Etichettato: prima guerra mondiale
In Viaggio (anche con libri) nella Somme e nelle Fiandre, nella memoria della Grande Guerra

Soldati canadesi sul fronte occidentale
Ieri sera un amico mi ha guardato un poco stupito mentre gli dicevo che la prossima settimana, girando per le strade di Francia, voglio fermarmi per uno o due giorni nella valle della Somme e magari poco più a Nord, al confine (di qua e di là) con il Belgio: nelle zone cruciali, insomma, del ‘fronte occidentale’ durante la Grande Guerra.
SOLO UN PAIO DI GIORNI, l’ho rassicurato. Certo lo stupore è da capire. Se non hai in testa tutta l’elaborazione della ‘memoria’ di quella guerra, fatta da romanzi, libri di storia, fotografie, monumenti, cimiteri, guide; se non ti porti questo strato di parole e idee e emozioni, quella è solo ‘campagna e villaggi’.
Oltre a quello che ho letto in passato (per esempio l’irrinunciabile Paul Fussel, La Grande Guerra e la memoria moderna, il Mulino; Terra di nessuno di Eric J. Leed o l’altrettanto irrinunciabile Eric Maria Remarque) in questo pellegrinaggio nell’idea di memoria legata al 1914-1918 mi faccio accompagnare da un libro scritto proprio su questo tema da Geoff Dyer, The Missing of the Somme (Phoenix). Continua a leggere
Mark Thompson, La guerra bianca e i ricordi del nonno
Mio nonno Peppino (classe 1898) mi portò, quando ero ragazzino, due o tre volte sulla Bainsizza, a Redipuglia e sul Carso, e poi a Vittorio Veneto. Il ricordo della Grande Guerra per lui era ancora vivo e forte e presente, quasi sessanta anni dopo l’armistizio del 4 novembre del 1918.
Sarà forse per questi ricordi passatimi dal nonno che la Grande Guerra è una mia fissazione, che ritorna spesso nelle letture.
In queste settimane mi accompagna un saggio del 2008 dello storico inglese Mark Thompson, La guerra bianca, Vita e morte sul fronte italiano, 1915-1918 (Il Saggiatore).
Credo che fra i numerosi pregi di questo libro bellissimo, il più incisivo sia la sua capacità di farmi ripensare a mio nonno nel modo più affettuoso e allo stesso tempo comprensivo e razionale, regalandomi forse più di tutte le mie precedenti letture sulla prima guerra mondiale la sensazione di poter avvicinare sia l’esperienza umana dei soldati sia il quadro generale del conflitto. Continua a leggere
La storia dell’ultimo francese della prima guerra mondiale
Reeve 011400, originally uploaded by otisarchives1.Si chiamava Lazare Ponticelli, ed è morto a 110 anni.
L’ultimo dei francesi che combatté nella grande guerra (1914-1918, I soldati nella foto non sono dell’esercito francese).
In verità era italiano, ed era passato a combattere sul fronte austriaco con l’uniforme dei Savoia, quando il Regno entrò in guerra nel 1915. Visto che era diventato cittadino francese, in Francia se lo sono collocato come l’ultimo depositario della memoria degli oltre 8 milioni di soldati che parteciparono al massacro che ha dato il via al Novecento, il secolo breve (quest’anno in novembre saranno 90 anni dalla fine di quel conflitto).
La storia di Ponticelli (qui sotto in una foto recente) l’ho letta in uno degli obituary dell’Economist.
L’obituary (in realtà un obituary è molto più dell’idea di necrologio cui siamo abituati noi, e decisamente diverso anche dai coccodrilli della stampa nazionale) dell’Economist è da anni una delle mie letture preferite: prima di tutto per la scelta delle persone di cui occuparsi (ovviamente devono avere la sventura di morire nella settimana per avere il diritto di finire sulla pagina di chiusura del numero) e poi per il taglio degli articoli: pieno di informazioni, mai retorico e mai semplicemente celebrativo (celebrare i morti, qualsiasi cosa abbiano fatto da vivi è un po’ un vizio italiano no?). Fra gli obituary recenti vi consiglio quello di Marie Smith, l’ultima persona a conoscere la lingua Eyak: una lingua di una regione del sud est dell’Alaska.
Per tornare alla prima guerra mondiale: consiglio di seguire la storia, “in diretta” di William Henry Bonser Lamin su wwar1.blogspot.com. William era in servizio nel 32507/9 Batt York and Lanc Regt, . Company 2 Platoon L.G.S. 
Un nipote pubbica in questo blog le lettere di William esattamente 90 anni dopo che vennero scritte. Non conosciamo il destino di William, la sua vita al fronte è per noi quella delle sue lettere…