Con la crisi economica si frequentano di più le biblioteche? (a Seattle è così)

Seattle_Public_Library, originally uploaded by Odessea.

Seattle oltre che una delle città più amichevoli degli Stati Uniti è anche una di quelle dove si legge di più (forse non è un caso 😉

Pare che però i bibliotecari siano comunque sorpresi dalla crescita dei prestiti nel 2008 rispetto al 2007. I due sistemi bibliotecari dell’area cittadina King County Library System (KCLS) e Seattle Public Library (SPL) hanno registrato incrementi rispettivamente del 6,55% e addirittura del 21%

(Nel conto ci stanno anche i cd, i dvd, gli audiolibri e gli e-book). Per avere un’idea, il totale dei prestiti delle due istituzioni è attorno ai 30,5 milioni.
La cosa interessante è che i blibliotecari attribuiscano la crescita delle attività alla crisi economica

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9 pensieri riguardo “Con la crisi economica si frequentano di più le biblioteche? (a Seattle è così)”

  1. Dalle foto si vede che si tratta anche di una bellissima struttura!
    Anche il Diamante Nero a Copenhagen non e’ brutto. Come si fa ad avere una biblioteca cosi’ in citta’?
    Inclusi bibliotecari gentili e una buona collezione di libri in lingua originale… sogni.

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  2. Io, dopo decenni che non lo facevo, ho ricominciato ad andare in biblioteca. Però… ci vado per prendere dvd, e non libri (per quest’ultimi ho una vera e propria attrazione fisica, devo averli nella mia libreria, altrimenti sto male). E ci vado perché ho appena traslocato, e vicino alla mia nuova casa c’è una biblioteca, bellissima.

    *giuliaduepuntozero

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  3. Crisi economica a parte, mi considero fortunatissima…

    Abito nella provincia di Milano e sono iscritta alla biblioteca dal 1970 !

    Al contrario di giuliaduepuntozero non credo nel possesso dei libri e tranne poche eccezioni li prendo tutti in prestito.

    La struttura è davvero bella, le mie due bibliotecarie sono favolose e abbiamo anche dei libri in lingua originale. Quindi perchè aspettare la crisi economica per andare in biblioteca?

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  4. …io sono di quelle che crisi o no il libro lo devono avere, possedere, fare suo. Mi piace guardarli nelle mensole o scaffali di casa mia e dire…quello l’ho letto e prenderlo in mano…ogni libro letto ha poi la data in cui l’ho comprato e un pensiero..con quelli delle biblioteche questo non puoi farlo.

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  5. Concordo con te, brionytallis. Frequentare le biblioteche è bello e rasserenante. Giri tra gli scaffali, guardi e scovi sempre qualcosa che ti cattura. Finchè ci sono, amiamole e diamo loro vita.
    Quanto a chi ama il possesso, il problema è che arriva il momento in cui i libri rivelano non solo un contenuto, ma anche di occupare uno spazio fisico. E in casa proprio non ci stanno più. E’ così, garantisco…

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  6. Trovo sempre interessante considerare i diversi punti di vista. Un mio vecchio professore diceva che i libri importanti sono quelli che si leggono e non quelli che si comprano, ma anche per me il possesso del libri che leggo è una sorta di bisogno quasi ancestrale. Tuttavia amo le biblioteche. A questo proposito mi permetto di segnalare la serie delle bilbioteche che sono state fotografate e pubblicate su:
    http://curiousexpeditions.org/2007/09/a_librophiliacs_love_letter_1.html
    Buona serata a tutti.

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  7. Magnifica biblioteca 😐 (la potrei benissimo aggiungere all’itinerario, se mai farò quella mia Seattle-SanDiego a cui penso spesso eheh)

    Con la crisi economica si frequentano di più le biblioteche?
    Forse la mia risposta è un “nì”. Per quanto riguarda me, le due cose sono (quasi)completamente scollegate. Non mi faccio grossi problemi a spendere per i libri, anche in questi periodi (forse anche perchè quelli che prendo solitamente non sono i più commercialmente profittevoli o magari sono di seconda mano). E’ anche vero che per adesso non devo affrontare grossi impegni economici e probabilmente risentono più i miei genitori della crisi.

    Il prestito è senza dubbio un gran servizio (generalizzando) e i bibliotecari volenterosi che ti fanno arrivare i libri da altre biblioteche, se non disponibili lì, sono un’autentica manna. Finora ho sempre adottato la tattica “ok, lo prendo in prestito e poi se mi folgora lo compro”. D’altronde ci sono libri che ti colpiscono al cuore, hai l’impressione di doverli portare con te per sempre (quindi gironzoli con queste freccie conficcate nel petto)

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  8. Il 16 giugno si è tenuta, presso la biblioteca delle Oblate (http://www.bibliotecadelleoblate.it/) la presentazione del libro di Antonella Agnoli “Le piazze del sapere”. Il libro è dedicato ad una discussione sulla opportunità di modificare la funzione della biblioteca intesa come tempio sacrale ed elettivo di un unico sapere, a favore di un luogo sociale, un centro dove le diverse culture ed i saperi possano trovare accoglienza. Durante la presentazione sono emersi diversi interessanti concetti, come quello delle Ideas Store. E’ stata anche un occasione per i bibliotecari che hanno raccontato e testimoniato un forte senso civico e democratico della cultura. Il libro sta avendo un discreto successo e pensavo che un piccolo resoconto potesse interessare. 🙂

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  9. forse questo perchè la biblioteca è diventata li a Seattle qualcosa di più… qualcosa che abbandona il concetto di archivio di soli libri cartacei.. che poco piacciono alle nuove generazioni, ma invece tutta il sistema è pensato e progettato per includere nuove forse di informazione tecnologicamente nuove.
    Rem Koolhaas è l’architetto che l’ha realizzata ed è uno dei più controversi, criticato, amato e quasi anarchico architetto d’oggi.

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