Dario Fo, L’apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe!

A ottobre2007 un mio post su Al Gore, premio Oscar e Nobel per la pace per il documentario e il saggio UNA SCOMODA VERITA’, come strumenti per far conoscere come sia in bilico il futuro del pianeta a causa del surriscaldamento globale e per sottolineare che questo problema non è solo politico, ma anche morale.

In questi giorni di caldo così torrido che si fa fatica a pensare, la lettura di un piccolo libro di circa 200 pagine di un altro premio Nobel, in questo caso della letteratura( 1997 ), DARIO FO L’APOCALISSE RIMANDATA ovvero Benvenuta catastrofe! pubblicato da GUANDA ad aprile 2008 (euro 15).

Dario Fo nella prima parte autobiografica dice di essere oggi ossessionato dai problemi ambientali e in particolare dall’inarrestabile surriscaldamento del pianeta.

Per segnalare lo stesso gravissimo problema dunque due libri molto diversi come sono diversi gli autori: un candidato alla presidenza degli Stati Uniti e lo scrittore di teatro, il giullare, l’istrione: in comune la condivisione e la sentita, accorata partecipazione di fronte ad una tragica realtà, ma nello stesso tempo la speranza di un superamento dell’apocalisse a certe condizioni.

Dario Fo trasmette il suo messaggio con l’arguzia e l’irriverenza che gli sono congeniali, con l’abituale vis comica, ma anche con la massima serietà.

Il libro si apre con una frase di Gandhi: la terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di tutti, ma non all’avidità di alcuni

Il problema centrale, da cui si dipana il discorso, è l’ormai sicuro esaurimento del petrolio in un arco di tempo limitato per cui – come sintetizza la quarta di copertina –

un mattino, magari a Milano o a Roma o in qualsiasi altra città d’Italia o dell’Europa intera, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d’occhio crollano banche e assicurazioni , il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d’assalto, tornano in auge le biciclette e l’energia già prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione d’esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville superprotette e superaccessiorate, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne. E ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere ecc. ecc.

L’esaurimento del petrolio può essere una catastrofe, ma l’apocalisse può anche essere rimandata, se ci sarà la volontà di una riconversione dell’economia, la scelta di un nuovo modello di sviluppo. Dario Fo non vuole mostrarci la nostra terra in agonia, ma piuttosto ci invita alla ricerca di un nuovo equilibrio ambientale attraverso un nuovo stile di vita.

Dario Fo oggi è fortemente impegnato in questo ambito insieme a Franca Rame e al figlio Jacopo: il libro è già diventato spettacolo teatrale e molti in tutta Italia sono gli incontri per presentare il libro.

L’attore è stato anche padrino del recente convegno promosso dal movimento DECRESCITA FELICE e vorrei concludere questo mio post con le parole di GIORGIO PALLANTE, che mi sembrano rispecchiare pienamente il messaggio di Dario Fo:

La decrescita è l’elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio con il sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perchè lo scopo dell’acquistare non è il consumo, ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione.

La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio

Io penso che anche in un blog come questo, in cui si parla soprattutto di romanzi, ma anche di musica o di cinema o di fotografia, anche libri come quelli di Al Gore o di Dario Fo debbano trovare spazio…la mia convinzione è suffragata per esempio dalla biblioteca di Cologno Monzese, dove un gruppo di lettura si occupa proprio di problemi della DECRESCITA e si discutono libri di LATOUCHE e di altri.

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