere e di entrare dentro alle mille storie incontrate in quei cinque giorni di Fiera del libro. L’ultimo incontro è stato con l’israeliana LIZZIE DORON, incontro interessante e commovente come il libro ( romanzo? raccolta di racconti? quasi diario? ) di chi dice di essersi trovata -suo malgrado- scrittrice per un incidente- nel tentativo di scoprire il grande segreto della sua infanzia.
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Lansdale e Carofiglio, Torino, Fiera del Libro

Domenica ho fatto l’annuale gita alla Fiera del Libro di Torino, e ho avuto la fortuna di ascoltare una bella conferenza, Joe R. Lansdale presentato da Gianrico Carofiglio.

Simpaticissimi entrambi, Lansdale ha fatto molto ridere il pubblico quando ha detto che non sa neanche cosa sia il blocco dello scrittore, lui ha tante cose da dire, e soprattutto viene pagato per farlo!

Ha anche raccontato della sua infanzia e della sua vita nell’East Texas, spiegandoci la differenza fra un uragano e un tornado, raccontandoci aneddoti sulla figura *eroica* di suo padre (punitore dei vicini violenti che osavano prendersela con il cane del piccolo Joe) e su quella della madre che inventava il sonoro dei film che vedevano al drive-in sull’altro lato della strada dalla finestra di casa (come nel romanzo *Echi perduti*).

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Fiera del libro di Torino, la cultura israeliana è cultura di pace e di dialogo

Ho esitato un poco prima di scrivere queste righe: poi, visto che, invece di tacere, l’assurda e violenta voce che vuole il boicottaggio di una cultura di pace come quella israeliana continua a farsi sentire, mi pare giusto che i lettori dicano la propria: io personalmente penso che boicottare la cultura israeliana ospite alla Fiera del libro di Torino sia ingiusto, stupido e anche un po’ vigliacco. (Il parere di Claudio Magris e di Aldo Grasso dal Corriere della Sera).
Continua…