Austerlitz, Sebald e il narratore

Austerlitz, diario di lettura (3)
Quale è la triangolazione fra Sebald,
Austerlitz e il narratore?

l.g.
16 maggio 2003

Certamente il personaggio _Austerlitz_ è totalmente parte della tradizione della narrativa: non è realmente esistito così come viene narrato ma è frutto dell’ispirazione proveniente da “due o tre, o forse tre persone e mezzo”, come ha spiegato Sebald in un’intervista rilasciata al Guardian poco prima di morire e pubblicata poco dopo l’incidente.

Uno è un collega, dice Austerlitz, un’altra una persona ritratta in un documentario: una donna che con la gemella venne cresciuta da una famiglia calvinista in Galles.
E queste due gemelle erano originarie della Baviera, di Monaco, dove erano cresciute in un orfanotrofio, ma questa loro storia non fu per loro mai completamente chiara. E il legame con l’origine di Sebald (anch’egli bavarese) accese una lampadina nello scrittore.

Fatico ancora, invece, a mettere a fuoco il ruolo del narratore, che raccoglie la storia di Austerlitz ma che ha anche una propria storia che a volte emerge, altre è accennata, che dimostra attenzione per i temi che Austerlitz propone; che ha un’identità distinta, mi pare da quella dell’autore. Oppure no? Coincide con l’autore quanto a punti di vista, pensieri e riflessioni?

Un pensiero riguardo “Austerlitz, Sebald e il narratore”

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