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La legge sul prezzo del libro fa bene o fa male alla lettura e ai lettori?

Il primo settembre 2011 entrerà dunque in vigore la nuova legge che disciplina il prezzo dei libri, la cosiddetta Legge Levi (dal nome del primo relatore).

Due gli aspetti decisivi della legge:
1) Librerie, e ogni genere di rivenditori, compresi i supermercati e gli store su Internet non possono applicare sconti superiori al 15% del prezzo di copertina.

2) Gli editori non possono fare campagne promozionali superiori al 25% di sconto; devono fare queste campagne proponendole a tutti i rivenditori (senza favorire nessuno, tanto meno le proprie catene di librerie); queste campagne non possono durare più di un mese; queste campagne promozionali sono comunque vietate in dicembre.

Della legge si dicono contenti gli editori e i librai. Dovrebbe favorire l’attività dei piccoli e medi editori e aiutare le librerie indipendenti, quelle più piccole.

E i lettori?

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Leggere è un talento?

Prendendo spunto dall’ultimo post di marinaforlani ma anche da molte osservazioni che attraversano questa oasi per lettori ho cominciato a mettere da parte un po’ di osservazioni sulla nostra “congrega”.

In attesa di fare un lavoro criticamente più accurato (ma quando?) e per rassicurare (!) luiginter sul fatto che prima o poi manterrò la promessa, vi dedico intanto questo pezzo preso da un articolo della scrittrice Zadie Smith, comparso sull’ultimo numero di dicembre 2007 di Internazionale.
L’articolo è veramente bellissimo, questa è solo una piccola parte. Pensate che per questa lettura mi sono decisa a fare l’abbonamento a Internazionale per non rischiare di dimenticarmi di comprarlo. Ma adesso lascio la parola alla scrittrice inglese:

Leggere, se fatto come si deve, è difficile tanto quanto scrivere… Chi equipara la lettura all’esperienza essenzialmente passiva di guardare la tv, vuole solo svilire la lettura e i lettori. La similitudine più calzante è con il musicista dilettante che sistema lo spartito sul leggio e si prepara a suonare. Deve usare le competenze acquisite con fatica per suonare quel brano musicale. Quanto maggiori sono le sue competenze, tanto più grande è il dono che fa al compositore e quello che il compositore fa a lui. E’ una “nozione” di lettura che ormai sentiamo proporre di rado.
Eppure quando fai esercizio di lettura, quando passi del tempo con un libro, la vecchia morale dello sforzo e del compenso è innegabile. Leggere è un’abilità e un’arte. I lettori dovrebbero andare fieri delle loro competenze e non vergognarsi di coltivarle, non fosse altro perché gli scrittori hanno bisogno di loro… Anche il lettore deve avere talento.

Seguiranno altri spunti di discussione sulla lettura.