Radersi è far filosofia

Un angelo mi ha portato il nuovo libro di Murakami (quello sulla corsa🙂 (ehm, sulla cosa avevo già tediato i lettori del blog qualche settimana fa) ma per ora parlo di barba: alla seconda pagina della prefazione ho scoperto che un pensiero cui tenevo tanto l’aveva già formulato (e a quanto pare era stranoto) Somerset Maugham: “In ogni rasatura sta un po’ di filosofia”.
Insomma, un’azione che si protrae per un po’, diventa, quasi incosapevolmente, un atto contemplativo, forse addirittura meditativo (questa è la precisazione di Murakami). Radersi ogni mattina è l’obbligata razione quotidiana di filosofia.

10 pensieri riguardo “Radersi è far filosofia”

  1. Bentornato luiginter, anche se con un post tra cui segni tu stesso come tag “barba”.
    Che dire? I commenti sono inutili, come già fa notare Milla🙂

    Mi viene solo in mente, per uscire dal vicolo di maschilismo in cui ti sei impunemente addentrato, che voi uomini quindi filosofeggiate un pochino ogni giorno, ma considerando i tempi di rasatura medi direi che sono proprio pensieri brevi, soggetto-verbo-complemento.
    Noi donne invece quando ci dedichiamo a queste pratiche disboscanti ci mettiamo tempo, calma, precisione. Certo non tutti i giorni, ma quando tocca allora di filosofia vien fuori tutto Platone…

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  2. beh, però fenice, guarda che la mia barba è bella tosta e soprattutto io sono lento, soprattutto al mattino: quindi qualche pensiero in fila si riesce pur a mettere…
    E poi meditare ogni giorno fa bene: meglio che una volta ogni tanto o no?
    Quanto a milla, il post è sì un po’ maschile ma non maschilista, dai… comunque sono sicuro che si possa meditare anche lavando i piatti, no?😉

    ps – per chi non ci conosce:
    *i piatti li lavo pure io
    * milla è un vulcano di filosofia (tipo quattro lauree) quindi si fa beffe della mia piccola razione quotidiana; e a volte mi invita a farmi la barba più spesso, quando vede che non ragiono abbastanza
    *fenice invece è ottimista, mi vuole stimolare e mi ha ricordato che ci sono argomenti più interessanti della “barba”

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  3. Certo, anche lavando i piatti. Io sopratutto mentre faccio la doccia o mentre sto irrigando il giardino. Penso che l’acqua abbia questo effeto su di me, mi rilassa, apre la mia mente e mi invita a meditare e rifflettere.

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  4. Bentornato Luigi!
    Ho intravisto qualcosa sui giornali, oggi, sul soccer.
    Credo la tua squadra (tu sei interista, giusto? o commetto una gaffe?) abbia vinto una partita o qualcosa di importante ieri.

    Il tuo articolo, ed i successivi commenti di ***milla***, ***fenice*** ed ***Angélica***, appena letti or ora, mi hanno po’ distratto dal lavoro ma con un sorriso veramente aperto.

    Il tuo incipit ( MA io me lo sono gia’ tutto letto “What I talk about…” due settimane or sono! se vuoi ti anticipo…🙂 ) mi ha subito fatto venire alla mente un celeberrimo dialogo di altrettanto celeberrimo movie:”The Big Chill” (credo di averlo in mente a memoria in tre lingue almeno).

    E’ il dialogo tra due persone -alpha e bravo-, scaturito dal recente suicidio di un amico comune. Charlie, il terzo uomo, e’ la cinica voce, quasi un fuori campo: non dialoga con gli altri due ma ridirige il discorso.

    Lo riporto in originale ed abbozzo una traduzione, poiche’ l’immagine finale dell’orso non rende in italiano (scusate le parolacce):
    alpha: “some say suicide is the ultimate act of sef-absorption”;
    bravo: “he didn’t commit a suicide. it was an accident”;
    alpha:”that’s right, he was shaving. he had hairy wrist”;
    charlie: “to me, masturbation’s the ultimate act of self-absorption”;
    bravo:”you jerk off?”
    alpha: “does a bear have fleas?”;
    bravo:”no, I mean, does a bear shit in the woods?;
    alpha:”does a bear jerk off?;
    charlie:”I shit in the woods, but I can’t jerk off!”

    In italiano suona piu’ o meno cosi’:
    alpha:”Alcuni dicono che il suicidio sia l’atto estremo dell’ autoconcentrazione”;
    bravo:”Non si e’ suicidato. Ha avuto un incidente”;
    alpha:” Hai ragione. Si stava radendo. Aveva i polsi pelosi”;
    charlie:”Per me la masturbazione e’ l’atto estremo di autoconcentrazione”;
    bravo:”Tu ti masturbi?”;
    alpha:”Ho i peli ai polsi?”;
    bravo:”No, intendevo dire se ti autoconcentri?”
    alpha:”Quando mi rado, sempre.”;
    charlie:”Per me l’atto estremo dell’autoconcentrazione e’ cagare!”

    Vabbeh..me torno -esulo e sfigato- alla scrivania.
    Ma faro’ delle vacanze anche io (a gennaio, credo!)🙂

    hugs hugs hugs
    Fubar/080826

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  5. ciao fubar! il dialogo da “il grande freddo” è geniale! grazie per avercelo ricordato (mah: di quel film, che pure mi piacque molto, ricordo quasi nulla, solo la colonna sonora, direi; e la scena quando due dei personaggi vanno a correre insieme, la mattina).
    Gli atti di self-absorption comunque potrebbero essere un gran tema di riflessione, in effetti.

    Inter: sì sono supertifoso dell’Inter: E domenica si è vinto la Supercoppa. La cosa più bella della partita è stata la corsa di felicità del capitano Javier quando ha segnato il rigore decisivo… Letteraria l’atmosfera, mi è sembrata, almeno.

    Quanto al maratoneta-scrittore giapponese, appena ho concluso, ti dico… la lettura capita giusto a un mese dalla maratona di berlino.

    ricambio gli abbracci🙂

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  6. Il farsi la barba è un gesto che mi ha sempre affascinata .E’ il primo gesto che ricordo chiaramente e con tenerezza di mio padre : lui, infaticabile lavoratore, che trovava del tempo da dedicare a se stesso.Si radeva ogni tre giorni e io aspettavo come un rito irrinunciabile questo momento.D’estate aveva l’abitudine di radersi davanti casa usando un pezzo di specchio rotto, figlio della povertà di quei tempi e io guardavo affascinata i suoi movimenti ,osservavo attenta le rughe, le pieghe,i colpi e le carezze rudi dello scorrere del tempo sul suo volto.
    In uno dei primi film di Wim Wenders ” Nel corso del tempo” , mi pare, c’è una scena : uno dei due protagonisti si fa la barba allo specchio del suo camion, e lì si capisce che lui si trova in un momento cruciale della vita in cui deve trovare l’ uomo che è diventato…. ecco ,per me, il momento della barba può essere rappresentato da una scena simile : guardarsi allo specchio e contemplare l’uomo che si è e immaginare l’uomo che si potrebbe essere.

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  7. Per me, far filosofia è possedere una lunga barba e torturarsela mentre si pensa ai massimi sistemi!

    O.T. per Silvana : quanta tenerezza nel ricordo della rasatura del padre…

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  8. Quello che ha scritto Silvana alla fine “guardarsi allo specchio e contemplare l’uomo che si è e immaginare l’uomo che si potrebbe essere”… bello! Commentando questo tema con mio marito più di un messe fa, mi ha detto proprio questo, che forse per le donne il momento per filosofare sarebbe il momento di truccarsi, il trovarsi davanti allo specchio e apoco a poco far apparire un volto diverso può diventare una metamorfosi giornaliera, una cosa che può spingere a meditare…ma, siccome io non mi trucco (anche se qui in Messico le donne lo fanno abbastanza!!!!! ma, per dire la verità, non mi sembrano di filosofare molto).

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