Etichettato: gialli scandinavi
Oscuri segreti, Hans Rosenfeldt e Michael Hjorth
Dopo la scorpacciata che ho fatto tempo fa di gialli scandinavi, mi sono allontanata da questo genere, un po’ perché obiettivamente ne avevo letti troppi e io dopo un po’ mi stanco, un po’ perché a mio parere dopo grandi autori come Stieg Larsson, Henning Mankell, Arnaldur Indridason, Maj Sjöwall e Per Wahlöö, Gunnar Staalesen (e gli altri pubblicati da Iperborea, tutti belli), Jo Nesbø, sull’onda del successo tanti editori hanno pubblicato anche parecchi gialli scandinavi solo mediocri.
Così quando mi capita di leggere un giallo scandinavo che ritengo sia meritevole, mi piace segnalarlo. E’ questo il caso di Oscuri segreti, pubblicato da Einaudi, di Hans Rosenfeldt e Michael Hjorth. Gli autori sono due, come Maj Sjöwall e Per Wahlöö, ma con loro c’entrano ben poco. Niente temi sociali, ritmi che dire incalzanti è poco; piuttosto, mi ha ricordato un altro libro che mi era piaciuto molto, Tre secondi, anch’esso pubblicato da Einaudi, anch’esso scritto da due autori, anch’esso da toglierti il fiato per la suspance _beh, in effetti molto di più, ma anche Oscuri segreti è avvincente.
Il fuggitivo, Olav Hergel
Casualmente ho finito di leggere questo libro proprio in questi giorni, trovandomi a sovrapporre realtà e finzione.
*Il fuggitivo* di Olav Hergel, ed. Iperborea nella bella collana Ombre, racconta la storia di Rikke, giornalista danese inviata in Afghanistan come corrispondente di guerra. O meglio, questo è quello che vorrebbe l’intrepida donna, ma si scontra con i desideri del direttore del suo giornale, agguerrito imprenditore attento più al conto economico che alla qualità del quotidiano che dirige, tanto da intavolare spesso accesi monologhi con Jakob, sagoma di cartone rappresentante il lettore tipo del giornale, come emerso da varie ricerche di mercato che periodicamente commissiona.
Rikke, però, si sente più un’inviata di guerra, e invece di rimanere chiusa nel campo militare danese a scrivere articoli sui passatempi dei soldati, si avventura fuori dai cancelli di sicurezza, divenendo così facile preda di un gruppo di terroristi, guidato dal giovane Nazir, che la cattura per usarla come arma di ricatto nei confronti dell’occidente.
Un grande gelo, Arnaldur Indridason
Quinto libro della serie di gialli con protagonista il detective Erlendur, non è l’ultimo uscito, *Un grande gelo*, ed. Guanda, è però azzeccatissimo per questo periodo dell’anno… Per avere un po’ di refrigerio, almeno nella lettura…
Ambientato infatti nell’inverno islandese, dove la luce stenta a vedersi mentre il freddo la fa da padrone, il gelo copre tutto e la neve sommerge la città.
Al centro delle indagini della polizia islandese, guidata come sempre dall’agente Erlendur, la morte di un ragazzino, Elias, che turba tutta la città: Elias, infatti, ha solo dieci anni, e per di più è di origini thailandesi. Lo spettro del razzismo si insinua nelle indagini, così come i ricordi di Erlendur, colpito più o meno a quell’età dalla scomparsa del fratello minore in una tempesta di neve.
Per chi ama l’Islanda, come me, i gialli di Indridason sono d’obbligo, ma anche per chi si è appassionato di gialli scandinavi.
*giuliaduepuntozero
Tuo fino alla morte, Gunnar Staalesen
Dopo *I satelliti della morte* _recensito da luiginter qui_, Iperborea pubblica altri due libri di Gunnar Staalesen: *Tuo fino alla morte*, l’anno scorso, e più recentemente *La donna nel frigo*.
Ho terminato ieri sera _notte, era talmente avvincente che spesso e volentieri mi ha costretto a spegnere tardi la luce_ *Tuo fino alla morte*, e il giudizio è assolutamente positivo, ancora più positivo di quello di *Satelliti della morte*. A dire il vero originariamente il libro è stato pubblicato nel 1979, e cronologicamente le vicende vengono prima di Satelliti.
Tre secondi, Anders Roslund e Börge Hellström
Questo libro è fortemente sconsigliato ai deboli di cuore, e anche alle persone facilmente suggestionabili.
In effetti per una volta la promessa della quarta di copertina non si smentisce:
Se leggendo questo libro vi metterete a pensare come Piet Hoofman, e la sua vita vi sembrerà diventata la vostra, capirete perché Tre secondi è stato scelto da tanti lettori come il più bel thriller dell’anno.
Considerato che Piet Hoffman _nome in codice: Paula_ è un ex criminale, assoldato come infiltrato nella mafia polacca dalla polizia svedese, il fatto che la sua vita ti sembri essere diventata la tua, assume dei toni parecchio inquietanti.
Il poliziotto che ride, Maj Sjöwall e Per Wahlöö
Il libro è del 1968, ma sembra scritto oggi, anche se poi uno si ferma e riflettere, e di computer, cellulari, Internet, analisi del DNA non ne trova. Quarto capitolo _pubblicato come gli altri da Sellerio_ del decalogo dei *Romanzi del crimine _per la cronologia originale consultate Wikipedia_, sottotitolo che accomuna i titoli dei 10 volumi usciti dal 1965 al 1975 dalle mani congiunte di Per Wahlöö e Maj Sjöwall.
Per inciso, la storia dei due scrittori è interessante e tenera: lui membro del Partito Comunista, ex cronista di cronaca nera, deportato dalla Spagna di Franco, giornalista politico; lei di 9 anni più giovane, anche lei giornalista, di famiglia borghese, figlia di un manager di una catena di alberghi, viveva all’ultimo piano di un hotel di Stoccolma. Entrambi sposati, con figli. Si conobbero per lavoro e si incontravano nei pub, luogo di ritrovo dei giornalisti:
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Le ultime lettere, Stieg Larsson
Un librettino di 50 pagine, azzurro e giallo, con in copertina la foto di Stieg Larsson. Non è in vendita, è stato distribuito nelle librerie a inizio anno, insieme al primo giallo scandinavo del 2010, *La principessa di ghiaccio* di Camilla Läckberg, di cui abbiamo già parlato. Un’operazione di marketing, ma tant’è.
*Le ultime lettere* raccoglie la corrispondenza fra Stieg Larsson ed Eva Gedin, della casa editrice Norstedts. Larsson ed Eva si accordano su dettagli pratici _come scambiarsi i documenti, come fare le correzioni, come organizzarsi per la promozione dei libri_, discutono sui libri e i loro contenuti, pianificano le strategie future di diffusione del libro all’estero. E in mezzo a tutti questi convenevoli, Larsson si apre sul suo lavoro di giornalista alla rivista Expo e sul suo lavoro di scrittore dei libri di Millennium.
Ho cercato di creare dei protagonisti che si distinguessero radicalmente dai soliti personaggi dei gialli. [...] Una regola fondamentale è stata di non idealizzare mai il crimine e i criminali, né di fare delle vittime degli stereotipi. Nel primo libro ho costruito il serial killer mescolando tre casi autentici. Tutto ciò che viene descritto si può dunque ritrovare in reali inchieste di polizia. [...] Ho voluto evitare che le vittime fossero persone anonime. [...]
La principessa di ghiaccio, Camilla Läckberg
Le varie recensioni che si leggono in giro strillano a grandi caratteri: la nuova erede di Stieg Larsson, per parlare di Camilla Läckberg, che con Marsilio ha pubblicato *La principessa di ghiaccio*.
Di un giallo si tratta, protagonista non è un commissario della polizia svedese e neppure un investigatore privato, ma una scrittrice, Erica Falck. Biografa, ha al suo attivo diverse biografie di scrittrici svedesi, quando torna a Fjällbacka _ridente località turistica durante l’estate, paesino di pescatori in inverno, situata sulla costa ovest della Svezia, proprio sotto alla Norvegia_ dopo la morte dei genitori, per occuparsi della bella casa. Ma presto la sua attenzione sarà attirata da altro: Alexandra, la sua migliore amica quando erano bambine, viene trovata morta, apparentemente suicida, nella vasca da bagno di casa sua, con le vene tagliate e ricoperta dal ghiaccio del freddo inverno svedese.
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Gunnar Staalesen, Satelliti della Morte. I gialli del nord (finalmente) anche da Iperborea
Per chi ancora non lo sapesse, segnalo che Iperborea – la storica casa editrice dedicata alla letteratura dei paesi del Nord Europa – ha inaugurato una collana dedicata al giallo/noir. Si chiama Ombre, e il primo titolo pubblicato è del norvegese Gunnar Staalesen, Satelliti della morte.
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Il cinese, Henning Mankell
Sulla copertina, sopra all’immagine stilizzata _parecchio minacciosa_ di un guerriero cinese, occhieggia la scritta “Il migliore thriller di Mankell”, citazione dallo Svenska Dagbladet.
Questo ultimo romanzo dello scrittore svedese, il *Il cinese*, pubblicato da Marsilio, non ha nulla a che fare con la celeberrima serie di Kurt Wallander, il commissario della polizia di Ystad che l’ha reso famoso. Ormai quello _purtroppo_ è un capitolo chiuso, ma Mankell continua a sfornare libri avvincenti.
Thrillerone di quasi 600 pagine, ambientato fra Helsingborg e Hesjovallen, nel nord della Svezia, con puntatine anche a Copenhagen, Pechino e nello Zimbabwe, affronta più temi che si intrecciano a formare la trama.
La narrazione inizia con il ritrovamento di 19 cadaveri in un paesino nella Svezia settentrionale: tutti anziani, tutti parenti, il piccolo borgo con solo 3 superstiti. La polizia indaga, la violenza dell’attacco fa credere all’opera di un pazzo. Della vicenda si interessa anche Birgitta Roslin, giudice di Helsingborg, quando realizza che quello è il paese in cui è vissuta sua madre. Complice un congedo per malattia, Birgitta si reca sul luogo del massacro e inizia a ficcare il naso nelle indagini della polizia.
Gialli scandinavi: alcune segnalazioni
Gialli scandinavi, originally uploaded by halighalie (foto scattata però da mio papà).
Scrivo questo post come promemoria anche per me, perché c’è parecchio fermento in questo periodo con nuove uscite di gialli scandinavi, e si rischia di perderne qualcuno.
Nei miei giri in libreria e su Internet ho visto:
- *Non deve accadere* di Anne Holt, ed. Einaudi, secondo volume dopo *Quello che ti meriti* con la “profiler” Johanne Vik e il detective Yngvar Stubø; segnalo sul sito della casa editrice una bella videointervista;
- *Misterioso* di Arne Dahl, ed. Marsilio, anche in questo caso un secondo volume, dopo *La linea del male*, molto bello, ma che per qualche scherzo del destino non mi è capitato di recensire su questo blog; protagonista il gruppo A, speciale unità della polizia di Stoccolma per crimini violenti, del genere Criminal Minds (uno dei miei telefilm preferiti, fra l’altro);
- di prossima uscita *Sentiero nero* di Asa Larsson, sempre ed. Marsilio, autrice de *Il sangue versato* e *Tempesta solare*, ambientati tutti nel Nord della Svezia, a Kiruna;
- anche questo di prossima uscita *Il giardino di pietra* di Kjell Eriksson, ed. Marsilio, new entry;
- *L’uomo che andò in fumo* di Maj Sjöwall e Per Wahlöö, ed. Sellerio, i gloriosi capostipiti del genere giallo scandinavo con la serie di Martin Beck, avevo parlato di Roseanna tempo fa, ma ne sono stati pubblicati tanti altri (devo mettermi alla pari, nell’ordine sono: *Roseanna*, *Un assassino di troppo*, *L’uomo al balcone*, *Il poliziotto che ride*, *L’autopompa fantasma*, *Omicidio al Savoy*.
*giuliaduepuntozero
La regina dei castelli di carta, Stieg Larsson
E’ uscito il 9 gennaio, ma l’ho letto solo ora, un po’ perché in famiglia era molto ambito, un po’ perché è molto lungo (quasi 900 pagine) e ultimamente il tempo è un bene più che scarso, un po’ perché, sapendo che era l’ultimo volume della serie, volevo tenerlo da parte il più possibile. Poi dovunque mi girassi fra amici, colleghi e persone incontrate per caso mi imbattevo in lui, e non ho più resistito.
E così qualche settimana fa mi sono lanciata su *La regina dei castelli di carta*, terzo _e come detto_ ultimo volume della Millennium Trilogy di Stieg Larsson, edito da Marsilio.
Bellissimo, inutile dirlo. Ero rimasta affascinata subito da *Uomini che odiano le donne* e ancora più conquistata da *La ragazza che giocava con il fuoco*. Il primo ti prende, il secondo ti avvince, conosci ormai i personaggi, ti sei affezionata a loro, Lisbeth era diventata la mia eroina.
Non ha senso leggere il terzo volume senza aver letto prima gli altri due. *La regina* incomincia dove *La ragazza* finisce _non lo dico per non guastare la festa ai _pochi_ che ancora non li avessero letti_ dove vediamo come Lisbeth e gli altri riescono a togliere le castagne dal fuoco. Leggi tutto il post










