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The Reader – A voce alta: film (poco convincente) da un romanzo condotto sul filo del rasoio
A fronte di un diffuso entusiasmo, confesso il mio giudizio molto perplesso su questa traduzione filmica.
Il romanzo fu oggetto di una lettura collettiva nel nostro gruppo “Librando” alcuni anni fa.
Suscitò reazioni diverse: qualcuna lo respinse, altre lo apprezzarono con riserva, diverse lo accolsero completamente.
Che cosa resta di quel romanzo che racconta una storia audace, condotta sul filo del rasoio?
A mio parere, non molto. Leggi tutto il post
Una serata molto terapeutica
Volevamo compilare una farmacopea, alla fine della riunione del gruppo di lettura colognese sui libri che consolano, con annesso elenco dei sintomi, posologia, effetti collaterali. Insomma un bugiardino, che si è rivelato oltre che sommamente bugiardo, del tutto impossibile.
L’elenco dei rimedi bibliografici alla fine ve lo diamo lo stesso in forma succinta, ma quel che è emerso dall’appassionato incontro dei lettori del gruppo è stata l’assoluta imprescrittibilità della lettura, anche sotto forma di farmaco, e la necessaria personalizzazione di ogni cura bibliografica. Abbiamo toccato con mano che una lettura risanatrice per l’uno può essere inutile o addirittura controproducente per un altro. Farmaci e veleni, anche in questo caso, hanno molto in comune: è tutta una questione di contesti e di dosi. Leggi tutto il post
I libri più belli, letti nel 2009
Quest’anno cominciamo presto.
Ma è meglio così. La segnalazione dei migliori libri, dei libri più belli, è ormai diventata una specie di flusso continuo. (Il post del 2008 ha avuto 392 commenti che ovviamente aumenteranno ancora, visto che qualche lettore ancora non ci ha detto cosa ha amato di più fra le sue letture del 2008).
Ma è anche una specie di forum dove si discute di lettura in generale. Insomma è uno dei principali luoghi di discussione del blog. Uno degli spazi di cui sono più orgoglioso. Una rappresentazione esemplare delle potenzialità della discussione civile in rete. Un fenomeno per il quale non mi stanco mai di ringraziare tutti i frequentatori di questo blog.
Per il 2009 dunque le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Ne citiamo massimo 5 per commento. Via via che ne leggiamo altri che lasciano il segno, aggiungiamo libri alla lista, con nuovi commenti. Sì ecco, usiamo come sempre i commenti.
Anche quest’anno avremo così una formidabile macchina di “consigli di lettura” (l’elenco del 2008 ha avuto, fino a oggi, 22mila “visite”).
Kindle 2, la nuova versione del lettore di e-book di Amazon
Difficile dire se mai leggeremo i libri con strumenti del genere: sospendo giudizi e non faccio previsioni: registriamo solo la nuova versione di Kindle, il lettore di e-book di Amazon. Da vedere non è male. Sarebbe interessante anche provarlo. Magari non per leggere un romanzo ma per consultare un saggio.
[via Mobileread]
Consigli di lettura per malattie dell’animo. Esistono?
Consigliare un libro è faticoso, forse rischioso.
Intendo: non il passaparola: “Quel libro è bellissimo, dovresti leggerlo”; oppure quello che spinge l’amico alla lettura per il modo in cui gli si parla di un certo libro che ci appassiona.
No,intendo un consiglio su richiesta, una richiesta di aiuto: “Voglio un libro che mi faccia volare, volar lontano da qui”. Oppure un libro che aiuti a guarire un mal di vivere che lo ha preso e che lui vuol sanare anche con la lettura.
E’ questa una richiesta più grande del libro che vuole sia consigliato? Ma anche se fossimo autorizzati a fermarci al consiglio di lettura, a questo piccolo/grande aiuto, esiste un libro che aiuti a guarire chi è colpito da un mal di vivere, da una malattia dolente dell’animo?
tavolo da giardino, originally uploaded by luiginter.
Ho perso le parole

Ho perso le parole - e non conosco nemmeno l'autore dell'opera, però
l’immagine l’ho trovata qui
I libri curano l’anima?
In un recente commento su questo blog Rosa Minnino, psicoterapeuta, ci informava di una sua conferenza che avrebbe tenuto a Roma, venerdì 5 dicembre alle ore 17, BIBLIOTERAPIA E SALUTE, nell’ambito di PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI. [Biblioterapia, il sito dedicato alla biblioterapia attraverso la lettura].
Ci invitava come GDL e come singoli lettori, perché avrebbe parlato del “valore del gruppo di lettura nel tessuto sociale per lo sviluppo culturale di una comunità”
Se qualcuno dei frequentatori di questo blog è stato presente, o la stessa dott.ssa Minnino, sarebbe interessante se ci informassero su come l’argomento è stato affrontato.
Io, interessata a questo tema, sollecitata anche da un recente articolo di Repubblica, ho riletto un piccolo libro di MIRO SILVERA, LIBROTERAPIA. Un viaggio nel mondo infinito dei libri, perché i libri curano l’anima, SALANI EDITORE 2007. pp.81
Nel risvolto di copertina si dice : “Ecco la terapia più terapia di tutte: curarsi con i libri. Ce ne sono un’infinità, non scadono mai, e puoi decidere tu tempi e dosaggi. Per qualsiasi disturbo, carenza o bisogno, i libri curano, nutrono, confortano”
Nelle ultime pagine c’è UNA LIBROTERAPIA IN PILLOLE che vi trascrivo, anche se un po’ troppo lunga.
Leggi il resto
Libri all’infinito
Un’amica mi ha segnalato le opere di Job Koelewijn, un artista “concettuale” olandese che a volte si occupa di libri.
Questi due lavori sono, rispettivamente, del 2007, Sanctuary e del 2005, Untitled (lemniscaat).
Ne parla anche questo blog interessante: Book patrol.

Job Koelewijn, Sanctuary: un distributore di benzina in dimensioni reali, interamente fatto di copertine di libri.
Job Koelewijn, (senza titolo). [libri all'infinito, o che altro? qualcuno l'ha interpretata come: "l'infinita natura del sapere" oppure: "l'infinito potere dei libri"]
I 100 (cento) migliori libri del 2008 secondo il New York Times
Veramante il New York Times li chiama “Notable”. Li trovate qui. Non c’e nemmeno un italiano, lo scorso anno c’era Gomorra. E’ anche vero che in effetti gli editori americani traducono poco gli stranieri.
La classifica dei 10 migliori arriverà nelle prossime settimane.
I 100 Notable dell’anno scorso.
I 10 migliori dell’anno scorso. Ne avevamo parlato qui.
Adesso cominciano le classifiche dell’anno.
A proposito: il nostro post sui migliori libri *letti* nel 2008 ha tagliato oggi il traguardo dei 300 commenti. Non male come consiglio di lettura gigante e polifonico (c’è anche dell’altro, in effetti).
Possiedo un mio momento
Anni fa un poeta cantava “ovvio il medico dice sei depresso, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento…”
E certi momenti sono importanti!
Io fin da piccola, soprattutto nei lunghi dopopranzo domenicali, amavo portarmi in bagno qualcosa da leggere: ho divorato fumetti, e poi capitoli del romanzo di turno, rincuorata anche dalla presenza in casa di una seconda toilette ad uso di chi aveva urgenze.
Una volta cresciuta ho meditato più volte di mettere uno scaffale in bagno, in modo da non essere mai costretta in certe situazioni a leggere gli ingredienti dello shampoo o le pillole di saggezza regalate dalle bustine di assorbenti.
Ma se lo spazio non permette l’ingresso di ulteriori mobili, la lavatrice può essere un’ottima libreria sostitutiva.

Foto: Fenice
Al momento nella mia biblioteca “di servizio” si può scegliere tra:
- l’ultimo numero di “Terre di mezzo”
- due libricini millelire di argomento vario
- catalogo Ikea 2009
- rivista “Meridiani” sull’Islanda
- guida Lonely Planet di Berlino
- “Non è vero che tutto va peggio” di Jacopo Fo e Michele Dotti
Ma già domani potrebbe arrivare qualcosa di nuovo…
Elemento importante per i libri o le riviste da inserire nel catalogo della biblioteca di servizio è che permettano una lettura a spizzichi, quindi forse sono preferibili raccolte di racconti, o saggi e romanzi dai capitoli brevi. Anche i fumetti riscuotono ampio successo.
E voi? Cosa leggete sulla tazza?
Siamo più poveri ma leggiamo di più
La crisi delle banche e le paure di recessione aumenteranno la lettura dei libri?
Nei giorni corsi la Fiera di Francoforte e le riflessioni sul mercato librario hanno portato qualche editore a manifestare ottimismo.
La tesi dice: nei momenti di difficoltà e crisi di fiducia sulle prospettive dell’economia, le persone leggono di più, comprano più libri. Il perché dovrebbe legarsi al fatto che i libri costano meno di altri consumi culturali, ma anche (forse soprattutto) al fatto che la lettura aiuta lo spirito.
Ma è vero?
State comprando (e leggendo) più libri in queste settimane?
Il lettore comune è anche critico letterario?
Alfonso Berardinelli, su “Domenica” del Sole 24 ore del 12 ottobre, ci fa una sintesi dello statuto della critica letteraria oggi, e ci ricorda come essa sia passata dallo strutturalismo, che svalutava i lettori ingenui e pretendeva di trasformarli tutti in specialisti, a Calvino che sosteneva che l’esperienza del leggere non potesse diventare scienza.
Così la critica letteraria si è avvicinata al “common reader”, ha ricominciato a raccontare che cosa è stata, per chi ha letto, l’esperienza di leggere quel preciso libro in circostanze precise.
Berardinelli ci dice quindi che la critica oggi è uscita dai laboratori d’avanguardia per occuparsi del senso comune e non disprezza più l’autobiografia intellettuale.
La critica non è altro che un’intensificazione dell’esperienza di lettura e una conversazione intensificata intorno al significato e al valore dei libri.
Insomma, viene da dire: non è anche quel che si fa, che facciamo, sui blog di discussione attorno alle letture, e nei Gruppi di lettura, e magari anche nelle conversazioni con gli amici? Il lettore comune è anche il critico dunque?
Raccontare il tempo, a Cologno Monzese, il 20 settembre
Raccontare il tempo. Lo propone a tutti, a tutti quelli che vogliono provare a raccontare, la biblioteca di Cologno Monzese.
E’ la quinta edizione della maratona dei racconti di lettura, si tiene il 21 20 settembre 2008 a Cologno Monzese al teatro di Via Volta (mappa).
Per chi non la conoscesse: si tratta di raccontare in 5 minuti un libro o un racconto o un frammento che sia in sintonia, appunto, con il tema. Quest’anno il tempo.
Tutti possono partecipare. Per farlo potete prendere contatto con la biblioteca:
Tutte le informazioni le trovate qui e qui.
i GdL a Mantova il 6 settembre
cari compagni di lettura, guardate nella vostra agenda: c’è un appuntamento che ci riguarda : sabato 6 settembre alle 12.15 ci aspettano in Piazza della Concordia. Portate le vostre esperienze, la vostra curiosità e soprattutto voi e magari i vostri amici, parenti, animali, libri… e una matita gialla per farvi riconoscere!
La nostra amica di mantova ha lavorato per noi e ci ha preparato una sorpresa che, sono sicura, gradiremo molto.
Intanto la ringrazio, la nostra Lettoreambulante, a nome di tutti noi.
noi, da Cervia ci saremo. a prestissimo
Bianca
biancaverri@gmail.com
Che libro starà leggendo?

foto da flickr, luiginter.
Ditemi che non vi è mai capitato di avvicinare una lettrice o un lettore in un parco, su un autobus, su una panchina in piazza, solo per capire che libro stesse leggendo. Vedere la copertina, la cosa migliore.
Non apparirebbe qualcosa lontanissimo dalla “banale vecchietta” per diventare un personaggio capace di suscitare il nostro interesse? Una ribelle.
Che cosa si legge su questo blog in una settimana (normale)
Si lo ammetto, è un post strano: volevo mostrare a tutti cosa viene letto su questo blog in una settimana “normale” (l’ultima settimana).
La tabella dà l’idea di un interesse distribuito su molti contenuti differenti. Insomma quella che viene definita long tail, concetto che si è usato altre volte in questo blog.
PS. Per 10 giorni abbandono il blog e sarò lontano dai computer, vicino al mare, a piedi nudi o con le scarpe da running. Mi porto da leggere L’ottava vibrazione di Carlo Lucarelli (Einaudi). Confido negli altri autori del blog e nei commenti
perché Gdl non si senta abbandonato.
I libri più belli, letti nel 2008
Dopo richieste, anche ripetute
– abbiamo deciso di aprire la segnalazione dei libri più belli, letti nel 2008, già a questo punto.
Insomma i libri letti sono già (per molti, non per tutti) parecchi.
Quindi cominciamo pure. Quali sono i libri (massimo 5 alla volta) più belli che abbiamo letto quest’anno, 2008, (fino a oggi… via via che se ne leggono altri che meritano, li aggiungiamo)?
Come al solito, usiamo i commenti.
Ma quante ore dedicate voi alla lettura?
Oggi ci ho pensato un po’ e mi son reso conto che io alla lettura dedico poco tempo.
Stimiamo 10 ore a settimana (meno del 9% del tempo a disposizione, se escludiamo 56 ore di sonno).
Non sono un po’ poche per una passione?
Poche anche per avvicinarsi al titolo di “lettore forte” (anche se mi piace la definizione che di LF ci ha dato egolector, quindi non quantitativa ma qualitativa, di modo più che di peso: “per natura lenti e selettivi”).
Non solo leggo meno libri di quelli che vorrei, ma forse li leggo anche troppo lentamente, frammentando troppo, prolungando troppo la lettura dei libri lunghi.
Insomma, se pensiamo al tempo da passare con le persone cui vogliamo bene, ad alcune pratiche ossessive (come la corsa, che da sola occupa assai più tempo della lettura, fra una cosa e l’altra), al lavoro e ad altri fastidi sparsi, ci si rende conto che il tempo per la lettura oltre a essere pochino è anche relegato alle ore notturne (con il peso della stanchezza da sollevare) o ai ritagli (bagno, semafori, autobus – ma ne prendo pochi).
Insomma, non sarò per caso un lettore scarso o un lettore in difficoltà?
Ps La settimana appena passata, tanto per rendere ancora più colpevole la mia condizione, non ho scritto nemmeno una riga per questo blog
Firmino, il plagio e l’etica della lettura
Che si dice sul blog, mi chiede Bianca, di Firmino e del suo plagio presunto (ai danni de La bibliotecaria di Ciccarone)? Per ora ancora nulla, mi pare, e così rompo il ghiaccio, anche se Firmino (di Sam Savage, Einaudi editore) non ho finito di leggerlo e quindi sospendo il giudizio sull’esito di questa lettura, a proposito della quale penso comunque di poter condividere ciò che ne dice Fofi sul “Sole 24 ore” di oggi. In realtà anche circa l’accusa di plagio sono abbastanza scettico: sia in generale (a parte alcuni casi patenti e dolosi, spesso più che di plagio si tratta di una sorta di circolazione omeostatica e di ripetizione delle idee e dei temi, e l’idea di Firmino naviga da un pezzo nel mare editoriale), sia in particolare (quel che si sa della biografia dell’autore, e dello stato di necessità sotto cui ha scritto il libro, oltre alla sua ignoranza della lingua italiana, induce a dubitare di un plagio conclamato). Piuttosto mi sembra che Fofi abbia posto un tema importante e degno di discussione a partire da Firmino: secondo lui si tratta di un libro volto a compiacere i lettori forti, che così si sentono migliori degli altri. “Ma il vecchio luogo comune – dice Fofi – per cui «chi legge è migliore di chi non legge» io non mi sono mai sentito di sottoscriverlo”. Fofi ha perfettamente ragione a dire che ci sono analfabeti colti che sono più lettori di molti lettori (in realtà leggono senza saperlo), ma sbaglia, secondo me, nel dipingere i lettori forti come manducatori e deglutitori indifferenziati di un libro dopo l’altro. Fofi confonde i lettori forti – che sono per natura lenti e selettivi, anche se quando hanno fame mangiano con un robusto appetito – con i divoratori di best seller, cioè con il loro esatto contrario.
Ma c’è un punto – su cui già in questo blog alcune volte si è discusso – che è ancora più importante: se leggere (e leggere in un certo modo) non rendesse gli uomini (almeno un po’) migliori, non andrebbe perduta una parte decisiva del senso della lettura, della sua etica? Noi non sappiamo quale sia il modo attraverso cui questo miglioramento accade, se accade, e sicuramente è qualcosa di molto lontano da ogni didattica e da ogni proselitismo. Noi sappiamo anche che non sempre ciò è vero e sappiamo che, come ci ha ricordato Adorno, i gerarchi nazisti, dopo aver ascoltato Bach e letto Hegel, andavano a fare il loro quotidiano “lavoro” nei lager. Cioè sappiamo che non c’è nessun automatismo e che l’etica della lettura, essendo appunto un’etica, richiede decisioni e scelte consapevoli. Che ci sono semi che non attecchiscono. Che ci sono interessi o ordini più forti delle letture. Ma senza la speranza che esista o possa esistere un nesso tra lettura e formazione delle coscienze, noi ci priveremmo di una componente essenziale della lettura, che è quella utopica: disegnare un mondo altro e cercare di cambiare quello che abbiamo di fronte.
Librarything è meglio di Anobii, lo sa persino La Repubblica (dopo la spiegazione del Wsj)
UPDATE: visto l’interesse per il tema, segnalo una parziale revisione del mio punto di vista su Anobii. 28.02.2009
La Repubblica di oggi dedica un articolo (di Enrico Franceschini) a un altro articolo che lo scrittore Luc Sante sul Wall Street Journal ha dedicato a Librarything, il sito web di archiviazione di libri e di socializzazione attorno ai libri e di intreccio tematico relativo ai libri (esiste anche una versione in italiano).
A parte la curiosità del fatto che La Repubblica abbia dovuto attendere che lo facesse il Wall Street Journal per apprezzare la qualità e originalità di Librarything. A parte questo, dicevo, a me fa molto piacere che finalmente anche in Italia ci si sia accorti delle grandi possibilità che stanno dentro i concetti messi in pratica da Librarything.
Tranquilli, mica voglio provare a spiegarli. Vi invito solo a povare, partendo dalla mia pagina preferita, lo zeitgeist. Però provate, prima di giudicare. L’ultima volta che ho invitato qualcuno di questo blog a farlo mi risposero che “era piatto graficamente“. E basta.
E giù con elogi a Anobii. Vi assicuro non c’è paragone fra il narcisismo fighetto il facile autocompiacimento di Anobii e il mondo di intrecci possibili di Librarything. E la sobrietà della grafica, in questo caso, vi assicuro, è funzionale alla scoperta di quel che non sappiamo.
Ps Uno dei blog di librarything, Thingology, è dedicato alle idee attorno all’uso dei tag e agli altri metodi di “descrizione” dei libri. E delle idee (quindi). Merita
Ps (2) Non volevo offendere nessuno descrivendo in quel modo Anobii: in effetti è un giudizio un po’ superficiale. Preciso però che io un po’ di libri (pochi) li ho su Anobii, mica su Librarything. Insomma era per provocare un poco
Si può leggere un classico allo stesso modo di un noir?
Dopo mesi di digiuno letterario (troppo complicato spiegarne i motivi), stavo bighellonando tra i miei libri. Rileggendo dei brani sottolineati, mi è caduta l’attenzione sul fatto che in certi capolavori il destino di un personaggio – o addirittura del protagonista – intorno a cui si svolge l’intera trama è scritto in un paragrafo. Inizio, svolgimento, fine.
Leggete per esempio questo brano de Il Rosso e il Nero:
Dopo un ultimo istante di attesa e di ansia, durante il quale l’eccesso dell’emozione aveva tratto Julien come fuori di sé, suonarono le dieci all’orologio in alto sopra di lui. Ogni tocco di quella campana fatale gli echeggiava in petto producendovi qualcosa di simile a un moto fisico. Finalmente, mentre l’ultimo tocco ancora echeggiava, egli distese la mano e strinse quella di Mme de Renal, che subito la ritrasse. Julien, senza ben sapere quel che faceva, tornò ad afferrarla. Benché assai turbato egli stesso, fu colpito dalla freddezza glaciale della mano che teneva; la stringeva con forza convulsa; vi fu un ultimo sforzo di sottrargliela, ma finalmente quella mano restò a lui. La sua anima si inondò di gioia, non che amasse Mme de Renal, ma così cessava un supplizio atroce.
E’ l’inizio della relazione tra Julien e Mme de Renal ed è già evidente cos’ha in mente Stendhal. Si capisce che lei è spacciata. E ora leggete qui sotto l’incontro tra Vronskij e Anna Karenina:
Ma la Karenina non rimase ad attendere il fratello, bensì, avendolo visto, con passo deciso uscì dal vagone. Non appena il fratello le fu vicino, con un movimento che colpì Vronkij per la sua decisione e la sua grazia, gli cinse il collo con il braccio sinistro, lo attrasse rapidamente a sé e lo baciò con forza. Vronskij la guardava senza abbassare gli occhi e senza sapere neppure lui il perché.
Anche qui, una sintesi perfetta in poche righe. Vronskij sembra un cacciatore che, scrutando la sua preda nel mirino, sta per premere il grilletto, come poi farà.
Stendhal e Tolstoij sono assolutamente convinti della vanità del sacrificio, e lo dicono fin dall’inizio. Tuttavia il sacrificio è necessario e indispensabile allo svolgimento del romanzo. Offrire un indizio, uno spunto o addirittura una premonizione significa avvertire il lettore. Esattamente il contrario di quello che succede in un romanzo d’appendice dove i colpi di scena, i travestimenti e le agnizioni cambiano il destino dei personaggi da un capitolo all’altro.
Io però mi sono resa conto di non cogliere le avvertenze dell’autore. Leggo cioè un classico allo stesso modo in cui leggo un romanzo d’avventura o forse anche un noir: mi aspetto insomma che tutto possa cambiare da un momento all’altro. Ma questo, forse, è un errore capitale. La domanda è: un lettore ha la stessa propensione alla lettura sia che stia leggendo Flaubert o Izzo?
La libreria di Alberto Manguel

Sul New York Times, Alberto Manguel ci parla della sua libreria: oltre 30mila volumi in una stalla ristrutturata accanto alla sua casa del 15 secolo in un villaggio nella Valle della Loira.
Manguel definisce la sua libreria
un animale fantastico creato di differenti librerie costruite e poi abbandonate nel corso della mia vita






L'angolo del
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