106482532939759426

PROCESSO ALL’AUTORE
PROSSIMA RIUNIONE: 2 OTTOBRE
l.f.
Un promemoria e una proposta (processo all’autore)
* Promemoria
La prossima riunione si terr�, come concordato, il 2 ottobre.
Argomento 1) collaborazione con il GdL di Cervia e progetto europeo; 2) Libro e film: prime ricognizioni.
Per il punto 1) pensiamo di sottoporvi lo stato della collaborazione con Cervia e di definire meglio alcune modalit� di lavoro comune oltre a raccontarvi le linee del progetto europeo che ci vede coinvolti insieme alla biblioteca di Guadalajara, 2 biblioteche portoghesi, 2 francesi.
Per il punto 2) ognuno dovr�, se vuole, portare un esempio di un film che � piaciuto “pi� della” o “almeno come” la versione letteraria.

* Proposta
Per alimentare anche il versante ludico o meno serioso (ma non per questo meno serio) del nostro lavoro, che ne dite di dedicare una riunione a un “processo” a un autore (potrebbe essere Erri De Luca, che ci suscita passioni divergenti)? Avremo bisogno di un avvocato difensore e di un pubblico ministero, andr� definito meglio il capo di imputazione, occorrer� esibire prove e corpi del reato e alla fine i giurati (cio� il GdL) decideranno.
PS: Ci riserviamo di comunicare la sentenza all’autore…

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PROCESSO ALL’AUTORE
PROSSIMA RIUNIONE: 2 OTTOBRE
l.f.
Un promemoria e una proposta (processo all’autore)
* Promemoria
La prossima riunione si terr�, come concordato, il 2 ottobre.
Argomento 1) collaborazione con il GdL di Cervia e progetto europeo; 2) Libro e film: prime ricognizioni.
Per il punto 1) pensiamo di sottoporvi lo stato della collaborazione con Cervia e di definire meglio alcune modalit� di lavoro comune oltre a raccontarvi le linee del progetto europeo che ci vede coinvolti insieme alla biblioteca di Guadalajara, 2 biblioteche portoghesi, 2 francesi.
Per il punto 2) ognuno dovr�, se vuole, portare un esempio di un film che � piaciuto “pi� della” o “almeno come” la versione letteraria.

* Proposta
Per alimentare anche il versante ludico o meno serioso (ma non per questo meno serio) del nostro lavoro, che ne dite di dedicare una riunione a un “processo” a un autore (potrebbe essere Erri De Luca, che ci suscita passioni divergenti)? Avremo bisogno di un avvocato difensore e di un pubblico ministero, andr� definito meglio il capo di imputazione, occorrer� esibire prove e corpi del reato e alla fine i giurati (cio� il GdL) decideranno.
PS: Ci riserviamo di comunicare la sentenza all’autore…

QUEI TRE RACCONTI

RIUNIONE DEL 18 SETTEMBRE
l.f.
Dopo gli aggiornamenti e le presentazioni (sono con noi anche Denise Gardini, “la prima bibliotecaria di Cologno”, e la collega Nicoletta Lissoni, di Lissone, oltre a Laura Martinello, che era gi� venuta al precedente incontro), si passa al confronto sulle letture estive e in particolare sui tre racconti scelti “per differenza”, e cio�:

-Calvino, “L’avventura di due sposi” (sta in Gli amori difficili)
-Yourcenar, Il colpo di grazia (� un racconto lungo, lo abbiamo scelto in onore della vincitrice della biblioteca portatile) -Carver, “Una piccola, buona cosa” (sta in Cattedrale, ripubblicato in Da dove sto chiamando).

La discussione � stata preceduta dalla domanda-provocazione di Mauro (“Perch� scavare nel dolore e mostrarcelo, quasi ad avvicinarlo ai nostri sensi?”) che ha gi� suscitato un messaggio di Luigi su questo blog a cui rimandiamo: “Ferite”) e da una proposta dello stesso Luigi (“Perch� non istituiamo anche noi, come Cervia, la figura del “maestro di gioco”?”) che giriamo a tutti voi per riflessioni e considerazioni.

L’operazione “funambolesca” a cui avevamo chiamato i nostri co-lettori (quella di provare a “tirare dei fili” tra racconti molto diversi tra loro) ha prodotto alcuni risultati, pur nella effettiva incommensurabilit� delle tre opere e dei loro autori. Sono stati individuati (e tirati, fino quasi a strapparli) questi fili:
* l’astoricit� (nel senso che tutti e tre i racconti, compreso quello della Yourcenar che si presenta come “racconto storico”, tendono ad astrarre dalla storia dei casi assoluti, paradigmatici e non mostrano un grande interesse per l’esplorazione del contesto e dello sfondo) [Non tutti sono d’accordo su questo filo: ad. es. Carmen non trova *astorico* Carver]
* la centralit� della separazione e/o della morte in tutti e tre i racconti (di qui la domanda provocazione di Mauro: “Non � che vogliamo farci del male?” o magari “ci vogliamo male”?!)
* l’importanza del ruolo del destino
* la presenza della tenerezza, in forme diverse, in tutti e tre i racconti, a partire dal tripudio di tenerezza di Calvino per finire perfino ad alcune pagine de “Il colpo di grazia” (ad es. il dialogo tra Eric e Sofia durante il bombardamento).

DEI TRE TESTI quello che ha suscitato pi� commenti positivi � stato forse Carver (Calvino � piaciuto a tutti ma in qualche modo � ormai un classico e uno “se lo aspetta”, Carver invece ha funzionato un po’ da outsider). Quello che ha convinto di meno � stato “Il colpo di grazia” della Yourcenar. Ha giocato in questo l’identificazione negativa con il protagonista, giudicato da tutti insopportabile, e siccome “si legge con la pancia” (Luigi) questo ha influito sulla opinione finale. Per� � anche vero, come ha notato Severina Gangere, che quella della Yourcenar � stata alla fine la lettura che ha emozionato di pi�, sia pure nella forma negativa del fastidio e del rifiuto. Curioso � che l’antipatia del protagonista abbia posto in secondo piano quello che secondo alcuni � il centro tematico della vicenda, ossia l’amore impossibile (o l’impossibilit� dell’amore), il che ne ha fatto talvolta una sorta di manifesto neoromantico, mentre � possibile leggervi anche il significato inverso, ossia la fedele registrazione del degrado cui pu� condurre la passione amorosa.

Le letture estive hanno scatenato anche una serie di collegamenti ad altre letture che qui sarebbe lungo citare e impossibile riassumere. Anche questa volta, per�, il GdL ha funzionato come “macchina generatrice di letture”.

Il seguito alla prossima puntata.

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QUEI TRE RACCONTI

RIUNIONE DEL 18 SETTEMBRE
l.f.
Dopo gli aggiornamenti e le presentazioni (sono con noi anche Denise Gardini, “la prima bibliotecaria di Cologno”, e la collega Nicoletta Lissoni, di Lissone, oltre a Laura Martinello, che era gi� venuta al precedente incontro), si passa al confronto sulle letture estive e in particolare sui tre racconti scelti “per differenza”, e cio�:

-Calvino, “L’avventura di due sposi” (sta in Gli amori difficili)
-Yourcenar, Il colpo di grazia (� un racconto lungo, lo abbiamo scelto in onore della vincitrice della biblioteca portatile) -Carver, “Una piccola, buona cosa” (sta in Cattedrale, ripubblicato in Da dove sto chiamando).

La discussione � stata preceduta dalla domanda-provocazione di Mauro (“Perch� scavare nel dolore e mostrarcelo, quasi ad avvicinarlo ai nostri sensi?”) che ha gi� suscitato un messaggio di Luigi su questo blog a cui rimandiamo: “Ferite”) e da una proposta dello stesso Luigi (“Perch� non istituiamo anche noi, come Cervia, la figura del “maestro di gioco”?”) che giriamo a tutti voi per riflessioni e considerazioni.

L’operazione “funambolesca” a cui avevamo chiamato i nostri co-lettori (quella di provare a “tirare dei fili” tra racconti molto diversi tra loro) ha prodotto alcuni risultati, pur nella effettiva incommensurabilit� delle tre opere e dei loro autori. Sono stati individuati (e tirati, fino quasi a strapparli) questi fili:
* l’astoricit� (nel senso che tutti e tre i racconti, compreso quello della Yourcenar che si presenta come “racconto storico”, tendono ad astrarre dalla storia dei casi assoluti, paradigmatici e non mostrano un grande interesse per l’esplorazione del contesto e dello sfondo) [Non tutti sono d’accordo su questo filo: ad. es. Carmen non trova *astorico* Carver]
* la centralit� della separazione e/o della morte in tutti e tre i racconti (di qui la domanda provocazione di Mauro: “Non � che vogliamo farci del male?” o magari “ci vogliamo male”?!)
* l’importanza del ruolo del destino
* la presenza della tenerezza, in forme diverse, in tutti e tre i racconti, a partire dal tripudio di tenerezza di Calvino per finire perfino ad alcune pagine de “Il colpo di grazia” (ad es. il dialogo tra Eric e Sofia durante il bombardamento).

DEI TRE TESTI quello che ha suscitato pi� commenti positivi � stato forse Carver (Calvino � piaciuto a tutti ma in qualche modo � ormai un classico e uno “se lo aspetta”, Carver invece ha funzionato un po’ da outsider). Quello che ha convinto di meno � stato “Il colpo di grazia” della Yourcenar. Ha giocato in questo l’identificazione negativa con il protagonista, giudicato da tutti insopportabile, e siccome “si legge con la pancia” (Luigi) questo ha influito sulla opinione finale. Per� � anche vero, come ha notato Severina Gangere, che quella della Yourcenar � stata alla fine la lettura che ha emozionato di pi�, sia pure nella forma negativa del fastidio e del rifiuto. Curioso � che l’antipatia del protagonista abbia posto in secondo piano quello che secondo alcuni � il centro tematico della vicenda, ossia l’amore impossibile (o l’impossibilit� dell’amore), il che ne ha fatto talvolta una sorta di manifesto neoromantico, mentre � possibile leggervi anche il significato inverso, ossia la fedele registrazione del degrado cui pu� condurre la passione amorosa.

Le letture estive hanno scatenato anche una serie di collegamenti ad altre letture che qui sarebbe lungo citare e impossibile riassumere. Anche questa volta, per�, il GdL ha funzionato come “macchina generatrice di letture”.

Il seguito alla prossima puntata.

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106422608025736188

FERITE
Perch� la letteratura ci deve ferire? Perch� scavare nel dolore e mostrarcelo, quasi ad avvicinarlo ai nostri sensi?
Perch� questo gruppo di lettura ha scelto tanti libri cos� capaci di mostrare il dolore del mondo? E, per alcuni di noi, renderlo (quasi) insopportabile?
Nessuna riposta precisa a queste domande, naturalmente.
Per� la riflessione sulla forza catartica del racconto; quella sorta di elaborazione del lutto vicaria che ci fa cercare nella narrativa l’antidoto alle possibili ferite della vita.
E’ uno dei frammenti di idee dalla riunione del Gdl del 18 settembre.
In particolare, � stato Mauro a indicarci la questione come urgente: quella ambivalente forza che ci spinge a leggere fino in fondo, soffrendo, un racconto come “Una buona, piccola cosa” di Raymond Carver: una storia «atroce, devastante, insopportabile: eppure non sono riuscito a fermarmi. Sentivo dove sarebbe arrivata; presagivo il dolore che mi avrebbe provocato. Eppure ho continuato fino alla fine».

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FERITE
Perch� la letteratura ci deve ferire? Perch� scavare nel dolore e mostrarcelo, quasi ad avvicinarlo ai nostri sensi?
Perch� questo gruppo di lettura ha scelto tanti libri cos� capaci di mostrare il dolore del mondo? E, per alcuni di noi, renderlo (quasi) insopportabile?
Nessuna riposta precisa a queste domande, naturalmente.
Per� la riflessione sulla forza catartica del racconto; quella sorta di elaborazione del lutto vicaria che ci fa cercare nella narrativa l’antidoto alle possibili ferite della vita.
E’ uno dei frammenti di idee dalla riunione del Gdl del 18 settembre.
In particolare, � stato Mauro a indicarci la questione come urgente: quella ambivalente forza che ci spinge a leggere fino in fondo, soffrendo, un racconto come “Una buona, piccola cosa” di Raymond Carver: una storia «atroce, devastante, insopportabile: eppure non sono riuscito a fermarmi. Sentivo dove sarebbe arrivata; presagivo il dolore che mi avrebbe provocato. Eppure ho continuato fino alla fine».