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Articoli taggati ‘Itinerario letterario’

Itinerario Izziano parte 9: Marsiglia

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Vorrei chiudere questo itinerario sulle tracce di Izzo con le sue parole, tratte dal capitolo “Marsiglia tra luce e mare” di *Aglio, menta e basilico. Marsiglia, il noir e il Mediterraneo*, ed. e/o (l’articolo è molto bello ma molto lungo, quindi consiglio di acquistarlo per leggerlo interamente).

Per il momento al Vieux-Port , sulla terrazza della Samaritaine, ci beviamo fino all’ultimo minuto, spensieratamente come sempre, la splendida luce autunnale che piove dal cielo fin dalle cinque del pomeriggio. Non capirete niente di questa città se rimarrete indifferenti alla sua luce. […] Marsiglia è città di luce. E di vento. Il famoso mistral, che si infiltra in cima alle stradine e spazza via tutto fino al mare. Fino al largo di Pomègues e Ratonneau, le isole del Frioul. Fin dopo Planier, il faro oggi spento trasformato in una scuola di immersioni […] Marsiglia, a dire il vero, potete amarla solo così, arrivando dal mare. La mattina presto. All’ora in cui il sole, sorgendo dietro il massiccio di Marseilleveyre, bacia le colline e regala di nuovo un po’ di rosa alle vecchie pietre. Allora vedrete Marsiglia come la scoprì Protis il focese. […] Continua a leggere…

Itinerario Izziano parte 8: i ristoranti di Marsiglia

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L’argomento “ristoranti” merita un articolo a parte. Fabio (Jean-Claude) è un amante della buona cucina e cita numerosi locali nei libri della trilogia (così come i bar che ho già ricordato man mano).
A proposito della cucina marsigliese, in *Aglio, menta e basilico* dice:

Marsiglia non è provenzale, non lo è mai stata. Nella maggior parte dei ristoranti, quindi, si mangiano cose semplici e a prezzi onesti, piatti senza artifici legati non a una tradizione ma a una tenace fedeltà alle origini. Qualcuno l’ha già detto: la cucina qui non si innova, non “si mescola”, perpetua. Mangiare ti riporta al tuo paese. Mettersi a tavola, in casa come al ristorante, in famiglia, tra amici, vuol dire far rivivere la memoria, i ricordi. (Aglio, menta e basilico, p. 46)

In questo stesso capitolo (“Mi piace sentire Marsiglia vibrarmi sotto la lingua”) si dilunga anche in ricette e piatti tipici che si possono gustare a Marsiglia.
Dove?
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Itinerario Izziano parte 7: la Canabiere, cours Julien, la Plaine

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Una visita interessante è quella al mercato di rue Longue-des-Capucins, vicino alla Canabière, dove non sembra di essere in Francia, ma in un profumatissimo suq nordafricano. Consiglio l’acquisto delle foglie essiccate di verbena, per preparare tisane per la sera, e di olive e uvetta.

Sono stato cresciuto così, nella tradizione di andare al mercato. Tutti i giorni. Marsiglia aveva tanti mercati quanti erano i quartieri, le piazze e le piazzette. Noi a quel tempo abitavamo accanto a una delle strade più popolari della città. Il mercato di rue Longue-des-Capucins non era un mercato provenzale, ma mediterraneo. Dove il più piccolo cetriolo assaporava già il piacere di essere preparato secondo il gusto orientale o alla latina. Frutta e verdura, ma anche erbe e spezie. La varietà dei colori faceva a gara con le molteplicità degli odori. Mescolandosi alle grida, alle risate. (Aglio, menta e basilico, p. 57)

Erano in rue Longue-des-Capucins. “La via del mercato d’Oriente”, come le piaceva dire. Tutti gi odori del Maghreb, dell’Africa e dell’Asia vi si mischiavano. Inebrianti come la felicità. Le felicità possibili. (Il sole dei morenti, p. 39) 

Abdul Aziz risalì in parte la Canabière, attraversò cours Saint-Louis, imboccò rue des Feuillants per arrivare poi nella stretta Rue Longue-des-Capucins. Da lì si tuffò nella folla colorata e compatta che faceva la spesa al mercato. I banchetti profumavano di tutti gli aromi del mondo. Barcellona e Shangai, Roma e Bombay, Algeri e Valparaiso. (Marinai perduti, p. 79)

Proseguendo per cours Julien si incontra prima rue d’Aubagne:
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Itinerario Izziano parte 6: le Isole d’If e di Frioul

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L’itinerario continua con un giro in battello.
L’imbarcadero si trova al Vieux Port, sul lato dove c’è il bar de la Samaritaine, e si può acquistare un biglietto solo per l’isola d’If o che comprenda anche le isole di Frioul. Noi siamo scesi solo nella prima, ritornando a Marsiglia il battello fa comunque tappa anche alle isole Frioul, dove noi non siamo scesi.
L’Ile d’If è ovviamente famosa per il suo chateau _castello_ e per il *Conte di Montecristo* di Dumas che qui è in parte ambientato.

Chateau d’If, originally uploaded by halighalie.

Sull’isola c’è praticamente solo il castello con una piccola esposizione, e le celle dove sono stati rinchiusi Edmond Dantès, l’abate Faria e altri celebri personaggi. Dalle torri c’è una bella vista di Marsiglia.
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Itinerario Izziano parte 5: la Major e la Joliette

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La Major, originally uploaded by halighalie.

Questa tappa non è delle più belle esteticamente parlando, tant’è che noi abbiamo fatto solo un salto veloce  in auto alla Major.
Scendendo dal Panier, si arriva alla cattedrale in più punti criticata da Izzo:

Da place de Lenche abbiamo tirato dritto per rue de l’Eveché, fino alla cattedrale della Major. Una costruzione pesante e sporca, stile vecchio babà al rum, sullo svincolo dell’autostrada del Littoral. Le abbiamo girato intorno. “Questa” ha scherzato Rico, “è place de l’Esplanade”. Era davvero da ridere. La piazza era scomparsa sotto le quattro corsie. Le macchine, tantissime, sfrecciavano alla velocità di un circuito da formula uno. (Il sole dei morenti, p. 197)

Scivolò via dietro la cattedrale La Major. Il sole al tramonto dava finalmente un po’ di calore alla pietra grigia tutta sudicia. È in quell’ora del giorno che La Major, dalle rotondità bizantine, ritrova la sua bellezza. Dopo, torna a essere ciò che è sempre stata: una vanitosa schifezza del Secondo Impero. (Casino Totale, p. 33)

Alle spalle della Major, incomincia il porto commerciale de la Joliette.
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Itinerario Izziano parte 4: il Panier

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Panier, originally uploaded by halighalie.

Dalla parte nord del Vieux Port si sale nel quartiere del Panier, dove è cresciuto Fabio, abitato in gran parte da Italiani e Nordafricani.

Imboccò Rue du Panier. Il suo quartiere. C’era nato. Rue des Petits-Puits, vicino a dove era nato Pierre Puget. Suo padre, appena arrivato in Francia, aveva abitato in Rue de la Charité. (Casino Totale, p. 15)

Salendo dalla scalinata delle Accoules si entra nello spirito del quartiere, fatto di stradine e stretti vicoli in continua salita e discesa, che molto spesso ricordano i caruggi di Genova: case colorate, gente fuori dalle porte a chiacchierare, panni stesi alle finestre.
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Itinerario Izziano parte 3: il Vieux Port

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Vieux Port, originally uploaded by halighalie.

L’itinerario di Marsiglia città deve iniziare dal Vieux Port, il porto che ospita le imbarcazioni turistiche e da diporto, centro della città e sempre presente nei libri di Izzo:

Fino alla morte di Rico, il Vieux-Port era la mia passeggiata quotidiana. La mia preferita. Un rimedio contro l’asfissia – la ghoumma, come si dice da noi quando i vecchi ci chiudono in casa. Camminavo fino al forte di Saint-Jean, poi lungo la diga verso l’ingresso del canale. Dove comincia il mare. Con in fondo l’orizzonte. E l’Algeria dall’altra parte, sull’altra riva. Scendevo sugli scogli, mi fumavo una bella canna e restavo per ore a sognare. Marsiglia, almeno in quella parte della città, mi ricordava sempre Algeri. (Il sole dei morenti, p. 182)

Prima di avvicinarsi al mare, si può ammirare il porto dall’abbazia di Saint-Victor: Continua a leggere…

Itinerario Izziano parte 2: le calanche e Les Goudes

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La scoperta della città comincia dalla parte sud/est, quella delle calanche, la prima zona che si incontra arrivando in macchina dall’Italia, come abbiamo fatto noi. Entri in Marsiglia e ti dirigi verso Mandrague de Montredon. Volendo, si può fare una sosta al Café du Port a Pointe-Rouge, citato da Izzo in *Solea* (p. 99):
Si continua poi fino ad arrivare al piccolo porto di Les Goudes

Les Goudes, originally uploaded by halighalie.

Città natale di Fabio Montale, qui si trovava anche la dimora di Jean-Claude Izzo. Continua a leggere…

Itinerario Izziano parte 1: premessa

Marseille, originally uploaded by halighalie.

Qualche fine settimana fa con i miei genitori e il mio ragazzo siamo partiti per un pellegrinaggio sulle tracce di Jean-Claude Izzo, giallista e poeta marsigliese. La meta, ovviamente, Marsiglia _Marseille_, e i dintorni citati nei noir e nei romanzi di Izzo. Questo è l’itinerario, libri alla mano, che abbiamo seguito (su Google Maps potete trovare mappa e tutte le citazioni che ho preso dai vari libri _qui è solo una parte per ovvi motivi di spazio_ e su Flickr vedere alcune foto del viaggio).
Marsiglia è una città stupenda, e consiglio a tutti di visitarla, patiti o non patiti di Izzo. Portatevi i suoi romanzi (la trilogia di Marsiglia _*Casino Totale*, *Chourmo*, *Solea*_, *Marinai perduti*, *Il sole dei morenti*, *Vivere stanca*, *Aglio, menta e basilico*, tutti pubblicati da e/o, e scoprirete che sono delle vere e proprie guide per scoprire una Marsiglia più insolita (e a volte, a detta di mia mamma, anche non così indispensabile da conoscere…).
In particolare per orientarsi fra bar e ristoranti, che non sempre nella realtà esistono ancora (o sono mai esistiti, forse, con mio grande disappunto), che Izzo cita a dismisura, e che per questo meritano un’attenzione a parte.

L’itinerario continua nei prossimi giorni /settimane con le altre tappe

*giuliaduepuntozero