A favore dei Classici

Dopo la lettura dell’articolo sui long seller della rivista CHE LIBRI, ancora una riflessione sui classici. Ho trovato talvolta scritto che leggere apre finestre sull’anima. Più ci penso e più ho la sensazione che non si tratti tanto di finestre quanto di passaggi temporali.
Vieni sbalzato in altre epoche storiche, ritorni a tuoi ricordi del tempo passato, immagini come potrà essere
il futuro, tutto leggendo. E’ un modo comodo di viaggiare, a volte l’unico che ti è permesso dalle circostanze. Lo stesso libro, a distanza di anni può apparirti diverso e farti riflettere su te stesso o sui rapporti con gli altri.

E’ quello che a me è successo rileggendo le Poesie di John Donne.
Tradotte per dovere a scuola, scivolate su una mente rivolta al movimento e al futuro, aderiscono ora perfettamente alla necessità di fermarmi. Scopro così un autore dalla personalità complessa, dal pensiero denso, speculativo, ironico. L’edizione è quella della BUR, premiata dalla traduzione che spoglia i ricordi scolastici dalla solenne pedanteria e restituisce un linguaggio fresco, moderno e comprensibile al lettore. Perfino a chi, come me, non condivide la dimensione religiosa, appare sentita la sua esigenza di spiritualità che non viene penalizzata dall’ascetismo. Donne è un uomo con i piedi ben radicati a terra, consapevole e niente affatto ingenuo.
Da riprendere in mano – cosa per altro consigliata anche dal punto di vista ecologico-.

Ps: grazie per l’ospitalità! laraffaella

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4 pensieri su “A favore dei Classici”

  1. Mi domando quanto la lettura possa incidere su ciò che siamo. Nel mio caso devo dire che un libro davvero riesce a trasformare il mio pensiero e la mia persona. E’ come se il libro dialogasse profondamente con ciò che io sono. Ma ho conosciuto lettori dai gusti molto raffinati i cui valori però non corrispondevano per niente a ciò che leggevano. Cosa ne pensate? La lettura può trasformare le persone?

    Comunque grazie Laraffaella per il buon consiglio!

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  2. Non saprei, credo dipenda da molte cose, probabilmente anche dal periodo della vita in cui vieni a contatto con una certa lettura. Alcuni si sentono illuminati da un particolare libro. Nel mio caso ho il sospetto che l’incontro sia stato il frutto di una ricerca inconscia. Interessante quesito!

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