Etichettato: Gialli-noir
Il giallo di via Tadino, Dario Crapanzano
Il giallo di via Tadino, di Dario Crapanzano, edito da Fratelli Frilli Editori: un giallo che si lascia leggere volentieri, forse più apprezzabile per i milanesi.
E’ ambientato negli anni 50; la scrittura è volutamente semplice, un po’ naif e in alcuni punti quasi pedante, ma richiama nello stile quegli anni.
Il protagonista è il commissario Mario Arrigoni, commissario capo del commissariato di Porta Venezia.
Il caso su cui investiga è il presunto suicidio di una donna, moglie e madre di famiglia, che cade dal terzo piano di una casa di ringhiera di via Tadino. Agli occhi di tutti è un semplice caso di suicidio, ma l’intuito del commissario lo porta a dubitare della soluzione più semplice. Scavando nella sua vita, nel suo carattere, nei suoi rapporti con la famiglia e i vicini di casa, il commissario riuscirà a scoprire la verità.
Tua, Claudia Piñeiro
Ormai era da più di un mese che Ernesto non faceva l’amore con me. O forse due. Non so. Non che mi importasse poi tanto. Arrivo alla sera stanca morta. Non sembra, ma le faccende domestiche – se vuoi che tutto sia perfetto – ti sfiniscono. Fosse per me, testa sul cuscino e dritto nel mondo dei sogni. Eppure una donna lo sa, se tuo marito non ti cerca per tanto tempo… non so, si sentono tante cose. Dovrei parlarne con Ernesto, pensavo, chiedergli se ha qualche problema. Stavo per farlo. Ma dopo mi sono detta, e se poi mi capita come alla mamma, che si è fregata con le sue mani? Vedeva il papà un po’ strano e un giorno gli ha chiesto: “C’è qualcosa che non va, Roberto?”. E lui: “Sì, c’è che non ti sopporto più!”. E se n’è andato così, su due piedi, sbattendo la porta: non l’abbiamo più rivisto. Povera mamma. E poi, un’idea di che cosa stesse succedendo a Ernesto ce l’avevo. Lavorava come un matto tutto il giorno, e quando aveva un minuto di libertà si iscriveva a qualche corso, studiava sempre qualcosa; come si fa a non arrivare la sera stanco morto? Però mi sono detta: “Io non gli faccio certo domande, dopotutto ho due occhi per vedere e una testa per pensare”. E quello che vedevo era che avevamo una famiglia fantastica, una figlia che stava per finire le superiori, una casa che avrebbe fatto invidia a chiunque.
Inizia così Tua, ed. Feltrinelli, di Claudia Piñeiro. Voce narrante Inés, una desperate housewife argentina (mi ha ricordato spesso Bree della serie televisiva), che di punto in bianco si accorge che la sua famiglia non è così perfetta ed Ernesto non è così stanco, quando trova nella borsa del marito un bigliettino con un cuore disegnato col rossetto, trafitto dalla scritta Ti amo, e firmato: Tua. Inizia così una caccia all’uomo – o meglio all’amante – da parte di Inés, che dapprima segue il marito in un incontro notturno con la donna, poi lo vede ucciderla per sbaglio in un accesso d’ira, successivamente nasconde qualsiasi prova e organizza un alibi per il marito, infine in un rocambolesco ribaltone si trova lei stessa a rivestire i panni dell’assassina.
Baricco sul leggere gialli
Baricco su la Repubblica nella rubrica che tiene ogni settimana Una certa idea di mondo; nel recensire La trilogia Adamsberg di Fred Vargas, ed. Einaudi, fa una lunga premessa sul suo poco amore per il genere dei gialli. Fa eccezione Fred Vargas, ovviamente.
Non vado matto per i gialli, odio i thriller. Lo dico serenamente e senza nessuna fierezza particolare. Semplicemente non fanno per me. Mi dà fastidio fisico trovarmi nella condizione, cara a molti, di divorare un libro per sapere come va a finire. Io trovo già abbastanza inelegante che i libri “vadano a finire”, figuriamoci se mi piace farmi tenere sulla graticola da uno che ci mette cinquecento pagine per dirmi il nome di chi ha tritato il parroco. Devo anche dire che non riesco ad apprezzare la prodezza: fare arrivare un lettore alla fine di un thriller è come far arrivare uno che ha fame alla fine del tubo delle Pringles. Sai che roba. Fategli finire un piatto di broccoli bolliti a merenda, e ne riparliamo. Continua a leggere
Happy living, Jean-Claude Götting
Mio marito ha visto questo libro in libreria, e ha subito pensato che fosse il libro giusto per me. Gli ingredienti sono: è un giallo, è un graphic novel, è ambientato negli Stati Uniti, si muove nel mondo del jazz.
Il titolo è Happy living, l’autore è Jean-Claude Götting, è pubblicato da Coconino Press.
Un giornalista, François Merlot, sta intervistando un pianista jazz, Slatters, reso famoso dalla canzone Happy living. Slatters gli fa spegnere il registratore, e gli confessa che non ha scritto lui quella canzone. L’autore si chiama Treviso, un batterista molto bravo ma alcolizzato. Durante una sessione Treviso compone la canzone, ma è troppo ubriaco per ricordarsene, e Happy living viene rubata da Slatters.
Slatters vuole ritrovare Treviso, o la sua famiglia, per rimediare in qualche modo, se possibile, al furto che ha fatto, che gli ha consentito, per tutti questi anni, di vivere grazie alle royalties sulla celebre canzone.
Prestiti scaduti, Petros Markaris
Mentre leggevo questo libro, avevo la sensazione che stessi leggendo le pagine di un quotidiano, per l’attualità dell’ambientazione.
L’ultima indagine del commissario Kostas Charitos, in Prestiti scaduti di Petros Markaris, ed. Bompiani, è ambientato nella Grecia dell’estate del 2010, fra Mondiali sudafricani e lo scoppio della crisi economica.
Non manca certo, come nei precedenti, tanta ironia, grazie alle numerose e spassose gag fra il commissario e la moglie Adriana, dispensatrice di massime e filosofa di strada. Ma lo sfondo è dei più neri: scioperi, cortei, crisi economica, riforma pensionistica. Continua a leggere
La passione per il delitto – Festival di narrativa poliziesca – Villa Greppi, Monticello Brianza
Segnalo anche quest’anno il Festival di Narrativa Poliziesca “La Passione per il delitto”, arrivato alla sua decima edizione, che si terrà come sempre a Villa Greppi a Monticello Brianza, dal 25 settembre al 9 ottobre.
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Il fuggitivo, Olav Hergel
Casualmente ho finito di leggere questo libro proprio in questi giorni, trovandomi a sovrapporre realtà e finzione.
*Il fuggitivo* di Olav Hergel, ed. Iperborea nella bella collana Ombre, racconta la storia di Rikke, giornalista danese inviata in Afghanistan come corrispondente di guerra. O meglio, questo è quello che vorrebbe l’intrepida donna, ma si scontra con i desideri del direttore del suo giornale, agguerrito imprenditore attento più al conto economico che alla qualità del quotidiano che dirige, tanto da intavolare spesso accesi monologhi con Jakob, sagoma di cartone rappresentante il lettore tipo del giornale, come emerso da varie ricerche di mercato che periodicamente commissiona.
Rikke, però, si sente più un’inviata di guerra, e invece di rimanere chiusa nel campo militare danese a scrivere articoli sui passatempi dei soldati, si avventura fuori dai cancelli di sicurezza, divenendo così facile preda di un gruppo di terroristi, guidato dal giovane Nazir, che la cattura per usarla come arma di ricatto nei confronti dell’occidente.
Tuo fino alla morte, Gunnar Staalesen
Dopo *I satelliti della morte* _recensito da luiginter qui_, Iperborea pubblica altri due libri di Gunnar Staalesen: *Tuo fino alla morte*, l’anno scorso, e più recentemente *La donna nel frigo*.
Ho terminato ieri sera _notte, era talmente avvincente che spesso e volentieri mi ha costretto a spegnere tardi la luce_ *Tuo fino alla morte*, e il giudizio è assolutamente positivo, ancora più positivo di quello di *Satelliti della morte*. A dire il vero originariamente il libro è stato pubblicato nel 1979, e cronologicamente le vicende vengono prima di Satelliti.
Gunnar Staalesen, Satelliti della Morte. I gialli del nord (finalmente) anche da Iperborea
Per chi ancora non lo sapesse, segnalo che Iperborea – la storica casa editrice dedicata alla letteratura dei paesi del Nord Europa – ha inaugurato una collana dedicata al giallo/noir. Si chiama Ombre, e il primo titolo pubblicato è del norvegese Gunnar Staalesen, Satelliti della morte.
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Intervista a Petros Markaris, Parolario, Como
Venerdì 11 settembre sono stata a Como a Parolario, la manifestazione letteraria di cui avevamo già parlato su questo blog.
19.00 Como, Piazza Cavour
Incontro con l’autore: Petros Markaris “La Balia, il commissario Charistos a Istanbul“.
Dialoga con Severino Colombo. Sarà presente Andrea Di Gregorio, traduttore dei libri di Markaris. Interprete dall’inglese Emanuela Gini
Inutile dire che l’incontro è stato bellissimo, interessantissimo, lui simpaticissimo e spiritosissimo, e complice un temporale furibondo, si è pure protratto per due ore.
Riporto l’intervista di quella serata.
Severino Colombo: Lei è nato a Istanbul ma è greco. Si sente turco o greco?
Petros Markaris: Mio padre era armeno, mia madre greca di Istanbul. Quando parlo di Istanbul, parlo della minoranza greca. Ho frequentato una scuola austriaca per studiare il tedesco, perché mio padre voleva che continuassi la sua attività e pensava che il tedesco sarebbe diventato la lingua commerciale. Mio padre si è sbagliato su entrambi i punti! Grazie a questi studi, però, sono diventato traduttore dal tedesco al greco. Mi sento di appartenere a Istanbul, anche se per me la parola “patria” non significa nulla, ma se ci deve essere un posto che considero la mia patria, questo è Istanbul.
La Passione per il Delitto, Villa Greppi, Monticello Brianza
Segnalo un altro festival letterario, che si terrà dal 27 settembre all’11 ottobre.
La manifestazione è all’ottava edizione, si tiene a Villa Greppi a MOnticello Brianza (provincia di Lecco), e come dice il nome è incentrata sul mondo dei gialli e dei noir:
Il noir, le storie, la cronaca e la realtà. Il mondo e la sua umanità privi di mediazioni, di consolazioni, di artifici. Dopo il poliziesco classico e le forzature dell’indagine scientifica, la narrativa di genere torna fortemente a muoversi su un piano di realtà scomodo ma capace di lasciare il segno, di raccontare i protagonisti da dentro, di avvicinarli al lettore. Di recepire le esperienze del mondo e della collettività e privarle della menzogna, del buonismo, dei filtri rassicuranti e accomodanti. Questo è il noir: linguaggio diretto, temi duri, forte appartenenza alla realtà e al vissuto dei personaggi, finali quasi mai consolatori. È la scuola dei francesi e degli spagnoli, è l’esigenza sempre più presente negli italiani. È la scrittura di chi ha vissuto molto e intensamente prima di iniziare a raccontare, di chi pone attenzione alla parola e alla sfumatura del linguaggio, di chi cerca l’empatia attraverso il dramma quotidiano, di chi ha avuto la pazienza di osservare, sapendosi ritagliare punti di vista privilegiati.
È la narrativa che va oltre l’intrattenimento, che va a fondo e che trasmette un concetto su cui ragionare. Va oltre la cronaca e ci parla di tradimenti e corruzione, di attacchi silenziosi e devastanti all’ambiente naturale, di problemi seppelliti dalla paura di dire e di rivelare, di nuove criminalità, di false soluzioni. Porta a galla le ipocrisie e rivela le letture distorte di ciò che ci circonda. Il noir attacca il lettore, lo impegna, colpisce diretto e poi conquista. La passione per il delitto 2009 sarà molto di tutto ciò: autori italiani e stranieri che hanno scelto questa appartenenza, scritture ragionate, stili che si incrociano, libri che hanno molto da dire.
Fra gli altri, Marco Vichi, Andrea Vitali, Dominique Manotti, Patrick Fogli, Bruno Morchio, Valerio Varesi, Asa Larsson, Massimo Carlotto, Marco Polillo.
Per maggiori informazioni consultate il sito www.lapassioneperildelitto.it.
*giuliaduepuntozero
Vietato giocare a palla, Antonio Steffenoni
“I primi giorni di agosto in città, il deserto. C’erano tutti i presupposti per non rispondere. Naturalmente aveva risposto”.
Una telefonata al cellulare manda in fumo il piano del Commissario Ernesto Campos: sistemare i 4.327 libri, stipati in scatoloni contrassegnati dalle lettere dalla A alla Z, dall’iniziale dell’autore, nella nuova libreria che si era fatto costruire lungo le pareti del salotto. Quella telefonata aveva segnato la fine del riordino dei libri, la fine del silenzio, della solitudine, della pace.
Inizia così, con un omaggio alla lettura e ai libri, “Vietato giocare a palla” di Antonio Steffenoni edito da Carte Scoperte, storia ambientata in una deserta Milano d’agosto. C’era stata una carneficina, 5 persone di una stessa famiglia, la famiglia Soriani, unico sopravvissuto il figlio Sandro, ammazzate a colpi di pistola in due appartamenti poco distanti l’uno dall’altro.










