88108046

LEGGERE LE IMMAGINI
fotografia e consapevolezza teorica

segnalazione di s.m.
Marted� 28 gennaio alle ore 18.30 nel ridotto del Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14, Milano Roberta Valtorta presenter� il libro di
Roberto Signorini
Arte del fotografico.
I confini della fotografia e la riflessione teorica degli ultimi vent’anni

Pistoia, C.R.T., 2001

Il libro vuole essere un contributo e uno stimolo alla conoscenza del dibattito teorico sulla fotografia, vista come fatto tecnologico, semiotico, estetico e come vero e proprio “oggetto filosofico”.
La “teoria della fotografia”, ampiamente sviluppata all’estero negli ultimi vent’anni, � in Italia ancora poco conosciuta, nonostante lo spazio di ricerca aperto, dopo le prime riflessioni di Ugo Mulas, dai lavori di Franco Vaccari, Umberto Eco, Claudio Marra, Mario Costa, Augusto Pieroni. D’altronde, senza tale consapevolezza teorica, il rischio � di fare quella che Mario Perniola chiama “una critica senza principi”.

Il volume prende in considerazione alcuni testi chiave del dibattito svolto da parte di autori come Rosalind Krauss, Henri Van Lier, Philippe Dubois, Jean-Marie Schaeffer, Jean-Claude Lemagny: testi che da noi cominciano appena a circolare oppure devono ancora essere tradotti (cos� come i lavori pi� recenti di Fran�ois Soulages, Patrick Maynard, Jonathan Friday), e comunque attendono una ricostruzione del contesto in cui s’inquadrano e dei rapporti che li legano a quelli dei teorici italiani. E soprattutto restano da approfondire i problemi filosofici a cui tutto il dibattito allude.

A tale ricostruzione vuole contribuire Arte del fotografico, con una sintesi che si sviluppa in quattro momenti:
1. Il fotografico nell’arte contemporanea. Fotografia e critica d’arte.
2. Ai confini del segno: l’atto fotografico. Fotografia e semiotica.
3. Ai confini dell’opera: un’arte precaria. Fotografia ed estetica.
4. A partire dal fotografico: problemi e prospettive. Fotografia e filosofia.

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fotografia e consapevolezza teorica

segnalazione di s.m.
Marted� 28 gennaio alle ore 18.30 nel ridotto del Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14, Milano Roberta Valtorta presenter� il libro di
Roberto Signorini
Arte del fotografico.
I confini della fotografia e la riflessione teorica degli ultimi vent’anni

Pistoia, C.R.T., 2001

Il libro vuole essere un contributo e uno stimolo alla conoscenza del dibattito teorico sulla fotografia, vista come fatto tecnologico, semiotico, estetico e come vero e proprio “oggetto filosofico”.
La “teoria della fotografia”, ampiamente sviluppata all’estero negli ultimi vent’anni, � in Italia ancora poco conosciuta, nonostante lo spazio di ricerca aperto, dopo le prime riflessioni di Ugo Mulas, dai lavori di Franco Vaccari, Umberto Eco, Claudio Marra, Mario Costa, Augusto Pieroni. D’altronde, senza tale consapevolezza teorica, il rischio � di fare quella che Mario Perniola chiama “una critica senza principi”.

Il volume prende in considerazione alcuni testi chiave del dibattito svolto da parte di autori come Rosalind Krauss, Henri Van Lier, Philippe Dubois, Jean-Marie Schaeffer, Jean-Claude Lemagny: testi che da noi cominciano appena a circolare oppure devono ancora essere tradotti (cos� come i lavori pi� recenti di Fran�ois Soulages, Patrick Maynard, Jonathan Friday), e comunque attendono una ricostruzione del contesto in cui s’inquadrano e dei rapporti che li legano a quelli dei teorici italiani. E soprattutto restano da approfondire i problemi filosofici a cui tutto il dibattito allude.

A tale ricostruzione vuole contribuire Arte del fotografico, con una sintesi che si sviluppa in quattro momenti:
1. Il fotografico nell’arte contemporanea. Fotografia e critica d’arte.
2. Ai confini del segno: l’atto fotografico. Fotografia e semiotica.
3. Ai confini dell’opera: un’arte precaria. Fotografia ed estetica.
4. A partire dal fotografico: problemi e prospettive. Fotografia e filosofia.

87966822

SENSIBILITA’ E CHIAREZZA
Giornata della memoria, Shoa, e Israele-Palestina

s.m.
Cari amici,
in occasione della “Giornata della memoria” Vi invio un breve scritto del 02/04/2002 di Roberto Signorini (chi vuole leggerlo lo trova sui quaderni del gruppo di lettura a questo indirizzo: http://quadernigdl.blogspot.com/, studioso di estetica.Di quel messaggio apprezzai la grande sensibilit� e chiarezza e la forza della sua semplicit� mi ha ricordato la stessa “semplicit� e purezza” di una storia di P. Auster (“Esperimento di verit�” – Einaudi – pag. 56/57) che ebbi modo di leggere durante una seduta del Gruppo di lettura. La riflessione � ancora pi� attuale dopo che due giornalisti sopravvissuti all’Olocausto, Raul Teitelbaum e Zvi Ghil, hanno dato vita alla petizione “Usciamo dai Territori”, apparsa qualche settimana fa sul quotidiano israeliano HA’ AREZ. “Il dominio su un altro popolo contro la sua volont�, nega gli insegnamenti della Sho�… il prolungarsi dell’occupazione rischia di minare le basi sulle quali � stato fondato lo Stato di Israele”
Il messaggio di R. Signorini � stato pubblicato sul quotidiano “L’Unit�” del 04/04/2002 con un commento-risposta di Furio Colombo al quale ha fatto seguito la replica di Signorini (chi fosse interessato ai testi pu� farne richiesta).
Sui rapporti tra immagine e verit� storica e tra “tendenza reralistica” e “tendenza creatrice” � interessantissimo il saggio di Arno Gisinger tratto dal vol. “Memoria dei campi” – ediz. Contrasto e pubblicato anche sul n. 20 della rivista “Lo straniero” febb.2002, entrambi disponibili in Biblioteca. Per chi volesse continuare la lettura segnalo la testimonianza, tutta al femminile, di A. Dworkin “Israele: il paese di chi?” (“Lo straniero” n.05 inv.1998/99.) e la visione del film “Kedma” di A. Gitai.
A presto!
Stefano Mastromauro

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SENSIBILITA’ E CHIAREZZA
Giornata della memoria, Shoa, e Israele-Palestina

s.m.
Cari amici,
in occasione della “Giornata della memoria” Vi invio un breve scritto del 02/04/2002 di Roberto Signorini (chi vuole leggerlo lo trova sui quaderni del gruppo di lettura a questo indirizzo: http://quadernigdl.blogspot.com/, studioso di estetica.Di quel messaggio apprezzai la grande sensibilit� e chiarezza e la forza della sua semplicit� mi ha ricordato la stessa “semplicit� e purezza” di una storia di P. Auster (“Esperimento di verit�” – Einaudi – pag. 56/57) che ebbi modo di leggere durante una seduta del Gruppo di lettura. La riflessione � ancora pi� attuale dopo che due giornalisti sopravvissuti all’Olocausto, Raul Teitelbaum e Zvi Ghil, hanno dato vita alla petizione “Usciamo dai Territori”, apparsa qualche settimana fa sul quotidiano israeliano HA’ AREZ. “Il dominio su un altro popolo contro la sua volont�, nega gli insegnamenti della Sho�… il prolungarsi dell’occupazione rischia di minare le basi sulle quali � stato fondato lo Stato di Israele”
Il messaggio di R. Signorini � stato pubblicato sul quotidiano “L’Unit�” del 04/04/2002 con un commento-risposta di Furio Colombo al quale ha fatto seguito la replica di Signorini (chi fosse interessato ai testi pu� farne richiesta).
Sui rapporti tra immagine e verit� storica e tra “tendenza reralistica” e “tendenza creatrice” � interessantissimo il saggio di Arno Gisinger tratto dal vol. “Memoria dei campi” – ediz. Contrasto e pubblicato anche sul n. 20 della rivista “Lo straniero” febb.2002, entrambi disponibili in Biblioteca. Per chi volesse continuare la lettura segnalo la testimonianza, tutta al femminile, di A. Dworkin “Israele: il paese di chi?” (“Lo straniero” n.05 inv.1998/99.) e la visione del film “Kedma” di A. Gitai.
A presto!
Stefano Mastromauro

87924062

LETTURE LENTE E MULTIPLE
note a margine dell’incontro del 16 gennaio 2003

l.g.
saluti a tutti gli amici del Gdl;
nota a corredo di quanto ci siamo detti nell’ultima riunione: a proposito del modo di leggere i libri e del rapporto con la poetica e con l’autore.

rischio di ripetermi ma cito ancora alcune idee di un critico come Cesare Segre sul modo di avvicinare un grande romanzo (ma probabilmente anche un piccolo romanzo). A proposito del don chisciotte scrive:

“Meglio ancora se personaggio e romanzo si riveleranno cos� complessi da esigere approcci lenti e multipli, e da lasciare inesplicato quel tanto che � la riserva di vitalit� dell’opera d’arte”.

approcci lenti e multipli: c’� dunque posto per letture tutte emozionali; per letture critiche; per letture trasversali; per letture ripetute; per letture semiotiche: dove sta l’autore?; il punto di vista?; il narratore/ i narratori, le voci.
Per letture “storiche”; letture come-diavolo-vogliamo-farle.

Il Gdl forse ci pu� aiutare a praticare queste letture plurime, ripetute: come se ognuno di noi ne facesse una, o due o tre tipi diversi.

“…e da lasciare inesplicato quel tanto che � la riserva di vitalit� dell’opera d’arte.”:
consapevoli comunque che molto rimarr� non spiegabile e forse nascosto; e che a ogni lettura scopriremo qulcosa di nuovo.

La poetica
La poetica non copre e nasconde il testo; forse lo aiuta ad arrivare a noi.
Soprattutto se accettiamo la parzialit� della poetica, il fatto che il testo sia comunque altro da essa.
Che la poetica stia come un fenomeno accanto all’autore – che l’ha enunciata e ha provato a trasferirla nell’opera; e accanto all’opera che ha una vita autonoma, spesso assai pi� ricca della poetica che l’ha ispirata.

Come spiega sempre Segre scrivendo del chisciotte:

“Nessun’opera � per�, almeno nel suo aspetto complessivo, cos� lontana dalle poetiche cui rende omaggio. Resta dunque da verificare che coscienza avesse Cervantes dello sfasamento fra la sua teoria e la sua pratica letteraria, a vantaggio della seconda, della sua straordinaria modernit�”.

ciao a tutti

-Luigi