I mille romanzi che tutti dovrebbero leggere

Il Guardian ha selezionato i mille romanzi che tutti dovrebbero leggere.
Son divisi per categorie: per esempio i gialli e noir, nell’elegante e laica categoria “crime“; oppure i libri “comici” rubricati in “comedy” (ma: comedy is not humor…), o ancora la rassicurante “Family & Self” per libri come Papà Goriot, I Fratelli Karamazov ma anche Middlesex di Jeffrey Eugenides. E naturalmente i romanzi d’amore: Love.

Le liste sono in ordine alfabetico per autore: quindi, prima di scandalizzarvi per chi c’è e chi non c’è, dovete avere la pazienza di scorrere, per ogni tipo di romanzo, le tre parti in cui è suddiviso l’elenco. La lista dei romanzi di crime, per esempio, incomincia con L’uomo dal braccio d’oro di Nelson Algren, autore sublime, in effetti, ma non credo che lo avrei mai inserito fra i giallli o noir.

Interessanti anche alcune digressioni: come i migliori detectivi atipici (The best unusual detectives), i migliori romanzi che usino il flusso di coscienza (The best stream-of-consciousness novels). C’è anche una interessante incursione nella graphic novel.

1000 novels everyone must read, Guardian.co.uk

Chi prova a contare quanti ne ha già letti?

Aggiornamento: al Guardian continuano ad aggiungere pezzi al mosaico che compone i “mille romanzi che tutti dovrebbero leggere. Oggi, per esempio, hanno aggiunto la categoria State of the nation: piena di libri interessanti, per tutti, mi pare: Dickens, Rushdie, Franzen, Zadie Smith. George Orwell ecc. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivarne altri.

Ecco. Ora hanno completato la serie con Science fiction & fantasy, e War and travel.

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9 pensieri riguardo “I mille romanzi che tutti dovrebbero leggere”

  1. Nella sezione “Love” c’e’ L’amante, di Marguerite Duras!. Mi e’ piaciuto.
    Ma Il conte di Montecristo e’ un noir??
    Questi elenchi sono infiniti e un po’ confusionari : )

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  2. Mi viene spontaneo rispondere con lo stracitato Pennac che il verbo leggere non sopporta l’imperativo.
    Ok, “dovrebbe” secondo l’analisi grammaticale è un condizionale, però quel “dovere” lì proprio non mi garba, abbinato ai libri poi ancora meno…
    Non ho guardato questa lista e non so se lo farò, non amo gli elenchi, e se proprio cerco dei consigli di lettura, allora preferisco i nostri “i libri più belli letti nel …” che non hanno la pretesa dell’universalità e sono ricchi dell’esperienza personale del lettore.
    (Scusate la polemica, ma questo blog è bello proprio perchè ognuno si sente libero di dire la sua, tante opinioni e nessuna sentenza)

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  3. Mi pare che le categorie in cui sono suddivisi i titoli non siano 3 ma 5 (State of the Nation, Family & self, Comedy, Crime e Love).

    Non è semplicissimo cercare un titolo, anche perché le categorie sono piuttosto arbitrarie e ognuna di esse è pubblicata in più pagine differenti. La consultazione risulta quindi piuttosto faticosa e poco intuitiva. Eppure non ci sarebbe voulta una gran competenza informatica per organizzare la cosa in modo più semplice…

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  4. @Ermanno: il fatto è che stanno aggiornando il servizio e aggiungono via via nuove categorie. Ieri, quando ho scritto il post, “State of the Nation” ancora non c’era.

    ciao ciao

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  5. Quindi, se non ho capito male, per consultare
    ( faticosamente) tutte le categorie alla ricerca dei titoli che potremmo aver letto, si sottrae congruo tempo prezioso alla lettura dei libri che non abbiamo ancora letto…

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  6. @Fenice: dai, lo sai che per me (per noi tutti, credo), la lettura è un’attività *anarchica*, a zig zag, piena di sorprese.
    Questo dei mille romanzi è un gioco; o un divertente inventario di cose da tenere d’occhio. Certo non va preso troppo sul serio. Potrebbe essere una versione un po’ ironica di un canone. E come tutti i canoni dovrebbe solo far discutere, non sembrare un’imposizione. 😉

    ti abbraccio

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  7. Perché non sono d’accordo con il Guardian.

    La terza persona narrante di Papà Goriot non è solo onnisciente e onnipresente, caratteristiche che in un romanzo dell’800 ci si deve aspettare, quello di questo libro è un narratore che ha finalità pedagogiche, didattiche: ha la pretesa di insegnare e di ammaestrare. Non accompagna il lettore prendendolo sotto braccio, sembra volerlo condurre, a forza, tirandolo per il guinzaglio, all’unica conclusione possibile.
    Non sarebbe corretto cercare i temi tipici del novecento in un’opera del XIX secolo, ma, a mio parere, alcuni contemporanei di Balzac sanno esprimere maggiore forza evocativa dimostrandosi più vicini alla nostra sensibilità.

    Mariangela

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