Ironia, contingenza: Rorty, Batchelor e Kundera

Sono ancora, felicemente, nella triangolazione fra Stephen Batchelor (Buddhism without beliefs), Richard Rorty (Philosophy and social hope [roba sua meno divulgativa di questa mi sa che non la capirei 😉 ] e Milan Kundera (Testamenti traditi; Il Sipario e ora, finalmente, tardissimo 😦 L’insostenibile leggerezza…).
Ironia e contingenza sono due fra le parole fortissime che tengono insieme le cose e mi rimangono in testa (che non sono solo di Rorty, eh (Contingency, Irony, and Solidarity).

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2 pensieri su “Ironia, contingenza: Rorty, Batchelor e Kundera”

  1. Beh, suppongo che sia un gioco. Quindi , luiginter, scopri un’ altra carta sì che ti possiamo seguire. E magari che sia una carta anche per i poveri primitivi che non pasteggiano con l’ inglese…

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  2. *Renza*: no non è un gioco. E’ una semplice segnalazione di un percorso circolare o appunto, triangolare di lettura: partito da questo filosofo buddhista “laico” americano (batchelor), e da kundera (i libri suoi dedicati alla forma romanzo, non i suoi romanzi, in particolare) sono arrivato a richard rorty (la parte molto divulgativa dei suoi scritti, però) e quindi sono ritornato agli altri due: sono autori molto legati, che sembrano dialogare a distanza (qua e là si citano anche). butchelor nel suo libro sul buddhismo laico mette sia rorty che kundera in bibliografia, tra i suoi massimi ispiratori.
    ciao ciao

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