La nota giusta, Bruce Springsteen

Fatevi sentire, musicisti, fatevi sentire. Aprite le orecchie e aprite il cuore. Non prendetevi troppo sul serio e prendetevi sul serio come la morte. Non preoccupatevi, e preoccupatevi da star male. Abbiate una fiducia di ferro in voi stessi, ma dubitate sempre: vi tiene svegli e all’erta. Pensate sempre di essere i figli di puttana più fichi della città, e pensate sempre che fate schifo!
In questo modo rimarrete onesti. Rimarrete onesti. Cercate di tenere sempre vive nel cuore e nella mente due idee completamente contradditorie. Se riuscirete a non diventare matti, vi ritroverete più forti. E restate tosti, restate affamati, restate vivi. E quando stasera uscirete sul palco per fare casino, fate conto che sia tutto ciò che abbiamo. E poi ricordate, è solo rock and roll.

Un grazie di cuore a ISBN edizioni, che ha tradotto il discorso di 50 minuti che Bruce Springsteen ha tenuto qualche settimana fa all’SXSW (South by SouthWest, un festival di cinema e musica che si tiene ogni anno ad Austin, Texas). Ne ha fatto un e-book, scaricabile gratuitamente sul sito di ISBN.

Per chi volesse ascoltare il discorso nella sua versione originale:

Grazie Bruce, grazie ISBN! E grazie a mio marito che mi ha segnalato questa chicca.

*giuliaduepuntozero

Nativo americano, Marina Petrillo

Bruce Springsteen - foto: andres.moreno, flickr

Bruce Springsteen - foto: andres.moreno, flickr

Il sottotitolo di questo libro, edito da Feltrinelli, è *La voce folk di Bruce Springsteen*, che è senza ombra di dubbio il mio cantante preferito, ed è quindi un libro che non potevo perdermi. Considerato, poi, che è stato scritto da Marina Petrillo, una delle voci che preferisco di Radio Popolare _dove per anni ha condotto Patchanka, ora si può ascoltarla ad Alaska_ si fa presto a capire come mai questo, al momento, sia il mio libro preferito del 2011.

In questo bellissimo ritratto Marina Petrillo analizza il lato meno conosciuto del Boss, quello folk, quello che lo avvicina alla tradizione musicale americana delle origini e alla cultura letteraria e cinematografica, in primis Steinbeck, ma anche Faulkner, Davis Grubb _autore del bellissimo *La morte corre sul fiume*, John Ford, e così via.

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Tutta un’altra musica, Nick Hornby

Tutta un'altra musica, Nick Hornby

*Juliet, naked* è il titolo originale del nuovo libro di Nick Hornby, pubblicato da Guanda, un titolo a mio parere molto molto bello, più bello della sua traduzione italiana, che per fortuna come al solito si salva grazie alla copertina di Guido Scarabottolo.

*Juliet, naked* è anche il titolo dell’ultimo album di Tucker Crowe, “cantante, compositore e chitarrista americano. Divenne figura di spicco fra la metà e la fine degli anni Settanta, dapprima come lead vocalist del gruppo The Politics of Joy e poi come solista. Influenzato sia da altri compositori nordamericani come Bob Dylan, Bruce Springsteen e Leonard Cohen sia dal chitarrista Tom Verlaine” come recita la _finta_ pagina di Wikipedia citata da Hornby. Dopo la pubblicazione del suo capolavoro *Juliet* nel 1986, “ampiamente riconosciuto dalla critica come un classico disco sulla fine di un amore paragonabile a Blood on the tracks di Dylan e Tunnel of love di Springsteen”, Tucker Crowe scompare dalla circolazione per motivi misteriosi, ricordato ormai, dopo 20 anni, solo da un piccolo ma accalorato gruppo di fans riuniti su Internet a parlare senza fine dell’ultima foto di Tucker, del significato delle sue canzoni, dei motivi della sua scomparsa.

Fino a quando Duncan, protagonista del romanzo, riceve dalla casa discografica di Crowe la versiobe acustica di *Juliet*, *Juliet, naked*, appunto. E’ linfa vitale per i crowelogisti, e in particolare per Duncan, che si scatena con grande orgoglio in recensioni.

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Fiera del Libro di Torino 2009

Quest’anno sbaglio o nessuno ha scritto niente sulla Fiera del Libro di Torino (parlo di questo blog, ovviamente)?

Io ci sono andata, come sempre ormai, ma ho avuto la sensazione come se fosse un po’ sottotono… e anche questo silenzio sul blog contribuisce.

Innanzitutto, mancavano gli stand di alcune case editrici che negli anni passati erano presenti; ad esempio, quello della Fernandel, che ci eravamo segnati di visitare.
Altri mi sono sembrati più piccoli (e/o, Neri Pozza) o vuoti di libri (IlSaggiatore, aveva pochissimi titoli di narrativa…).
I corridoi, di contro, mi sono sembrati così ampi… forse erano più vuoti?

Non so, forse è stata solo una mia sensazione, anche perché chiacchierando con qualcuno nei vari stand mi sono sentita dire che non hanno mai venduto tanto come quest’anno.

Per la cronaca, come sempre ecco l’elenco dei miei acquisti:

- il giallo *I segreti dei giardini Hanbury*, Andrea Becca, ed. Fratelli Frilli;
- il giallo *Assassinio nel labirinto*, J. J. Connington, ed. Polillo;
- il graphic novel *9/11. Il rapporto illustrato sull’11 settembre*, Ernie Colon e Sid Jacobson, ed. Alet;
- il primo numero del nuovo Animals, giornale a fumetti;
- traduzione e commenti delle canzoni del boss *Springsteen. Talk about a dream. Testi commentati (1973-1988)*, Ermanno Labianca, ed. Arcana.

Rileggendo, sono stata un po’ monotematica, fra gialli e fumetti.

Qualcuno di voi è venuto? Sensazioni?

*giuliaduepuntozero

Bruce Springsteen, San Siro, Milano, 25 giugno 2008

Beh, ogni commento al concerto di Bruce Springsteen di mercoledì scorso a San Siro, Milano, è superfluo. Lui è grandioso, è eccezionale, è nato per stare su un palco e trascinare 62 mila persone con sè in un mondo migliore. Lui è il boss.
Lo so che questo è un blog che parla di libri, ma lui è più che uno scrittore, è il più grande narratore americano, è un poeta.
Ecco una canzone di mercoledì.
Grazie Bruce.


*giuliaduepuntozero

Bruce Springsteen, altro che ossessioni

So che ci sono springstiniani fra i lettori del blog. Ecco, le ossessioni, si diceva.
Bruce è una nostra grande, magnifica ossessione
. Ieri sera è stato ancora una volta immenso: ha proposto i pezzi di Magic ma soprattutto ha scovato titoli sorprendenti del passato ed esecuzioni da brividi, in particolare: “Incident On 57th Street” e “The E Street Shuffle” da The Wild the Innocent and The E Street Shuffle, il suo secondo incredibile album (1973); ma anche “Tenth Avenue Freeze Out” e “She’s the One”, da Born to run, due pezzi meravigliosi ma un po’ difficili per il palco. E poi i pezzi da Darkness…, su tutti “Badlands” e “Adam Raised A Cain” che accendono il pubblico meraviglioso: quello speciale, unico, solo di Bruce.
Io ovviamente mi son liquefatto quando ha sparato in sequenza “Thunder road” e “Born to run”. Altro che ossessioni.

qui sotto un video di un concerto di Bruce lo scorso settembre a New York; canta un pezzo di Magic, Living in the future, che che ha fatto anche ieri sera

New York City Serenade


Ottima occasione per alcuni sguardi obliqui su New York City (alla vigilia della maratona 2007, domani) l’uscita di due libri scritti da reporter del New York Times: Dan Barry, City Lights, Stories About New York – Martin’s Press. $25.95; e Joseph Berger, The World in a city, Traveling the Globe Through the Neighborhoods of the New New York, Ballantine Books. $25.95. (Sul Nyt si può leggere anche il primo capitolo del libro di Berger). L’idea che accomuna i due libri, ci dicono, è l’attenzione per i dettagli della vita quotidiana, le decine di nazionalità diverse che popolano la città, i particolari.

Un buon modo per avvicinarsi alla città, insieme con le guide turistiche e, soprattuto i romanzi. Oltre che con la meravigliosa New York City Serenade di Bruce Springsteen.

Nessuno scrittore (in vita) come Bruce Springsteen!

Ci pensavo questa mattina: non c’è annuncio di un nuovo libro, da parte di uno degli scrittori attualmente in vita, capace di provocarmi le stesse emozioni e attese suscitate dall’arrivo di un nuovo disco di Bruce Springsteen. Possibile? Come devo sentirmi?
(Oddio, forse se Robert Pirsig pubblicasse un nuovo libro, ci avvicineremmo, e magari anche Meneghello; con qualcuno morto da poco, anche, per esempio W. G. Sebald ).

Aggiornamento/update
Certo, con un sacco di quelli morti da tempo la cosa sarebbe ben diversa…

Thunder road, la canzone migliore, di sempre :)

Vi farò una confessione: Thunder road è secondo me la migliore canzone in assoluto; visto che è la migliore canzone di Bruce Springsteen. Prima di andare in vacanza segno il territorio dei lettori (le canzoni di Bruce sono grandi storie narrate e Bruce è ovviamente il più grande sul palco). Qui sotto un video con Thunder road cantata a Los Angeles, il 30 settembre del 1985.
Quell’anno Bruce venne anche in Italia, in un memorabile concerto a San Siro in giugno (mi viene ancora da piangere quando ci penso :) .
Buone vacanze a tutti. Ci si legge fra un paio di settimane. Silenzio signori, Bruce racconta:

Regali di Natale

Ogni volta ci ricadiamo: a Natale io e il mio ragazzo regaliamo una quantità esagerata di libri.
Stranamente, quest’anno ci sono numerosi titoli ricorrenti.
Ciascuno con due copie, vincono la palma d’oro dei titoli che più regaleremo:
Jean-Claude Izzo, con *Marinai perduti* che ha egregiamente presentato luiginter su queste pagine virtuali, e con *Casino totale*, il primo volume della trilogia marsigliese di Fabio Montale (vedi sopra).
Marisha Pessl, con *Teoria e pratica di ogni cosa*, in assoluto la mia scoperta per il 2006, e quasi quasi anche il mio libro preferito dell’anno.
Igort con *5 è il numero perfetto*, sempre un noir , ma questa volta sotto forma di fumetto, nella Napoli del crimine.
*Greetings from E Street. La storia di Bruce Springsteen e della E Street Band*, che non può mai mancare nelle librerie di ogni buon intenditore di musica.
Joyce Carol Oates, della quale non smetterò mai di parlare e di leggere libri (ne ha scritti parecchie decine, per mia fortuna, anche se ormai ho letto tutti quelli pubblicati in Italia), la più grande scrittrice esistente, a mio avviso.
Come auto-regalo, per concludere, due libri di Lansdale, che tanto mi è piaciuto in *Echi perduti*. Sotto al mio alberello metterò due titoli dell’Einaudi, *La sottile linea scura* e *Tramonto e polvere*.

*giuliaduepuntozero

Springsteen a Milano

Nel giorno del concerto a Milano di Springsteen, un libro per i suoi fans.
*God less America – Da New York a San Francisco sulle orme del Boss*, scritto da Cristina Donà e Michele Monina, Mondadori, 2003. Quest’opera nasce da una passione, quella dei due autori per Bruce Springsteen, che li ha portati a viaggiare nel 2001 negli Stati Uniti sulle tracce del cantante. Durante il viaggio, però, i due autori si accorgono che è rimasto poco dell’America cantata da Springsteen in *The River* e negli altri suoi album, dell’America dei perdenti e della gente comune. La narrazione, così, divaga, e si legge poco del presunto omaggio al Boss, il che è un peccato, dal mio punto di vista. Il tutto, fra l’altro, con una scrittura (quella di Monina, Cristina Donà ha contribuito solo con alcune note e con il dvd in allegato) che personalmente non ho apprezzato, piena di divagazioni e troppo “giovanilistica”. Ho letto questo libro qualche anno fa, ma ricordo che non mi era piaciuto molto, e questo si vede anche nelle poche orecchie e sottolineature che ho lasciato. Rimane comunque un libro interessante nel suo essere un viaggio on the road in una terra come gli Stati Uniti, che sicuramente ha molto da dire. E sono proprio i pezzi sugli Stati Uniti i più interessanti e nei quei è più facile immedesimarsi, come questo: “il fatto è che io, come molti della mia generazione, cattolici ma anche anarchici, vivo la strana condizione di antiamericano per quello che concerne ogni aspetto politico, ma sono americanofilo fino al midollo – tanto per citare Carver, un americano nel mazzo – per tutto quello che riguarda libri, musica e cinema. È chiaro, disprezzo gli aspetti più commerciali della cultura americana, ma mi riconosco in tutto quello che c’è di alternativo e underground dall’altra parte dell’oceano”. In effetti, potrei averlo scritto io.

E buon concerto ai fortunati che hanno trovato i biglietti…

*giuliaduepuntozero