I romanzi mattone e altro

Due interessanti articoli sul numero di oggi, 31 agosto, dell’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore, entrambi a pagina 32, collegati fra loro.

Nel primo, *Così è risorto Stieg*, Cesare de Michelis, editore, racconta l’ultima, fenomenale scoperta della Marsilio, Stieg Larsson, e la storia dei rapporti fra la sua casa editrice e il giallo svedese prima e più in generale scandinavo poi, nato con l’acquisto dei diritti di Henning Mankell (di cui io, proprio in questi giorni, sto leggendo *La leonessa bianca*, terza avventura dell’ispettore Kurt Wallander).

In *Il mattone che trionfa in libreria* Giovanni Pacchiano parte proprio dal recente successo di *Uomini che odiano le donne* e di *La ragazza che giocava con il fuoco*, i due mattoni di 700 pagine ciascuno di Stieg Larsson, per interrogarsi sulla diffusione e soprattutto sul successo di quelli che definisce romanzi-fiume. Non solo Stieg Larsson, ma anche lo stesso Mankell e Leif G.W. Persson, per rimanere alla Marsilio, o ancora l’ultimo titolo della Fallaci.

Scrive Pacchiano:

[…] Il protagonista, almeno così crediamo, è un lettore colto. Ha più di quarant’anni (ma può averne anche settanta e passa). E’ deluso dalla vita pubblica e dal crollo dei valori di un mondo perbene ormai scomparso. Si sente, inoltre, accerchiato dalla cattiva letteratura e prova il bisogno di abbandonarsi a una narrativa totalizzante e chilometrica. Come le grandi letture della sua giovinezza. Sostitutiva della vita? Forse sì, almeno per il non breve tempo della lettura. Paradossalmente, anastetizzante e insieme esaltante. […] Ma non basta: i buoni romanzi-fiume sono, sempre, avvincenti. “Avvincente”, cioè qualcosa che ti lega. Sei fatalmente e strettamente legato al tuo libro sino alla conclusione della storia. […]

E voi cosa ne pensate? Qual è il vostro rapporto con i romanzi-fiume? Vi ritrovate in questa descrizione?

*giuliaduepuntozero

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i GdL a Mantova il 6 settembre

cari compagni di lettura, guardate nella vostra agenda: c’è un appuntamento che ci riguarda : sabato 6 settembre alle 12.15 ci aspettano in Piazza della Concordia. Portate le vostre esperienze, la vostra curiosità e soprattutto voi e magari i vostri amici, parenti, animali, libri… e una matita gialla per farvi riconoscere!
La nostra amica di mantova ha lavorato per noi e ci ha preparato una sorpresa che, sono sicura, gradiremo molto.
Intanto la ringrazio, la nostra Lettoreambulante, a nome di tutti noi.

noi, da Cervia ci saremo. a prestissimo
Bianca
biancaverri@gmail.com

La ragazza che giocava con il fuoco, Stieg Larsson

Ho parlato del primo libro di Stieg Larsson, *Uomini che odiano le donne*, qualche tempo fa, scrivendo di quanto mi fosse piaciuto e quanto mi avesse entusiasmata.

Se possibile, *La ragazza che giocava con il fuoco*, secondo volume di quella che è stata chiamata la Millennium Trilogy, edito da Marsilio, mi è piaciuto ancora di più. Mi ha tenuta legata alle sue oltre 750 pagine, facendomi spaventare, arrabbiare, sospirare di sollievo, rabbrividire.

Rispetto al primo libro, l’attenzione è maggiormente concentrata su Lisbeth, la giovane hacker, geniale, dotatissima per la matematica e i computer, asociale ma con una sua moralità molto rigida, gracile ma con capacità di difesa insospettabili. La rtroviamo all’inizio in un viaggio sabbatico in giro per il mondo, alle prese con quesiti matematici, e, come sempre, uomini che odiano le donne. Con Mikael Blomqvist non vuole avere più nulla a che fare, con grande dispiacere del giornalista, che si consola con una nuova, esplosiva inchiesta, questa volta sul trafficking di giovani prostitute. Ma tre omicidi arrivano a sconvolgere la storia, tanto più quando Lisbeth viene ritenuta colpevole e inizia una caccia all’uomo per trovarla in tutta la Svezia. Non voglio svelare oltre, ma solo consigliarvi di leggere *La ragazza che giocava con il fuoco* e, se non l’aveste ancora fatto, *Uomini che odiano le donne*.

Proprio mentre lo stavo leggendo, fra l’altro, è uscito un articolo sul Corriere della Sera che parlava della nuova *moda* turistica diffusa a Stoccolma: un itinerario letterario per la città in visita ai luoghi citati da Stieg Larsson nei suoi libri.
La mania è partita da Flickr, fino a quando il Museo della Città ha organizzato visite guidate di un’ora e mezza, da Södermalm (dove vive Mikael) a Fiskargatan (dove vive invece Lisbeth, a partire dal secondo episodio), da Goetgatan (sede della rivista Millennium) al bar Kvarnen (bazzicato un po’ da tutti i personaggi).

*giuliaduepuntozero

Radersi è far filosofia

Un angelo mi ha portato il nuovo libro di Murakami (quello sulla corsa 🙂 (ehm, sulla cosa avevo già tediato i lettori del blog qualche settimana fa) ma per ora parlo di barba: alla seconda pagina della prefazione ho scoperto che un pensiero cui tenevo tanto l’aveva già formulato (e a quanto pare era stranoto) Somerset Maugham: “In ogni rasatura sta un po’ di filosofia”.
Insomma, un’azione che si protrae per un po’, diventa, quasi incosapevolmente, un atto contemplativo, forse addirittura meditativo (questa è la precisazione di Murakami). Radersi ogni mattina è l’obbligata razione quotidiana di filosofia.

Orwell, i diari sul blog

george orwell diaries

Ho conservato il ritaglio del giornale di metà agosto giusto per ricordarmi di appuntarlo qui: l’Orwell Trust, Political Quarterly and Media Standards Trust sta pubblicando in un blog i diari di George Orwell: orwelldiaries.wordpress.com.

Tra l’altro, via via che la guerra si avvicina, pare che i diari lascino il tono di osservazione minuta della vita quotidiana (che è quello che per esempio si legge nei post di questi ultimi giorni) per andare verso i grandi temi della storia… Insomma, da seguire, direi.
(eh ecco, ovviamente son tornato: ma ho visto che il blog funziona benissimo anche in mia assenza 🙂

Quello che ti meriti, Anne Holt

Il secondo libro che ho letto nella prima tranche delle mie vacanze, come anche *Tre vite* di Penelope Lively, merita un ottimo voto.

Hanno parlato tanto di *Quello che ti meriti* di Anne Holt, ed. Einaudi. Ho letto diverse recensioni, tutte decisamente positive, molte sull’onda della moda dei gialli scandinavi che sta avendo il suo massimo esponente in Stieg Larsson (mi sono portata il secondo libro della Millennium Trilogy nella seconda parte delle mie vacanze, al mare, ne parlerò nei prossimi giorni); sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore di qualche settimana fa un unico articolo presentava il giallo della Holt e *La ragazza che giocava con il fuoco*.

Come scrivevo, il libro mi è piaciuto molto, un giallo che mi ha tenuta legata alle pagine e che mi ha fatto rimpiangere l’averlo finito così presto. Molto riuscito il protagonista, l’investigatore Yngvar Stubø; bella come sempre l’atmosfera nordica che traspare dai gialli scandinavi; un po’ macchinosa la trama, e forse in alcuni tratti non così verosimile, ma comunque giudizio molto positivo.

Speriamo vengano pubblicate anche le vicende successive.

Nel frattempo, Anne Holt sarà a Mantova al Festivaletteratura, il 6 settembre alle 10.30 al Cortile della Cavallerizza di Palazzo Ducale, presentata da Gianrico Carofiglio.

*giuliaduepuntozero

Marco Lodoli, Sorella

E’ stata una piacevole scoperta la lettura dell’ultimo romanzo di Marco Lodoli, SORELLA. Non avevo mai letto nulla di questo scrittore se non qualche articolo su REPUBBLICA o su IL DIARIO.

Protagonista una suora, già curiosa per il nome che porta, Suor Amaranta, che in prima persona sin dalle prime pagine ci racconta che “invecchia nella sfiducia, nel sospetto di stare dentro una storia bugiarda”, con dentro “un vuoto tremendo”, mentre intorno a lei le altre sorelle “sembrano indaffarate e felici”

La sua non è una monacazione forzata ,come l’avrebbero raccontata Manzoni o Diderot, anzi in casa avevano tentato di dissuaderla, quando a sedici anni aveva manifestato il desiderio di farsi suora, perchè aveva capito che il mondo non era fatto per lei

La mia strada non sarà mai nella vita , che la vivano gli altri la vita, se ci tengono tanto, che si scontrino e si moltiplichino…che facciano tutto il rumore che serve a farsi notare…io voglio avere il viso pallido delle suore, la loro grazia mansueta, grani freddi tra le dita”

E così eccola lì in un convento, a Roma…a guardare dalla finestra, mentre tutti gli altri corrono a fare soldi.

La madre aveva tentato di dirle che Dio non esiste ” non esiste altro che questa roba qui, mangiare, bere, fare l’amore, fare figli, fare soldi, stare con gli amici, dormire, sentire la musica, dimenticare in fretta”

La incontriamo invece a 36 anni. “nè felice nè infelice..disordinata e inutile come il mondo” costretta dalla madre superiora a diventare maestra d’asilo di tredici bambini, anche se Amaranta non ama i bambini che sono ancora ” vita non domata”. Interessante questa visione drammatica dell’infanzia, di bambini che, a differenza di lei, “vogliono,vogliono”. E così i bambini:

non sono la più grande gioia dell’esistenza..il mondo mente, non ha il coraggio di ammettere che ogni bambino precipitato qui con il suo fiocco celeste o rosa è altro tempo destinato a consumarsi vanamente”

Giorni difficili ,finchè non compare Luca, un bambino di cinque anni… diverso, con una strana adozione…quasi autistico, chiuso nei suoi silenzi.

E suor Amaranta è lì tra i bambini con i suoi pensieri:

Temo che ci siamo inventati tutto per la paura della morte. nel mondo ci sono diecimila religioni e ognuna crede di essere la verità, ma l’unica verità è che siamo carne buttata in un pascolo, nell’attesa di essere macellata. Siamo bestie poetiche, questo sì, abbiamo una fantasia inarrestabile, diamo voce agli alberi, ai pesci, ai defunti, al cielo, perchè il silenzio ci atterisce.

Una suora..a rovescio, a cui Dio non parla

Potevo essere tante cose, tante persone diverse, una madre, un’impiegata, una donna su un palcoscenico, una suicida, una seduttrice e invece sono quello che sono..una suora in una stanza del mondo…sempre inadatta da quando sono nata, sempre a cercare di nascondermi in un armadio

E poi l’incontro con “il bambino speciale”, con cui nasce una complicità fatta di silenzi, ma basteranno tre parole di Luca, perchè Amaranta faccia propri comportamenti del tutto inaspettati, perchè sia costretta a vivere quella vita che ha sempre rifiutato: tre avventure, per arrivare ad un finale a sorpresa, che magari mi sarebbe piaciuto… diverso… e che lascio scoprire agli eventuali lettori.

Una storia insolita non banale, raccontata con una scrittura agile, piacevole, intensa, che si fa leggere in poche ore… anche in un caldo pomeriggio d’estate!

MARCO LODOLI, SORELLA, EINAUDI, 2008, pp. 101