Il commissario Spada: la Milano anni settanta che non si dimentica

Negli anni settanta avevo l’abbonamento a Il Giornalino, un settimanale per ragazzi edito dalle Paoline (ho scoperto che esiste ancora) con fumetti molto belli. Uno di questi fumetti era Il Commissario Spada: storie noir coraggiose di un poliziotto nella Milano della mala ma soprattutto nella Milano percorsa dai cortei, dai primi accenni di terrorismo, dalla ferocia della lotta politica di strada; ma anche la Milano degli slanci di ribellione ideale, della ricerca di dimensioni di libertà, personali e non solo pubbliche.
Atmosfere da Scerbanenco mixate con i racconti di cronaca politica e soprattutto il feeling di una città in grande fermento, ricca di pulsioni e emozioni, idee, violenza e passioni.
Insomma, per me ragazzino Spada è stato come un lungo romanzo di formazione.
Ora Mondadori (un paio di anni fa anche La Repubblica in una delle sue serie sui fumetti aveva pubblicato alcune storie del Commissario Spada) ha stampato una raccolta – Gli anni di piombo – con quattro storie pubblicate in origine, la prima nel 1972, l’ultima nel 1979 (“Terroristi”, il racconto più denso e forte, dentro il cuore e la pancia di quegli anni vissuti con lo sfondo della politica fatta a colpi di pistola).
Vi assicuro che ancora oggi i racconti a fumetti di Spada mi ricordano il mondo della Milano della adolescenza, non solo negli eventi ma anche nei disegni delle strade, nei dialoghi, nei vestiti, nei capelli, nei pensieri di Spada, nelle relazioni con il figlio (la mamma non c’è, per esplicita richiesta dell’editore che non voleva tra i piedi una storia sentimentale per il comissario). Gli autori del Comissario Spada erano Gianluigi Gonano e il disegnatore Gianni De Luca. Tutte le storie di Spada sono state ripubblicate da Black Velvet di Bologna.

L’immagine qui sopra è di ubc fumetti.

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Un pensiero riguardo “Il commissario Spada: la Milano anni settanta che non si dimentica”

  1. Ciao Luiginter! A me capitava ogni tanto di leggere “Il Giornalino” ed era davvero un bel giornalino!

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