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Articoli taggati ‘McCall Smith Alexander’

Un peana per le zebre, Alexander McCall Smith

27 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti
Giant baobab - foto: Lee Otis, flickr

Giant baobab - foto: Lee Otis, flickr

Ho già parlato di Alexander McCall Smith, a proposito di alcuni titoli del Club dei filosofi dilettanti, serie ambientata a Edimburgo, che vede come protagonista Isabel Dalhousie, filosofa e curiosa della natura umana.

*Un peana per le zebre*, ed. Guanda, fa invece parte dell’altra serie, quella dell’investigatrice privata Precious Ramotswe, titolare dell’agenzia Ladies Detective Agency n° 1. E’ il terzo titolo, dopo *Le lacrime della giraffa* e *Morale e belle ragazze*; li ho trovati tutti molto carini, leggeri e un po’ naive, ma allo stesso tempo molto profondi.
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L’uso sapiente delle buone maniere, Alexander McCall Smith

12 Gennaio 2009 giuliaduepuntozero 8 commenti

Ho finito il 2008 e iniziato il 2009 con *L’uso sapiente delle buone maniere*, l’ultimo libro di Alexander McCall Smith, ed. Guanda.
Il libro fa parte della collana ambienta a Edimburgo, protagonista la filosofa Isabel Dalhousie. Avevo scritto qualche mese fa dell’episodio precedente della serie, *Il piacere sottile della pioggia*.
Ribadisco che i libri non sono dei classici gialli, come invece la serie dell’ispettrice del Botswana Precious Ramotswe. Però hanno un loro perché, e comunque una parvenza di mistero e di indagine per tutto il corso del libro.
In questo episodio, Isabel, che abbiamo lasciata incinta nel libro precedente, è diventata mamma, ha problemi di lavoro (la vogliono far fuori dalla rivista si cui è responsabile…), ed è divorata dal dilemma se spendere fior fior di quattrini per acquistare il quadro di un pittore scozzese.
Ho letto un po’ di recensioni in giro, alcune molto negative, altre così così. Dipende come si prende il libro: sono d’accordo che come trama lascia un po’ di perplessità, però trovo molto belle le ambientazioni, interessanti e curiose le digressioni filosofiche, simpatici i personaggi. In particolare, poi, in quest’ultimo, bella la parte sull’arte scozzese.
Un’altra critica che ho letto è che i libri di questa serie finiscono sempre bene e a Isabel non va nulla di storto. E’ un problema secondo voi? Per me meglio, a dire il vero, sono una convinta sostenitrice dell’happy end, almeno nei libri che vada tutto come deve andare!
Insomma, si lascia leggere, e con piacere.

*giuliaduepuntozero

Il piacere sottile della pioggia, Alexander McCall Smith

Ovvero: quando la quarta di copertina è fuorviante.
Questo potrebbe essere il giusto sottotitolo per *Il piacere sottile della pioggia* di Alexander McCall Smith, ed. Guanda, strillato sul retro da un’accattivante citazione di Irene Bignardi: “Miss Marple si è reincarnata in Isabel Dalhousie”.
Allora, letto così, uno si immagina un bel giallo come si scrivevano una volta, o sbaglio?

Continua a leggere…

Gialli per l’estate

Leggo gialli (e thriller e noir) tutto l’anno (potrei affermare che sono il mio genere di libri preferiti, alla faccia delle considerazioni da letteratura di serie B), ma in estate mi viene ancora più voglia.

Ultimamente ne ho letti un paio carini, non dei capolavori, ma niente male.

Il primo è un thriller della Marcos y Marcos, *Come sei bella stasera* di Carlene Thompson, che mi ammiccava alla Fiera del Libro. La trama ricorda un po’ il bellissimo film *A history of violence* (che ricordo essere tratto da un graphic novel): una cittadina della sonnolenta provincia americana, una famiglia che sembra perfetta, una vita all’apparenza tranquilla, un marito che nasconde un passato inimmaginabile. Non è Ellroy o Lansdale, ma giuro che l’ho letto in due serate _nottate_.

Il secondo è della casa editrice Tea, *Morale e delle ragazze* di Alexander McCall Smith, ed è uno dei gialli che hanno come protagonista la signora Precious Ramotswe, la prima investigatrice donna del Botswana. In questo libro, al contrario, il ritmo è molto lento, verrebbe da dire molto africano, non c’è un’indagine vera e propria, ci sono tre *misteri* che vanno risolti. Mi è piaciuto soprattutto per questa ambientazione un po’ particolare, per la calma e la tranquillità che sgorgano dalla pagine del libro, e per l’ironia e la simpatia della signora Ramotswe, che in alcuni punti mi ha fatto proprio ridere.

E per finire, ribadisco il consiglio su *Giallo su giallo* di Gianni Mura, adesso che è partito il Tour.

*giuliaduepuntozero