Le ultime lettere, Stieg Larsson

Stieg Larsson

Stieg Larsson

Un librettino di 50 pagine, azzurro e giallo, con in copertina la foto di Stieg Larsson. Non è in vendita, è stato distribuito nelle librerie a inizio anno, insieme al primo giallo scandinavo del 2010, *La principessa di ghiaccio* di Camilla Läckberg, di cui abbiamo già parlato. Un’operazione di marketing, ma tant’è.

*Le ultime lettere* raccoglie la corrispondenza fra Stieg Larsson ed Eva Gedin, della casa editrice Norstedts. Larsson ed Eva si accordano su dettagli pratici _come scambiarsi i documenti, come fare le correzioni, come organizzarsi per la promozione dei libri_, discutono sui libri e i loro contenuti, pianificano le strategie future di diffusione del libro all’estero. E in mezzo a tutti questi convenevoli, Larsson si apre sul suo lavoro di giornalista alla rivista Expo e sul suo lavoro di scrittore dei libri di Millennium.

Ho cercato di creare dei protagonisti che si distinguessero radicalmente dai soliti personaggi dei gialli. [...] Una regola fondamentale è stata di non idealizzare mai il crimine e i criminali, né di fare delle vittime degli stereotipi. Nel primo libro ho costruito il serial killer mescolando tre casi autentici. Tutto ciò che viene descritto si può dunque ritrovare in reali inchieste di polizia. [...] Ho voluto evitare che le vittime fossero persone anonime. [...]

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La regina dei castelli di carta, Stieg Larsson

E’ uscito il 9 gennaio, ma l’ho letto solo ora, un po’ perché in famiglia era molto ambito, un po’ perché è molto lungo (quasi 900 pagine) e ultimamente il tempo è un bene più che scarso, un po’ perché, sapendo che era l’ultimo volume della serie, volevo tenerlo da parte il più possibile. Poi dovunque mi girassi fra amici, colleghi e persone incontrate per caso mi imbattevo in lui, e non ho più resistito.

alcuni dicono larsson abbia scritto romanzi da sala daspetto... (text img hosted on flickr)

alcuni dicono larsson abbia scritto romanzi da sala d'aspetto... (text img hosted on flickr)

E così qualche settimana fa mi sono lanciata su *La regina dei castelli di carta*, terzo _e come detto_ ultimo volume della Millennium Trilogy di Stieg Larsson, edito da Marsilio.

Bellissimo, inutile dirlo. Ero rimasta affascinata subito da *Uomini che odiano le donne* e ancora più conquistata da *La ragazza che giocava con il fuoco*. Il primo ti prende, il secondo ti avvince, conosci ormai i personaggi, ti sei affezionata a loro, Lisbeth era diventata la mia eroina.

Non ha senso leggere il terzo volume senza aver letto prima gli altri due. *La regina* incomincia dove *La ragazza* finisce _non lo dico per non guastare la festa ai _pochi_ che ancora non li avessero letti_ dove vediamo come Lisbeth e gli altri riescono a togliere le castagne dal fuoco. Leggi tutto il post

I thriller venuti dal freddo, da Internazionale

Segnalo un articolo molto interessante uscito sul numero 779 di Internazionale, in edicola dal 23 al 29 gennaio: *I thriller venuti dal freddo – I romanzi gialli scandinavi hanno conquistato l’Europa. L’inchiesta di uno scrittore francese. Alla ricerca delle ragioni di un successo inatteso*.

Patrick Raynal, scrittore francese di libri noir, intervista una serie di autori scandinavi di gialli, per cercare di spiegare il fenomeno dei gialli del Nord, fortissimo in Francia, come anche in Italia.

Da Bergen a Oslo, da Reykjavik a Helsinki, da Stoccolma a Copenaghen, Raynal incontra numerosi scrittori (alcuni tradotti anche in Italia, altri non ancora), e discute con loro del successo di questo genere letterario, non solo in Scandinavia, ma in tutta Europa. Gunnar Staalesen, Stig Holmas, Jo Nesbø, Kjell Ola Dahl, Arnaldur Indridason,  Arni Thorarinsson, Jon Hallur Stefansson, Karin Alvtegen, fino alla mitica Maj Sjöwall , tutti hanno un’ipotesi, più o meno poetica. Manca solo Henning Mankell, che però si è trasferito in Mozambico, un po’ fuori rotta in questo tour.

I tentativi di spiegazione sono molti: si va dall’ipotesi legata al particolare clima nordico_La gente è depressa per più di sei mesi all’anno perché non vede il sole. Poi, quando arriva, tutti impazziscono, in attesa che tramonti di nuovo. Il nostro carattere è bipolare, come quello dei maniaci depressivi_, a chi lega il successo alla capacità di questo genere di spiegare meglio degli altri una società che ha sostituito i valori tradizionali con quelli legati al denaro. C’è poi chi si spiega questo fenomeno con la particolarità dei gialli scandinavi, noir tradizionali, così diversi da molti giallisti europei _Asbjorn fa il paragone con Fred Vargas_: nei libri nordici, le inchieste sono ancora vere inchieste poliziesche, complesse, con un inizio e una fine, e un vero investigatore. Anche se c’è chi aggiunge che i noir scandinavi sono ancora più veri perché non hanno una fine, ogni crimine ne nasconde un altro, ancora più terribile.

Qualcuno _ Arnaldur Indridason_, poco modestamente, trova la chiave del successo nella maggiore capacità degli autori del Nord _Abbiamo successo probabilmente perché siamo i migliori_.

Qualcun’altro ridimensiona il fenomeno, classificandolo come una moda passeggera, come una trovata di marketing degli editori scandinavi ed europei, che hanno trovato un filone che piace al pubblico _soprattutto femminile_, con un modello ben preciso: Un po’ di esotismo, di natura, di neve e di ghiaccio e delle trame semplici che seguono il modello di Sjöwall e Wahlöö: poliziotti dalla vita privata difficile, con problemi sociali e politici [...] Nel romanzo scandinavo i personaggi sono più importanti della trama. Mankell lo ha capito bene: servono storie semplici e un poliziotto con una vita complicata.

Per un motivo o per l’altro, tutti gli intervistati, alla fine, trovano un punto in comune: l’eredità di Maj Sjöwall e Per Wahlöö, capostipiti del genere, inluenza per tutti loro.

C’è anche chi _Karin Alvtegen_ cerca di spiegare il fenomeno Stieg Larsson con la presenza di Lisbeth Salander, personaggio che tiene in piedi la trilogia, ispirata a Pippi Calzelunghe, per questo tanto amata dai lettori di tutto il mondo.

Insomma, articolo molto bello, con tanti spunti e stimoli di riflessione, il tutto condito da foto dell’Islanda, che non guastano mai.

*giuliaduepuntozero

La leonessa bianca, Henning Mankell

Un po’ di giorni fa ho scritto che stavo leggendo *La leonessa bianca*, terza avventura del commissario Wallander, dello scrittore Henning Mankell (ed. Marsilio, che ha pubblicato alcuni fra i migliori gialli scandinavi).

In effetti Mankell è stato fra i padri del genere (beh, non ho studiato approfonditamente la storia, ma perlomeno in Italia è stato il primo acquistato da Marsilio, a dare il via ai libri GialloSvezia), e io non ne ho mai parlato. Ho fatto male, perché con tutto lo scrivere che si è fatto di Stieg Larsson, Anne Holt, Asa Larsson, Leif GW Persson, ci si dimentica che c’è anche lui, il più grande, forse.

Nove i libri incentrati sul commissario Kurt Wallander (nell’ordine _io me lo dimentico sempre_ *Assassino senza volto*, *I cani di Riga*, *La leonessa bianca*, *L’uomo che sorrideva*, *La falsa pista*, *La quinta donna*, *Delitto di mezza estate*, *Muro di fuoco*, e *Piramide*, una raccolta di racconti cronologicamente anteriori alle altre vicende, anche se scritto per ultimo), un uomo tormentato, complicato, molto umano, ma geniale nel suo lavoro. Ambientati a Ystad, nel sud della Svezia, non mancano di quell’atmosfera un po’ triste, sottomessa direi, tipica dei gialli scandinavi, nonché di una forte attenzione a vicende di carattere sociale (il problema dell’immigrazione, della malavita organizzata, in questo terzo volume l’apartheid in Sudafrica). Oltre a un occhio particolare su Kurt, sui suoi _tanti_ problemi personali e famigliari (un divorzio, un rapporto un po’ tormentato con la figlia, e molto difficile con il padre), nonché sulle vicende del commissariato di Ystad. Insomma, una serie a cui ci si appassiona.

Oltre a Kurt, altri due gialli: *Prima del gelo* (pubblicato da Mondadori), in cui protagonista  è la figlia Linda, neodiplomata alla scuola di polizia, e *Il ritorno del maestro di danza* (ed. Marsilio) in cui invece le indagini sono nelle mani dell’ispettore Stefan Lindman, già comparso in *Prima del gelo*.

Marsilio completa poi la gamma con la serie dei libri africani, che però ammetto di non conoscere; so solo che lo scrittore vive parte dell’anno in Mozambico.

*giuliaduepuntozero

I romanzi mattone e altro

Due interessanti articoli sul numero di oggi, 31 agosto, dell’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore, entrambi a pagina 32, collegati fra loro.

Nel primo, *Così è risorto Stieg*, Cesare de Michelis, editore, racconta l’ultima, fenomenale scoperta della Marsilio, Stieg Larsson, e la storia dei rapporti fra la sua casa editrice e il giallo svedese prima e più in generale scandinavo poi, nato con l’acquisto dei diritti di Henning Mankell (di cui io, proprio in questi giorni, sto leggendo *La leonessa bianca*, terza avventura dell’ispettore Kurt Wallander).

In *Il mattone che trionfa in libreria* Giovanni Pacchiano parte proprio dal recente successo di *Uomini che odiano le donne* e di *La ragazza che giocava con il fuoco*, i due mattoni di 700 pagine ciascuno di Stieg Larsson, per interrogarsi sulla diffusione e soprattutto sul successo di quelli che definisce romanzi-fiume. Non solo Stieg Larsson, ma anche lo stesso Mankell e Leif G.W. Persson, per rimanere alla Marsilio, o ancora l’ultimo titolo della Fallaci.

Scrive Pacchiano:

[...] Il protagonista, almeno così crediamo, è un lettore colto. Ha più di quarant’anni (ma può averne anche settanta e passa). E’ deluso dalla vita pubblica e dal crollo dei valori di un mondo perbene ormai scomparso. Si sente, inoltre, accerchiato dalla cattiva letteratura e prova il bisogno di abbandonarsi a una narrativa totalizzante e chilometrica. Come le grandi letture della sua giovinezza. Sostitutiva della vita? Forse sì, almeno per il non breve tempo della lettura. Paradossalmente, anastetizzante e insieme esaltante. [...] Ma non basta: i buoni romanzi-fiume sono, sempre, avvincenti. “Avvincente”, cioè qualcosa che ti lega. Sei fatalmente e strettamente legato al tuo libro sino alla conclusione della storia. [...]

E voi cosa ne pensate? Qual è il vostro rapporto con i romanzi-fiume? Vi ritrovate in questa descrizione?

*giuliaduepuntozero

La ragazza che giocava con il fuoco, Stieg Larsson

Ho parlato del primo libro di Stieg Larsson, *Uomini che odiano le donne*, qualche tempo fa, scrivendo di quanto mi fosse piaciuto e quanto mi avesse entusiasmata.

Se possibile, *La ragazza che giocava con il fuoco*, secondo volume di quella che è stata chiamata la Millennium Trilogy, edito da Marsilio, mi è piaciuto ancora di più. Mi ha tenuta legata alle sue oltre 750 pagine, facendomi spaventare, arrabbiare, sospirare di sollievo, rabbrividire.

Rispetto al primo libro, l’attenzione è maggiormente concentrata su Lisbeth, la giovane hacker, geniale, dotatissima per la matematica e i computer, asociale ma con una sua moralità molto rigida, gracile ma con capacità di difesa insospettabili. La rtroviamo all’inizio in un viaggio sabbatico in giro per il mondo, alle prese con quesiti matematici, e, come sempre, uomini che odiano le donne. Con Mikael Blomqvist non vuole avere più nulla a che fare, con grande dispiacere del giornalista, che si consola con una nuova, esplosiva inchiesta, questa volta sul trafficking di giovani prostitute. Ma tre omicidi arrivano a sconvolgere la storia, tanto più quando Lisbeth viene ritenuta colpevole e inizia una caccia all’uomo per trovarla in tutta la Svezia. Non voglio svelare oltre, ma solo consigliarvi di leggere *La ragazza che giocava con il fuoco* e, se non l’aveste ancora fatto, *Uomini che odiano le donne*.

Proprio mentre lo stavo leggendo, fra l’altro, è uscito un articolo sul Corriere della Sera che parlava della nuova *moda* turistica diffusa a Stoccolma: un itinerario letterario per la città in visita ai luoghi citati da Stieg Larsson nei suoi libri.
La mania è partita da Flickr, fino a quando il Museo della Città ha organizzato visite guidate di un’ora e mezza, da Södermalm (dove vive Mikael) a Fiskargatan (dove vive invece Lisbeth, a partire dal secondo episodio), da Goetgatan (sede della rivista Millennium) al bar Kvarnen (bazzicato un po’ da tutti i personaggi).

*giuliaduepuntozero

Novità in libreria

Ieri ho fatto un salto in libreria, e ho notato alcune novità molto appetitose, di scrittori che mi piacciono.
Innanzitutto, *La figlia dello straniero* di Joyce Carol Oates, ed. Mondadori (20 €). Non mi dilungo ulteriormente sulle immense doti di questa scrittrice, di cui tanto ho parlato e che tanto ho elogiato e di cui tanto parlerò ancora. Consiglio solo a tutti di leggerla. L’occasione buona potrebbe essere quest’ultimo titolo pubblicato da Mondadori, questa la quarta di copertina:

Rebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta lungo l’America tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato. Una famiglia giunta dall’Europa carica degli orrori della Seconda guerra Mondiale, un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie, una lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all’Olocausto, che le rivela dei suoi genitori più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L’unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e reinventarsi. In fondo l’America, è anche questo. Ma riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e un figlio?

In un’intervista pubblicata qualche settimana fa su IoDonna, Joyce Carol Oates disse che il romanzo è ispirato alla storia della madre di suo padre, in America all’inizio del Ventesimo secolo.

Seconda uscita da segnalare, *Paura della matematica* di Peter Cameron, ed. Adelphi (15€). Anche Cameron è uno scrittore niente niente male, che consiglio di leggere, sia con *Quella sera dorata*, il romanzo che l’ha fatto scoprire in Italia, sia con *Un giorno questo dolore ti sarà utile*, che personalmente mi ha presa ancora di più. *Paura della matematica* è una raccolta di racconti.

In libreria da qualche giorno anche il secondo capitolo della Millennium Trilogy del giallista svedese Stieg Larsson, intitolato *La ragazza che giocava con il fuoco*, edito anche questo da Marsilio (19,50€).  Negli ultimi tempo ho tanto sentito parlare dell’eredità dello scrittore e dei litigi fra i famigliari e la compagna. Lascerei da parte queste vicende, e consiglierei invece, a chi non l’avesse ancora fatto, di prendere in mano *Uomini che odiano le donne*, e di proseguire poi la lettura con quest’ultima uscita.

Infine, scendiamo sul Mediterraneo con un’altra raccolta di racconti, *I labirinti di Atene* di Petros Markaris, ed. Bompiani (16€). Otto raccolti con al centro storie di immigrati e immigrazione. Il commissario Charitos, consueto protagonista dei gialli dello scrittore greco-armeno (un altro degli scrittori che consiglio caldamente), compare solo nel primo racconto, mi sembra di capire, comunque da parte mia penso di comprarlo anche solo per quelle poche pagine.

*giuliaduepuntozero