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I libri più belli del 2012 secondo la Repubblica

La Repubblica ha pubblicato oggi la sua lista dei migliori libri del 2012. Dentro ci sono romanzi e saggi.

Tony Judt
Tony Judt, 1948 – 2010

La “giuria” che ha selezionato i magnifici dieci è composta da: Leonetta Bentivoglio, Stefano Bartezzaghi, Irene Bignardi, Paolo Mauri, Gabriele Romagnoli, Roberto Saviano, Benedetta Tobagi.

Ecco l’elenco:

1) Emmanuel Carrère, Limonov (Adelphi)

2) Julian Barnes, Il senso di una fine (Einaudi)
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Gruppodilettura su Repubblica di sabato in Internet Club di Loredana Lipperini

Il nostro blog citato da Internet Club del 24 luglio 2010
Il nostro blog citato da Internet Club del 24 luglio 2010

Due parole per ringraziare Loredana Lipperini (autrice anche di un blog letterario molto frequentato, Lipperatura) che in Internet Club, su La Repubblica di sabato 24 luglio, ha citato il nostro blog, in particolare a proposito di Gruppi di lettura e della nostra democratica raccolta in progress di libri più belli letti nel 2010.

Librarything è meglio di Anobii, lo sa persino La Repubblica (dopo la spiegazione del Wsj)

UPDATE: visto l’interesse per il tema, segnalo una parziale revisione del mio punto di vista su Anobii. 28.02.2009

La Repubblica di oggi dedica un articolo (di Enrico Franceschini) a un altro articolo che lo scrittore Luc Sante sul Wall Street Journal ha dedicato a Librarything, il sito web di archiviazione di libri e di socializzazione attorno ai libri e di intreccio tematico relativo ai libri (esiste anche una versione in italiano).

A parte la curiosità del fatto che La Repubblica abbia dovuto attendere che lo facesse il Wall Street Journal per apprezzare la qualità e originalità di Librarything. A parte questo, dicevo, a me fa molto piacere che finalmente anche in Italia ci si sia accorti delle grandi possibilità che stanno dentro i concetti messi in pratica da Librarything.

Tranquilli, mica voglio provare a spiegarli. Vi invito solo a povare, partendo dalla mia pagina preferita, lo zeitgeist. Però provate, prima di giudicare. L’ultima volta che ho invitato qualcuno di questo blog a farlo mi risposero che era piatto graficamente. E basta. ;) E giù con elogi a Anobii. Vi assicuro non c’è paragone fra il narcisismo fighetto il facile autocompiacimento di Anobii e il mondo di intrecci possibili di Librarything. E la sobrietà della grafica, in questo caso, vi assicuro, è funzionale alla scoperta di quel che non sappiamo.

Ps Uno dei blog di librarything, Thingology, è dedicato alle idee attorno all’uso dei tag e agli altri metodi di “descrizione” dei libri. E delle idee (quindi). Merita

Ps (2) Non volevo offendere nessuno descrivendo in quel modo Anobii: in effetti è un giudizio un po’ superficiale. Preciso però che io un po’ di libri (pochi) li ho su Anobii, mica su Librarything. Insomma era per provocare un poco