Uomini che odiano le donne, Stieg Larsson

Come forse ho già scritto, ultimamente ho due passioni: i gialli (beh, quello da quando ho imparato a leggere) e il Nord Europa.
Per fortuna gli scrittori scandinavi sono prolifici, e appassionati anche loro di thriller e delitti.

E per fortuna la Marsilio continua a sfornare titoli nella serie dei gialli scandinavi (la maggior parte svedesi, chissà perché).
Ho appena divorato *Uomini che odiano le donne*, quasi 700 pagine che costituiscono il primo volume di un’annunciata trilogia dello scrittore Stieg Larsson, morto fra l’altro dopo aver terminato l’ultimo titolo della Millennium Trilogy.
Protagonista Mikael Blomkvist, giornalista economico, caduto in disgrazia _e nei guai_ dopo una querela su un articolo che ha scritto contro un importante personaggio svedese. Mikael viene assoldato da Henrik Vanger, industriale ormai in pensione, ossessionato dalla scomparsa, decenni prima, dell’amata nipote Harriet.
Vanger odia la sua famiglia, ed è convinto che sia uno dei parenti l’assassino. Assolda Blomkvist per scrivere una biografia della famiglia, e soprattutto indagare sul mistero. Che mano a mano risulta essere più complesso, terribile e pericoloso del previsto.
A questi personaggi si aggiunge Lisbeth, una hacker genialoide e fuori dalle righe, il personaggio migliore (e protagonista principale dei successivi volumi).
La storia si muove fra Stoccolma (ben descritta, sembra di essere lì) e Hedeby, un paesino sulla costa svedese, nell’arco di alcuni mesi, che vanno dal gelido inverno scandinavo all’estate infinita del nord.
Aspetto con ansia, ora, l’uscita degli altri due volumi, e medito una vacanza in Svezia.

*giuliaduepuntozero

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34 pensieri riguardo “Uomini che odiano le donne, Stieg Larsson”

  1. Cara giuliaduepuntozero, mi hai messo adosso una voglia di autori Baltici spaventosa. Io, che praticamente credo avere in proposito solo Iperborea, conoscevo un Björn Larsson (“Il porto dei sogni incrociati”), più vicino al mio passato marinaresco; ma questa tua recensione mi ha fatto subito annotare codesto “Karl Stig-Erland / AKA Stieg”.

    Non è un gran commento ma i posts del mese di febbraio (includo anche Talk Abt The Passion, del Jan 28) sono tutti tanto accattivanti quanto complicati per una intelligenza ed una sensibilità medie come la mia. 😐

    Grazie
    Fubar/08-02-10

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  2. Ciao Fubar,
    sono contenta che ti sia venuta voglia, io sono una grande appassionata, e se hai voglia di altri consigli chiedi pure!
    Alcuni li trovi qui, ma poi scriverò di altri perché in questo periodo li sto divorando.
    E concordo con te su Bjorn Larsson, un grande!
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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  3. Letto tutto d’un fiato.Aspettiamo ora il secondo volume della trilogia.Dovrebbe essere pubblicato a Giugno del 2008.
    Di Larsson ce ne sono parecchi, Bjorn è quello del cerchio celtico, bel libro.Adesso sto leggendo di Asa Larsson il sangue versato, l’inizio non è male.
    Ciao e buona lettura a tutti

    Franz

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  4. Ciao sono anch’io appassionata di letture gialle e anch’io attendo con impazienza il mese di giugno per leggere gli altri due di Stieg Larsson.
    Asa Larsson (parente di Stieg? o cognome comune scandinavo?) invece mi mette tristezza, e nel sangue versato non riesco a leggere i passaggi dove racconta della lupa zampe gialle, sarà che anch’io ho un lupo zampe gialle, e ad ogni modo non riesco mai a leggere un libro dove si parla di animali, nemmeno zanna bianca, ma questa é un’altra storia.
    Non so se conoscete la coppia Maj Sjöwall e Per Wahlöö, sin’ora Sellerio ne ha pubblicati 5 (Roseanna, Un assassino di troppo, L’uomo al balcone, Il poliziotto che ride, L’autopompa fantasma) con il protagonista Martin Beck ed i suoi collegni di lavoro uomini comuni con problemi comuni che risolvono casi in modo metodico. La psicologia dei personaggi é descritta in maniera precisa, con innumerevoli sfumature che permettono di visualizzarli come se li avessimo conosciuti. La Svezia e il suo sistema politico viene duramente criticato, del resto era questo l’obbiettivo degli autori allorché hanno creato la serie di romanzi.
    Ne hanno scritti 10 speriamo presto di leggere gli altri 5.
    I due autori sono anche citati da Camilleri in un romanzo della serie di Montalbano, non mi ricordo più quale.
    E poi, magari non c’entra ma lo metto lo stesso, gialleggiando ma di qualità consiglio (da svizzera!) Friedrich Glauser ( Il sergente Studer, Il the delle tre vecchie signore, Krok &Co, Il Cinese).
    E anche Dürrenmatt, Il giudice e il suo boia, e Il sospetto.
    Sicuramente li avrete letti se no e vi interessa ve ne parlerò in mamiera più esaustiva proximamente.
    Buone e sagge letture
    Paola

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  5. Ciao Paola,
    grazie dei consigli. Non ho letto i libri di Maj Sjöwall e Per Wahlöö, non me me hanno parlato molto bene, quindi finora non li ho presi in mano, anche se ho un libro (*Roseanna*).
    Grazie anche degli altri consigli, ho letto un po’ di libri di Durrenmatt, ma non conosco Glauser.
    Da svizzera invece conosci L’uomo senza casa di Andrea Fazioli? Mi ispira…

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  6. Ciao giuliaduepuntozero, chissà perché ti hanno parlato negativamente della coppia svedese. Ti posso dire che sono molto bravi, sia nell’intreccio della trama ma soprattutto nel tratteggiare la psicologia dei personaggi. Inoltre sono molto critici nei confronti della società liberal-borghese svedese. ad ogni modo l’unica é leggerli! (va bene iniziare con Roseanna che il primo della serie)
    Per quanto riguarda il Fazioli ho letto il suo primo libro “chi non muore si rivede” che non mi ha entusiasmato. Quindi ho deciso di lasciar perdere il suo secondo sforzo letterario. Anche qui l’unica sarebbe leggerlo per poter valutare ma per il momento mi oriento in altre direzioni.
    Per quanto concerce gli autori svedesi ho iniziato a leggere Il Decano di Lars Gustaffson ed. Iperborea, libro denso che mi lascia perplessa… lo conosci?
    E Glauser (1896-1938 vita breve) io lo amo molto, ha avuta una vita difficile con frequenti ricoveri in manicomio oltre ad avere militato nella legione straniera scrivendoci anche un libro magnifico (Gourrama).
    I titoli che ho gia riportato sono editi dalla Sellerio, anche Gourrama così come Dada Ascona e altri ricordi, che altro non sono che frammenti autobiografici molto densi.
    Fammi sapere se mai li leggi cosa ne pensi!

    ciao a presto

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  7. Ciao Paola,
    avevo visto in libreria Il decano e devo dire che mi ispirava, i libri dell’Iperborea sono sempre sinonimo di qualità (io ho lavorato lì per qualche mese!), però non sono libri semplicissimi né leggerissimi.
    Cavolo, allora Fazioli non ti ha convinto.. però magari è una ragione in più per me per leggerlo, così ti faccio sapere.
    Ciao

    *giuliaduepuntozero

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  8. Cara ***giuliaduepuntozero***, stanotte ho raggiunto i miei parenti/genitori in campagna ed ho trovato mio padre “intrippatissimo” 🙂 con Stieg Larsson…!!!! Ammetto che nella mia famiglia si è sempre divoratori di libri ma, su 4 teste (5, incluso il cane -ma legge “La Pimpa-), 4 tipi tipi di letture diverse. Da un anno, +/- dal mio rientro definitivo in Italia, ho cominciato a passare (i miei buoni) libri -quelli in Italiano ovviamente- alla “gens” ed, ammetto con mio stupore, che dai soliti Grisham, Forsyth et similia ora si contendono Bronte, Paasilinna, Murakami, Pérez-Rverte Alan Bennet, Hubert Selby Jr. Tom Robbins, Irving, Tusset, Izzo, Gary, Ruiz Zafòn ed altri che mai avrei potuto immaginare.

    Onore anche e soprattutto a GdL che mi ha permesso di trovare -grazie i vostri post chiari e semplici ed appasionati- un trait d’union linguistico ed emotivo sulla letteratura mai colto prima.

    tks & rgrds
    Fubar/080504

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  9. Ciao Fubar,
    beh, grazie mille del tuo intervento, fa sempre piacere quando si riesce a trasmettere la passione per qualcosa che è piaciuto.
    Buona lettura a te, e ai tuoi genitori!
    *giuliaduepuntozero

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  10. Mi piacciono molto i gialli scandinavi : ho letto tutto di Mankell e di Nesser di cui l’ultimo libro “l’uomo senza un cane” ha un nuovo protagonista,l’ispettore Gunnar Barbarotti,le cui origini italiane gli danno una sorta di ironia e allegria caratteriale che il tetro Van Veeteren non possedeva.Adesso sto leggendo “il bambino nel bosco” ,un thriller psicologico dell’autrice norvegese Karin Fossum e ho appena comprato il librone di Stieg Larsson….grazie dei consigli!

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  11. Ciao,
    non ho mai letto nulla di Nesser anche se sono stata tentata più volte, prima o poi farò il grande passo.
    E non conosco neanche Karin Fossum, mi informerò, grazie del consiglio.

    *giuliaduepuntozero

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  12. una mia amica mi ha prestato “uomini che odiano le donne” (letto in 15 gg) e “la ragazza che giocava col fuoco” ( lo sto divorando)mai letto niente di più bello.
    aspetto con ansia ottobre per leggere il seguito della trlogy. non conoscevo S. Larsson prima d’ora

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  13. Ciao anello,
    ottobre? Dici che esce già così presto? Io ho sentito parlare di dicembre, o addirittura dell’anno prossimo…
    Io sinceramente mi auguro che esca fra un po’ e non subito. Per lo meno ora ho ancora il gusto dell’attesa, l’acquolina all’idea del prossimo volume. Se esce subito, attesa e piacere finito…

    *giuliaduepuntozero

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  14. Mi mancano una cinquantina di pagine alla fine del libro, ma mi sono fatta un’idea. Avevo letto in rete che proseguiva lento, che le prime 200 pagine erano noiose etc etc. Non sono d’accordo, le ho trovate giustamente necessarie a raccontare i protagonisti, come se l’autore avesse già previsto che avrebbe scritto altri volumi con questi personaggi.
    La voglia di scoprire il mistero della famiglia Vanger è tantissima, io son stata molte sere con a letto a combattere con l’orologio. Ma al momento dello sciogliemento del mistero mi è sembrato che la spiegazione difettasse in particolari. Che invece il lettore brama di sapere.
    A parte questo, mi è sembrato una lettura piacevole e consigliabile. Anche per una come me che legge pochissimi gialli (fatta eccezione per i Bassotti Polillo, su cui anzi dovreste fare un post).
    Comprerò l’altro volume e magari anche il terzo conclusivo, che ho visto uscirà a gennaio.
    Cheers

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  15. Anch’io ho appena finito di divorare Uomini che odiano le Donne (le ultime 250 pagine tutte d’un fiato stanotte mannaggia).L’unica cosa che non mi convince del tutto è il fatto (chi non l’ha ancora letto non continui per favore con questo post) che un personaggio così malato e perverso venga descritto dall’autore come un insospettabile, non mi sembra plausibile che un tale disagio possa essere completamente mascherato dietro un apparente normalità, che nulla di quell’orrore trapeli all’esterno. A parte quello credo che correrò a comprare il secondo volume della trilogia….

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  16. Da http://www.thespacebetween.it
    Non amo particolarmente i libri gialli e solitamente cerco di starne alla larga peggio che dalla peste. Se poi il libro in questione supera le seicento pagine i disincentivi alla lettura iniziano a diventare troppi per potermi invogliare a vincere la naturale avversione verso il genere in questione. Eppure il clamore mediatico generato dal primo libro di Stieg Larson mi ha convinto ad investire ben 19,50 euro per l’acquisto. Ad un libro giallo, si sa, non è affidato l’alto compito di “fare letteratura” e tantomeno ci si aspetta che le sue pagine siano cesellate da ornamenti prosaici aulici. Un poliziesco è un libro per tutti, un compagno scanzonato che ci accompagna durante i tempi morti, stuzzica la curiosità e aguzza l’ingegno senza mai diventare aristocratico; bisoogna sfogliarne le pagine con leggerezza .

    Nonostante sia al suo esordio letterario Larson dimostra di conoscere a fondo il genere e si avvale di tutti i trucchi del mestiere per sedurre il lettore. Il successo editoriale è figlio di una serie di riuscitissime scelte. La trama è volutamente scontata. Un omicidio da risolvere, qualche colpo di scena e i soliti dissidi familiari condiscono la vicenda gradevolmente. L’azione, poi, si svolge in un piccolo paese, uno scenario circoscritto che strizza l’occhio al lettore; tutti possono essere sospettati, nessuno è innocente aprioristicamente. L’indagine in un luogo così circoscritto stimola l’indole voyeuristica del lettore che spierà nelle vite private degli abitanti del villaggio. Con un ristretto ventaglio di sospettati ciascuno può divertirsi a formulare ipotesi e cercare soluzioni. I personaggi, umanamente eroici, sono presentati senza efficacia espressiva. L’autore coniuga la loro personalità tra virtù e vizi, si sofferma a descriverne il profilo psicologico ma in modo vacuo. Nonostante parecchie pagine siano dedicate all’indagine introspettiva questa risulta sempre poco convincente e caricaturale. Inveitabilmente tra i due detective si genera grande tensione, un minestrone dagli ingredienti ben noti: sesso e amore, sintonia e riservatezza, late vicinanze. Eppure tutta questa banalità sembra funzionare. Senza accorgertene inizi a vestirne i panni, a pensare come loro. Il libro diviene anche un pretesto per denunciare alcuni misfatti di cui l’odierna società svedese sembra essere rea. Il lettore scopre che lì una donna su tre è vittima di molestie (sarà vero?), scopre che la corruzione, la malavita, i pasticci burocratici non sono solo un vizio del “bel paese”. Anche in Svezia non è tutto oro quel che luccica. La prosa è scorrevole, veloce, a tratti giornalistica, mai ripetitiva e scontata. La lettura non è solo avvincente ma anche rilassante.

    Questi punti di forza rappresentano anche la debolezza più evidente del romanzo. La trama, tanto scontata da essere prevedibile, consente al lettore di prevedere gli avvenimenti allentando continuamente tensione. Ne risente fortemente tutto il climax emotivo che non raggiunge mai punti abbastanza alti. I personaggi, troppo fumettistici e oleografici, risultano simpatici ma finti. Imperdonabile è la distinzione troppo netta tra “buoni” e “cattivi”; i primi, sebbene trapelino di continuo lati oscuri del loro passato, ci vengono propinati con tanta bonarietà da essere assolti senza processo. Questo, oltre a restringere oltremodo la cerchia dei sospetti rende la lettura stucchevole, sai già dove l’autore andrà a parare; latitano i colpi di scena. Mi chiedo quanto possa essere efficace un Giallo privo di tensione, ritmo narrativo e capovolgimenti di scena. Le denunce sociali, poi, sembrano solo un pretesto attorno al quale costruire una storia. Il progetto originario intendeva, con dieci romanzi, mettere a nudo vizi e difetti della società svedese. La prematura scomparsa dell’autore ha bloccato questo arduo compito al terzio episodio della saga. La domanda resta la stessa: il giornalista Larson usa il genere poliziesco per sensibilizzare l’opinione pubblica oppure utilizza i classici problemi (sui quali l’opinione pubblica è già sensibilizzata) come pretesto per un poliziesco moderno ed appetibile?

    Da leggere se si è amanti del genere o se spinti da tanta curiosità verso l’ennesimo successo editoriale. Per gli altri, qualche buona pagina ed una scrittura piacevole possono non essere degli stimoli adeguati per masticare le troppe pagine del romanzo. Un libro scritto da un buon operaio del genere che, utilizzando i ferri del mestiere, assembla senza errori una storia lineare e piacevole ma priva di estro creativo. La differenza tra questo ed un ottimo libro è la stessa che passa tra un quadro e la carta da parati. Entrambi adornano le pareti, ma solo il quadro suggestiona ed emoziona chi l’osserva.

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  17. Me lo sono appena letto in tre giorni, durante un milano-barcellona-milano che grazie al libro (e anche un po’ per colpa della pioggia, sigh!) ha virato sullo scandinavo andante..
    Adesso dovrò centellinarmi i rimanenti due capitoli della trilogia, visto che dopo non ce ne saranno più, purtroppo.
    Mi ha dato un po’ da pensare il tema delle intercettazioni e della loro pubblicazione. Forse uno come Wennerstrom, in Italia, potrebbe pensare di buttarsi in politica.

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  18. FONDAZIONE CINEMA PER ROMA

    NIELS ARDEN OPLEV INCONTRERÀ IL PUBBLICO ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA

    Il regista di “Uomini che odiano le donne” in Italia

    per l’anteprima del film

    In occasione dell’anteprima italiana di “Uomini che odiano le donne”, film tratto dall’omonimo romanzo di Stieg Larsson, che uscirà nelle sale il 29 maggio (www.uominicheodianoledonne.it), il regista Niels Arden Oplev incontrerà il pubblico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento, organizzato dalla Fondazione Cinema per Roma, che produce il Festival Internazionale del Film di Roma, si svolgerà martedì 26 maggio alle ore 10, presso la sala Teatro Studio. Oltre al regista, sarà presente lo scrittore Franco Scaglia, autore della trilogia “Il custode di Terra Santa”, edito da Piemme Editore. Sul palco, l’attrice Antonia Liskova reciterà brani del libro mentre sullo sfondo verranno proiettate immagini del film.

    L’incontro sarà moderato da Piera Detassis, direttore artistico del Festival Internazionale del Film di Roma, e Alessandra de Luca, critico cinematografico.

    L’evento è stato possibile grazie alla collaborazione di Bim Distribuzione, Marsilio Editori e Fondazione Musica per Roma.

    I biglietti per l’ingresso in sala saranno distribuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili, a partire dalle ore 11 del 25 maggio, presso la biglietteria centrale dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

    FRANCO SCAGLIA

    Giornalista, inviato dal Medio Oriente, dal 2004 è presidente di Rai Cinema. Come scrittore, è autore della trilogia “Il custode di Terra Santa” edito da Piemme, per la quale ha anche pubblicato “Il viaggio di Gesù. Sulle tracce dell’uomo che ha insegnato l’amore”.

    ANTONIA LISKOVA

    Attrice in grado di destreggiarsi fra tv e cinema, fa il suo esordio sul grande schermo con Carlo Verdone nel film “C’era un cinese in coma” (2000). Nel 2008 ottiene una candidatura ai David di Donatello come migliore attrice protagonista per “Riparo – Anis tra di noi”. Nel 2009, lavora con Giuseppe Piccioni nel cast di “Giulia non esce la sera”.

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  19. Sono andata ieri a vedere il film *Uomini che odiano le donne*.
    Confesso che ero un po’ perplessa, visto come mi era piaciuto il libro, considerato che penso sia non facile da trasporre al cinema, e che quasi sempre il libro, soprattutto se letto prima, mi piace di più della versione cinematografica.
    E invece sono stata molto soddisfatta, reso bene, bravi gli attori, buone le scelte sui tagli (ovviamente non si poteva mettere tutto nel film), bella l’ambientazione, non il classico film che avrebbero potuto fare a Hollywood.

    Qualcuno l’ha visto? Vi è piaciuto?

    *giuliaduepuntozero

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  20. ho divorato la trilogia adesso la sto assaporando mi è piaciuto il film c’era un sospetto di noce moscata un impalpabile gusto new gotico

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