Che Libri. Il mensile per chi legge

Segnalo l’uscita di un nuovo mensile dedicato al mondo dei libri e della lettura, Che Libri, in edicola dal 20 aprile.

Nell’editoriale della direttrice Bea Marin si legge:

Volevamo degli strumenti per scegliere senza essere condizionati dal sapiente lavoro dei marketing editoriali, per non sentirci spaesati tutte le volte che entravamo in libreria, sopraffatti dalle pile di libri.  Una rivista sarebbe stata l’ideale e dato che non ne abbiamo trovate, abbiamo deciso di pubblicarla noi. Ecco perché Che libri. Il mensile per chi legge. Anche perché siamo un gruppo che lavora fra i libri da una vita e ne conosciamo i più nascosti meccanismi. Così è nato il mensile che avete fra le mani. Una rivista che è una guida e una proposta. Che parla di libri in modo diretto. Uno spazio di dialogo fra chi i libri li scrive e chi li legge, ma anche un luogo di “appartenenza”, dove ogni lettore è di casa.

Con queste premesse parte il primo numero, che ho trovato un po’ per caso nell’edicola di Camogli (in stazione Centrale nulla da fare), che offre diversi spunti: dal viaggio in India attraverso i suoi autori, a un’intervista a Cirri e Solibello, dalla riscoperta di John Fante, alla presentazione di Giacopini, autore di un libro su Bobby Fisher (con annessa bibliografia sugli scacchi).

Diverse le rubriche fisse, alcune molto carine: Cosa legge, intervista a uno scrittore con domande su cosa ha sul comodino, eccetera (in questo numero, Pierangelo Buttafuoco), Se ti è piaciuto, libri che ti possono piacere se ti è piaciuto il volume di partenza (il bel L’eleganza del riccio), La parola a, chiacchierata con Andrea Vitali, scrittore di lago. Oltre, ovviamente, a notizie dal mondo dei libri e recensioni a tutto spiano.

Insomma, si trovano interessanti spunti per chi ama la lettura.

*giuliaduepuntozero

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88 pensieri su “Che Libri. Il mensile per chi legge”

  1. Io non riesco a trovare questa rivista! Sapete per caso indicarmi un sito web dove trovare informazioni oppure chi è l’editore di tale rivista? Grazie Sara

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  2. Grazie a tutti e soprattutto a esteban che ci sta a fianco con la durezza sincera che serve per cambiare (questo non vuol dire, poi, che in alcuni casi ci resto un po’ male, è naturale). Perchè ci servono consigli. Ora sugli incipit ci avevamo pensato (questa è proprio sintonia), ma dobbiamo aumentare la foliazione (già ora tagliamo un mucchio) e per ora è difficile.
    Stiamo anche pensando di fare ogni mese un viaggio fra i libri che usciranno il mese successivo: che ve ne pare?
    Poi riprendiamo il “se vi è piaciuto”, cioè se hai finito un bel libro, quale puoi prendere in mano dopo.
    Insomma, mi fermo qui, ma volevo prima dirvi quanto siate “preziosi” per una rivista come Che Libri
    PS. se non trovate la rivista e volete una copia saggio, scriveteci una mail a chelibriòtiscali.it

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  3. Io ho saputo da poco dell’esistenza di questa rivista, ho comprato i numeri di ottobre e novembre.
    Naturalmente tutte le cose iniziate da poco hanno bisogno di tempo per crescere e migliorare, per questo motivo quindi preferisco non dare un giudizio affrettato. Comunque Bea, non preoccuparti, quando il cammino è tortuoso, quello che conta non è come procedere ma arrivare a destinazione. In bocca al lupo.
    Zetetes (NA)

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  4. vi ricevo regolarmente, per aver partecipato e vinto il giochino qualche mese fa. resta poco accattivamente la grafica, le copertine soprattutto.si ha l’impressione del troppo, che vogliate dire tutto e non far lamentare nessuno degli ipotetici o reali lettori. A me non pare che vada bene, scegliete un’identità più precisa e perseguitela. Mi piacciono le “monografie” chiamiamole così, un autore, un paese, un fatto, l’India, le leggi razziali, Bellow,approfondite, scavate e allargate l’obiettivo, mi piace. Non mi piace l’ammucchiata dello “scaffale, non mi piace la superficialità,la 194, Socci che documenta un genocidio,il giudizio sui dati dell’aborto clandestino “falsi e tendenziosi”, quali, chi lo dice e dove? e neppure Mori recensito en passant. Se aprite un capitolo trattatelo con profondità e cautela, questa deve essere la cifra della rivista.la 194, le leggi razziali, tutto. mi piacerebbe anche più attenzione nelle filmografie, che pure apprezzo molto, ad es. non mi pareva che il film di Amelio fosse sull’autismo,me lo ricordo diversamente. ultima cosa, da parte di una lettrice che ci tiene molto a che resistiate su un mercato così difficile: i refusi, ce ne sono e danno un’idea di sciatteria. con tantissimi auguri a voi ed a noi lettori. Fioralba

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  5. grazie. A zeteses per la solidarietà e a Fioralba per le puntuali critiche/proposte. Hai ragione, più attenzione e profondità, anche se ogni tanto è davvero impegnativo andare in profondità. Però farò leggere a tutta la redazione le vostre osservazioni. Ci seviranno. Dalla prossima settimana è in edicola il prossimo numero sulla mafia. Confesso che siamo andati così in profondità che siamo stati costretti a fare la prima bibliografia staccata dalla rivista. Fateci sapere. Grazie ancora e ciao a tutti, bea
    ps
    se non avete nulla in contrario, pubblicherei le vostre comunicazioni sulla rivista. Posso?

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  6. tranquillamente, si. Si sappia che critico per affetto e per disperazione, quella che mi verrebbe se non vi affermaste. Ciao e buon lavoro. Fioralba

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  7. Bea, rieccomi. Il fatto che sia qui a scriverti significa che, al di là delle critiche, spero comunque che la tua rivista riesca ad affermarsi. Lo spero perché credo che ci sia bisogno di focalizzare l’attenzione sul fatto che leggere è importante, perché credo che una rivista come “Che Libri” possa aiutare a riscoprire la bellezza e l’importanza di leggere un libro. Ci tengo a precisare queste cose in quanto quello che sto per dirti potrebbe sembrare distruttivo… ma non lo è, solo che sono convinto che a volte sia necessario anche essere spietati per migliorarsi. Sono passato in edicola a chiedere il numero di Dicembre, non l’ho trovato, così visto che ormai c’ero ho preso quello di Novembre. Concordo con Fioralba quando dice che la grafica ha la sua importanza… La copertina con i “soldi” fa pensare più a una rivista di finanza che a una di libri. Non è accattivante, non “cattura”. Ho trovato interessante lo spazio “INCUBATRICE” dedicata a Baku e Bepress. Di Baku avevo già letto qualcosa in internet, la Bepress non la conoscevo, mi è venuta voglia di approfondire. E’ uno spazio interessante che (secondo me) andrebbe coltivato. Buona anche l’intervista a Pellegrini e alla sua casa editrice e l’articolo su Francoforte. Il resto, mi dispiace dirtelo, sa di tutto e niente. Tanti libri buttati lì tra le pagine che non si capisce bene che senso abbiano. Confermo la sensazione che mi hanno lasciato gli altri numeri, un catalogo di recensioni “copia e incolla”. Perché dovrei comprare quei libri? Qualcuno di voi li ha letti? Ti faccio un esempio pratico: Susanna Tarchini cura le pagine dedicate ai ragazzi e consiglia “Sono tossica di te”. Lo fa perché l’ha letto o perché la collana Teens di Fanucci è più facile da recensire? Io quel libro l’ho letto, non ho trovato niente di speciale tra le pagine, non lo consiglierei, nella stessa collana ci sono libri molto più interessanti. Mi dirai che i gusti sono diversi e che bisogna accontentare un po’ tutti. Va bene, ma se proprio lo vogliamo consigliare ai giovani, dobbiamo dargli dalle motivazioni, non possiamo dirgli “da leggere” e basta. Prima di consigliare qualcosa dobbiamo scavare e trovare qualcosa noi per primi. Se no non ha senso, non credi? Per consigliare un libro bisogna esporsi in prima persona, mettere nelle parole le emozioni che ci ha fatto provare. Un incipit, te l’ho già detto, o una frase… dovreste dare la possibilità di immergersi nella storia almeno per un momento. Sicuramente non è possibile leggere tutti i libri di cui parlate nel poco tempo che avete a disposizione, però in questo modo i consigli che dovrebbe dare una rivista su cosa si basano? Sul mercato? Sulle tendenze del momento? Forse sono io a sbagliare, sbaglio a credere che l’intento della tua rivista non dovrebbe essere quello di pubblicizzare libri e scrittori che passano nelle librerie, ma quello di indicare un percorso preciso e alternativo a quello che già troviamo sugli scaffali o sui giornali dal parrucchiere.
    Il mio consiglio è quello di recensire meno libri magari, ma di essere più coinvolti. E poi quello di dare spazio alle culture alternative, a quelle realtà che si distinguono e che possono attirare attenzione. Non so, realtà come Toilet, o come Schiaffo Edizioni. Abbiamo bisogno di conoscere quelle voci che, anche se sono sommerse dai grandi, hanno tante cose da dire.
    Se non sono stato chiaro in qualcosa puoi scrivermi (esteban83@supereva.it), tanto le mie sono opinioni personali, puoi farne quello che vuoi, prenderle o buttarle poco importa, l’importante è che non distruggano ma che facciano solo riflettere. Buona serata.

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  8. Caro Esteban
    purtroppo vivere in un mondo che non funziona porta a pensare che tutti non funzionino. Questo per dire che non ho letto le tue riflessioni come distruttive, ma semplicemente come offensive. Offensive perchè noi i libri li leggiamo tutti. Mi spiace per te che pensi il contrario. Poi si può essere d’accordo o meno sui consigli, ci si può criticare per come sono scritte le recensioni, per come le abbiamo messe in pagina… per tante cose. Ma accuse false e non giustificate, questo no.
    In riferimento alla recensione che citi, la responsabilità è certamente mia, a leggere il libro è stata una ragazza di 15 anni, ne abbiamo parlato e l’ha scritta. Se tu non sei d’accordo, pazienza. A qualcuno è piaciuto e il tuo giudizio non è nè più importante nè migliore, è solo diverso. Succede sempre e sempre succederà per ogni recensione che appare su qualsiasi giornale. Fortunatamente i pareri sono diversi!
    “Sicuramente non è possibile leggere tutti i libri di cui parlate nel poco tempo che avete a disposizione” ebbene, caro Esteban, ti sbagli di grosso e ti pregherei, per il futuro, di non lanciare accuse gratuite perchè noi non siamo mitomani che amano vedere la propria firma in fondo a qualche parola scritta, ma abbiamo un progetto che stiamo cercando di realizzare con fatica e, soprattutto, con onestà intellettuale.
    mi scuso con tutti ma questa risposta era dovuta.
    bea marin

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  9. Cara Bea, mi dispiace che tu abbia inteso le mie riflessioni come “offensive”. Parli addirittura di “accuse gratuite”… se è passato questo, ti chiedo scusa, perchè non volevano esserlo, quello che volevo dire è che immagino che i libri da recensire siano tanti e non ci siano le risorse per leggerli in poco tempo. Togli il “sicuramente” che ho messo nella frase che travisava quello che volevo dire. Pero’ Bea, scusa se te lo dico, la tua reazione mi sembra esagerata, io ti ho dato delle opinioni personali, ti ho anche detto che puoi buttarle nel cestino se non sai cosa fartene… magari ho sbagliato nel pensare che i libri recensiti non fossero letti tutti da chi poi scrive le recensioni, pero’ non era nè un’accusa nè altro. Se non altro non voleva esserlo.. semmai era un invito, come ti ho detto piu’ volte, a riflettere su cio’ che dal mio insignificante punto di vista, non andava. Detto questo, qualche giorno fa ho comprato il numero di Dicembre prima di leggere questo tuo post, ennesima dimostrazione che il tuo progetto, come lettore mi sta a cuore.. e che non ho mai dubitato dell’onestà intellettuale di cui parli. O forse credi che lo compri per poi divertirmi a lanciare accuse gratuite e ingiustificate? Però non ti dico quello che penso del nuovo numero, sinceramente non va neanche a me di sentirmi dire “se non ti è paciuto, pazienza” … perchè se voi avete un progetto in cui credete, e nessuno lo mette in dubbio, io ci metto il mio tempo e i miei soldi per leggere e commentare questo progetto. Quindi, in futuro, come mi hai gentilmente consigliato, evitero’ di dirti quello che penso perchè se questo è il risultato non credo ne valga la pena nè per voi nè per me. Un ultima cosa, dici “il tuo giudizio non è nè più importante nè migliore di altri”… io non la penso così, io ci credo ai giudizi, gli do importanza… del resto sulla tua rivista date dei giudizi, delle valutazioni, invitate la gente a leggere dei libri… sono giudizi personali, certo… ma pur sempre dei giudizi. Allora cosa vuoi dirmi? Che il mio giudizio su quel libro non vale niente? Il mio giudizio vale tanto quanto il vostro… a me non è piaciuto, e se non sei d’accordo… amen, comunque il mio giudizio vale tanto quanto il tuo che hai deciso di recensirlo in modo positivo. Sono sulla difensiva, hai ragione, pero’ mi sento offeso anch’io.. perchè che tu ci creda o no, io volevo solo aitarvi a migliorare. Non ci sono riuscito… pazienza!
    Ti faccio un ultimo in bocca al lupo… sincero.
    Ciao. Esteban.

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  10. credo che a tutti gli altri non interessi una discussione a due, quindi invito esteban a scrivere recensioni (di libri letti) su Che Libri. Così vedrà come lavoriamo.
    Credo sia l’unico modo per superare incomprensioni ed equivoci. Le aspetto. Un saluto, bea marin

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  11. Salve,
    sono capitato casualmente su questo blog e cercherò di acquistare la rivista. Avrei una proposta: oltre alle recensioni si potrebbero realizzare anche alcuni dossier riguardante gli scrittori, come si mantengono da vivere (se magari la “scrittura” è un secondo lavoro), quanto hanno speso per pubblicare un libro, come è nata la loro opera. Magari potrebbe interessare agli aspiranti scrittori. Mi permetto di segnalare un mio dossier scritto un paio di anni fa:

    http://gianlucamasina.splinder.com/post/13309604

    Buon proseguimento di giornata.
    Gianluca

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  12. Scusa Esteban ma sono d’accordo con Bea, le tue critiche mi sono sembrate un tantino esagerate, anch’io mi sarei sentito offeso al posto suo. Che tu non consiglieresti questo o quel libro deve essere solo una tua opinione personale. Le recensioni sono soggettive e non puoi pretendere che tutti abbiano le tuoe stesse idee. A me personalmente piace leggere le recensioni anche di libri che ho già letto e confrontare le idee di chi le scrive con le mie.
    Naturalmente non sempre si può essere d’accordo, ma l’opinione altrui va sempre accettata e rispettata anche se in netto contrasto con la nostra. Mi dispiace dirtelo ma il tuo commento oltre che irriguardoso è stato anche incivile. Un saluto e forza Bea.

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  13. Ciao Gianluca, ho letto il tuo dossier e la tua proposta mi sembra interessante, spero che Bea ti dia ascolto. Io ho già scritto qualcosa tipo racconti brevi ed ora ho in progetto di scrivere un libro, ma essendo un dilettante vado spesso incontro a pause più o meno lunghe. Quindi per me sarebbe una manna dal cielo riuscire a carpire le varie tecniche che usano gli scrittori e magari anche qualche indicazione su come impostare un libro. A tal proposito ti suggerisco, se sei interessato anche tu come me a scrivere, di leggere il libro “On writing ” di Stephen King, sul quale ho trovato alcuni preziosi consigli. Io sto cercando di metterli in atto, è dura ma non mollo, scrivere mi piace troppo.
    Un saluto, Zetetes.

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  14. Zetetes: io cerco di partire con piccoli progetti. Mi rendo conto che la scrittura di un libro è molto dispendiosa soprattutto per mia mancanza di tempo. Ora a tempo perso sto lavorando su un mini racconto di qualche pagina. Poi vi farò leggere.

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  15. Zetetes, boh allora devo essermi spiegato proprio male. Io non pretendo proprio nulla. Quello che volevo dire è che le trovavo poco coinvolegenti. E ripeto, se sono stato offensivo, non era mia intenzione esserlo e ho chiesto scusa. Ovvio, che sul contenuto della recensione si puo’ essere d’accordo oppure no. A me il libro non è piaciuto, ma non ho mica detto che dovevano scrivere che fa schifo perchè a me non piace. Ho spiegato male una mia sensazione, forse, mi si puo’ accusare di questo. La prossima volta staro’ piu’ attento alle parole, immagino che se fossi stato io al suo posto non sarebbe piaciuto nemmeno a me leggere un commento così “duro”. In ogni caso, come ho già detto, se sono qui a scrivere e compro la rivista, è perchè il progetto mi piace, perchè credo che Bea abbia avuto un grande coraggio e una grande forza, ma credo anche che possa migliorare molto. Mi pare di aver detto anche delle cose positive no? Le cose che mi sono piaciuto molto… e davvero. E non mi va neanche di essere buonista a tutti i costi, di dire che mi piace tutto se non è così. Trovo semplicemnte un controsenso l’intento di voler essere incivile e poi comprare la rivista. Potrei fare a meno di leggerla e amen se proprio mi facesse così schifo come dici. Le cose buone ci sono, c’è anche la voglia, la passione, la pazienza, tutte cose che apprezzo… solo che credevo fosse piu’ costruttivo ragionare su quello che secondo me (umile parere) non va. Poi ripeto, non voglio insegnare niente a nessuno, non ne sarei capace e forse non ho niente da insegnare. Mi sembrava solo una buona occasione di confronto.

    Bea, non ho capito il tuo ultimo intervento/invito.

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  16. Va bè dai chiudiamo qui la polemica, ci sono stati vari fraintendimenti, capita a tutti, l’importante è spiegare le proprie ragioni e chiarirsi. E poi siamo quasi a Natale, è vero o no che dobbiamo essere tutti più buoni? Un saluto a tutti.

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  17. cara Bea, registro un tentativo di riportare la discussione in un ambito meno “esibito” e mi fa piacere. La tastiera, così come la penna, prendono la mano e fanno emergere il nostro narcisismo di lettori. 2 cose piccole: a dicembre la rivista non mi è arrivata. devo comprarla? finora mi arrivava in premio, se devo comprarla ditemi e mi sbrigo; ho letto uno splendido libro che mi piace segnalare. “Il ministero dei casi speciali”, di Nathan Englander, Oscar Mondadori, ancora sui desaparesidos, ma con una scrittura ed uno sguardo profondamente diversi, doloroso forse più di altri, capace di dire l’essenza della dittatura militare e del suo insensato e criminale tentativo di aggiogare una comunità rendendola piatta uniforme e silente,cambiandole o facendole cambiare i connotati, le coordinate, i caratteri non solo spirituali, ma anche i caratteri fisici. A presto e buon lavoro a voi. Fioralba

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  18. C’è qualcuno che può dirmi se ha trovato in edicola “che libri” di gennaio? All’edicola del mio paesello di campagna, dove ogni numero è puntualmente arrivato, non ne sanno niente.

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  19. Anc’io non ho trovato il numero di gennaio, ho cercato dovunque, anche la mia edicola di fiducia non sa niente, boh?

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  20. Stamane l’edicolante appena mi ha visto entrare, ha trionfante annunciato che la mia rivista era arrivata. Quindi “Che libri” di genn-feb è in edicola. Non l’ho ancora letto.

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  21. perchè non proviamo a rendere un po’ più fattivo questo “parlare”. Perchè non creare una versione cartacea (su Che libri, naturalmente) di pensieri sui libri: segnalazioni, recensioni, critiche… potrebbe essere un allargamento. chissà
    ciao a tutti, bea

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  22. ho appena letto l’ultimo numero. mi abbono. il panorama non offre molto e quindi non avete molta concorrenza, però ci sono buone idee e soprattutto voglia di mettersi in gioco, quindi sostengo. Sull’idea del rendere fattivo, non lo so, mi sembrano cose diverse e ci sono anche equilibri delicati da rispettare. Perché invece non fate magari un pezzo sul fenomeno dei gdl e noi ci impegniamo a turno a consigliare un libro per gruppo ogni mese? Un po’ come fanno alcuni inserti con i librai? Ci sono sicuramente delle tesi di laurea sui gdl e qui comunque trovate l’ottimo lavoro di Bianca e gli atti del primo (e unico, sigh!) raduno. O magari dedicare anche uno spazio per le iniziative, naturalmente a vostra scelta, delle biblioteche. grazie e ciao

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  23. Allora, mi metto d’impegno. Forse ci siamo,la cosa più bella è il lavoro collettivo sui long-seller. Teatro e libri: grazie a chi pensato questa cosa. Molte le cose apprezzabili e, comunque, una ricerca anche grafica più attenta. Nell’insieme la rivista mi pare un po’ più mia e non è solo l’effetto abitudine. Per non sembrare compiacente, faccio due piccoli appunti: il poster di Saviano, l’idea non mi garba, troppo da rivista giovanilista o addirittura adolescenziale, ma è un mio pensiero. Forse vedo Saviano troppo a rischio divismo, suo malgrado chiaramente e non vorrei che la nostra rivista contribuisse. L’altro appunto è una ripetizione: i refusi, ancora tanti, dall’oroscopo alle classifiche.
    però davvero buon lavoro e vi aspetto ancora in edicola. Piccola curiosità: accettate recensioni da noi lettori indefessi e, talora, scombinati?

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  24. Bel post, Fioralba, condivido in pieno. Azzeccata l’osservazione sul poster e ben detto sui long seller. Devo dire che ho trovato alcuni spunti interessanti anche sulle nuove uscite. Buona giornata a tutti.

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  25. grazie proprio di cuore. E ora dico la mia.
    – Il poster: certo che era rischioso farlo, peccando magari di giovalinismo. Però ci siamo chiesto: perchè le biblioteche, le librerie, i caffè letterari e magari le case, invece del solito poster della star di turno, non iniziano a mettere uno che forse un po’ più di senso l’ha? E’ da qui che è nata l’idea del poster. Sul prossimo siamo incerti fra Marco Travaglio (sul prossimo numero c’è anche un suo articolo e questo non gioca a suo favore, però è anche un saggista onesto che fa un lavoro serio di ricerca) e De Andrè (non solo un cantante, ma un vero poeta). Alla luce di queste scelte, cosa ne pensate?
    – Analizzare i gdl: ottima idea, sempre sul prossimo numero esce un pezzo su un blog letterario con intervista a chi lo cura, ma certo questo fenomeno è interessante, basti pensare a questo spazio, ad anobii, a bookcrossing… qual è il lavoro di Bianca? me lo sapete dire?
    – ottima l’idea di un libro al mese consigliato da lettore
    – rispetto al calendario delle iniziative non facciamo censure ma il problema vero sono i tempi di chiusura: circa 1 mese prima dell’uscita. Questo seleziona molto, ma i tempi di lavorazione non ci lasciano molto scampo
    – per finire lo nota dolente: i refusi. Avete ragione assolutamente: siamo un vero disastro. Ora vedremo di coinvolgere anche i collaboratori per la revisione dei loro pezzi. Ci spargiamo la testa di cenere, ma vediamo di correggerci.
    E ora un’idea un po’ fuori tema. Perchè non iniziare a pensare a un incontro mensile dove raccontare delle anticipazioni, parlare con qualche autore o editore… purtroppo il problema è quello della localizzazione, però si potrebbe iniziare in un luogo e poi ripetere le occasioni. Una sorta di brunch dove chiaccherare di libri con semplicità
    grazie ancora e a prestissimo, bea (che libri)

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  26. Salve,
    mi sono imbattuto per caso nella discussione (cercavo notizie su “CheLibri” dopo averne visto la pubblicità si Internazionale) che devo dire mi ha appassionato e incuriosito. Non ho ancora letto la rivista in questione (ma a questo punto lo farò a breve) però mi ha molto colpito che sia intervenuta direttamente l’ideatrice della rivista, esponendosi in prima persona ai giudizi e alle critiche (peraltro sovente impietose). Il che, a guardarsi un po’ intorno, non è proprio cosa di tutti i giorni.
    avanti così

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  27. Finalmente ho messo la testa in un numero di _Che Libri_, l’ultimo uscito, Il numero 8, Gen-Febb. 2009.
    Ecco, devo confessare che è stata proprio una bella sorpresa.

    Mi sembra riuscito l’esercizio di equilibrio nella scelta degli argomenti: nessuna puzza sotto il naso, nessuna paura di confrontarsi con questioni attuali (Saviano, la lettura a scuola) o pop (mi ha scaldato il cuore l’articolo sul Boss dove ho scoperto che le tre canzoni preferite di Colombati sono le stesse mie 🙂 e il tocco dell’oroscopo-consiglio di lettura; ma anche di affrontare un autore così appartato e di “meditazione” come Magris.
    E poi Vanni Codeluppi e del suo libro, scelta questa molto coraggiosa: un libro che parla di capitalismo e un’intervista in cui ci si riferisce a Marx come a pensatore di riferimento. Sembra quasi incredibile. Ottimo, davvero.
    Due piccole critiche:
    1) Avrei gradito maggiore spazio alle scelte forti. Intendo: se si sceglie di far parlare Codeluppi perché non farlo parlare di più, dedicare più spazio a un tema così complesso. Lo stesso per Magris. Mi sarebbe piaciuto un servizio più lungo.
    2) Non mi piace del tutto l’aspetto della rivista, forse la grafica e soprattutto la carta. Ma è solo una sensazione. 🙂

    complimenti e in bocca al lupo
    e spero di ritrovare Bea presto su questo blog
    ciao ciao
    gruppodilettura@gmail.com

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  28. Sisisi.si…, mi piace l’incontro mensile. Localizzate dove volete, poi spostatevi, così si soffre un po’ per ciascuno. Insisto, non mi attrae l’idea del poster, ma forse è vero, nelle librerie può star bene. Basta che non si vedano i peli delle braccia in controluce, come per Saviano! Scherzo, sono molto sensuali.. Ancora, se volete con il libro consigliato dai lettori, ma uno solo o esondiamo rapidamente, non è difficile. Ciao a chi legge e a Bea che regga forte il timone nella traversata. Io mi propongo per i refusi: ho doti notevoli!

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  29. Forse i lettori apprezzerebbero di più il poster di un autore classico, una bella immagine in bianco e nero. suggerisco simenon. E sono d’accordo con le osservazioni di luiginter. la veste patinata in edicola lo avvicina più alle riviste di gossip e non fa giustizia invece al contenuto.

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  30. sta diventando un vero piacere venire qui a leggere, e – lo dico con sincerità – sono felice anche delle critiche. Sì, perchè da un po’ di tempo a questa parte mi paiono proprio fatte “in famiglia”, cioè con l’intento di cambiare per migliorare, non di giudicare. Confesso che la gran parte delle critiche (vedi progetto grafico e refusi) sono i miei incubi notturni e diurni. Mi piacerebbe però andare oltre (una volta rivisti questi due problemi fondamentali). Che Libri non è frutto di un grande editore. Confesso che quando ho iniziato a pensare a questa rivista (nel frattempo ne facevo un’altra molto poco conosciuta che si chiamava Rivisteria e che ha vissuto per 25 anni) ho fatto il giro delle “sette chiese”: sono andata a presentare il progetto a chi sarebbe stato in grado di finanziarlo senza che questo gli cambiasse i bilanci: i grandi editori. Gli ho girati quasi tutti: per alcuni non avrebbe prodotto abbastanza utili, per altri l’idea di non poter interferire nelle scelte redazionali non andava a genio, per altri ancora il progetto era troppo ambizioso e “in Italia i lettori non amano queste riviste”, per alcuni, poi, era troppo popolare o troppo aristocratico.
    Il risultato: rimboccarsi le maniche e partire con tutti i limiti (finanziari) dell’autoproduzione. Ecco la genesi, da cui si possono comprendere – anche se non accettare – tutti i grandi difetti.
    Mi fermo per non annoiare il mondo.
    Però attendo il libro dei lettori, recensioni, e la collaborazione di chi come noi, non solo ama leggere, ma crede che se si leggesse un po’ di più si vivrebbe tutti meglio? Donchisciottismo? può anche essere, ma rivendico il diritto di praticarlo. (sorriso)
    E ora a chi vuol rimboccarsi le maniche per tutto, siamo qui: al chelibri@tiscali.it, oppure info@beamarin.it
    bea

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  31. Salve. Sono quella fissata sulle recensioni amatoriali. Mi piacerebbe che la rivista trattasse questo tema. E’ innegabile: basta navigare e si trovano più recensori che lettori (me compresa). E’ un bel fenomeno da studiare, no? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i professionisti. A me pare che il fenomeno stia diventando quasi una forma d’arte in sè. Cosa ne pensate?

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