Un bacio (romantico) color mirtillo

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Rarefatto è dir poco. Illuminato e rarefatto, ecco. Se penso a “My Blueberry Nights” (vorrei proprio aver visto la faccia di Wong Kar Wai quando gli hanno detto che il suo super-raffinato film si sarebbe intitolato “Un bacio romantico” qui dalle nostre parti) mi vengono in mente questi aggettivi.

Io non lo definirei proprio un road movie (contrariamente a tutte le recensioni che ho letto). Protagonisti ne sono luci al neon color mirtillo e locali notturni catalizzatori. In giro per gli Stati Uniti, ok. Ma secondo me questo non basta per farne un road movie. Per almeno una buona metà del film io ho avuto piuttosto l’impressione di trovarmi dentro “Smoke” o “Blue in the face” (by night).

La maggior parte dei critici lo considera inferiore a “In the Mood for Love” e “2046”. E mi sta bene. Vero è però che di sicuro gli intenti del regista qui sono meno pretenziosi. Quindi secondo me non siamo giustificati a usare lo stesso metro per giudicare “My Blueberry Nights”. Direi piuttosto che Wong Kar Wai si misura questa volta con un soggetto (Elizabeth, la protagonista, dopo esser stata mollata dal suo tipo, elabora il lutto partendo – e tornando a – da New York e passando per Memphis e Las Vegas dove una serie di personaggi più sfigati di lei la aiutano a capire che “c’è di peggio”) più plain, meno tormentato.

Un film da donne mi verrebbe da dire. E di sicuro il titolo italiano non aiuta a portare gli uomini al cinema a vederlo. Mi piacerebbe però che tanti di loro trovassero il coraggio e si imbarcassero in quest’avventura senza pensare che sia solo “romantica” (e malinconica e piagnucolosa). Una piccola spinta: Natalie Portman è strepitosa come al solito. Norah Jones brava anche come attrice. E poi c’è Rachel Weisz.

Venendo a noi (donne) c’è Jude Law, più dimesso rispetto alla sua media, ma sempre moooooolto carino. Stavolta veste i panni del cuoco che sforna, speranzoso, torte di mirtilli a ripetizione. E alla fine ha la meglio sulla Norah/Elizabeth che torna da lui con più cognizione di causa (e non solo fame di zuccheri). Alla fine i vagoni della metro la smettono di sfrecciare e il tutto si sublima con un bacio (finalmente, dopo cotanto titolo) al mirtillo.

Quindi non è usato a sproposito il leitmotiv (musicale) di “In the Mood for Love” – stavolta affidato non al violoncello ma all’armonica – foriero di buoni auspici per la protagonista. Il resto della colonna sonora che accompagna il suo viaggio-in-circolo è tutta super – i miei preferiti sono Cat Power (grande!), Ry Cooder e Santaolalla. Mi piace questo Shigeru Umebayashi (responsabile anche della musica di più di un film di Zhang Yimou).

La fotografia sgranata e al rallentatore di Darius Khondji rende il tutto molto elettrico e molto… rilassante (se mi sentisse Elizabeth!).

Si ringrazia Way to Blue per l’anteprima

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3 pensieri riguardo “Un bacio (romantico) color mirtillo”

  1. accidenti: Natalie Portman, Norah Jones, Rachel Weisz.
    Poi la colonna sonora con Ry Cooder;
    e poi “Smoke” o “Blue in the face”…; e poi la fotografia sgranata;
    e poi illuminato e rarefatto.
    Se non fosse “Un film da donne” andrei a vederlo 😉

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  2. devi assolutamente andare a vederlo!
    è un film bellissimo, denso e ironico allo stesso tempo
    una commedia… romantica sì, ma non poi così tanto da non poter esser vista da un uomo 😉

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