Un anno pieno di parole e voci: Grazie a tutti voi!

hands on a book, originally uploaded by luiginter.

Ho pensato che il modo migliore per chiudere il 2008 e aprire il 2009 in queste pagine fosse ricordare che bel *gruppo* di: discussione, dialogo, suggerimenti, domande e risposte, inviti a leggere, richieste di consigli, consigli dati, sconsigli dati e richiesti sia diventato questo blog: un vero e proprio *Gruppo di lettura virtuale, a distanza, aperto…* vedete voi come definirlo.

Due numeri:
2069 (Duemilasessantanove) 2070 (Duemilasettanta) sono stati i commenti dal 1 gennaio 2008 a oggi (31 dicembre 2008, ore 16): vale a dire 5,668 5,671 al giorno. Il post più commentato, vera fucina di consigli di lettura, ma anche di discussioni autonome, sempre ricche e stimolanti: I libri più belli, letti nel 2008, con 353 commenti.
107 (centosette) sono invece stati i post: 0,293 al giorno, o meglio, uno ogni 3 giorni e mezzo.

Più dei numeri conta la qualità dei contributi: prima di tutto dei commenti, delle strade di approfondimento, ricerca e discussione che hanno aperto. Ma anche dei post, per i quali ringrazio tutti gli autori che ci hanno dedicato un po’ del loro tempo e del loro affetto, per le letture e per le persone che leggono.

Grazie anche a coloro che leggono senza scrivere: magari lasceranno un segno del loro passaggio nei prossimi mesi 🙂

Insomma:

grazie a tutti!!!

E contiamo su un fantastico 2009.

Auguri!

Con l’augurio che il 2009 sia l’anno in cui scoprire nuovi colori dell’arcobaleno

Darwin ci ha detto che siamo cugini delle scimmie, non degli angeli. Poi siamo venuti a sapere che veniamo dalla foresta africana e che nessuna cicogna ci aveva portato da Parigi. E non molto tempo fa abbiamo saputo che i nostri geni sono quasi uguali ai geni dei topi.

Non sappiamo più se siamo il capolavoro di Dio o barzellette sporche del Demonio. Noi UMANICOLI:

sterminatori di tutto,

i cacciatori del prossimo.

i creatori della bomba atomica, la bomba all’idrogeno e la bomba ai neutroni, che è la più salutare di tutte perchè annienta le persone ma lascia intatte le cose,

gli unici animali che inventano macchine,

gli unici che vivono al servizio delle macchine che inventano,

gli unici che divorano la  loro casa,

gli unici che avvelenano  l’acqua che gli dà da bere e la terra che gli dà da mangiare,

gli unici capaci di affittarsi o vendersi e di affittare o vendere i propri simili,

gli unici che uccidono per il piacere,

gli unici che torturano,

gli unici che violentano.

E anche

gli unici che ridono,

gli unici che sognano ad occhi aperti,

coloro che trasformano in seta la bava del baco,

coloro che trasformano i rifiuti in bellezza,

coloro che scoprono colori che l’arcobaleno non conosce,

coloro che danno nuove musiche alle voci del mondo

e creano parole perché non siano mute

la realtà e la sua memoria

da GLI SPECCHI di Eduardo GALEANO, Sperling  Kupfer,   2008,    pag 220

Non solo per il 2009  l’augurio di un mondo migliore, pur nelle difficoltà economiche che ci aspettano, ma anche un augurio personale agli amici  del GDL “Una pagina a caso” di cui faccio parte,e agli amici del blog, compagni dei migliori momenti di lettura…in particolare a Luiginter, Bianca, Fenice, Silvana, Renza, Giuliaduepuntozero, Fubar,Marina Forlani, Theleshore ecc.ecc. …….e tutti gli altri!!!

Amitav Ghosh, Mare di papaveri; il piacere di leggere trionfa!


mare di papaveri, originally uploaded by luiginter.

Solo per ricordare la forza del piacere di leggere.
L’occasione è il libro di Amitav Ghosh, Mare di papaveri (Neri Pozza), del quale, qui e là, in questo blog si è gia parlato (da alcuni è stato indicato tra i migliori fra quelli letti nel 2008).

Mentre pensavo a come esprimere il piacere suscitato dalla lettura di questo libro, è venuta a galla la sensazione della vicinanza di questo piacere con quello generato dai romanzi di Dickens: avventura, personaggi di ogni tipo e forma, chiaroscuri, immagini ineguagliabili, la Storia sullo sfondo.

Siamo nell’India inglese del 1838, alla vigilia della guerra dell’oppio con la Cina. Nell’India dominata dai mercanti e soldati della Compagnia delle Indie orientali si muove uno stuolo di personaggi che vicende di ogni tipo portano inesorabilmente verso un grande veliero, la Ibis, pronta a salpare da  Calcutta. Leggi tutto il post

L’inferno

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui; cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino, da *Le città invisibili*, p. 164

Svuotando gli scatoloni di libri nella mia casa nuova, mi è capitato fra le mani questo libro, e mi sembrava che questa citazione ci stesse proprio bene, per questo fine 2008.

Buon Natale a tutti!

*giuliaduepuntozero

Regalare libri: la difficile strada per arrivare fino al comodino

lo spazio per i libri, originally uploaded by luiginter.

Diciamocelo: regalare libri è spesso una scorciatoia, per non sbattersi troppo, un gesto superficiale.
E chi prova invece a regalare un libro sforzandosi, pensandoci, cercando di fare centro, quante volte finisce deluso? Dalla reazione di chi lo riceve o dal fatto che il libro rimane non letto, nello scaffale ad aspettare…

Forse aveva ragione un mio amico che diceva che non si dovrebbero regalare libri. O che andrebbero regalati solo  alle persone che conosciamo così bene da poterci permettere di scegliere un libro capace, con buone probabilità, di arrivare fino al comodino.

Ed è un’impresa difficile, a volte imprevedibile: le lettrici e i lettori sono lunatici, fissati; hanno idiosincrasie, un libro che sarebbe giusto in estate non lo è in inverno, un libro che sarebbe stato apprezzato lo scorso anno oggi magari raccoglierebbe indifferenza; e poi conta la fiducia che il lettore ha in chi fa il regalo, la disponibilità a farsi sorprendere, a imbrogliare il filo delle sue letture: un filo diverso per ciascuno, casuale magari:  ma forte, tenace, intimo direi, quasi. Come il comodino, appunto.

Che fare? 😦

Covo, base o casa?

rapimento-moro1

“Radio e televisione erano accese. Poco dopo le nove, fu il frastuono assordante degli elicotteri che si alzavano su Roma a dirmi che tutto era successo. Non resistevo più, non riuscivo a restare in casa. Scesi la breve rampa di scale verso il portone d’ingresso. La strada era silenziosa, deserta.”
 
Così inizia “Il prigioniero” di Anna Laura Braghetti, e quella stessa strada, via Montalcini, tristemente nota per aver ospitato i 55 giorni di prigionia di Aldo Moro, torna nel suo silenzio e apparente anonimità in chiusura:
 
“Chiusi a chiave la porta del mio garage. Uscii sulla strada. In giro c’era solo un uomo che portava a spasso il cane”.
 
Uno dei tanti capitoli bui della storia italiana che dopo 30 anni ancora fa discutere. O almeno così è stato qualche giorno fa per il nostro gruppo di lettura casalingo.
Le direzioni in cui sono scivolati i discorsi sono state molteplici e faccio fatica ora a ripercorrerle in modo lineare, vi lancio solo dei sassolini per trovare la strada da voi:
– la storia del sequestro, del sequestrato, dei sequestratori
– cosa sarebbe successo se… (lo avessero rilasciato, lo Stato avesse accettato di trattare, al posto di Moro avessero rapito Andreotti…)
– il terrorismo delle BR, della RAF, e di altri luoghi e tempi vicini e lontani
– il libro e il film (“Buongiorno, notte” di Bellocchio, liberamente tratto da)
– il prima e il dopo, per i protagonisti e per l’Italia
– i contrasti insiti nel gruppo e nei singoli protagonisti, necessità e paradosso di vivere una doppia vita
La novità di questo incontro è stata la presenza virtuale ma vivissima della nostra corrispondente dall’estero, che grazie a Skype ha condiviso uno spazio nel salotto e nella discussione: la prima videoconferenza nella storia del nostro gdl, seppur con qualche difficoltà tecnica all’inizio, ci ha entusiasmato come bambini la mattina di Natale e fatto sentire molto vicini nonostante i km, e le Alpi e i Pirenei in mezzo. Le è mancato solo un piatto colmo di prelibatezze e un bicchiere in mano per festeggiare con noi un compleanno
 
Ce ne siamo tornati a casa (io stavolta c’ero già…) con tanta voglia di rivederci a gennaio e di riprendere letture, chiacchiere e tanto altro ancora.
Appuntamento tra un mese circa con “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini.