Itinerario Izziano parte 5: la Major e la Joliette

(Per leggere la tappa precedente clicca qui)

La Major, originally uploaded by halighalie.

Questa tappa non è delle più belle esteticamente parlando, tant’è che noi abbiamo fatto solo un salto veloce  in auto alla Major.
Scendendo dal Panier, si arriva alla cattedrale in più punti criticata da Izzo:

Da place de Lenche abbiamo tirato dritto per rue de l’Eveché, fino alla cattedrale della Major. Una costruzione pesante e sporca, stile vecchio babà al rum, sullo svincolo dell’autostrada del Littoral. Le abbiamo girato intorno. “Questa” ha scherzato Rico, “è place de l’Esplanade”. Era davvero da ridere. La piazza era scomparsa sotto le quattro corsie. Le macchine, tantissime, sfrecciavano alla velocità di un circuito da formula uno. (Il sole dei morenti, p. 197)

Scivolò via dietro la cattedrale La Major. Il sole al tramonto dava finalmente un po’ di calore alla pietra grigia tutta sudicia. È in quell’ora del giorno che La Major, dalle rotondità bizantine, ritrova la sua bellezza. Dopo, torna a essere ciò che è sempre stata: una vanitosa schifezza del Secondo Impero. (Casino Totale, p. 33)

Alle spalle della Major, incomincia il porto commerciale de la Joliette.

Sono sceso a rotta di collo giù per rue Francois-Moisson, fino a place de la Joliette. Lì ho preso il boulevard, sotto la passerella dell’autostrada, tra i quai e i docks. Pedalando a tutta velocità. Per fortuna quella cazzo di bici andava avanti. Male, ma andava avanti. Ogni tre pedalate un giro di ruote. Altre tre pedalate per una raffica di vento. Il cambio cigolava, ma andavo avanti. Dovevo salire per un buon chilometro per beccare il ponte, sul porto, che permetteva di passare dai quai alla diga du larg. Una volta dall’altra parte dovevo rifarmi la stessa distanza, in senso inverso. Fino al faro. Non pensare. Pedalare. Pedalare. Rico. Aspettami. Aspetta. (Il sole dei morenti, p. 232)

Proseguendo ancora più a nord fino a uscire dalla città verso la sua periferie, si incontra il quartiere/sobborgo dell’Estaque, e dove iniziano le cites tanto descritte da Izzo e protagoniste della *Trilogia Marsigliese* (che però mia mamma ha vietato di visitare).

Passai dall’Estaque per tornare a casa. L’Estaque cercava di restare fedele alla sua vecchia immagine. Un porticciolo, un villaggio. A pochi minuti da Marsiglia. Si dice: abito all’Estaque. Non a Marsiglia. Ma il porticciolo, oggi, è circondato dalle cites dove si ammassano gli immigrati ricacciati dal centro della città. (Casino Totale, p. 128 )

L’itinerario continua nei prossimi giorni /settimane con le altre tappe

*giuliaduepuntozero

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2 pensieri su “Itinerario Izziano parte 5: la Major e la Joliette”

  1. Non ho commenti su questa tappa; tutto sommato concordo con la “vanitosa schifezza del Secondo Impero”, nonostante abbiaa un suo fascino intravedere tra le stradine del Panier le sue cupole come anche questa sua collocazione così incongrua ( tra l’altro in questo momento tutto il piazzale adiacente il mare è chiuso e fervono grandi lavori).

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