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Articoli taggati ‘Libri’

Georges Simenon, Le campane di Bicetre

12 Giugno 2009 xochitl2 Lascia un commento

La casa editrice Adelphi continua a pubblicare l’opera omnia di George Simenon e in questo 2009, a 30 anni dalla morte,  Le Campane di Bicetre, scritto in realtà nel lontano 1963.

Non è un giallo, ma appartiene ai  “romanzi psicologici o del destino”, anzi ai cd. ROMANS DURS, come lo stesso autore li ha definiti,quando dopo il 1941 mette al bando”il sentimentale e ignobile Maigret“.

La fama di Simenon  con i suoi ( pare) 400 romanzi, scritti anche con pseudonimi diversi, è legata soprattutto ai gialli di Maigret, ma i riconoscimenti arrivati tardi  dalla critica sono proprio a partire da romanzi come” Le campane di Bicetre”. Lo stesso Simenon  lo considerava importante tanto da avergli dedicato più tempo nella scrittura ed è l’unico a cui abbia premesso  una introduzione. Continua…

Con Fahrenheit, Radio 3, un libro per l’Abruzzo

16 Aprile 2009 luiginter 6 commenti

La trasmissione di Radio 3, Fahrenheit (arcinota ai lettori) ha organizzato una raccolta di libri da mandare ai lettori in Abruzzo.
L’idea è scegliere un libro che ritieniamo importante, un libro che aggiunga idee e pensieri ed emozioni alle persone che hanno perso parti importanti della loro vita, anche i loro libri e i libri delle biblioteche. Un solo libro, il “nostro” libro. Da inviare alla redazione di Fahrenheit:
Fahrenheit – Radio3
Via Asiago 10
00195 Roma
Penseranno loro alla distribuzione.

Di cosa parliamo quando parliamo di libri?

5 Aprile 2009 luiginter 8 commenti

Anzi: di cosa vorremmo parlare quando parliamo di libri?
Cosa spinge un lettore a parlare ad altri dei libri che legge?

E il lettore vuole parlare del libro o quel che gli interessa veramente è parlare della lettura: come esperienza emotiva e intellettuale e magari anche sentimentale?

Gli interessa rivendicare l’appartenenza alla comunità dei lettori? O forse vuole solo verificare l’esistenza della comunità dei lettori, trovando altri lettori disposti a raccontare il vissuto e i desideri di lettura, proprio come vorrebbe fare lui?
Oppure, come qualcuno sostiene, il lettore quando parla dei libri, in fondo vuole solo parlare di se stesso. E sentire gli altri parlare di se stessi?

Come la vedete voi?

Gli scaffali pieni di libri di Victoria Reichelt

2 Aprile 2009 luiginter 9 commenti

Victoria Reichelt è una pittrice autraliana che negli ultimi anni ha dipinto scaffali pieni di libri.
Non solo scaffali immaginari e reinterpretati ma anche “ritratti” di scaffali veri, di vere persone/lettori.
Eccone alcuni.

Victoria Reichelt, the big twitch

Victoria Reichelt, the big twitch


David Sequeira, oil on canvas, 2008, 80 x 60.5cm

David Sequeira, oil on canvas, 2008, 80 x 60.5cm


Tolstoi, oil on canvas, 2006, 50 x 50c

Tolstoi, oil on canvas, 2006, 50 x 50c


Possession Obsession, oil on canvas, 2008, 46 x 86cm

Possession Obsession, oil on canvas, 2008, 46 x 86cm


Napoleon, oil on canvas, 2006, 60 x 60cm

Napoleon, oil on canvas, 2006, 60 x 60cm

[via bookpratrol]

Google Book Search: quale futuro per i libri?

31 Marzo 2009 luiginter 1 commento
Google Book Search

Google Book Search

Ieri mia figlia mi chiesto cosa fosse esattamente Google Book Search (c’è anche in italiano) e perché fosse considerata così importante la questione della digitalizzazione dei libri.

Aveva visto su qualche sito la pubblicità  – pagata da Google – che invita gli autori e i titolari di diritti d’autore ad accordarsi con Google nel quadro della conciliazione raggiunta in ottobre, dopo l’azione legale intentata da autori ed editori per violazione della normativa sul copyright.

Era successo infatti che molti autori e i relativi editori si fossero spaventati e preoccupati che l’attività di digitalizzazione dei libri violasse i loro diritti, permettendo la lettura, la copia e la manipolazione gratuita di opere coperte, appunto, da copyright.

Per capire la faccenda di Google Book Search, per fortuna, sulla New York Review of Books sono usciti in questi mesi due articoli-saggio dello storico Robert Darnton, uno già tradotto anche dalla Rivista dei libri (il secondo credo arriverà presto). Continua…

Il libro: “La nuova piattaforma wireless per leggere”

15 Marzo 2009 luiginter 3 commenti
il libro: la nuova piattaforma wireless per leggere

Progress - il libro: grande questa interfaccia! E le pagine girano veramente!

Amy:  – Jeremy ha qualcosa di nuovo per noi oggi. Ecco: ci spieghi cosa abbiamo qui?

Jeremy: – Si chiama Libro. Prova a collegarlo all’elettricità.

-  Non vedo la spina.

- Non vedi la spina perché Libro è la nuova piattaforma wireless che non ha bisogno di essere attaccata all’elettricità. Adesso vai avanti, e gira una pagina.

- Accidenti! Le pagine girano veramente. E… su ciascuna pagina ci sono parole diverse.

- In effetti ha un’interfaccia intuitiva basata sul contatto tattile. Siamo molto orgogliosi di questa interfaccia.

- Potrebbe essere una grande cosa questa. Ma dove si possono tenere questi libri?

- Bella domanda! I libri possono stare sugli scaffali che ci sono già in ogni casa…

La strip Progress è da Penny Arcade

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I libri più belli, letti nel 2009

17 Febbraio 2009 luiginter 596 commenti

Quest’anno cominciamo presto.
Ma è meglio così. La segnalazione dei migliori libri, dei libri più belli, è ormai diventata una specie di flusso continuo. (Il post del 2008 ha avuto 392 commenti che ovviamente aumenteranno ancora, visto che qualche lettore ancora non ci ha detto cosa ha amato di più fra le sue letture del 2008).
Ma è anche una specie di forum dove si discute di lettura in generale. Insomma è uno dei principali luoghi di discussione del blog. Uno degli spazi di cui sono più orgoglioso. Una rappresentazione esemplare delle potenzialità della discussione civile in rete. Un fenomeno per il quale non mi stanco mai di ringraziare tutti i frequentatori di questo blog. :)

Per il 2009 dunque le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Ne citiamo massimo 5 per commento. Via via che ne leggiamo altri che lasciano il segno, aggiungiamo libri alla lista, con nuovi commenti. Sì ecco, usiamo come sempre i commenti.
Anche quest’anno avremo così una formidabile macchina di “consigli di lettura” (l’elenco del 2008 ha avuto, fino a oggi, 22mila “visite”).

Gruppo di lettura di Cologno Monzese: Un libro che consoli

16 Febbraio 2009 luiginter Lascia un commento

Vi segnalo l’incontro del Gruppo di lettura della Biblioteca di Cologno Monzese, il 19 febbraio, dedicato al tema dei “libri che curano l’anima”.
Un tema al quale curiosamente avevamo fatto cenno qualche settimana fa sul blog (del tutto indipendentemente dall’iniziativa del Gdl). La serata promette bene. Leggi tutto il post

Consigli di lettura per malattie dell’animo. Esistono?

31 Gennaio 2009 luiginter 12 commenti

Consigliare un libro è faticoso, forse rischioso.
Intendo: non il passaparola: “Quel libro è bellissimo, dovresti leggerlo”; oppure quello che spinge l’amico alla lettura per il modo in cui gli si parla di un certo libro che ci appassiona.
No,intendo un consiglio su richiesta, una richiesta di aiuto: “Voglio un libro che mi faccia volare, volar lontano da qui”. Oppure un libro che aiuti a guarire un mal di vivere che lo ha preso e che lui vuol sanare anche con la lettura.
E’ questa una richiesta più grande del libro che vuole sia consigliato? Ma anche se fossimo autorizzati a fermarci al consiglio di lettura, a questo piccolo/grande aiuto, esiste un libro che aiuti a guarire chi è colpito da un mal di vivere, da una malattia dolente dell’animo?

tavolo da giardino, originally uploaded by luiginter.

I mille romanzi che tutti dovrebbero leggere

20 Gennaio 2009 luiginter 7 commenti

Il Guardian ha selezionato i mille romanzi che tutti dovrebbero leggere.
Son divisi per categorie: per esempio i gialli e noir, nell’elegante e laica categoria “crime“; oppure i libri “comici” rubricati in “comedy” (ma: comedy is not humor…), o ancora la rassicurante “Family & Self” per libri come Papà Goriot, I Fratelli Karamazov ma anche Middlesex di Jeffrey Eugenides. E naturalmente i romanzi d’amore: Love.

Le liste sono in ordine alfabetico per autore: quindi, prima di scandalizzarvi per chi c’è e chi non c’è, dovete avere la pazienza di scorrere, per ogni tipo di romanzo, le tre parti in cui è suddiviso l’elenco. La lista dei romanzi di crime, per esempio, incomincia con L’uomo dal braccio d’oro di Nelson Algren, autore sublime, in effetti, ma non credo che lo avrei mai inserito fra i giallli o noir.

Interessanti anche alcune digressioni: come i migliori detectivi atipici (The best unusual detectives), i migliori romanzi che usino il flusso di coscienza (The best stream-of-consciousness novels). C’è anche una interessante incursione nella graphic novel.

1000 novels everyone must read, Guardian.co.uk

Chi prova a contare quanti ne ha già letti?

Aggiornamento: al Guardian continuano ad aggiungere pezzi al mosaico che compone i “mille romanzi che tutti dovrebbero leggere. Oggi, per esempio, hanno aggiunto la categoria State of the nation: piena di libri interessanti, per tutti, mi pare: Dickens, Rushdie, Franzen, Zadie Smith. George Orwell ecc. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivarne altri.

Ecco. Ora hanno completato la serie con Science fiction & fantasy, e War and travel.

La libreria del giallo di Milano chiude. E’ anche colpa nostra, vero?

4 Gennaio 2009 luiginter 3 commenti

La libreria del giallo di Milano (in via Peschiera) chiude il prossimo 31 marzo.
Tecla Dozio, la proprietaria, indica (letto su la Repubblica di oggi) alcuni “responsabili” di questo “delitto”: oltre a Milano, “serial killer culturale”, Tecla Dozio cita anche i lettori,

che mi sono stati vicini quando in passato ho avuto altre emergenze economiche, ma che poi non si vedevano mai, nei periodi normali. Veniva solo chi proprio non trovava un libro da nessun’altra parte.

Insomma, forse noi lettori potremmo/dovremmo essere più consapevoli dell’importanza dei nostri acquisti nelle piccole librerie indipendenti.
Oltre che darci un miglior rapporto con chi vende (il mitico librario o libraia, che ti conosce, consiglia e sconsiglia, dialoga con te…), frequentare regolarmente le piccole librerie aiuterebbe l’ecologia culturale delle nostre città, mantenendo accese quelle piccole luci, evitando che vengano sostituite da agenzie immobiliari; e d’altra parte anche la “lettura” in generale e il mercato editoriale non starebbero meglio se la diffusione dei libri non fosse solo nelle mani di due tre catene?

Me lo dico ogni volta che vedo una piccola libreria di qualità o che sento dire che qualcuna di queste librerie chiude. Ma poi mi trovo troppo spesso a finire dentro una Feltrinelli. Ecco, come proposito per l’anno nuovo voglio comprare tutti i libri in piccole librerie, voglio parlare con una libraia o un libraio. E vorrei anche riuscire a segnalare e magari fotografare un po’ di queste piccole librerie di qualità…

Regalare libri: la difficile strada per arrivare fino al comodino

18 Dicembre 2008 luiginter 25 commenti

lo spazio per i libri, originally uploaded by luiginter.

Diciamocelo: regalare libri è spesso una scorciatoia, per non sbattersi troppo, un gesto superficiale.
E chi prova invece a regalare un libro sforzandosi, pensandoci, cercando di fare centro, quante volte finisce deluso? Dalla reazione di chi lo riceve o dal fatto che il libro rimane non letto, nello scaffale ad aspettare…

Forse aveva ragione un mio amico che diceva che non si dovrebbero regalare libri. O che andrebbero regalati solo  alle persone che conosciamo così bene da poterci permettere di scegliere un libro capace, con buone probabilità, di arrivare fino al comodino.

Ed è un’impresa difficile, a volte imprevedibile: le lettrici e i lettori sono lunatici, fissati; hanno idiosincrasie, un libro che sarebbe giusto in estate non lo è in inverno, un libro che sarebbe stato apprezzato lo scorso anno oggi magari raccoglierebbe indifferenza; e poi conta la fiducia che il lettore ha in chi fa il regalo, la disponibilità a farsi sorprendere, a imbrogliare il filo delle sue letture: un filo diverso per ciascuno, casuale magari:  ma forte, tenace, intimo direi, quasi. Come il comodino, appunto.

Che fare? :(

La città dei libri

13 Dicembre 2008 luiginter 1 commento

more about "This Is Where We Live on Vimeo", posted with vodpod

L’editore inglese 4th Estate celebra il venticinquesimo anniversario con questo video: “This is where we live”. Un vero mini film di animazione: merita! [Alzate il volume per il commento musicale]
Sul sito di 4th Estate anche una serie di immagini fisse della produzione del video.

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Come disponete i libri nella vostra libreria?

Libreria, originally uploaded by halighalie.

Sono in fase di trasloco, fra qualche settimana abbandonerò la casa in cui sono in affitto, e mi trasferirò in una nuova più grande.
In questi giorni stiamo montando i mobili, e si apre il grande dilemma: i libri. Ne abbiamo tanti, è indubbio, quindi abbiamo messo il maggior numero di librerie possibile. Ma ora sorge il dubbio: come disporre i libri negli scaffali?
In ordine alfabetico per autore? Per genere? Per editore? Per data di acquisto (man mano che si comprano si mettono negli scaffali)? Separati per lingua o insieme italiani e inglesi? In vista i più belli e nelle altre stanze quelli che sono piaciuti di meno? Viceversa, in camera da letto a portata di mano i libri preferiti? A caso, come propone il mio ragazzo?
Voi che criterio avete adottato a casa vostra?
Aspetto suggerimenti!

*giuliaduepuntozero

I dieci migliori libri del 2008 secondo il New York Times

6 Dicembre 2008 luiginter 2 commenti

Anche quest’anno i critici del Nyt Books hanno scelto i libri da non perdere. E c’è ancora Bolaño che, possiamo dire, è stato finalmente scoperto anche da loro :) Leggi il post

Libri all’infinito

1 Dicembre 2008 luiginter 3 commenti

Un’amica mi ha segnalato le opere di Job Koelewijn, un artista “concettuale” olandese che a volte si occupa di libri.
Questi due lavori sono, rispettivamente, del 2007, Sanctuary e del 2005, Untitled (lemniscaat).
Ne parla anche questo blog interessante: Book patrol.

sanctuary-books-koelewijn
Job Koelewijn, Sanctuary: un distributore di benzina in dimensioni reali, interamente fatto di copertine di libri.

lemniscate-books-koelewijn

Job Koelewijn, (senza titolo). [libri all'infinito, o che altro? qualcuno l'ha interpretata come: "l'infinita natura del sapere" oppure: "l'infinito potere dei libri"]

I 100 (cento) migliori libri del 2008 secondo il New York Times

27 Novembre 2008 luiginter 3 commenti

Veramante il New York Times li chiama “Notable”. Li trovate qui. Non c’e nemmeno un italiano, lo scorso anno c’era Gomorra. E’ anche vero che in effetti gli editori americani traducono poco gli stranieri.
La classifica dei 10 migliori arriverà nelle prossime settimane. 

I 100 Notable dell’anno scorso.
I 10 migliori dell’anno scorso. Ne avevamo parlato qui

Adesso cominciano le classifiche dell’anno.
A proposito: il nostro post sui migliori libri *letti* nel 2008 ha tagliato oggi il traguardo dei 300 commenti. Non male come consiglio di lettura gigante e polifonico (c’è anche dell’altro, in effetti). ;)

LEGGERE I LETTORI

2 Novembre 2008 lettoreambulante 22 commenti

Anche se cerco di frenarmi e riconosco che incorro spesso in colossali fregature sono però sempre attratta dai romanzi che parlano in qualche modo di libri. Ne ho un’intera collezione con segnalati i brani sulla lettura, sulle biblioteche, sui lettori.  Naturalmente mi avvicino alla felicità quando trovo la figura di un lettore in un ambito inaspettato, ma di questo parleremo un’altra volta.  Con una certa cautela ma anche con una buona dose di speranza ho quindi  cominciato a leggere I LIBRI DI LUCA di Mikkel Birkegaard (Longanesi) e LA SOCIETA’ LETTERARIA DI GUERNSEY di Mary Ann Shaffer (Sozogno).

Per i più impazienti ecco il risultato: leggeteli, ne vale la pena.
leggi tutto il post

Che libro starà leggendo?

24 Luglio 2008 luiginter 13 commenti


foto da flickr, luiginter.
Ditemi che non vi è mai capitato di avvicinare una lettrice o un lettore in un parco, su un autobus, su una panchina in piazza, solo per capire che libro stesse leggendo. Vedere la copertina, la cosa migliore.

Quando invece non ci si riesce, si diventa goffi, si gira intorno, ci si piega. Se è possibile ci si mette dietro. Si scrutano le righe di quella pagina per carpire un nome, una frase, un dialogo: un segno che ci illumini.
Se scopriamo che il libro che lo sconosciuto legge appartiene alla nostra sfera di vita e di lettura, allora ci pare di scoprire un segreto di quel lettore, sembra che ci si apra una porta su un pezzo di anima. Sentiamo che qualcosa di discretamente importante ci accomuna.
Chi non è troppo timido accenna persino a un dialogo su quel libro. Che è anche un modo per mettere subito alla prova quella comunanza.
Ho due amiche completamente prese dal ciclo di romanzi gialli di Petra Delicado (di Alicia Giménez Bartlett, Sellerio) : son sicuro che inviterebbero una eventuale lettrice o lettore di uno di quei romanzi, incontrati per caso in metropolitana, a bere una birra e a discuterne (meglio se lettore uomo, ovviamente, anche perché pare che Petra sia terribile con gli uomini: quindi la motivazione di questa lettura sarebbe ancora più avvincente da capire): insomma un gruppo di lettura così costruito al volo e sciolto quasi subito (ma anche no).
Alberto Manguel nel suo Una Storia della lettura ci ricorda di come ancora anni dopo l’episodio, sentisse vicina una donna che un giorno in metropolitana a Toronto leggeva i racconti di Borges nell’edizione Penguin. Più vicina di tante persone che per anni ha visto e con cui ha parlato quotidianamente. (Da quanto ne scrive sembra di capire che con la lettrice lui non ci avesse parlato). Manguel ci dice anche dell’anziana lettrice fotografata da André Kertész. Chissà cosa legge? Se fosse un libro di preghiera (probabile) sarebbe solo una devota vecchina. Ma se leggesse, dice Manguel, Racine, Corneille o Voltaire o, ancor più strano, Cocteau?
Non apparirebbe qualcosa lontanissimo dalla “banale vecchietta” per diventare un personaggio capace di suscitare il nostro interesse? Una ribelle.
Una lettrice in un ospizio, 1929
Foto di André Kertész
Leggere un libro piuttosto che un altro può rendere interessante una persona che non avremmo mai notata senza libro o alla quale gireremmo alla larga se leggesse il libro “sbagliato”.
Insomma potrebbe essere anche un modo interessante di passare qualche ora delle vacanze: avvicinare lettori e lettrici nelle spiagge o in un parco o in un prato in montagna, o in un caffè durante una pausa nella visita di una città, per capire cosa leggono e magari persino scoprire le carte, le loro e le nostre

I libri più belli, letti nel 2008

21 Giugno 2008 luiginter 409 commenti

Dopo richieste, anche ripetute ;) – abbiamo deciso di aprire la segnalazione dei libri più belli, letti nel 2008, già a questo punto.

Insomma i libri letti sono già (per molti, non per tutti) parecchi.

Quindi cominciamo pure. Quali sono i libri (massimo 5 alla volta) più belli che abbiamo letto quest’anno, 2008, (fino a oggi… via via che se ne leggono altri che meritano, li aggiungiamo)?
Come al solito, usiamo i commenti.

Firmino, il plagio e l’etica della lettura

8 Giugno 2008 egolector 20 commenti

Che si dice sul blog, mi chiede Bianca, di Firmino e del suo plagio presunto (ai danni de La bibliotecaria di Ciccarone)? Per ora ancora nulla, mi pare, e così rompo il ghiaccio, anche se Firmino (di Sam Savage, Einaudi editore) non ho finito di leggerlo e quindi sospendo il giudizio sull’esito di questa lettura, a proposito della quale penso comunque di poter condividere ciò che ne dice Fofi sul “Sole 24 ore” di oggi. In realtà anche circa l’accusa di plagio sono abbastanza scettico: sia in generale (a parte alcuni casi patenti e dolosi, spesso più che di plagio si tratta di una sorta di circolazione omeostatica e di ripetizione delle idee e dei temi, e l’idea di Firmino naviga da un pezzo nel mare editoriale), sia in particolare (quel che si sa della biografia dell’autore, e dello stato di necessità sotto cui ha scritto il libro, oltre alla sua ignoranza della lingua italiana, induce a dubitare di un plagio conclamato). Piuttosto mi sembra che Fofi abbia posto un tema importante e degno di discussione a partire da Firmino: secondo lui si tratta di un libro volto a compiacere i lettori forti, che così si sentono migliori degli altri. “Ma il vecchio luogo comune – dice Fofi – per cui «chi legge è migliore di chi non legge» io non mi sono mai sentito di sottoscriverlo”. Fofi ha perfettamente ragione a dire che ci sono analfabeti colti che sono più lettori di molti lettori (in realtà leggono senza saperlo), ma sbaglia, secondo me, nel dipingere i lettori forti come manducatori e deglutitori indifferenziati di un libro dopo l’altro. Fofi confonde i lettori forti – che sono per natura lenti e selettivi, anche se quando hanno fame mangiano con un robusto appetito – con i divoratori di best seller, cioè con il loro esatto contrario.

Ma c’è un punto – su cui già in questo blog alcune volte si è discusso – che è ancora più importante: se leggere (e leggere in un certo modo) non rendesse gli uomini (almeno un po’) migliori, non andrebbe perduta una parte decisiva del senso della lettura, della sua etica? Noi non sappiamo quale sia il modo attraverso cui questo miglioramento accade, se accade, e sicuramente è qualcosa di molto lontano da ogni didattica e da ogni proselitismo. Noi sappiamo anche che non sempre ciò è vero e sappiamo che, come ci ha ricordato Adorno, i gerarchi nazisti, dopo aver ascoltato Bach e letto Hegel, andavano a fare il loro quotidiano “lavoro” nei lager. Cioè sappiamo che non c’è nessun automatismo e che l’etica della lettura, essendo appunto un’etica, richiede decisioni e scelte consapevoli. Che ci sono semi che non attecchiscono. Che ci sono interessi o ordini più forti delle letture. Ma senza la speranza che esista o possa esistere un nesso tra lettura e formazione delle coscienze, noi ci priveremmo di una componente essenziale della lettura, che è quella utopica: disegnare un mondo altro e cercare di cambiare quello che abbiamo di fronte.

Librarything è meglio di Anobii, lo sa persino La Repubblica (dopo la spiegazione del Wsj)

7 Giugno 2008 luiginter 19 commenti

UPDATE: visto l’interesse per il tema, segnalo una parziale revisione del mio punto di vista su Anobii. 28.02.2009

La Repubblica di oggi dedica un articolo (di Enrico Franceschini) a un altro articolo che lo scrittore Luc Sante sul Wall Street Journal ha dedicato a Librarything, il sito web di archiviazione di libri e di socializzazione attorno ai libri e di intreccio tematico relativo ai libri (esiste anche una versione in italiano).

A parte la curiosità del fatto che La Repubblica abbia dovuto attendere che lo facesse il Wall Street Journal per apprezzare la qualità e originalità di Librarything. A parte questo, dicevo, a me fa molto piacere che finalmente anche in Italia ci si sia accorti delle grandi possibilità che stanno dentro i concetti messi in pratica da Librarything.

Tranquilli, mica voglio provare a spiegarli. Vi invito solo a povare, partendo dalla mia pagina preferita, lo zeitgeist. Però provate, prima di giudicare. L’ultima volta che ho invitato qualcuno di questo blog a farlo mi risposero che era piatto graficamente. E basta. ;) E giù con elogi a Anobii. Vi assicuro non c’è paragone fra il narcisismo fighetto il facile autocompiacimento di Anobii e il mondo di intrecci possibili di Librarything. E la sobrietà della grafica, in questo caso, vi assicuro, è funzionale alla scoperta di quel che non sappiamo.

Ps Uno dei blog di librarything, Thingology, è dedicato alle idee attorno all’uso dei tag e agli altri metodi di “descrizione” dei libri. E delle idee (quindi). Merita

Ps (2) Non volevo offendere nessuno descrivendo in quel modo Anobii: in effetti è un giudizio un po’ superficiale. Preciso però che io un po’ di libri (pochi) li ho su Anobii, mica su Librarything. Insomma era per provocare un poco

SUQ!!!! A Genova dal 7 al 21 giugno c’è una grande mescolanza…

che peraltro c’è tutti i giorni.

Tra le mie appartenenze multiple e le mie identità situate io ci sguazzo. Siamo al mare.

Al SUQ>>>>>>>>Festival delle Culture>>>>>>>> http://www.chanceeventi.it  

E libri all’orizzonte. Splash!