Etichettato: Ulisse diario di lettura
James Joyce, Ulisse: la lettura “liberata” di Gianni Celati
È possibile e sensato leggere Ulisse di James Joyce senza note, guide, apparato critico?
In questo lento e incerto cammino dentro il grande romanzo, ho provato a inlcudere nel mio tracciato anche un’altra strada: la nuova traduzione di Gianni Celati, pubblicata qualche mese fa da Einaudi.
Allora entriamo nel pub di Barney Kierman e là nel suo angolo, potevi scommetterci, c’era il cittadino che baccagliava da solo, aspettando che venisse giù dal cielo qualcosa nel reparto bevute, insieme a quel bastardo d’un cane rognoso, Garryowen.
- Eccolo là, dico io, nel suo buco di gloria, col suo boccale di birra irlandese e un mucchio di scartoffie, che sta lavorando per la causa.
Qua il can bastardo caccia fuori un ringhio, da farti venire freddo giù per la schiena. Che sarebbe un’opera di carità mica poco se uno si prende la briga di mandarlo all’altro mondo ‘sto canchero d’un cagnaccio. M’han detto per sicuro che a Santry con un morso s’è strippato il fondo delle braghe d’uno sbirro che passava di lì per una convocazione.- Fermi là e dite cosa volete, fa lui.
- Niente paura, cittadino, gli fa Joe. Amici.
- Gli amici avanti, fa lui.
poi si frega le mani sugli occhi e baccaglia:
- Cosa ne pensate voi della situazione?Il cittadino incarnava la parte del fuorilegge come Rory l’eroe delle colline. E vigliacca miseria, qui Joe s’è messo a fare uguale. (Ulisse, Episodio 12, traduzione di Gianni Celati, Einaudi)
Per esempio: se si legge l’episodio n.12 (“Ciclopi”; riferimenti all’Odissea che, peraltro, come voleva Joyce, Einaudi non ha inserito) senza averlo già letto in altre edizioni, non viene spontaneo chiedersi, fra l’altro:
Chi è il narratore?
Oppure: il “cittadino” chi è?
Oppure, ancora: come comprendere i fulminei cambi di linguaggio, per esempio quelli che introducono in una sorta di saga eroica irlandese?
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James Joyce, Ulisse, una pubblicità del 1934
Un omaggio alla pubblicità dei libri nella prima metà del Novecento.
Lo devo a Maria Popova, autrice cult di Brain Pickings.
Maria in effetti l’ha a sua volta presa da un libro di qualche anno fa:
Read Me: A Century of Classic American Book Advertisements di Dwight Garner, critico letterario del New York Times (pubblicato nel 2009).
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Joyce, l’Ulisse: musicalità e disordine delle parole nella traduzione di Gianni Celati
Fa un grande piacere leggere sul domenicale del Sole 24 Ore (29 luglio 2012) che Gianni Celati sta lavorando a una nuova traduzione dell’Ulisse di James Joyce. Sarà pubblicata da Einaudi nel 2013.
Bello anche che lo scrittore/traduttore proporrà sull’inserto del quotidiano alcuni capitoli della sua traduzione in progress, accompagnata da appunti sulle difficoltà e le caratteristiche dei vari brani tradotti.

Fra le note di Celati nell’articolo di presentazione, domenica scorsa, mi hanno colpito soprattutto due concetti: la musicalità della scrittura di Joyce e la necessità – per apprezzare il romanzo – di accettare quello che Celati definisce “il disordine delle parole”.
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James Joyce e l’Ulisse: buon Bloomsday con l’episodio numero 10
Per Bloomsday, 16 giugno (se ci pensate è il Bloomsday n. 91 anche se, giocando un poco, potremmo dire che i Bloomsday sono davvero iniziati nel 1904), nell’anno che ho dedicato finalmente alla lettura del grande libro del Novecento, l’Ulisse, direi di puntare sull’episodio n. 10, quello delle rocce erranti: “Le simplegadi” – Le Strade.
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James Joyce, Ulisse, diario di un lettore (2). Bloom amava leggere seduto sul cesso
@Gruppodilettura
Lo avevo scritto che sarebbe stata una lettura lenta questa dell’Ulisse. E ho mantenuto le promesse.

James Joyce, 15 maggio 1931
In questo secondo appuntamento con il diario di lettura del super romanzo del grande James Joyce però provo a entrare senza esitazioni nella mia esperienza di “lettore comune”.
Anche se la lettura è arrivata un po’ oltre nel libro, qui mi occuperò di uno dei primi episodi.
Prima però vi parlo di una ulteriore complessità della lettura.
Come molti di voi sapranno, non appena sono scaduti diritti sull’opera di Joyce (primo gennaio 2012), Newton Compton si è fatta trovare pronta con una nuova traduzione dell’Ulisse, di Enrico Terrinoni e Carlo Bigazzi, della quale si è scritto un gran bene (Su alcune caratteristiche di questa edizione Newton Compton, per esempio l’apparato di note e l’introduzione ai vari episodi tornerò in uno dei prossimi diari). Continua a leggere
L’Ulisse di Joyce e tutto il resto: diario di un lettore
@Gruppodilettura
Questo è un piccolo diario (o quasi) su come cerco di mantenere la promessa fatta a me stesso di leggere (finalmente) l’Ulisse di James Joyce. Ed è un diario di un lettore che legge un po’ ingenuamente, un lettore comune, uno dei lettori ai quali pensava James Joyce scrivendo il suo romanzo.

Intanto, come avevo del resto previsto nel post sul proposito di lettura: si tratta di una lettura lunga, lenta, lenta.
Sia per le note difficoltà del romanzo di Joyce,
sia per la lunghezza del testo,
sia per la mia lentezza cronica di lettore che viene tentato dalle digressioni (anche i lettori – lo sa bene chi è affetto da questa malattia-mania di leggere contemporaneamente più libri, riviste, saggi e articoli pescati in rete – digrediscono).
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