Itinerario Izziano parte 6: le Isole d’If e di Frioul

(Per leggere la tappa precedente clicca qui)

L’itinerario continua con un giro in battello.
L’imbarcadero si trova al Vieux Port, sul lato dove c’è il bar de la Samaritaine, e si può acquistare un biglietto solo per l’isola d’If o che comprenda anche le isole di Frioul. Noi siamo scesi solo nella prima, ritornando a Marsiglia il battello fa comunque tappa anche alle isole Frioul, dove noi non siamo scesi.
L’Ile d’If è ovviamente famosa per il suo chateau _castello_ e per il *Conte di Montecristo* di Dumas che qui è in parte ambientato.

Chateau d’If, originally uploaded by halighalie.

Sull’isola c’è praticamente solo il castello con una piccola esposizione, e le celle dove sono stati rinchiusi Edmond Dantès, l’abate Faria e altri celebri personaggi. Dalle torri c’è una bella vista di Marsiglia.

Di fronte a loro il sole tramontava sull’Estaque, illuminando con gli ultimi raggi la fortezza del castello d’If. Diamantis si ricordò all’improvviso del Conte di Montecristo. Il romanzo preferito di Amina. L’aveva portato a visitare l’isola, la cella in cui Dantès aveva trascorso quattordici anni della sua vita. Gli aveva letto il passaggio in cui Dantès veniva arrestato, proprio quando stava per sposare la bella Mercédès. (Marinai perduti, p. 197)

Sulle isole Frioul, invece, è ambientata la chiusura di Solea, anche se Izzo ne parla anche in molti punti di *Marinai perduti*.

L’Ecuador aveva doppiato l’arcipelago del Riou. Poi, superate le isole del Frioul, l’insenatura gli si era spalancata di fronte. Quasi una linea netta di luce rosata che separava l’azzurro del cielo dall’azzurro del mare. Ne era rimasto come abbagliato. Marsiglia, aveva pensato allora, è una donna che si offre a chi arriva dal mare. L’aveva perfino annotato sul giornale di bordo. Senza sapere che stava citando il mito fondadore della città: la leggenda di Gyptis, principessa ligure che si diede a Protis, marinaio focese, la notte in cui questi entrò nel porto. Da allora Diamantis aveva perso il conto degli scali. (Marinai perduti, p. 10)

Scoppiò prima sul mare. Poi sulla città. Un temporale violento. Di quelli che si vedono solo due o tre volte l’anno. Quando l’orizzonte s’incendiava di fulmini azzurri e verdi, il castello d’If e le isole del Frioul emergevano dalla notte. Seguiva il tuono, qualche minuto dopo. Non il solito rimbombo sordo e prolungato, ma uno schiocco da far saltare tutto in aria. Secco, freddo. Metallico. (Marinai perduti, p. 44)

Con Amina gli piaceva andare a fare il bagno. Sempre al largo. Sulle isole del Frioul. Un’infinità di calette dove potevano stare soli. (Marinai perduti, p. 108 )

L’itinerario continua nei prossimi giorni /settimane con le altre tappe

*giuliaduepuntozero

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