La Voce, Arnaldur Indridason

Il terzo episodio delle indagini del commissario Erlendur e dei suoi colleghi Elinborg e Sigur Oli non delude, come i precedenti *Sotto la città* e *La signora in verde*.
Principale motivo d’interesse di questa serie di gialli l’ambientazione geografica: Reykjavìk, ancora più triste, buia e disperata rispetto ai precedenti volumi.
Altra caratteristica interessante, l’ambientazione temporale: Natale. Ho un’amica che ha una divertente passione, ovvero collezionare libri che si svolgono in questo periodo dell’anno, e *La voce* di Indridason non sfigurerebbe di sicuro, anzi. Purtoppo Guanda l’ha fatto uscire solo da qualche settimana, in ritardo per leggerlo nel clima natalizio, che vi assicuro (io l’ho letto in inglese settimane fa) rende ancora di più.
Al centro della vicenda, il ritrovamento del cadavere di un uomo, portiere in un albergo, e Babbo Natale a tempo perso. L’uomo ha una vita misteriosa e isolata, a prima vista né amici né nemici, fino a quando le indagini della polizia della capitale islandese portano alla luce un passato che sembrava dimenticato…
Unico difetto, a mio parere: Reykjavik è descritta troppo poco. Peccato, è la città più affascinante che io abbia mai visitato.

Hallgrókirkja al tramonto

*giuliaduepuntozero

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5 pensieri riguardo “La Voce, Arnaldur Indridason”

  1. Indridason piace molto anche a me. La voce però è quello che ho amato meno. I libri dello scrittore islandese sono quelli che meglio colmano la mia nostalgia del Kurt Wallander di Mankell. Speriamo che Guanda non ce li centellini troppo. E che azzecchi la stagione giusta!

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  2. In un’ideale classifica, non so bene come posizionarlo. Forse mi trovo d’accordo con te, che è il meno bello, ma avendolo letto dopo essere stata in Islanda, l’ho letto con un altro spirito. Forse il preferito rimane *La signora in verde*. Questa estate ce n’era un quarto in inglese, che quindi immagino Guanda pubblichi prima o poi. E di sicuro ce n’erano altri in islandese non ancora tradotti in inglese, quindi possiamo ben sperare.
    Ti piacciono i gialli scandinavi? Ne hai letti altri?

    *giuliaduepuntozero

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  3. Sono d’accordo su La signora in verde. Di altri gialli di Indridason ce ne sono molti. Li traduce per Guanda dall’islandese una mia amica. Mi ha detto che sono molto belli.
    I gialli scandinavi li leggo volentieri anche se purtroppo non sono mai stata in Nord Europa. Sopra tutti i gialli di Mankell con Kurt Wallander (La quinta donna, Delitto di mezza estate i miei preferiti); poi la Fossum (Amatissima Poona), i coniugi Sjöwall -Wahlöö che pubblica Sellerio, Stieg Larsson (Uomini che odiano le donne) tra gli ultimi che mi sono piaciuti molto. buona domenica!

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  4. Sto leggendo in questi giorni “La signora in verde” e mi piace moltissimo, ho iniziato con “La voce” (anch’io per nostalgia del commissario Wallander) e ho proseguito con “Sotto la città”. E’ bellissimo sapere che ci sono altri suoi libri, spero anch’io che non vengano pubblicati col contagocce.
    Concludo dicendo che mi è piaciuto anche “Uomini che odiano le donne” e che ho il suo seguito pronto sul comodino, me lo porterò in viaggio; decisamente gli scandinavi sono degli ottimi giallisti, peccato che i non-gialli, compresi quelli di Mankell, siano noiosissimi, forse perchè descrivono situazioni e stati d’animo molto lontani da noi.
    P.S.: non male neanche Hakan Nesser, svedese anche lui

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